lunedì 29 agosto 2022

Citazioni Cinematografiche n.474

 

Dottor Strange: Allora, Peter, a cosa devo il piacere?

Peter Parker: Ah, giusto. Mi dispiace disturbarla, signore, ma...

Dottor Strange: Per favore, abbiamo salvato mezzo universo insieme, puoi evitare di chiamarmi "signore".

Peter Parker: Okay, ah, Stephen.

Dottor Strange: Suona strano, ma te lo concedo.

(Dottor Strange/Benedict Cumberbatch e Peter Parker/Tom Holland in “Spider-Man: No Way Home”, di Jon Watts - 2021)





venerdì 26 agosto 2022

Incipit 87/100

Era una fresca limpida giornata d'aprile e gli orologi segnavano l'una. Winston Smith, col mento sprofondato nel bavero del cappotto per non esporlo al rigore del vento, scivolò lento fra i battenti di vetro dell'ingresso agli Appartamenti della Vittoria, ma non tanto lesto da impedire che una folata di polvere e sabbia entrasse con lui”.

(1984, di George Orwell – trad. Gabriele Baldini)










lunedì 22 agosto 2022

Citazioni Cinematografiche n.473

Nick Fury: Sei persona molto difficile da contattare, Spider-Man.

Peter Parker: Lei è Nick Fury. E appena sparato a Ned!

Nick Fury: È un blando tranquillante, si riprenderà. Allora finalmente ci conosciamo. Ti ho visto al funerale, ma non era un buon momento per scambiarci i numeri.

Peter Parker: No, sarebbe stato importuno.

Nick Fury: È quello che ho detto io.

Peter Parker: Giusto.

Nick Fury: La cosa importante è che tu sia qui. Dove volevo portarti io, tu mi hai evitato, ma ora sei qui. Che coincidenza.

Peter Parker: Aspetti, questa è una coincidenza?

Nick Fury: Una volta ero conoscenza di tutto. Poi sono tornato cinque anni dopo e ora non so più niente. Nessuna informazione, nessuna squadra. E uno studentello del liceo che ignora le mie chiamate.

(Nick Fury/Samuel L. Jackson e Peter Parker/Tom Holland in “Spider-Man: Far from Home”, di Jon Watts - 2019)






venerdì 19 agosto 2022

Incipit 86/100

Dolore muto, pensò. Adesso so che cos'è.

Un insegnamento per il futuro, rifletté, e l'umorismo macabro gli strappò una risata totalmente priva di suono. Un insegnamento per la morte, rettificò, e invece della risata, ancora un grido silenzioso e senza confini. Quando fu assalito da un nuovo attacco di dolore, seppe con una sorta di chiarezza cristallina che aveva fatto la sua ultima risata.”

(La Linea del Male, di Arne Dahl – trad. Carmen Giorgetti Cima)





mercoledì 17 agosto 2022

Giallo, Noir & Thriller/88

 


Titolo: Fiordo profondo

Autore: Ruth Lillegraven

Traduttore: Andrea Romanzi

Editore: Carbonio - 2020


Ho scoperto una autrice ed una casa editrice. Ruth Lillegraven che con Carbonio Editore ha pubblicato “Fiordo profondo”.

Il romanzo, ho poi appreso durante la lettura e successivamente, punta ad avvicinare una storia di fantasia ad un contesto sociale ed emotivo reale, che riesce a presentare con una certa modernità e freschezza un mondo e le diverse modalità in cui viverci.

Ruth Lillegraven ci regala un romanzo che ha il pregio di contenere e proporre più generi, ben amalgamati e mescolati, che se pur distinguibili tra loro riescono a comporne uno nuovo e intrigante.

Un thriller un po' anomalo in fondo, il suo, che entra nella politica e nel legale, nei corridoi di un ospedale, nella natura incontaminata e stupefacente dei fiordi. Attraverso ed in virtù di violenza e delitti efferati offre l’amore in diversi aspetti e più sfaccettature, da quello fraterno a quello coniugale, dal legame genitori-figli a quello tra amici.


Fiordo profondo è tensione, un pizzico di adrenalina, mistero ma anche narrazione, tra le più immediate e coinvolgenti nel genere, degli ultimi anni. Aiuta in questo la scelta di proporre uno schema narrativo-espositivo, che sa anche di costruzione, che si basa su personaggi che si alternano, raccontando in prima persona gli eventi che li coinvolgono, sia nel presente, sia nei flashback.

