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martedì 15 dicembre 2020

Ma quale essenza delle cose?

 


Bisognerebbe rinunciare a cercare l'essenza delle cose. È una brutta piega presa dalla nostra mente questo voler fissare in ogni occasione l'evanescente e scovarne la ragione durevole. Non c'è niente dietro a niente. Ma può esserci qualcosa in noi. È a questo che è necessario aggrapparsi.

Emil Cioran


 

 

mercoledì 3 luglio 2013

Lo snob radical chic




Lo snob radical chic ai concerti

Quando ero ancora un giovane di belle speranze, ogni tanto andavo a qualche concerto, per ascoltare musica e vedere dal vivo band e cantanti che mi piacevano, o che magari in quel periodo andavano per la maggiore.

In genere mi accompagnavo ad amici ed amiche con cui mi trovavo bene e passavo belle e divertenti serate.

Però era sempre in agguato, mimetizzato fra la folla o, peggio, improvvisamente materializzandosi accanto a me, per qualche motivo, la specie più odiosa che abbia calpestato il terreno di stadi, palazzetti dello sport, discoteche o prati dove si svolgevano concerti e manifestazioni musicali.

Parlo dello snob radical chic!
Un fiero rompicoglioni, dannatamente votato a smontare ogni entusiasmo che alberga in te, impegnato in una metodica e puntuale opera di frantumazione di ogni ideale, dedito ad allontanare ogni possibilità di divertirsi e godersi la musica e tutto quello che gli gira intorno (facendole vorticosamente girare a te!). Pontifica e dispensa massime e considerazioni, con la leggerezza e la sufficienza di chi ritiene di avere a disposizione verità assolute, neanche fosse un Imam o un dannato vescovo cattolico.

A volte, nel mio caso spesso, erano ragazze, ma i maschietti erano veramente i più irritanti, quantomeno perché, non avendo le tette, per nulla legittimati a tediarmi!


A seguire una serie di frasi tipiche pronunciate da questi soggetti, prima, durante o dopo il concerto:

-        Da quando hanno cambiato il batterista (o, in alternativa,  chitarrista, bassista, cantante, tecnico suono, autista, lavanderia) non sono più gli stessi;

-        Non volevo venire al concerto, ma i miei amici hanno insistito (e allora perché non stai con loro?);

-        Questa svolta elettro-pop non mi convince (io invece sono convinto che dovresti toglierti dalle balle);

-        La canzone è bella, ma la fanno meglio i … … (nome di un gruppo che probabilmente ha ascoltato una sola volta nella cantina del cugino di un amico della fidanzata di un compagno di classe a cui sta sul culo);

-        Sono arrivato mezz’ora fa, ma tra poco me ne vado perché domani parto per Londra (e allora vai a fare le valigie e non rompere!);

-        Io li ascoltavo già due anni fa e comunque dopo il primo album fanno pena (e allora cosa ci fai qui?);

-        Io ai concerti non applaudo mai (paura che ti si vedano i calli? Segaiolo!);

-        Il loro batterista va nel pub vicino casa mia (e sticazzi?);

-        Ormai sono troppo commerciali (chiunque, dai Pink Floyd agli AC/DC, passando per il punk e la musica atonale);

-        È la quarta volta che li vedo quest’anno, a Milano, Londra, in Irlanda e a Berlino quand’ero in Erasmus (potevi rimanerci!);

-        No raga, questo è niente in confronto a ieri, cioè ieri sera concerto della vita! (e perché sei qui anche oggi a cagarci il c**o?);

-        Bravi, ma li hai sentiti i … … … ? Sono troppo avanti! (allora vai via da qui e inseguili!);

-        Sono venuto per ascoltare il gruppo spalla. Cioè, spaccano! (io ti spaccherei la faccia!).


In genere poi si presentano con addosso la maglietta di un gruppo diverso da quello che si esibisce, hanno bisogno di un passaggio, ti chiedono le sigarette (ovvero: le mie le ho finite, sai prima di venire qui sono andato a trovare una mia amica tedesca che studia qui), in tasca hanno qualcosa che mostri che loro suonano (qualunque cosa, ve lo assicuro!), a metà di ogni canzone devono dirti qualcosa e alla fine del concerto hanno immancabilmente un sorriso ironico e distaccato alla “io mi sono accorto di qualcosa che tu non sai”.

se ad un concerto uno così mi si fosse avvicinato lo avrei mandato senza mezzi termini "a quel paese"
...lei invece avrebbe ricevuto tutta la mia attenzione e gentilezza!!

martedì 18 giugno 2013

Cose che non sopporto



“Non sopporto i cori russi / la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese. Neanche la nera africana”.

