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giovedì 23 gennaio 2025

A proposito degli Stranieri


William Shakespeare richiama alla tolleranza verso i migranti nell'opera “Tommaso Moro”.


Gli uomini sono da sempre "in cammino", sono sempre stati migranti e perciò, per qualcuno e per qualcosa, "stranieri".


I flussi migratori, la migrazione, come Shakespeare splendidamente narra e mostra in questa notevole scena, non è un fenomeno nuovo: la domanda fondamentale è come noi reagiamo ad esso, come chi ci amministra e governa si pone di fronte ad esso, quali decisioni prende e quali parole utilizza.




Immaginate allora di vedere gli stranieri derelitti, coi bambini in spalla, e i poveri bagagli arrancare verso i porti e le coste in cerca di trasporto, e che voi vi asseggiate come Re dei vostri desideri - l’autorità messa a tacere dal vostro vociare alterato - e ve ne possiate stare tutti tronfi nella gorgiera della vostra presunzione.


Vi piacerebbe allora trovare una nazione d’indole così barbara che, in un’esplosione di odio e di violenza, non vi conceda un posto sulla terra, affili i suoi detestabili coltelli contro le vostre gole.


mercoledì 27 luglio 2022

Con questo caldo

 


I pray thee, good Mercutio, let’s retire:

The day is hot, the Capulets abroad,

And, if we meet, we shall not scape a brawl;

For now, these hot days, is the mad blood stirring”


Ti prego, caro Mercuzio, con questo caldo

è meglio andare a casa; poi i Capuleti sono fuori

e se dovessimo incontrarli, non potremmo evitare

una lite; in queste giornate torride,

il sangue s’infuria e ribolle”

(William Shakespeare, Romeo e Giulietta, trad. Salvatore Quasimodo)


martedì 30 novembre 2021

Ofelia tra Shakespeare, Guccini e Millais

...

Ophelia, che cosa senti quando la voce dagli spalti

Ti annuncia che è l'ora già e il giorno piano muore?

Ophelia che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato

Nei guizzi che la trota fa cambiando di colore?

...

Ofelia è uno dei personaggi dell'Amleto di William Shakespeare.

Ofelia, a seguito di varie vicende finirà annegata in un fiume. John Everett Millais attraverso la sua opera racconta proprio questo momento. Il dipinto è conservato alla Tate Gallery di Londra, si nota perché contraddistinto da un acceso naturalismo, che si concentra in particolare sulla raffigurazione della natura. La raffigurazione fortemente naturalistica è dettata anche dal forte interesse in epoca vittoriana per il “linguaggio dei fiori”, la flora infatti ha qui una funzione fortemente simbolica

Millais avrebbe raffigurato un vero paesaggio campestre della contea inglese del Surrey, in estate, e la figura di Ofelia sarebbe stata aggiunta nello studio del pittore durante l'inverno successivo (una metodologia tipicamente Preraffaellita).

La ragazza che posò per il dipinto (dentro una vasca da bagno) è Elizabeth Siddal, all'epoca ventitreenne, che faceva la modella anche per altri pittori Preraffaelliti, in particolare per Dante Gabriele Rossetti, che sposò nel 1860.

Ofelia, John Everett Millais- 1852, Londra, Tate Gallery



La morte di Ofelia, personaggio che ha poche battute nel dramma di Shakespeare, risulta il momento più significativo legato alla sua figura, ma non viene rappresentata in scena, bensì resa nota al pubblico per bocca della regina Gertrude:


"C’è un salice che cresce di traverso

a un ruscello e specchia le sue foglie

nella vitrea corrente; qui ella venne,

il capo adorno di strane ghirlande

di ranuncoli, ortiche, margherite

e di quei lunghi fiori color porpora

che i licenziosi poeti bucolici

designano con più corrivo nome

ma che le nostre ritrose fanciulle

chiaman “dita di morto”; ella lassù,

mentre si arrampicava per appendere

l’erboree sue ghirlande ai rami penduli,

un ramo, invidioso, s’è spezzato

e gli erbosi trofei ed ella stessa

sono caduti nel piangente fiume.

Le sue vesti, gonfiandosi sull’acqua,

l’han sostenuta per un poco a galla,

nel mentre ch’ella, come una sirena,

cantava spunti d’antiche canzoni,

come incosciente della sua sciagura

o come una creatura d’altro regno

e familiare con quell’elemento.

Ma non per molto, perché le sue vesti

appesantite dall’acqua assorbita,

trascinaron la misera dal letto

del suo canto a una fangosa morte.".

(Amleto, Atto IV, scena VII – trad. Goffredo Raponi, da www.liberliber.it)



martedì 9 marzo 2021

Triste

 


In verità non so perché son tanto triste. Io ne son stanco e lo sei anche tu, mi dici, Ma come me la sia buscata, o dove l'abbia trovata o ricevuta, questa tristezza, di che sostanza sia, donde nata, devo ancora saperlo. Mi rende un tale sciocco che fatico a capirmi.

(Antonio, in "Il Mercante di Venezia", di William Shakespeare - trad. Enzo Giachino) 

 


 

 

 

giovedì 14 gennaio 2016

Luna # 12


Romeo: Per la felice luna che imbianca le cime di questi alberi, io giuro…
Giulietta: Oh, non giurare per la luna, per l’incostante luna che ogni mese muta il cerchio  della sua orbita: non vorrei che il tuo amore fosse come il moto della luna.

(“Romeo e Giulietta”, di William Shakespeare, trad. Salvatore Quasimodo)






martedì 18 novembre 2014

Non significa nulla




“Spegniti, spegniti, breve candela!
La vita non è che un’ombra che cammina; un povero attore
che si pavoneggia e si agita per la sua ora sulla scena
e del quale poi non si ode più nulla: è una storia
raccontata da un idiota, piena di rumore e furore,
che non significa nulla.”

(Macbeth – Atto quinto, scena quinta – trad. Agostino Lombardo)

domenica 12 ottobre 2014

In una notte come questa



Lorenzo: La luna splende limpida. In una notte come questa, quando mite baciava gli alberi un dolce vento, senza farli stormire, in una notte come questa Trailo saliva, penso, le mura di Troia ed in sospiri l’anima esalava verso le tende greche, dove dormiva quella notte Cressida.

Gessica: In una notte come questa Tisbe sorvolò tremebonda la rugiada e, prima del leone, il riflesso scorgendone, atterrita fuggì.

Lorenzo: In una notte come questa, ferma sulla riva selvaggia, con un ramo di salice Didone al suo amore accennava di tornare a Cartagine.

Gessica: In una notte come questa magiche erbe colse Medea, che il vecchio Enone ringiovanirono.

Lorenzo: In una notte come questa Gessica dal ricco ebreo scampava e, in compagnia di sprovveduto amante, da Venezia fuggì fino a Belmonte.

Gessica: In una notte come questa il giovane Lorenzo le giurava eterno amore e il cuore le involò con promesse infinite, neppure una sincera.

Lorenzo: In una notte come questa quella piccola strega della bella Gessica denigrava il suo amore, e lui la perdonava.

Gessica: Nel gioco delle notti saprei ben subissarti, non venisse nessuno. Ma taci… odo il passo d’un uomo.

(Il Mercante di Venezia – Atto quinto, scena 1 – William Shakespeare, trad. Enzo Giachino)


Marc Chagall - La Bellezza

domenica 10 novembre 2013

A proposito di rose



“Che c’è nel nome? Quella che chiamiamo rosa,
anche con altro nome avrebbe il suo profumo.”

(Romeo e Giulietta – Atto II, Scena II, trad. Salvatore Quasimodo)