domenica 16 giugno 2013

Gli Odontoiatri, detti comunemente dentisti



Dal dentista - Jan Steele

Gli Odontoiatri, detti comunemente dentisti

Molti di noi e presumo anche di voi, ristretto gruppo di lettori di questo blog, sono o sono stati clienti di quegli individui che rispondono (ma a volte no) al nome di odontoiatri, altrimenti detti "dentisti".

No? Voi no?
Io, invece, sì.

Comunque.

Gli odontoiatri amano parlare. Amano tantissimo parlare. Magari hanno una vita privata insoddisfacente, le loro mogli o mariti non li ascoltano, oppure da piccoli hanno sofferto perché nessuno li faceva parlare, o erano figli unici e si annoiavano tanto, considerato che da adulti parlano sempre. Parlano mentre tu hai la bocca spalancata e vi infilano trapano, forcipe o chissà quale altro arnese. Parlano solo loro, di quello che gli pare, del tempo, di sport, di politica, della orribile musica che trasmettono nello studio, mentre tu non puoi rispondere e intimargli di smettere con le boiate che dicono. Ma che hanno da parlare? D’altra parte, poi, sono padroni del tuo destino, hanno il controllo tuo e del tuo essere più intimo, mediante le mani che, impunemente, ti infilano in bocca!

Inoltre l’odontoiatra ama sperimentare. Non è che dice "questa cosa ti potrebbe fare male, che pensi, facciamo l’anestesia?". No, lui ti fa "adesso proviamo senza anestesia, se senti dolore, alza il braccio così capisco e magari ti faccio un’iniezione".

In sostanza ti fanno fare la cavia. Tipo: “Ha urlato quando gli ho rimosso il terzo molare superiore, da questo possiamo dedurre che l’estrazione dei molari superiori è potenzialmente dolorosa per gli umani. Ora proviamo con un molare inferiore. Assistente, registri i dati e li invii al Dottor Mengele.” “Dottore, ma quella relazione per Guantanamo?”, “Cavolo, vabbè, facciamo così, trapaniamogli due denti a caso e vediamo come reagisce. Spenga la luce!”.

Un’altra cosa che grida vendetta: oltre a farti stare ore a bocca spalancata, raggiungendo aperture mandibolari che nemmeno la compianta Linda Lovelace dei tempi d’oro ha mai dovuto raggiungere, ti infilano quell'aggeggio che dovrebbe succhiare le tue secrezioni, ma che invece produce solo fastidiose vibrazioni ed irritante rumore. Quindi la bava si accumula sempre più, fino a soffocarti e renderti impossibile deglutire. Al che ti vedi costretto a produrti in convulsi gesti con gambe e mani per far capire al sadico tizio che deve toglierti di bocca quell’obbrobrio e farti sputare.

Per finire, poiché spesso non hanno il coraggio delle proprie azioni, costringono una segretaria o assistente ad indossare una calzamaglia sul volto: “Ecco il conto” dice, e tu fai “Ma, la fattura?”, “Non pronunci quella parola qui dentro!”, “Va bene, ma la vorrei?”, “In quel caso il conto è il seguente” (ovviamente più alto di circa il 25%, il che vuol dire più dell’IVA che, si sa, al momento è al 21%).

E poi dicono che uno si butta a sinistra!


Non me ne vogliano (più di tanto) ex compagni di scuola, parenti o conoscenti che si guadagnano il pane esercitando questa nobile professione. Io, da parte mia, esercito solo un po’ di sarcasmo, metto ironia nelle mie esperienze, senza necessariamente rancore per qualcuno in particolare.

Magari prossimamente “me la prenderò” con assicuratori o agenti immobiliari.
Come dite? Ne avete sposato una od uno?

Ma allora lo fate apposta!
a sentire lei sembra che non abbia bisogno del dentista...

sabato 15 giugno 2013

Tre Numeri Uno in un mese




TRE numeri UNO questo mese nel mondo del fumetto, almeno per quanto mi riguarda!
Numeri uno nel senso di prime uscite, primi albi di 3 serie che promettono molto bene.


