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lunedì 11 maggio 2026

Citazioni Cinematografiche n.667

 

Robert: I tre 6.
Monaco: 6 è il segno del diavolo.
Jennings: Ma perché tre 6?
Monaco: Noi pensiamo che significhi la trinità diabolica: il diavolo, l'anticristo e il falso profeta.
Jennings: Padre, Figliolo e Spirito Santo.
Monaco: Per ogni cosa santa ce n'è una diabolica, è questa l'essenza della tentazione.

(Robert Thorn/Gregory Peck, Monaco/Robert Rietty e Keith Jennings/David Warner in “Il presagio”, di Richard Donner – 1976)















lunedì 22 luglio 2019

Citazioni Cinematografiche n.312

Sentivo puzza di qualcosa, mi hanno dato lo sbirro sbagliato
(Eddie Bunker/Mos Def in "Solo due ore", di Richard Donner)


lunedì 8 aprile 2019

Citazioni Cinematografiche n.297

Sempre insieme, eternamente divisi. Finché il sole sorgerà e tramonterà. Finché ci saranno il giorno e la notte.
(Phillipe Gaston/Matthew Broderick in "Ladyhawke", di Richard Donner - 1985)



lunedì 12 dicembre 2016

Citazioni Cinematografiche n. 178

Roger: Hai mai incontrato qualcuno senza ammazzarlo?!
Martin: Be', a te ancora non ti ho ammazzato, no?!
Roger: Se proprio ti scappa, levati il pensiero.
Martin: No, posso aspettare.

(Roger Murtaugh/Danny Glover e Martin Riggs/Mel Gibson in “Arma Letale”, di Richard Donner - 1987)



lunedì 5 dicembre 2016

Citazioni Cinematografiche n. 177

Tutto tutto, va bene... vi racconto tutto.
Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia.
Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola.
Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane... Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato.
Ma la cosa più cattiva è stata quando ho fatto una poltiglia che sembrava vero vomito. La sera sono andato al cinema e ho nascosto la poltiglia nella giacca, sono salito in galleria e poi... poi... ho cominciato a fare dei versi cosi: bwaa... bwaaa... bwaaaarg. E ho versato quella roba sul pubblico che stava di sotto. Allora è successo un vero finimondo, tutti hanno cominciato a vomitare e si vomitavano addosso l'uno con l'altro. Non mi sono sentito mai tanto cattivo in tutta la vita.

(Chunk/Jeff Cohen in “I Goonies”, di Richard Donner - 1985)



sabato 12 settembre 2015

10 Film d'Avventura


10 film d’avventura fra quelli che ricordo con maggior piacere. Avrei potuto inserire in questo elenco film di cui ho già parlato, a proposito di film western, bellici, di James Bond o di David Lean, ma per evitare ripetizioni o di “fissarmi” troppo ho allargato un po’ la visione e questo è il risultato:

“La Regina d'Africa” (The African Queen) di John Huston – 1951
Due attori formidabili come Humphrey Bogart (premio Oscar per la sua interpretazione) e Katharine Hepburn per un film che si concentra e gira solo ed esclusivamente sui loro personaggi. Sceneggiatura e dialoghi perfetti, in un’opera dove l’avventura è più intima che posta nella spettacolarizzazione dei luoghi e delle situazioni, quasi questi fossero superflui.

“I Guerrieri della Notte” (The Warriors) di Walter Hill – 1979
L’Anabasi di Senofonte con le bande anni 70 a New York. Un racconto dal ritmo serrato ed incalzante, tutto svolto nel tempo di una notte, con la rappresentazione di una realtà trasfigurata come fosse un urban-fantasy. Perfetto dinamismo e potente valore simbolico degli oggetti e dei luoghi, prima fra tutti la metropolitana, vero personaggio al pari dei membri delle city gang.

“Fuga da Alcatraz” (Escape from Alcatraz) di Don Siegel – 1979
Da una reale evasione dal famoso carcere, un film scarno nei dialoghi che punta tutto sulle immagini, a cui è affidato il compito di creare e rappresentare la tensione e la suspense che permeano la vicenda. Montaggio astuto che supplisce ad alcuni momenti un po’ troppo “da accademia”.




“Excalibur” di John Boorman – 1981
Grandiosa colonna sonora, in un film che trae forza e valore dal cromatismo delle scene e dei luoghi, scandendo i capitoli di una storia di eroi dal respiro epico-cavalleresco. La forma visiva della narrazione dona ulteriore valore a ciò che, in fondo, risulta essere al pari di una favola, ben raccontata e confezionata. Se ci si lascia coinvolgere e si abbassano, anche solo un po’, le difese, è impossibile non restarne affascinati.

