lunedì 16 ottobre 2017

Citazioni Cinematografiche n.221

Angela: Credo che Dio abbia un piano per tutti noi.
John: Dio ci guarda come delle formiche. Non ha piani, credimi
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(Angela Dodson/Rachel Weisz e John Constantine/Keanu Reeves in "Constantine", di Francis Lawrence - 2005) 


 

sabato 14 ottobre 2017

Le Storie #60 – La Legge Zero

Nel rispetto di quanto riportato nell'editoriale introduttivo, nel numero 60 della collana Le Storie, La Legge Zero, il lettore ha tra le mani l'incontro fra Agatha Christie e Isaac Asimov

 

Giallo e Mistery, Fantascienza e Visione Futuristica infatti si mescolano e si rafforzano a vicenda per una intrigante e coinvolgente storia, degna di entrare nella serie Bonelli.
Probabilmente i più puristi storcerebbero il naso, a sentire/vedere il paragone, l'accostamento ai due grandi scrittori citati, ma ad una lettura attenta e, non secondariamente, libera da reticenze di sorta, si nota come lo sceneggiatore Giovanni Eccher riesca a declinare e coniugare in modo compiuto le caratteristiche portanti della scrittura dei due autori, senza privilegiare l’uno o l’altro genere.



L'elemento mystery, proprio della trama alla 10 Piccoli Indiani, è infatti influenzata dal contesto futuristico e in particolare dalla presenza fondamentale e centrale di androidi nella vita comune, mentre il lato fantascientifico viene esaltato proprio grazie al contesto tipicamente da giallo (della camera chiusa), che concede spazio e autorevolezza ad una serie di riflessioni sul rapporto tra umano e artificiale (tematica tipicamente asimoviana).

Sebbene i più accaniti appassionati di giallo possano far notare come risulti forse fin troppo evidente quale sia uno dei maggiormente centrali misteri propri della storia proposta, la conclusione ed il disvelamento finale di questo sono niente affatto banali, nel rispetto della doppia anima dell'albo e con ogni particolare che trova propria ragion d'essere nell'insieme.


I disegni di Valentino Forlini sono forti di un segno chiaro e preciso, una linea morbida nel rappresentare i personaggi e dotata di grande attenzione per i dettagli, sia nei volti che negli sfondi, per un risultato elegante. 


In un prossimo futuro… il magnate della robotica Kayn Doppler ha organizzato una cena davvero speciale. Vi saranno ammessi pochi eletti, personalità di spicco della finanza e della politica, per assistere alla presentazione di un nuovo prototipo segreto. Qualcosa, però, non va per il verso giusto... (da sergiobonelli.it)

giovedì 12 ottobre 2017

Assenza



Questo è amore, pensava lei, sì o no? Quando noti l'assenza di qualcuno, e detesti quell'assenza più di ogni altra cosa. Ancora più di quanto ami la sua presenza.
(Jonathan Safran Foer in "Ogni cosa è illuminata" - trad. Massimo Bocchiola)







 

lunedì 9 ottobre 2017

Citazioni Cinematografiche n.220

"Fesso" è quasi grave come "cornuto". Ma "cornuto" è più grave di tutto. 
(Capitano Bellodi/Franco Nero in "Il Giorno della Civetta", di Damiano Damiani - 1968)



sabato 7 ottobre 2017

lunedì 2 ottobre 2017

Citazioni Cinematografiche n.219

Quel Terminator è là fuori. Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui. Non sente né pietà, né rimorso, né paura. Niente lo fermerà prima di averti eliminata. Capito? Non si fermerà mai. 
(Kyle Reese/Michael Biehn in "Terminator", di James Cameron - 1984 )




sabato 30 settembre 2017

La solitudine di chi corre

Dai Belle & Sebastian a Tony Richardson.
Da Gioventù Amore e Rabbia a The Loneliness Of The Middle Distance Runner.


La canzone dei Belle & Sebastian “The Loneliness of the Middle Distance Runner” è quasi omonima del film di Tony Richardson del 1962 “The Loneliness of the Long Distance Runner”, in italiano “Gioventù Amore e Rabbia”.



Il testo della band pop-rock scozzese è un po' triste, non possiede la carica di ribellione e rabbia propria del film, che si inseriva nel filone del battagliero “free cinema”, che negli anni cinquanta e sessanta smosse le acque della cultura britannica.
Più propriamente ne è uno dei prodotti più belli e riusciti, in grado di entrare di diritto a far parte di una sorta di nouvelle vague del Regno Unito, che aprì la strada alla swinging London dei Beatles e allo svecchiamento della cultura britannica in teatro, letteratura e cinema.

Fu effettivamente meno brillante e radicale sul piano delle forme di quanto non sarebbe stata quella francese, ma certamente più solida nel rifiuto del conformismo perbenista e classista. Ebbene Gioventù Amore e Rabbia ha origine da uno degli scrittori più attivi nel periodo, Alan Sillitoe, che riuscì a trasferire nella sceneggiatura il furore proprio del suo duro e acre romanzo (qualche anno fa riedito da Minimum Fax).


Il regista Tony Richardson, coadiuvato dall'intelligente e benemerito lavoro dell'operatore Walter Lassally, che mette in atto un servizio asciutto, senza compiacimenti di sorta per una fotografia sporca ed impastata, crea intorno al personaggio centrale della storia, un giovane delinquente interpretato da Tom Courtenay, un ambiente tetro e sordido al limite dell'immaginabile.