N.1 di Dragonero. Prima serie fantasy della realtà SergioBonelliEditore. Serie regolare, ovvero non miniserie con termine già fissato, nata da Luca Enoch (Sprayliz, Gea e Lilith tra le altre cose) e Stefano Vietti (Nathan Never, Zona X, Martin Mystère, Gregory Hunter, Greystorm e molto altro). Questo primo albo non è autoconclusivo, bensì la prima parte di una lunga storia che si concluderà dopo quattro albi, per cui bisognerebbe attendere ad esprimere giudizi o pareri. Ma la sceneggiatura si presenta efficace e ben costruita, i disegni e la copertina di Giuseppe Matteoni sono molto belli e curati, per cui sono contento dell’arrivo di questa serie, giunta in edicola sei anni dopo l’uscita (2007) del Romanzo a Fumetti Dragonero, della stessa casa editrice milanese. Mi sbilancio a dire che mi sembra un fantasy maturo, moderno, ovvero non propriamente “classico” (lo era probabilmente il Romanzo), con personaggi noti e conosciuti (eroe, orchi ed elfi ad esempio), ma più vicini alla sensibilità odierna, senza la visione manichea o stereotipata che a volte abbiamo incontrato in alcuni romanzi e film.


N.1 di Long Wei. Ho avuto difficoltà a trovare una copia decente di quest’albo, ovvero dopo tre edicole e 6 albi rovinati o fallati (inchiostro sparso o pagine lesionate), finalmente sono riuscito a leggere il primo capitolo (di 12) delle avventure del giovane ex attore cinese. Storia avvincente il giusto, protagonista accattivante ma non ancora del tutto messo a fuoco, altri personaggi non propriamente riusciti al meglio, ma è il primo numero e quindi ci sarà sicuramente spazio anche per loro ed altro ancora. I disegni di Luca Genovese sono spettacolari nelle (parecchie) scene di combattimento e si fanno apprezzare anche nelle situazioni “ordinarie”, sorretti da una sceneggiatura che, anche se potrebbe convincere di più, è comunque opera di Diego Cajelli (fermiamoci a Napoleone, Dampyr e Zagor, ma quanta altra roba ci sarebbe). Per il momento mi limito a dire che la AUREA editoriale, da un’idea di Enzo Marino e Roberto Recchioni, ci propone una serie sicuramente coraggiosa ed innovativa, originale per ambientazione (da sviluppare e valorizzare) e con un linguaggio moderno e per niente “ingessato”, che ha le evidenti basi per essere anche entusiasmante. Vedremo nei prossimi mesi!


N.1 di Dampierre. Nuova proposta della Editoriale Cosmo, che si sta distinguendo per la riproposizione di opere e classici del fumetto francese e belga. Dampierre, nato dalla matita di Yves Swolfs nel 1988, ha una connotazione storica ben definita che caratterizza fortemente le vicende. Tutto si svolge durante la Rivoluzione Francese, ma non a Parigi, centro dei focolai di rivolta, bensì in Vandea, dove la popolazione, fortemente cattolica, resistette al cambiamento e non vedeva di buon occhio gli ideali rivoluzionari. Ottimamente sceneggiato e disegnato, con cura dei dettagli ed una bella ricostruzione storica, l’albo ci presenta il protagonista, Dampierre appunto, che ambizioso e spregiudicato approfitterà degli eventi per trarne personale vantaggio. Dovrebbe essere rispettata la formula ormai consolidata della casa editrice emiliana, per cui mi aspettano altri 4 albi di avventura e azione immerso nella Storia, da interessante e magari insolita prospettiva.

venerdì 14 giugno 2013

Il mattino dopo



Il dopo sbronza: una top ten del mattino dopo

A volte, in gioventù soprattutto, mi sono ritrovato a dover fare i conti con il dopo sbronza.

Ognuno di noi, uomini ma anche donne, poiché in genere cambia solo la tipologia di liquidi immessi nel corpo, ha le sue vicende e le sue storie, ha “la Sbornia” della vita da ricordare e raccontare, aneddoti per riempire intere serate e rimpatriate varie.


Non faccio eccezione, ma conservo quel tanto di distacco e consapevolezza da comprendere come il racconto di una mia sbronza sia molto poco interessante e scarsamente attraente per i più, o i pochi, che leggono questo blog.

Per cui mi cimenterò nell’elencare le 10 caratteristiche del mattino dopo sbronza:

1)    Vuoti di memoria e senso di spaesamento: Chi sono? Chi ero? Dov’ero? Dove sono stato? Come mi chiamo? Chi mi ha portato a casa? Questo è il mio letto? Cosa ci fa quello in camera mia, ah no, è lo specchio!
     Roba che al confronto il tizio di Memento se la passava più che bene!!