“I Sette Samurai” di Akira Kurosawa – 1954
Dramma e racconto epico tanto affascinante da divenire un vero cult-movie. L’intera cinematografia mondiale vi si è più volte riferita, attingendovi a piene mani, tra cui non solo lo splendido “I Magnifici Sette” di Sturges ed i relativi seguiti, ma anche “Quella Sporca Dozzina” di Robert Aldrich. Pratica ed estetica del mondo contadino e di quello dei samurai, terra e lavoro dei campi che incontrano epica, onore e uomini d’armi, vita vissuta e filosofia con personaggi ritratti e caratterizzati come meglio non si potrebbe

“Principessa Mononoke” di Hayao Miyazaki – 1997
Non meravigli (più di tanto) la presenza in questo gruppo di un film d’animazione. Hayao Miyazaki trascende i generi e le classificazioni e quest’opera ne è ottima prova. Un racconto di formazione, che di per sé porta ed assume i caratteri dell’avventura, incontra la favola ecologista, senza sentimentalismi o tentazioni manichee. Personaggi complessi, ambientazioni fantastiche, onirico e reale che si fondono con crudezza, ma senza reale violenza, per donare coinvolgimento estetico e narrativo.


“L’Avventura del Poseidon” (The Poseidon Adventure) di Ronald Neame – 1972
A pieno titolo nel filone dei film catastrofici anni 70. Attori esperti ed in buona forma (Gene Hackman, Shelley Winters ed Ernest Borgnine tra gli altri), che con la loro efficace recitazione ed una stupenda scenografia caratterizzano un film genuinamente avventuroso, che si concede il lusso di offrire anche qualche elemento di riflessione. Ci hanno fatto un evitabile remake nel 2006.

“I Vichinghi” (The Vikings) di Richard Fleischer – 1958
Trascinante film d'avventura, che inserisco anche per ricordi di una adolescenza suggestionata da immagini forti, potenti e dotate di un certo intrigante lirismo (tra cui il funerale vichingo). Primo assaggio di mitologia norrena, confezionato con una serie di accadimenti che fanno ricorso al carattere brutale della sceneggiatura, sostenuta dalla efficace fotografia e dalla azzeccata musica. Kirk Douglas superbo!

“Hero” di Zhang Yimou – 2002
Estetica e senso epico per una esperienza cromatica e di eleganza, scandita da racconti e flashback fortemente connotati dai colori scelti e dal ruolo che hanno l’arte della spada e della calligrafia. Questi due elementi si incontrano e regalano un respiro più ampio al susseguirsi dei quattro periodi in cui è diviso il film. Un’opera che ha generato dibattito e critiche, ma il cui valore artistico non è possibile mettere in discussione.

“I Goonies” (The Goonies) di Richard Donner – 1985
Un film culto per chi era ragazzino negli anni 80. Perfetto per divertirsi e sognare l’avventura, per viverla e riviverla al di là degli anni trascorsi, facendosi ancora una volta conquistare da una storia avvincente e divertente. Personaggi simpatici, un gruppo di protagonisti accattivanti e ottimi caratteristi.

Bonus:

“L'Isola sul Tetto del Mondo” (The Island at the Top of the World) di Robert Stevenson – 1974
Trama un po’ confusa, dove il senso dell’avventura e del fantastico prevale, per un buon prodotto ad uso familiare, nella migliore tradizione Disney. Affascinante come un romanzo di Jules Verne, con effetti speciali alla vecchia maniera ben presentati, godibile e divertente.

“Aleksandr Nevskij” di Sergei M. Eisenstein – 1938
Film chiaramente di propaganda, con tutto il conseguente carico di retorica e pomposità. Ma, una volta chiarito questo, l’opera si fa ammirare per le scelte in tema di inquadrature e montaggio, che assicurano alla vicenda ed alla sua rappresentazione una dinamicità e un ritmo insolito per quegli anni, accelerandone anche la continuità narrativa. L’eroe è tale e pazienza se Nevskij è accostato a Stalin. La colonna sonora? A firma di Sergei Prokofiev.


Un torneo a parte per i due Volumi di Kill Bill (Quentin Tarantino), la serie di Arma Letale (Richard Donner) e quella di Die Hard (registi vari)



martedì 30 luglio 2013

Superman, prima di Man of Steel


Giusto per mettere le cose in chiaro:
al cinema Superman ha questo volto














Clark Kent questo

















Lex Luthor invece questa faccia


















E per finire Lois Lane si presenta così


Mi riferisco a Superman di Richard Donner del 1978.

Che, tra gli altri, nel cast presentava Marlon Brando e Glenn Ford, rispettivamente padre “naturale” e padre “putativo” del supereroe.




Insomma Superman di Richard Donner è il  miglior film sul supereroe originario del pianeta Krypton (anche il seguito non è affatto male). E poi Donner, successivamente, avrebbe diretto  I Goonies, tutta la serie di Arma Letale e Lady Hawke (se non li avete ancora visti rimediate al più presto!)


È chiaro perché, allora, Man of Steel/ L'Uomo d'Acciaio, di Zack Snyder non mi sposta di un centimetro?

E vai di colonna sonora!