giovedì 15 febbraio 2018

Le Storie #64 - Il Dono di Atena


Il numero 64 della collana “Le Storie” della Bonelli si affida all'antica Grecia ed alla Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), in pratica Atene contro Sparta, ovvero uno degli eventi più discussi, per portata e conseguenze, tra tutti gli antichi conflitti che hanno animato il Mediterraneo. Nello specifico l'episodio disegnato da Andrea Riccadonna su sceneggiatura di Giuseppe Di Nardo, narra della disastrosa spedizione dell’esercito attico in Sicilia, spesso considerata l'inizio della fine della grandezza di Atene, che andando dietro a sogni imperialisti finisce miseramente per perdere l'egemonia conquistata grazie al coraggio mostrato nelle due guerre persiane. 
 
L'albo è chiaramente debitore nei confronti di Tucidide e della sua opera, ma facendo tesoro della lezione manzoniana De Nardo usa con abilità le regole del “romanzo storico”, quindi il lettore si trova alle prese con vicende inventate inserite in un contesto documentato storicamente e quindi “verisimile” (così direbbe Alessandro Manzoni), personaggi di fantasia che dialogano con personaggi della Storia (come in altri casi la collana Le Storie ci ha offerto).

Il Dono di Atena” quindi presenta i pregi ed al contempo i limiti di un'operazione del genere. In pratica il ritmo ne risente e sebbene l'accuratezza storica, di ricostruzione e rappresentazione dei luoghi, delle vicende e delle usanze e costumi sia rigorosa ma non stucchevole, il lettore poco informato sulla Storia rischia la noia, dovuta al fatto di non riuscire ad inquadrare tutto al meglio. La componente investigativa risulta intrigante ma un po' debole, in particolare nella prima parte, seguita da una seconda porzione narrativa meglio orchestrata, dove all'impegno di ricostruzione storica subentra un cambio di prospettiva che dona maggiore emozione e forza drammaturgica e drammatica.

Le didascalie ed i dialoghi, se non approcciati nel modo che a me è parso più adeguato, ovvero come un omaggio ed al contempo un obbligo rispetto alla forza ed al valore del “logos” greco, possono risultare eccessivamente verbosi, a scapito dell'azione. Ma se invece si compie lo sforzo di rileggere intere tavole e passaggi si scoprirà la forza di questo albo, in grado di coniugare sviluppo narrativo e dipanarsi degli eventi. I disegni mi sono sembrati spettacolari! Nel contesto di un albo Bonelli e in un formato classico le tavole di Riccadonna sono davvero curatissime e riproducono con efficacia luoghi della Sicilia (e di Siracusa in particolare) del V secolo a.C., le armature e i modi di combattere sia della falange oplitica via terra sia delle triremi nelle battaglie navali.

415 a.C. Le città-stato del mondo greco si danno battaglia da più di tre lustri e la fragile Pace di Nicia sta per essere travolta dagli eventi... Atene gioca una carta azzardata: un'ingente spedizione viene inviata in Sicilia per spezzare l'alleanza tra la sua mortale nemica, Sparta, e la potente Siracusa, ma l'impresa si rivela difficoltosa. Uno dei comandanti ateniesi, l'astuto Alcibiade, è accusato di empietà dai suoi stessi concittadini e si sospetta che - sfuggito al processo - sia passato al nemico... (da sergiobonelli.it)

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