2)  Alito fetente: perché, ovviamente, in preda allo sballo alcoolico e impegnato com’eri a berti addosso, non ti sei lavato i denti! E la tua cavità orale emana effluvi mefitici che possono anche essere visualizzati (tipo apertura dell’Arca nel primo Indiana Jones);


3)    Senso di colpa e paure varie: oh mamma! Ma cosa ho fatto? Cosa ho detto? Cosa le ho detto? Cosa gli ho fatto? Era l’alcool a parlare, non tu. Eri posseduto da un’entità estranea e maligna che ora ti lascia una serie di beghe da gestire. E ti servirà una certa dose di coraggio e tutta l’arte diplomatica a disposizione dell’ONU per cavartela;


4)    Tutti ti vogliono parlare: genitori, sorelle, fratelli, amici, parenti di ogni tipo, anche perfetti sconosciuti capitati chissà come intorno a te, ti pongono domande, interrogativi e questioni varie. Le loro voci ti rimbombano in testa e non riesci a far altro che annuire ed esibire espressioni di circostanza, mentre sei ancora impegnato nell’immane sforzo di mantenere in equilibrio il tuo corpo e recuperare una parvenza di compostezza e dignità;


5)    Messaggi ed SMS da sconosciuti/e: dopo la quarta birra e whisky o al quinto giro di negroni (non i salumi) si è tutti un po’ più socievoli. L’eloquio diviene sciolto, aumenta la disponibilità e l’esuberanza, ti ritrovi a comportarti come il fratello minore di Fabrizio Corona e fai amicizia con tutti.
     Ed ora gestisci la popolarità bello!


6)   Gli scherzi degli “amici” e dei compagni di sbronza: foto, riprese, registrazioni audio/video si sprecano. Tanto c’è sempre il simpatico stronzo che rimane più sobrio ed aizza te ed altri sciagurati ad esibirsi in numeri da circo e competizione, solo per il gusto di mettere su Facebook immagini imbarazzanti ed inviare a morosa, ex morose, colleghi, compagni di scuola e l’intero pantheon di conoscenti e conosciuti le prove della tua umiliazione! Tipo, avete presente quando hanno beccato Marrazzo che andava a transessuali?                                       



7)  Mal di testa formato famiglia: che neanche Bruce Willis in Trappola di Cristallo. Vorresti essere tutt’uno con il divano ed annullarti, ma il tuo cervello continua ad inviarti fitte incredibili e a ricordarti che il tuo sistema nervoso continua a lavorare. E fanculo “A Beautiful Mind”, ovvero “lo sapevi che il mal di testa dopo sbronza è dato dal fatto di non avere abbastanza acqua in corpo per attivare il ciclo di Krebs?”.


8)   Antinfiammatori, amici miei!: se la sbronza ha un fondamento chimico e la sbronza è tuo nemico, e bisogna combattere il nemico con le sue stesse armi, allora viva la malvagia, diabolica, corrotta e corruttrice industria farmaceutica! Signori, vi presento il mio amico OKI!


9)  Pentimento e promessa di redenzione: non berrò più alcoolici / non berrò più superalcoolici / non berrò più mescoloni / non berrò più così tanto / non berrò più così tanto la sera prima del matrimonio di un amico / non berrò più, a meno che non sia con amici, oppure ad una festa, o a guardare una partita, oppure al cinema, o triste, o contento, o da solo. Ho detto che non avrei più bevuto? Sono stato frainteso!


10) La vita va avanti ed è sempre la stessa storia: la dura realtà incombe e ti rendi conto di non essere più il tizio che si divertiva come un folle la sera prima. La festa è finita, hai bevuto, cantato, goduto, urlato e ti sei ruzzolato per terra come se non ci sarebbe stato un domani. Ma il domani è oggi! Hai superato ogni limite, ma ora la paghi tutta. Cosa ti rimane? Tutto quello elencato fin qui, ed una giornata da soffrire fino in fondo e dimenticare il prima possibile, in attesa della prossima birra!


Ed ora vi saluto con una canzone di una band che la sapeva lunga sulle sbronze, i Pogues:


mercoledì 12 giugno 2013

C'é chi ha votato il M5S


Prendo spunto dal blog di Beppe Grillo clicca qui…


"C'è chi ha votato il M5S perché credeva nei miracoli..." e infatti avete resuscitato Berlusconi!

"C'è chi ha votato il M5S perché non ce la faceva più di essere preso per il culo..." e gli avete dimostrato che ce la può fare ancora! Bravi!

"C'è chi ha votato il M5S perché il pdl e il pdmenoelle erano 2 facce della stessa medaglia" e quindi li avete fatti governare assieme! Ottimo!

"C'è chi ha votato il M5S perché “almeno loro hanno il coraggio di dire le cose”. Anche quando dicono cazzate?  Astuti!

"C'è chi ha votato il M5S perché era precario, disoccupato, emarginato, sfrattato", tanto valeva fottergli anche il voto. In effetti ha un senso!