Vinta la prima impressione e messa da parte una pur comprensibile diffidenza iniziale, il lettore si fa prendere dalle scorrere delle pagine e della vicenda, anche perdonando qualche inevitabile leggera forzatura. Soprattutto si accetta che l’indagine propriamente detta risulti marginale, dal momento che ciò che interessa alla Lillegraven non è tanto il lavoro poliziesco quanto la componente psicologica, le menti e l'intimo dei vari personaggi, così che si va alla ricerca della radice, dell'origine del fare e del subire del male. Così l'autrice giunge anche raccontare il lato oscuro di una Norvegia cupa, percorsa da sentimenti nazionalisti e xenofobi, dove le vittime, spesso ignorate, sono i bambini.

L'alternarsi delle voci, dei punti di vista, delle prospettive cattura sia per come vengono letti, vissuti ed esposti i fatti, sia per come si dispieghino le diverse psicologie dei narratori. Una carta vincente a mio avviso, che dona ritmo e modernità ad un genere che deve fare spazio ed accogliere questa nuova scrittrice, conoscitrice di meccanismi narrativi, padrona di una struttura letteraria di invidiabile solidità e sinceramente interessata alla psiche.




Nella tranquilla e ordinata Oslo, Clara e Haavard conducono una vita agiata insieme ai loro due figli. Lui medico, lei funzionario al ministero della Giustizia, sono una coppia di successo, impegnati in una brillante carriera. L’idillio termina, però, sulla soglia di casa, riconsegnandoli ogni sera a una routine fatta di solitudine e di parole non dette, di rancore e insofferenza. Un muro di silenzio e segreti si innalza tra di loro: chi era Clara prima di incontrare il marito? E che cosa si agita sotto la superficie dell’esistenza apparentemente piatta di Haavard? Quando un torbido caso di omicidio sconvolgerà la città fino a infiammare i palazzi del potere, entrambi si ritroveranno ad affrontare il proprio passato e i ricordi che non avrebbero mai voluto veder riaffiorare. (da carbonioeditore.it)


martedì 16 agosto 2022

Nei tuoi occhi


Nei tuoi occhi ho trovato i libri che non ho scritto:

pianure, città, boschi, orizzonti, canali.

Le montagne imperiali della terra ho trovato,

coi tramonti e le nuvole purpuree. I grandi viaggi

che non ho fatto li ho trovati nei tuoi occhi.


Nei tuoi occhi ho trovato gli amici sorridenti

che mi rubò la terra, l’erba, la neve, il buio.

Le frasi che mi direbbero, le ho trovate nei tuoi occhi.


Le croci non confitte in terra a battaglia finita,

lunghe file di anonime croci, da ogni parte,

croci di tutti i popoli, le ho trovate nei tuoi occhi.


Nei tuoi occhi ho trovato la fine della guerra.

Sole e uccelli sui rami! Il mio mondo infantile

coi suoi disegni d’oro l’ho trovato nei tuoi occhi.


Ho trovato le tristi colline della patria

che si ergevano mute quasi udissero la mia voce.

Arrivo! Al mio urlo «Arrivo», il fremito leggero

degli umili corbezzoli, l’ho trovato nei tuoi occhi.


Nei tuoi occhi ho trovato le notti che scorrevano

immensi fiumi di silenzio, come al tempo dei miei sei anni.

La luce astrale della pena l’ho trovata nei tuoi occhi.


Nei tuoi occhi ho trovato la gente che mi ricordava

e il mondo dell’infanzia che mi chiamava a nome.

La tenda della giustizia, la bontà che faceva cenno

ai monti di accostarsi, l’ho trovata nei tuoi occhi.


Ho trovato l’eternità del sole rinnovata.

L’erba, le stelle, l’alba. Mia madre vestita di bianco

come la Pace, l’ho trovata nei tuoi occhi.


Fosse tutto più semplice quaggiù, come il «buongiorno»

e la «buonanotte», o la luce all’alba sopra i vetri,

fosse tutto più semplice quaggiù, noi in questo mondo

avremmo una casa infinita. Saremmo angeli.

Il mio lamento eterno l’ho trovato nei tuoi occhi.

(Nikifòros Vrettàkos, da “Il libro di Margherita” - Trad. Filippomaria Pontani)





lunedì 15 agosto 2022

Citazioni Cinematografiche n.472

 

Ava: Non sono mai stata fuori dalla stanza in cui sono.

Caleb: Se uscissi dove vorresti andare?

