venerdì 26 gennaio 2018

Per la Memoria



Domani "Giorno della Memoria", oggi una riflessione attraverso le parole di Paolo Rumiz:

La memoria: ecco il tema chiave. Se la Germania ha pilotato il suo allargamento è anche perché ha ammesso le sue colpe storiche, e questa ammissione l'ha resa leggera e meno ambigua anche in territori dove ha compiuto i peggiori stermini. L'Italia no. L'Italia continua a far finta di non essere stata fascista e di aver vinto la guerra. Invece è stata fascista eccome; e ha perso la guerra, proprio nelle mie terre.
La Germania ha fatto dei suoi “giorni della memoria” il tempo della responsabilità e del pentimento. Da noi, la parola memoria fa quasi sempre rima con autoassoluzione. Vi prego, non parlatemi di “italiani brava gente”, perché abito sul luogo del misfatto. A Trieste Mussolini ha proclamato le leggi razziali contro gli ebrei, e quella scelta sciagurata ha avuto il suo preludio quasi vent'anni prima con lo schiacciamento politico, economico e linguistico della vasta comunità slovena. So che durante la guerra non ci furono solo campi di sterminio nazisti, ma anche lager gestiti dal fascismo, con migliaia di morti di stenti. Perché di questo si parla poco? Perché continuiamo a rivangare il tempo delle atroci vendette jugoslave del dopoguerra come se fossero nate dal nulla? L'Italia non ha avuto la sua Norimberga. Ecco perché non ha l'autorevolezza per chiedere ai vicini di fare pulizia nella loro memoria.

(Trans Europa Express, di Paolo Rumiz – Feltrinelli 2012)






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