"C'è chi ha votato il M5S perché voleva un cambiamento, non importa quale". Forse era meglio cambiare taglio di capelli od un paio di occhiali nuovi! Almeno a quest'ora Berlusconi era veramente fuori dai giochi e si poteva cacciarlo in galera!

"Chi ha votato il M5S perché "Proviamo questo prima della rivoluzione armata".Sì. 20 anni fa hanno votato Lega. Ma fatela 'sta cazzo di rivoluzione e vediamo che fine fate!

"C'è chi ha votato il M5S perché non guarda la televisione". Notoriamente, Grillo proviene dal mondo culturale e artistico!

"C'è chi ha votato il M5S perché il M5S non rubava..." nel senso che voleva dare anche al M5S questa straordinaria opportunità?

"C'è chi ha votato il M5S perché in tv aveva visto troppe volte Floris, la Gruber..." e nessuno l'aveva informato che la tv si può anche spegnere. O sul blog del caro leader questa cosa non c’è?

"C'è chi ha votato il M5S perché il Monte dei Paschi di Siena, l'Unipol, “abbiamo una banca, ..." cioè non sa distinguere più cosa è stato provato e cosa no?

"C'è chi ha votato il M5S perché Travaglio è una brava persona" anche quando osò scriver che il M5S dopo le elezioni aveva sbagliato tutto?

"C'é chi ha votato il M5S perché pensa che Scalfari non sia una brava persona" IL MALVAGIO COMPLOTTO DI DON EUGENIO.

"C'è chi ha votato il M5S per avere la certezza di liberarsi di Napolitano". E siete riusciti a riportarlo al Colle! Un 90enne! Che colpo da maestro! Siete dei fini strateghi!

"C'è chi ha votato il M5S perché voleva la giustizia sociale con l'introduzione del reddito di cittadinanza" - pare sia all'ordine del giorno!!

"C'è chi ha votato il M5S perché in Italia non esiste un'informazione libera". Magari minacciando un po' i giornalisti, chissà...

"C'è chi ha votato il M5S perché i vescovi e la CEI lo attaccavano forse per conservare l'esenzione dall'IMU...". Infatti sono tutti lì ancora che tremano!!

"C'è chi ha votato il M5S perché i ragazzi del M5S avevano una faccia pulita". Va bene, ma poi in Parlamento non sanno di cosa si stia parlando!

"C'è chi ha votato il M5S perché “li ho votati tutti, ora voto anche Lui!”. Ora basta, fate i bravi, non abbiamo bisogno di altri salvatori della Patria!




martedì 11 giugno 2013

Leggere la gente

by Cliffpantones


Qualche giorno fa, oziando in giro per pagine web, ho trovato, riportata in un sito di “chiacchiere”, la seguente frase:

“Sapeva ascoltare, e sapeva leggere. Non i libri, quelli son buoni tutti, sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso”.

Qualche secondo di pausa, un paio di sospiri profondi, e mi sono sorte alcune riflessioni.

1.    Non è vero che tutti sono capaci di leggere i libri. Conosco persone che leggono ma non capiscono cosa diamine leggono;
2.  Ci sono persone che magari si impegnano a leggere, ma rimangono emblema di un’ignoranza caprina;
3.    Leggere la gente, ammesso che questa espressione abbia senso, può essere veramente palloso;
4.   Anche se fossi capace di leggere la gente, ho fondati motivi per pensare che sarebbe meglio non vantarsene;
5.     Ma poi mi fregherebbe qualcosa? A volte mi sorprendo ad intuire qualcosa delle persone che incontro, ma non è detto che mi interessi e quindi faccio finta di niente;
6.  Esiste la possibilità che qualcuno “legga” gli altri per servirsene, per trarne un vantaggio di qualsiasi genere;
7.     Ci sono modi più sensati per fare un complimento a qualcuno;
8.     Che gretto qualunquismo!;
9.     Frase facile e ruffiana tipica di una letteratura furba e ammiccante;
10.  Detesto questa forzata e stucchevole contrapposizione tra “l'intellettuale” (estraneo, distante dal mondo e incapace di relazionarsi) e l'uomo comune (magari poco colto, ma così capace di stare in mezzo agli altri, così sensibile ed empatico da non aver bisogno dei libri).
11. I libri sarebbero per chi non sa vivere;
12. Non sono sicuro che leggere libri non possa aiutare a capire meglio se stessi e gli altri;
13. Leggere libri sarebbe attività per chi non sa stare con gli altri;
14. Non si potrebbe chiedere a chi inserisce frasi e citazioni di riportare autore, opera da cui è tratta ed altre informazioni? O sarebbe azione tale da farsi etichettare come meri lettori di libri e non della gente?
15. Ma che ha da dire tutta questa gente, che gli dobbiamo leggere i segni che si porta addosso!
16. Spesso ho notato come chi sostiene di "leggere" gli altri in fondo ci legge un po' quel che gli pare, senza ammettere poi eventuali "cantonate"; 
17. Siamo sicuri che alla gente stia bene farsi leggere? Magari se vuole va dalla chiromante o dal confessore!