Ava: Non sono sicura. Sono tante le opzioni. Forse una strada affollata o l'incrocio trafficato di una città.

Caleb: Un incrocio trafficato?

Ava: È una cattiva idea?

Caleb: No... non è quello che mi sarei aspettato...

Ava: Un incrocio trafficato fornirebbe una concentrata ma mutevole visione della vita umana.

Caleb: People-watching.

Ava: Sì.

(Ava/Alicia Vikander e Caleb Smith/Domhnall Gleeson in “Ex Machina” di Alex Garland - 2015)




domenica 14 agosto 2022

Sopravvissuto

 



Sono sopravvissuto alla scarlattina, agli orecchioni, a due rapine a mano armata, alle piattole, all’estrazione di tutti i denti, a un’operazione all’anca, a un processo per omicidio e a tre mogli.”

(da “La versione di Barney”, di Mordecai Richler – trad. Matteo Codignola)




venerdì 12 agosto 2022

Incipit 85/100

 

All'inizio tutto era confuso. Poi percepì delle mani, tante, che lo frugavano. Ma più che sfiorare lui, si posavano sulle cose che aveva addosso. Le percepiva come da una spanna di distanza, intente a liberarlo dei piccoli detriti, pezzetti di malta o frammenti di mattoni di cui pareva fosse cosparso, ma che diminuivano in fretta.”

(Sipario Nero, di Cornell Woolrich – trad. Simona Fefè)





giovedì 11 agosto 2022

Il sole al mio fianco

 


Resto al sole non tanto per eseguire dei ritratti in piena luce, ma per scaldarmi e per osservare. Così, a forza di vedere l'esterno, ho finito con l'accorgermi solo delle grandi armonie senza più preoccuparmi dei piccoli dettagli che spengono il sole anziché infiammarlo.

Pierre-Auguste Renoir




martedì 9 agosto 2022

Attenzione professionale

 


"La Mouravine lo guardava con l'attenzione professionale, gelida e penetrante degli usurai, degli avvocati, dei medici, di tutti quelli che vivono a spese degli altri."

(da "Il signore delle anime", di Irène Némirovsky - trad. Marina Di Leo)




lunedì 8 agosto 2022

Citazioni Cinematografiche n.471

 

Il mio nome è Django. Finché starai con me, nessuno ti farà del male. 

(Django/Franco Nero in “Django” di Sergio Corbucci - 1966)





venerdì 5 agosto 2022

Incipit 84/100

 

Volge le spalle agli alberi bassi del bosco artificiale e guarda giù dalla montagna, verso il villaggio, che è azzurro nella notte d’agosto, e le pecore, simili a pietre nell’erba mossa dal vento. Più in là dorme il mare. Il fiordo di Vág è calmo, l’azzurro si confonde con quello del cielo sull’orizzonte dritto, teso tra le terre emerse, un filo su cui possono camminare solo creature mitiche e fantasmi.”

(Isola, di Siri Ranva Hjelm Jacobsen – trad. Maria Valeria D'Avino)




mercoledì 3 agosto 2022

In Spagna contro il fascismo, all'inizio di agosto

 



Il mondo è giusto che lo sappia. Deve vedere in un colpo d’occhio che da una parte c’è la guerra vecchia di secoli, i generali sbarcati dal Marocco con le feroci truppe mercenarie, dall’altra parte gente che desidera difendere quel che sta vivendo, e si desidera l’un l’altra.

A Barcellona, in quel principio d’agosto del 1936, stanno arrivando in tanti per unirsi al primo popolo d’Europa che non ha esitato ad armarsi contro il fascismo.”

(da “La ragazza con la Leica”, di Helena Janeczek)






martedì 2 agosto 2022

Una sera

 


È una sera

luminosa.

Tra le nuvole

si apre un occhio di luce,

quasi un’illustrazione

del catechismo.

Il mio cuore

si permette

come il vecchio e buio

albero del pepe,

un’innocenza

di foglie verdi.


(Susana Cabuchi)




lunedì 1 agosto 2022

Citazioni Cinematografiche n.470

 

I gentiluomini possono parlare dell'era della cavalleria. Ma pensate ai contadini, ai ladri di bestiame, ai furfanti che essi comandavano... È con questi strumenti che i grandi guerrieri e i re hanno fatto il loro feroce lavoro nel mondo.

(Redmond Barry/Ryan O'Neal in “Barry Lindon”, di Stanley Kubrick - 1975)