giovedì 24 ottobre 2019

L'Infernale Quinlan: la sequenza iniziale

Il genere noir nel cinema, oltre agli aspetti di contenuto e di trama nonché alle specificità dei suoi protagonisti, risultò e ancora oggi risulta importante e straordinariamente interessante, per alcune caratteristiche di tipo tecnico-formale, a volte innovative, quali la voce over, il flashback, l’illuminazione a bassa intensità e la posizione della macchina da presa, spesso posta in diagonale o di sbieco, con uso di grandangoli, tra l'altro per accentuare il punto di vista emotivo del carattere o dei caratteri principali. 

L’infernale Quinlan (Touch of evil), diretto ed interpretato da Orson Welles nel 1958, rappresenta sia uno dei punti più alti del genere che un po' “il canto del cigno” del noir “classico” di tipo hollywoodiano (di lì a qualche anno arrivò il cinema europeo, francese in particolare e anche negli USA qualcosa cambiò).

Vidi il film, nella sua versione restaurata, in un cinema a me molto caro quanto scomodo come solo le vecchie sale potevano essere, durante gli anni universitari, rimanendone rapito e in qualche modo segnato. Non la farò troppo lunga e mi limito a sottolineare come l'interpretazione dei protagonisti e la fotografia, suggestiva nel suo bellissimo bianco e nero, mi misero di fronte ad una superba e avvincente lotta tra Bene e Male, tra stili di investigazione, tra distinte visioni con aspetti inconciliabili e con più di un elemento di tipo manicheo.

Goduria per gli occhi, le orecchie ed il cuore, questo concentrato di virtuosismo e di irriducibilmente esasperato barocchismo wellessiano offre distorsione delle immagini, primi e primissimi piani emozionanti, eccitante montaggio alternato, nonché un non comune uso, per frequenza ed efficacia, della profondità di campo e sbalorditivi movimenti di camera che culminano nell’ubriacante e mai abbastanza visto e rivisto piano-sequenza iniziale di 3'e 30".

Welles introduce la storia e alcuni dei principali protagonisti: da un primo piano di un paio di candelotti di dinamite la cinepresa si sposta rapidamente su un carrello, seguendo un’automobile che esce da un parcheggio e un carrello dolly la riprende quando si immette sulla strada, scivolando fra i personaggi che chiacchierano su una via trafficata. Il resto scopritelo da soli!




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