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domenica 4 giugno 2023

Les voici

 

Emmanuelle Seigner in "Luna di fiele", di Roman Polanski - 1992

Juliette Binoche in "L'insostenibile leggerezza dell'essere", di Milos Forman - 1988

Melanie Laurent in "Treno di notte per Lisbona", di Bille August - 2013

Emmanuelle Beart in "Pranzo di Natale", di Daniele Thompson - 1999



Marine Vacth in "Giova e e bella", di Francois Ozon - 2013

sabato 15 ottobre 2016

8 Donne e un Mistero (2002)


Un piccolo gioiello del più recente cinema francese, “8 Donne e un Mistero” è una divertente e riuscita commedia noir, che vede protagoniste, come da titolo, 8 attrici impegnate ad interpretare una messinscena molto teatrale, con battute efficaci, scenografia e colori molto accesi, numeri musicali e canzoni che si susseguono ed una trama intelligente ed arguta.
Il regista François Ozon evita i ritmi lenti tipici del cinema d’oltralpe per regalare allo spettatore una vicenda serrata e farcita di sorprese e rivelazioni. I misteri sono più di uno, così come i segreti, alcuni difficilmente confessabili, custoditi dalle otto protagoniste.

Pressoché il meglio che in quegli anni potesse offrire la ottimamente fornita schiera d’attrici francesi, il gruppo al femminile è in gran forma, con una speciale menzione per Catherine Deneuve, Isabelle Huppert e Fanny Ardant.
L’atmosfera retrò, il gioco di utilizzare in modo ironico tabù e cliché, costumi e vezzi della borghesia anni 50, fa divertire e mette l’intera vicenda nella felice condizione di essere goduta fino in fondo e di beneficiare di una recitazione che ammicca al teatrale, utilizzando elementi noir e gialli per stravolgerli con ironia e senso del ludico.

Ci si può vedere più di un riferimento al cinema francese ed hollywoodiano del passato, con l’imbarazzo di passare da Truffaut a Cukor a Hitchcock, sia per l’indagine sul femminile, che per l’ironia evidente, comunque rispettosa di basi e “fondamentali” del mestiere.
I più critici probabilmente storcerebbero il naso di fronte al fatto che il delitto e l’elemento squisitamente giallo tendono a perdere centralità rispetto al resto, ma il resto, appunto, funziona molto bene e sembra proprio che possa bastare.


Non posso evitare di sottolineare il piacere ed il gusto provato ad ascoltare e vedere le protagoniste cantare ed in alcuni casi ballare durante il loro “numero musicale”, che le rappresenta e illustra.
Infatti ognuna delle otto donne è caratterizzata da un brano musicale. Cito quello sensualmente interpretato da Emmanuelle Béart, così come il tema malinconico interpretato dalla Huppert. Inoltre vedere Catherine Deneuve e Fanny Ardant cantare e ballare è un’occasione da non perdere.




Nel bel mezzo di un gelido inverno, in una casa isolata della campagna francese, una famiglia si riunisce per le vacanze. Ma proprio alla vigilia dei festeggiamenti, un tragico imprevisto fa precipitare la situazione: il capofamiglia viene assassinato. L'omicida non può che essere una delle otto donne più vicine alla vittima: la sua potente moglie, la cognata zitella, la suocera tirchia, l'insolente cameriera, la leale governante oppure una delle due giovani e graziose figlie? (da cinematografo.it)

lunedì 24 agosto 2015

Citazioni Cinematografiche n. 111

Camille: Lei è mai stato innamorato?
Stéphane: Mi dev'essere successo...

(Camille/Emmanuelle Béart e Stéphane/Daniel Auteuil in “Un Cuore in Inverno”, di Claude Sautet - 1992)