Così canta Franco Battiato dal 1981.

Ed io, sperduto ed irrimediabilmente travolto da suoni, immagini ed eventi cosa non sopporto?

“Breve” elenco di ciò che proprio non sopporto (o comunque mi infastidisce):

-         fare la fila;
-         le briciole sul divano;
-         chi si lamenta delle file;
-         trovare il cestino dell’immondizia strapieno;
-         trovare il cestino dell’immondizia umido;
-         trovare il cestino dell'immondizia senza sacchetto;
-         andare in bagno (per fare proprio quella cosa lì) e non trovare la carta igienica;
-         le scarpe umide;
-         i calzini spaiati;
-         i rumori notturni di provenienza indefinita;
-         il Milan;
-         la falsità e l’ipocrisia (quando vado a Miss Italia e desidero la pace nel mondo);
-         Miss Italia;
-         le zanzare;
-         le mosche;
-         le formiche;
-         le Apecar;
-         le Vespe smarmittate;
-         lo yogurt ai frutti di bosco;
-         il risotto allo zafferano;
-         l’insalata di riso;
-         il riso che abbonda sulla bocca degli stolti;
-         i proverbi;
-         le infradito;
-         gli assicuratori;
-         la puzza di alcol nelle sere d’estate (MCR);
-         gli aperitivi con la musica ad alto volume;
-         Ben Stiller;
-         la musica in spiaggia;
-         lui;
-         lei;
-         l’altro;
-         anche te;
-         l’abbigliamento e le pose da gangsta rapper;
-         chi odia l’abbigliamento e le pose da gangsta rapper;
-         i programmi pomeridiani di rai e mediaset;
-         i commentatori tecnici delle partite di calcio;
-         la birra calda;
-         la birra ghiacciata;
-         la birra temperatura ambiente;
-         chi non sa cosa vuole;
-         il mio datore di lavoro;
-         i cabarettisti in tv;
-         le bugie e i bugiardi (ritorno a Miss Italia e desidero una casa ed un lavoro per tutti);
-         i giudici di Miss Italia (che mi hanno escluso dopo il primo televoto);
-         chi mi dice che gli uomini non possono concorrere a Miss Italia;
-         chi infrange i miei sogni (vedi sopra);
-         il caldo;
-         i film con i cani che parlano;
-         i film con attori cani;
-         i film con cani di attori;
-         il sudore (di chiunque);
-         le Opel;
-         gli sceicchi proprietari di squadre di calcio;
-         i mafiosi russi proprietari di squadre di calcio;
-         le squadre di calcio dove giocano sceicchi e mafiosi russi;
-         gli albergatori di Cesenatico;
-         le sigarette;
-         i fumatori;
-         gli intolleranti (gli darei fuoco);
-         i fondamentalisti;
-         i veterinari (mi fanno sempre un sacco di iniezioni);
-         il realismo magico di Gabriel Garcia Marquez;
-         i libri di Chuck Palahniuk;
-         Fabio Fazio;
-         le pubblicità delle banche;
-         le pubblicità dei profumi;
-         le pubblicità con Aldo, Giovanni e Giacomo;
-         gli elenchi troppo lunghi;
-         le commedie americane con la “bruttina” innamorata del bello di turno, che poi si accorge di lei e la sposa;
-         le commedie americane dove lui e lei si odiano ma sono bellissimi e poi si sposano;
-         i film italiani che copiano le commedie americane come vedi sopra;
-         il “lieto fine” sempre e comunque;
-      i balli latino americani;
-         gli avvocati;
-         il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto (ai concerti di Guccini);
-         i radical chic;
-         i movimentisti;
-         i situazionisti (eccetto Guy Debord);
-         il citazionismo;
-         la Virtus Bologna;
-         chi scrive xkè;
-         la buccia della frutta nel piatto;
-         le cicche di sigaretta nel piatto;
-         le risposte ad ogni domanda;
-         le soluzioni ad ogni problema;
-         chi ha sempre risposte e soluzioni;
-         chi allunga il brodo (e il vino);
-         il brodo;
-         quelli che “queste cose solo in Italia”;
-         quelli che “gli Italiani si fanno sempre riconoscere”;
-         i cachi;
-         i notai;
-         l’odore del caffè delle macchinette.