giovedì 6 giugno 2019

Odessa #1


Non ho saputo resistere al fascino di una nuova serie Bonelli. Se poi è una serie a tema fantascienza, genere che per lo più si identifica con Nathan Never e poco altro per quanto riguarda la casa editrice milanese, l'attrattiva aumenta.
Odessa, dal nome della città ucraina dove si svolge quanto narrato, in questo primo numero in edicola presenta molti e notevoli punti e tratti interessanti, ma inevitabilmente sconta alcuni limiti e limitazioni dall'essere introdotta come dire “tutto (o quasi) e subito”.

Alcuni passaggi tendono al didascalico nella volontà di spiegare al lettore quanto più possibile ed il ritmo ne risente fortemente. In più punti si cerca di introdurre il numero maggiore di elementi e tratti distintivi della serie, finendo per approfondirne pochi e lasciandone molti solo accennati. In particolare ambientazione e personaggi tendono a rimanere un po' troppo sullo sfondo, con più di un dialogo deludente e sbrigativo e fin troppe didascalie. Ma ci sono ovviamente i punti positivi: il colore, che anche se non è più una novità in casa Bonelli qui svolge bene il suo compito; i disegni, fortemente dinamici e di impatto; le inquadrature, che a volte risultano ardite e stimolanti; i temi socio-politici, chiaramente al passo dei tempi e legati in modo efficace all'attualità; la capacità di utilizzare la fantascienza come veicolo di argomenti e spunti di riflessione; l'alternanza intelligente e ragionata fra gabbia bonelliana, splash pages e interessanti tavole divise in quattro grandi vignette (alla Jack Kirby potremmo dire). 


Inoltre questo primo numero fa ben sperare anche per la possibilità di offrire un genere altamente interessante e appetibile, come la fantascienza che incontra altri generi e stili.


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