18.     Ma che sei un indovino?
19.     Ma chi è la ggente!?!
20.   A quando la frase da teen ager movie per decerebrati “leggere libri? Preferisco viverla la vita”?


La frase è opera di Alessandro Baricco, sono abbastanza sicuro che sia tratta da “Novecento” (ovviamente il suo libro).

by Cliffpantones

sabato 8 giugno 2013

Lettera ad un bambino



Caro bambino che abiti nell’appartamento accanto al mio,
la musica è una cosa bellissima, ne sono convinto,
è emozionante sapere che qualcuno così giovane vi si dedica con tanta passione,
i Beatles meritano sicuramente di essere studiati,
Yellow Submarine poi è molto simpatica, allegra e perfetta per esercitarsi,
il flauto è veramente uno strumento utile per approcciarsi all’armonia,
ma mi spieghi perché diamine devi suonarlo senza interruzione da questo pomeriggio, frantumando i maroni a tutto il condominio e soprattutto a me?

E poi a questo punto, se fossi al posto dei tuoi genitori, comincerei a farmi qualche domanda sul perché tu non voglia staccarti da quell’accidenti di flauto!!


venerdì 7 giugno 2013

Photograph





Natalie Merchant & Michael Stipe

Photograph

I found this photograph
Underneath the picture glass
Tender face of black and white
Beautiful, a haunting sight

Looked into an angels smile
Captivated all the while
From the hair and clothes she wore
I'd place her in between the wars

Was she willing when she sat?
Posed the pretty photograph
Save her flowering and fair
Days to come, days to share
A big smile for the camera

How did she know?
The moment could be lost forever
Forever more

I found this photograph
Stashed between the old joist walls
In a place where time is lost
Lost behind, where all things fall

Broken books and calendars
Letters script in careful hand
Music too, a standard tune by
Some forgotten big brass band

From the threshold what's to see
Of our brave new century?
The television's just a dream
Radio, silver screen
Big smile for the camera

How did she know?
The moment could be lost forever
Forever more

Was her childhood filled with rhymes
Stolen hooks, impassioned crimes?
Was she innocent or blind
To the cruelty of her time?

Was she fearful in her day
Was she hopeful, did she pray?
Were there skeletons inside
Family secrets, sworn to hide?

Did she feel the beat that stirs
The fall from grace of wayward girls?
Was she tempted to pretend
The love and laughter, until the end?

mercoledì 5 giugno 2013

Un film


Avete visto quel film dove lei è una casalinga di periferia come ce ne sono tante che stanca del marito fannullone e violento esce di casa portandosi via i due figli e poi va a vivere da suo fratello che è membro di una comune e lui è tanto buono e gentile quanto fesso perché la sua ragazza lo cornifica e lo prende allegramente per il culo di fronte a tutti gli altri che poi ognuno ha i suoi problemi e di fronte alla comune c’è una famiglia come tante dove il ragazzino si invaghisce della ragazzina che ha il padre che ha fatto anche Millenium ma che qui è più giovane e si comporta in modo stupido ma poi capisce quanto ama la moglie vuole bene ai figli e può cambiare la sua vita e la stessa cosa possono fare anche gli altri nelle loro differenze e uno può anche scoprire che gli piacciono gli uomini perché l’unica cosa importante è stare bene insieme e comunicare al di là degli stereotipi e di quello che crediamo che sia che poi non è proprio come sembra perché se non si parla e non si sta insieme si sta male perché è brutto stare da soli e allora meglio vivere tutti insieme rispettandosi e dividendo le spese con tutto è di tutti e quel che è mio è anche tuo e se non sei d’accordo impariamo a parlarci e rispettarci e anche i borghesi capiscono che non è male vivere i sentimenti mentre i capelloni più fanatici imparano che esistono le sfumature e anche se non c’è nulla di perfetto si può vivere tutti insieme e la neve alla fine del film è simbolica di come le differenze e le incomprensioni spariscono grazie al rispetto e all’affetto che proviamo l’uno per l’altro?