Courtenay è Colin Smith, vissuto soffrendo all'interno di una famiglia che gli è sempre sembrata distante, così come la scuola e le istituzioni in generale. Si ribella, come volevano ribellarsi, ad ogni costo, gli esponenti del “free cinema”. Finito in riformatorio, nel momento in cui si rende conto, prende consapevolezza, reale, della propria realtà, privata e pubblica, di come stia andando incontro al destino deciso dalla società, emblematicamente impersonata dal direttore della struttura in cui è stato inserito, mette in atto una paradossale ribellione, rinunciando ad una fallace ed ingannevole gloria personale.



Il film, per quanto ad una visione odierna potrebbe sembrare datato, forse anche poco equilibrato a causa di un lungo flashback centrale e troppo distante dalle condizioni e situazioni, nonché delle posizioni di molti ragazzi di oggi, si mostra come un racconto con rabbia dei giovani proletari e dei precari di quegli anni, quando era ancora la fabbrica a formare la loro cultura e a nutrire la loro rivolta. Ora invece si nota tra i ragazzi una certa scarsità di visione ed idee, per non per parlare di ideali, schiacciati come sono, come siamo, da incertezza, precarietà, struggente e dannoso individualismo che altro non è che solitudine. Come si nota nel testo della canzone dei Belle & Sebastian. Per cui a rivedere, a ripensare al film di Richardson, si vorrebbe avesse dei corrispettivi nel cinema dei nostri giorni, non sempre totalmente in grado di cogliere la situazione e magari innescare vera consapevolezza, autentica presa di posizione e sana rabbia.

giovedì 28 settembre 2017

Un Vagabondo

IL VAGABONDO

È un tributo o un tradimento quando
Tornando dal dolce per strade solite,
Lascio le tue labbra e gli occhi cercandoti
                  sul viso di un’altra?

Perché cerco quello che già possiedo
E trovo lontano quel che ho vicino?
Non lo so – So soltanto che desidero
                 trovare te infine.

So che l’amore ha tanti focolari
Che la Fame va per vie senza fine
Che il sogno del Bello guida la terra
                  E mi riporta a casa.


Louis Untermeyer

 

lunedì 25 settembre 2017

Citazioni Cinematografiche n.218

"I bisogni per la sopravvivenza fisica sono risolti proprio dalla produzione industriale, che propone adesso come altrettanto necessari il bisogno di rilassarsi, di divertirsi, di comportarsi, di consumare in accordo con i modelli pubblicitari, che rendono appunto manifesti i desideri che ognuno può provare."

(Impiegato/Gino Lavagetto in "Dillinger è morto", di Marco Ferreri - 1969)



giovedì 21 settembre 2017

Giallo, Noir & Thriller/45

Titolo: Il Bosco di Mila
Autore: Irma Cantoni
Editore: Libromania – 2017



Un bel personaggio Vittoria Troisi, capo commissario romana in servizio a Brescia, dove deve occuparsi della scomparsa di una bambina, Mila Morlupo, figlia e nipote di due degli uomini più in vista in quella ricca città lombarda.

L'ambientazione bresciana non si limita al contesto cittadino, allargandosi alla provincia, dal lago di Garda fino ai paesini di montagna, luoghi chiave della vicenda raccontata, che risulta intrigante e coinvolgente. Grazie alla buona caratterizzazione di gran parte dei personaggi ed all'attenzione dell'autrice Irma Cantoni per le sfaccettature e le peculiarità di un contesto socio-culturale ed umano, il lettore si trova immerso in una realtà in divenire, complessa ed eterogenea, a dispetto di molte fallaci semplificazioni giornalistiche e tipiche di una classe politica, come quella attuale, incapace di leggere la società ed il territorio.

La scomparsa, il rapimento di una bambina a cui seguono morti e drammi familiari, che collegano il presente con gli anni di piombo ed il periodo della Resistenza e del secondo conflitto mondiale. Personaggi che attraversano gli ultimi 70 anni della storia d'Italia, a caratterizzare un'indagine che si sviluppa e risolve in modo originale e con un certo grado di freschezza e brio.



L'autrice, cultrice di Buddismo, inserisce in una narrazione semplice e tutto sommato lineare, con tratti tipici del giallo e del thriller, elementi di storia, di filosofia e di una visione della vita e della morte che fanno sfumare i concetti di bene e male. Attraverso i vari personaggi ed un elemento che solo all'apparenza è meramente fantastico/ultraterreno, la protagonista Vittoria Troisi fa incontrare fatti ed ipotesi, indizi ed intuizioni, azione e riflessione, dando la stessa importanza a quanto viene detto come ai silenzi di chi sa ma non dice. Un carattere per niente bidimensionale, complesso e quindi stimolante, che potrebbe offrire ancora molto ai lettori.


La notte di Santa Lucia è la più lunga dell'anno, una notte magica di trepidante attesa nelle case di Brescia per l'arrivo dei doni che anticipano il Natale. Nella villa dei Morlupo tutto tace, le luci sono spente, nessuno attende regali, ma notizie della piccola Mila, scomparsa quella mattina nel bosco di Mompiano. Le ricerche delle forze dell'ordine e dei volontari che setacciano la zona non si fermano neanche al calar del buio: i Morlupo sono una delle famiglie più ricche e influenti della città. A complicare le cose la scoperta della scomparsa di un'altra compagna di classe di Mila.(da amazon.it)