domenica 16 giugno 2013

Gli Odontoiatri, detti comunemente dentisti



Dal dentista - Jan Steele

Gli Odontoiatri, detti comunemente dentisti

Molti di noi e presumo anche di voi, ristretto gruppo di lettori di questo blog, sono o sono stati clienti di quegli individui che rispondono (ma a volte no) al nome di odontoiatri, altrimenti detti "dentisti".

No? Voi no?
Io, invece, sì.

Comunque.

Gli odontoiatri amano parlare. Amano tantissimo parlare. Magari hanno una vita privata insoddisfacente, le loro mogli o mariti non li ascoltano, oppure da piccoli hanno sofferto perché nessuno li faceva parlare, o erano figli unici e si annoiavano tanto, considerato che da adulti parlano sempre. Parlano mentre tu hai la bocca spalancata e vi infilano trapano, forcipe o chissà quale altro arnese. Parlano solo loro, di quello che gli pare, del tempo, di sport, di politica, della orribile musica che trasmettono nello studio, mentre tu non puoi rispondere e intimargli di smettere con le boiate che dicono. Ma che hanno da parlare? D’altra parte, poi, sono padroni del tuo destino, hanno il controllo tuo e del tuo essere più intimo, mediante le mani che, impunemente, ti infilano in bocca!

Inoltre l’odontoiatra ama sperimentare. Non è che dice "questa cosa ti potrebbe fare male, che pensi, facciamo l’anestesia?". No, lui ti fa "adesso proviamo senza anestesia, se senti dolore, alza il braccio così capisco e magari ti faccio un’iniezione".

In sostanza ti fanno fare la cavia. Tipo: “Ha urlato quando gli ho rimosso il terzo molare superiore, da questo possiamo dedurre che l’estrazione dei molari superiori è potenzialmente dolorosa per gli umani. Ora proviamo con un molare inferiore. Assistente, registri i dati e li invii al Dottor Mengele.” “Dottore, ma quella relazione per Guantanamo?”, “Cavolo, vabbè, facciamo così, trapaniamogli due denti a caso e vediamo come reagisce. Spenga la luce!”.

Un’altra cosa che grida vendetta: oltre a farti stare ore a bocca spalancata, raggiungendo aperture mandibolari che nemmeno la compianta Linda Lovelace dei tempi d’oro ha mai dovuto raggiungere, ti infilano quell'aggeggio che dovrebbe succhiare le tue secrezioni, ma che invece produce solo fastidiose vibrazioni ed irritante rumore. Quindi la bava si accumula sempre più, fino a soffocarti e renderti impossibile deglutire. Al che ti vedi costretto a produrti in convulsi gesti con gambe e mani per far capire al sadico tizio che deve toglierti di bocca quell’obbrobrio e farti sputare.

Per finire, poiché spesso non hanno il coraggio delle proprie azioni, costringono una segretaria o assistente ad indossare una calzamaglia sul volto: “Ecco il conto” dice, e tu fai “Ma, la fattura?”, “Non pronunci quella parola qui dentro!”, “Va bene, ma la vorrei?”, “In quel caso il conto è il seguente” (ovviamente più alto di circa il 25%, il che vuol dire più dell’IVA che, si sa, al momento è al 21%).

E poi dicono che uno si butta a sinistra!


Non me ne vogliano (più di tanto) ex compagni di scuola, parenti o conoscenti che si guadagnano il pane esercitando questa nobile professione. Io, da parte mia, esercito solo un po’ di sarcasmo, metto ironia nelle mie esperienze, senza necessariamente rancore per qualcuno in particolare.

Magari prossimamente “me la prenderò” con assicuratori o agenti immobiliari.
Come dite? Ne avete sposato una od uno?

Ma allora lo fate apposta!
a sentire lei sembra che non abbia bisogno del dentista...

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