Non l’avete visto?
Ah, allora niente! Ciao!

martedì 4 giugno 2013

I Fantasmi di Henry James



«Henry James amava troppo il mondo che conosciamo per crearne uno che non conosciamo. Non possedeva affatto la fantasia del visionario; la sua vocazione era drammatica, non lirica. […] I fantasmi di Henry James non hanno nulla in comune con i vecchi spettri violenti: i feroci pirati grondanti sangue, i cavalli bianchi, le signore senza testa che vagano per oscuri sentieri e lande battute dal vento. Hanno le loro origini dentro di noi. Sono presenti ogni qual volta l’emozione supera le nostre capacità espressive; ogni qual volta nell’ordinario emerge l’alone dello straordinario». Virginia Woolf, I racconti di fantasmi di Henry James (1921).

I fantasmi che ci propone Henry James si mostrano alla luce del sole, sono fantasmi che camminano senza bisogno di catene o bianche lenzuola, non si servono di effetti speciali, non si presentano attrezzati ed accompagnati da macchie di sangue, grida, rumori sinistri od ultraterreni e altri elementi gotici.
Henry James
Ho letto Il “Giro di Vite” (1898) e “Gli Amici degli Amici” (1896), dove il romanziere attinge dalle tematiche soprannaturali, evidentemente per lui interessanti e stimolanti, e vi aggiunge situazioni nuove, non inventa nuove apparizioni ossessionanti, ma ne sfrutta le potenzialità per un’indagine nell’animo umano e nelle coscienze dei personaggi che presenta. L’autore in queste due brevi opere, e a quanto ho rilevato anche in altre, attraverso la “sua” tecnica di presentare le vicende attraverso il ricordo e la narrazione di uno dei personaggi, ha utilizzato l’ormai un po’ abusato racconto di fantasmi, di presenze inquietanti, di apparizioni inspiegabili per arricchirlo e rendere così qualcosa di nuovo e straordinariamente moderno, per l’epoca in cui le ha scritte.
Ne “Il Giro di Vite” e ne “Gli Amici degli Amici” la cosa che più interessa alle due protagoniste è la percezione, il rilevare i fantasmi (o quel che sono), in entrambe infatti la percezione e la conoscenza si sostituiscono all’oggetto percepito o da percepire. Nella prima opera l’istitutrice è spaventata in minor misura dalla visione di Peter Quint che non dalla possibilità che i ragazzi a lei affidati abbiano anch’essi la stessa visione, mentre la giovane donna in procinto di sposarsi nella seconda storia è scossa e resa inquieta dalla possibilità e poi dalla certezza che il fidanzato, dotato di particolari “capacità”, si intrattenga con il fantasma, o presenza, di una amica deceduta poco tempo prima, e che è stata all’origine di un processo di autocoscienza e presa di contatto con il proprio intimo più vero.
“Come puoi nasconderlo, quando sei perdutamente innamorato di lei, inebriato dalla felicità che lei ti offre – Frenai il suo pronto diniego con un gesto della mano – L’ami come non hai mai amato e, passione per passione, lei te ne restituisce in egual misura! Ti domina, ti tiene stretto, ti possiede! Una donna, in una situazione come la mia, intuisce, sente e vede. Non sono una sciocca, una somara, che deve essere ‘attendibilmente informata’. Tu ti avvicini a me meccanicamente, pieno di scrupoli, con gli avanzi della tua tenerezza e i rimasugli della tua vita. Ma io posso rinunciare a te. Non posso, invece, condividerti. La parte migliore di te appartiene a lei; so quanto vale e ti cedo liberamente a lei per sempre!”.
(Gli Amici degli Amici - trad. Barbara Placido)



Henry James ci presenta i nostri fantasmi e ci mette nelle condizioni di affrontare noi stessi, più che qualcuno che, altro da noi, provenga da un’aldilà o da zone sconosciute, poiché alcune delle vicende narrate non è escluso che accadano solo nella mente dei protagonisti (governante, fidanzato) e non nella realtà (il dubbio rimane). Questo è veramente moderno e non ci meraviglia il fatto che il Cinema se ne sia accorto. Pensiamo anche solo al film “The Others” con una intensa Nicole Kidman.

“La mia implacabile gelosia – era questa la maschera di Medusa. Non era morta con la morte di lei, le era sopravvissuta, plumbea, e si nutriva di indicibili sospetti”.
(Gli Amici degli Amici - trad. Barbara Placido)

«Sarebbe sbagliato sostenere che il fantastico possa esistere solo in una parte dell’opera. Vi sono testi che mantengono l’ambiguità sino alla fine, il che vuol dire anche al di là. Richiuso il libro, rimarrà l’ambiguità. Un esempio degno di rilievo è quello del romanzo di Henry James: Il giro di vite. Il testo non ci consentirà di decidere se dei fantasmi si aggirano nella vecchia proprietà o se si tratta di allucinazioni dell’istitutrice, vittima del clima inquietante che la circonda» Cvetan Todorov, La letteratura fantastica (1970).
The Others di AlejandroAmenabar


lunedì 3 giugno 2013

Il Milan non cambia allenatore

Non cambia l'allenatore del Milan:
sempre Allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al Re!

domenica 2 giugno 2013

Personaggio femminile preferito/ la più bella dei Cartoni Animati



La Top Ten delle protagoniste femminili dei Cartoni Animati, Anime per i più pignoli (e qualche citazione extra).

