“Tutta
colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E, se proprio
devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in
questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita
dissipata. Fra l'altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia
veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo.
Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella
sua imminente autobiografia Terry McIver avanza su di me, le mie tre
mogli (o come dice lui la troika di Barney Panofsky), la natura della
mia amicizia con Boogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò
fin nella tomba. Il
tempo, le febbri,
questo il titolo della messa cantata di Terry, è in uscita per i
tipi del Gruppo (chiedo scusa, il gruppo, si scrive così), una
piccola casa editrice di Toronto che gode di lauti sussidi
governativi e pubblica (su carta riciclata, potete scommetterci la
testa) anche un mensile, “la buona terra”.”
(La
versione di Barney,
di Mordechai Richler – trad. Matteo Codignola)