La mia personale top ten delle figure femminili nelle serie animate che mi sono piaciute, in gran parte, lo ammetto, sbilanciata sull’avvenenza delle suddette.

Per fugare subito ogni dubbio, ho escluso qualsiasi bella stronza, alla Fujiko/Margot, che ne “Il Castello di Cagliostro” si chiamava anche Rosaria (?!?).
...e loro se la ridono!
Chiarito questo via alla presentazione:

10. Ransie la strega, che in realtà è una vampiro, ma stai a guardare… Tanto carina e simpatica, quanto pericolosa da frequentare. Fatico ancora a comprendere come potesse essere innamorata di un pirla con i capelli azzurri che vuol fare il pugile (Paul), ma il cartone era divertente e riusciva a parlare di diversità, di sentimenti, di accettazione, il tutto in una chiave spesso comica.


9. Rey Aianami, una dei protagonisti di Neon Genesis Evangelion. Pilota l’Evangelion 00 ed è, nei fatti, la copia della madre di Shinji. Questa cosa inquieta abbastanza, ma la sua bellezza algida e ritrosa non può non intrigare, e le si perdonano anche gli occhi rossi.


8. Misato Katsuragi, uno dei direttori della Nerv in Neon Genesis Evangelion. Tanto professionale e precisa sul lavoro, quanto disordinata, confusionaria e imprevedibile nella vita privata. Inoltre beve birra più di un camionista bulgaro etilista, come si fa a non provare simpatia per lei! Un corpo da favola, ma, elemento che frena ogni entusiasmo, divide casa con un pinguino e con quel fesso complessato di Shinji, verso il quale prova strane pulsioni. Ma che gli passa per la testa!!

7. Asuka Langley, pilota dell’Evangelion 02 in Neon Genesis Evangelion (è l’ultima lo giuro!). Fra ragazzini complessati e taciturni, donne e uomini ossessionati dal proprio passato o terrorizzati dal futuro, oppure in preda alle più varie perversioni e pulsioni disturbanti, almeno lei è esuberante, vitale, loquace, orgogliosa, sicura di sé e intelligente, o almeno così si mostra. Rossa di capelli (colore realmente presente in natura) e con occhi azzurro-verdi si presenta veramente bene.
  
6. Akane Tendo, in Ranma ½ figlia minore di Soun Tendo, fidanzata di Ranma. Permalosa, testarda, orgogliosa, ma anche, a volte, carina e dolce, non ammetterebbe mai di provare sincero affetto per Ranma, tantomeno gli darebbe ragione. Chi non ha avuto una morosa così? Esperta di arti marziali, poco meno di una campionessa di pallavolo e pattinaggio, con un carattere insopportabile, ma in fondo desiderosa d’amore. Da detestare (specialmente da parte delle donne), o da adorare. Che ne pensate?

5. Horo, protagonista di Spice and Wolf. Una vera dea, nel senso che è una divinità lupo, con orecchie a punta e sviluppati canini annessi. Nel corso del lungo viaggio intrapreso, tra difficoltà e problemi di varia natura, si affeziona sempre più a Lawrence, mostrando oltre ad indiscutibile carattere e doti, di essere una “ragazza” in cerca di amore. Riesce ad essere provocatoria, gelosa, scherzosa, perennemente affamata, innamorata, calcolatrice, saggia, anche nello stesso episodio. Durante l’adolescenza avrei potuto perdere la testa per una così!


4. Faye Valentine, una colonna di Cowboy Bebop. Cacciatrice di taglie come Spike Spiegel e il resto della compagnia. Nonostante abbia più di 70 anni (tra l’altro portati molto bene, non sembra anche a voi?), è un’arrogante alcolista, tabagista incallita e una giocatrice d'azzardo ossessivo-compulsiva. Combattente, forte, appassionata ed esperta di armi, una Legs Weaver con un viso innocente e più carina, ma capace di essere cinica e bastarda. Poi però si scopre che anche lei ha un cuore, ma non lo fa vedere, ritenendo più  opportuno puntare sul fisico e sull’abbigliamento stimolante (top, shorts ed autoreggenti da sballo, come a mostrare cosa ci siamo perduti senza il seguito di Leon-il film con Jean Reno ed una ancor piccola Natalie Portman).

SIAMO AL PODIO!


3. Sabrina, in È quasi Magia Johnny! è l’elemento centrale dell'irrisolvibile triangolo amoroso tra i tre protagonisti. Silenziosa, misteriosa, scontrosa, umorale e con vari chiaroscuri, ma allo stesso tempo leale e profonda. Scusa Johnny, va bene un po’ di confusione mentale e di timidezza, ma come si fa a preferire Tinetta (che ha comunque i suoi pregi) a Sabrina? Diamine, sa anche suonare il sassofono! Che brivido…poi con quello sguardo “ma che ne sai tu di cosa mi passa per la testa a me!”


2.Selene/Saeko Nogami, bellissima poliziotta in City Hunter, che sa circuire e sfruttare gli uomini che incontra, protagonista compreso. Furba, pericolosa, non si concede mai, ma con ironia e “trucchi” divertenti e comunque simpatici. Abile e capace detective e donna pienamente consapevole della propria bellezza, capace di far girare la testa praticamente ad ogni uomo. I coltelli nei reggicalze sono al di sopra di ogni commento!


1. Lamù, cartone animato con la fantastica, introvabile, sigla avvolta nel mistero, che non si sa chi la cantasse, poiché nemmeno Carlo Lucarelli con le sue sagome di cartone e l’intera squadra di Cold Case, potenziata da qualche elemento di NCIS sono riusciti a svelarne il mistero. Giuro, innumerevoli i tentativi di scoprire la verità, e la ricostruzione tentata, che si trova in rete, è più appassionante di un libro giallo e presenta elementi noir. Lamù è sul gradino più alto del podio non tanto, e non solo, per l’abbigliamento tigrato e la verde capigliatura, ma perché è veramente un personaggio che mi prende. Una ragazza aliena, un po' triste e malinconica nella sua furia vendicatrice, perennemente alle prese con un finto marito maniaco, donnaiolo, erotomane, vacuo come Ataru Moroboshi. Un personaggio in fondo classicamente romantico, trascurando, almeno in parte, improvvise e fatali folgorazioni che infligge, impetuosi episodi d’ira e parenti invadenti che si alternano e si sommano, episodio dopo episodio. In fondo vuole veramente bene a quell’idiota patentato e si fa in quattro per lui, addirittura si iscrive alla sua stessa scuola! Nella sua stranezza e volubilità d’umore, capace di amare e meritevole di essere amata. Una donna pericolosissima! Quando ne ho incontrata qualcuna che le somigliava sono stati guai seri.

Fuori quota:
Le donne di Leiji Matsumoto, da “Capitan Harlock” a “Galaxy Express 999”, da “La Regina dei 1000 anni” a “Star Blazers” sono tutte slanciate e affusolate, di una delicata e rara bellezza che le rende al tempo stesso divine e tragicamente fragili, infatti si somigliano tutte! (e dopo un po' rompono le balle!).
 
 















Fuori concorso:


Lana di “Conan il Ragazzo del Futuro”. “Dai Conan! Ora stringiti forte a Lana. Dai Conan! Bella non c'è nessuna, come lei”.

Lady Oscar, per i motivi spero esaurientemente illustrati nell’immagine.


E poiché non mi sono fatto mancare personaggi dal suggestivo cromatismo tricotico, presento un trio di tutto rispetto dalla capigliatura viola:


Shampoo, in Ranma ½ donna guerriera molto carina. Furba e spietata con i/le rivali, dolce con Ranma, di cui è innamorata, ignara della sua doppia natura (altrimenti sai i cartoni in faccia che si prende!). Anche lei si trasforma, in una gattina rosa (e qui si gioca sporco!).


Lady Isabel/Atena, de I Cavalieri dello Zodiaco. Vedi che succede a fare la corte in gruppo ad una ragazza, a riempirla di complimenti e a chiamarla dea? Per forza si monta la testa! Se poi una manica di esaltati in armatura, con acconciature improbabili, comincia a battersi per lei, la frittata è fatta! Pensate che uno di questi (Sirio il dragone) ha addirittura perso la vista, presumibilmente a causa dell'alto numero di pratiche "autoindulgenti" alle quali sarebbe stato costretto dalla di lei reticenza a "concedersi".


Leela,  capitano con un occhio solo della Planet Express in Futurama.
E in merito a figure femminili create da Matt Groening  non mi spingo oltre…

Ancora qualche immagine di chi è giunto sul podio! 

Sabrina

Selene/Saeko Nogami
Lamù
 Un saluto a tutte le altre, sarà per la prossima volta!


Ciao!!
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