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lunedì 29 aprile 2024

Citazioni Cinematografiche n.561

 

Rey: Non sei obbligato a farlo. Avverto il conflitto che è in te. Ti sta dilaniando. Ben, quando ci siamo toccati ho visto il tuo futuro. Era solo un'ombra, ma concreta e chiara. Tu non ti inginocchierai a Snoke. Ti convertirai. Ti aiuterò. L'ho visto.
Ben Solo/Kylo Ren: Ho visto qualcosa anch'io. Grazie a ciò che ho visto, so che quando arriverà il momento ti convertirai tu. Sarai dalla mia parte. Rey... ho visto i tuoi genitori.

(Rey/Daisy Ridley e Ben Solo/Kylo Ren/Adam Driver in “Star Wars: Gli ultimi Jedi”, di Rian Johnson - 2017)






lunedì 22 aprile 2024

Citazioni Cinematografiche n.560

 

Han Solo: Questa mappa non è completa, è solo un pezzo. Da quando Luke è scomparso non fanno che cercarlo.
Rey: Perché se n'è andato?
Han Solo: Addestrava una nuova generazione di Jedi. Un ragazzo, l'apprendista, gli si è rivoltato rovinando tutto. Luke si sentiva responsabile e si è allontanato dal mondo.
Finn: Sai che gli è successo?
Han Solo: Girano tante voci, storie... Per quelli che lo conoscono meglio, è andato alla ricerca del primo tempio dei Jedi.
Rey: I Jedi esistevano?
Han Solo: È quello che mi chiedevo anch'io un tempo, pensavo fosse un mucchio di superstizioni. Un potere magico che tiene insieme il bene e il male, il Lato Oscuro e la luce? La cosa assurda è... Che è vero. La Forza, i Jedi... Tutto. È tutto vero.


(Han Solo/Harrison Ford, Rey/Daisy Ridley e Finn/John Boyega in “Star Wars: Il risveglio della Forza”, di J. J. Abrams - 2015)





lunedì 20 gennaio 2020

Citazioni Cinematografiche n.338

Ian Solo: Cosa? Come? Non hai mai sentito nominare il Millennium Falcon?
Obi-Wan Kenobi: Veramente no.
Ian Solo: È la nave che ha fatto la rotta di Kessel in meno di dodici parsec! Ho lasciato indietro le navi stellari dell'Impero! Non le navi mercantili, quelle è uno scherzo. Parlo delle più veloci navi da guerra imperiali! È abbastanza veloce per te, vecchio?

(Ian Solo/Harrison Ford e Obi-Wan Kenobi/Alec Guinness in "Guerre Stellari", di George Lucas - 1977) 





venerdì 27 dicembre 2019

Star Wars - Episodio IX L'Ascesa di Skywalker



L'episodio IX segna la conclusione della saga più famosa del Cinema, oltre che una di quelle che ha accompagnato il pubblico per un periodo temporale fra i più lunghi. Infatti dal 1977, con quel “Guerre Stellari” in seguito ribattezzato, con l'episodio IV “Una nuova speranza”, l'universo ed i personaggi creati da George Lucas hanno omaggiato ed allo stesso tempo saccheggiato miti, stili e stilemi, storie e mitologie, racconti e caratteri del Cinema, della Storia e delle varie produzioni delle fantasie e dell'intelletto umano.

Da sempre a cavallo fra fantasy e fantascienza, con una prevalenza del primo rispetto alla seconda, la saga di Star Wars ha attraversato più di quaranta anni delle nostre vite, ha accolto e perso pubblico, conquistato o salutato nuovi spettatori, insinuandosi fra le età ed i gusti, con il fondamentale aiuto di un marketing a volte pervasivo, quando non molesto o di cattivo gusto, ma di fatto ha creato un mito. Sebbene si voglia farlo giungere ad una conclusione ogni mito ha in sé la capacità (il destino?) di rigenerarsi e di riproporsi e secondo il mio parere Star Wars ora finisce per poi ricominciare. Non mi riferisco ad ipotetici episodi X o XI e così via, oppure ad ulteriori spin-off o serie TV (peraltro già in produzione), ma all'essenza stessa di un mito.



L'Ascesa di Skywalker” aveva dunque il difficile compito di “finire” ciò che era stato iniziato ed allo stesso tempo eternare lo spirito e la peculiarità dell'unica vera Saga cinematografica degna di questo nome fino a questo momento prodotta. Con imperfezioni e incertezze certo, con sbavature di trama e di sceneggiatura che si rendono quasi inevitabili, ma la missione è stata portata a termine. J.J. Abrams con mestiere e tanta furbizia ha ripreso il tutto ed è riuscito a prendere per mano il pubblico e condurlo fino ad una onesta e accettabile fine. Si può rimanere delusi, scontenti, sentirsi anche presi in giro, è diritto dello spettatore esprimersi come può e desideri fare, ma rimane il fatto che anche in questo film bastano le prime note della Colonna Sonora (la più conosciuta e riconoscibile ad ogni latitudine) e che le righe comincino a scorrere in diagonale perché ci si senta “a casa”. La narrazione, in ogni suo aspetto, anche qui giunge a livelli che difficilmente riescono ad essere raggiunti altrove, così come permane e pervade il senso di affidarsi ad un contesto fatto di pianeti e rotte spaziali, scontri, incontri, morti e rinascite, fughe e dialoghi che vivono di suoni, colori e contrasti fondamentali.



Il senso di epico resiste e sebbene il compito di giungere a mettere a posto trama e trame, elementi narrativi e interrogativi decennali, miriadi di personaggi e di caratteri potesse schiacciare e appiattire il tutto, il risultato c'è e si fa accettare. Una terza trilogia che si chiude in crescendo, ritrovando (in buona parte) quell'equilibrio che è alla base della saga e del mito fin da quando tutto fu fatto iniziare. Si ha la sensazione di ritrovare vecchi amici e di rivivere atmosfere e situazioni, ma il senso di deja-vu non è limitante, dal momento che i caratteri principali giungono alla loro maturazione per loro vie e anche se gli escamotage narrativi a volte appaiono frettolosi e fin troppo “allegri”, in barba ad una complessità che una parte di pubblico agogna, tutto rientra nello spirito della saga.

Si obietta che per due ore e venti il ritmo è fin troppo veloce e che si è voluto mettere troppa carne al fuoco, osservazione che condivido, ma aggiungo che questo è il prezzo da pagare per arrivare, ora, ad una fine, che è definitiva in merito a quanto lasciato in sospeso due anni fa, fino all'episodio VIII (che aveva smarrito molto e messo sul piatto altro). Il prezzo da pagare per consolidare e sancire l'eternare del mito a cui si faceva riferimento.

Perché non siamo di fronte ad un singolo film, bensì a 13-14 produzioni, fra trilogie, spin-off, serie TV e speciali vari. Per cui si può scegliere se valutare ogni film a sé stante, come opera unica, oppure all'interno di un contesto, una galassia narrativa ed estetica. Inevitabilmente, a seconda di quale opzione si sceglie, i giudizi si modificano e possono ribaltarsi. Nello specifico, per quanto concerne “L'Ascesa di Skywalker”, come film unico può coinvolgere in modo limitato oppure farsi gustare per il cromatismo appagante e la sontuosa messa in scena, d'altro canto quale parte di un magnifico ed immaginifico tutto giunge a sollazzare e colmare occhi, cuore e anima o lasciare perplessi come fosse la parte 2 del “Ritorno dello Jedi”.

Personalmente ho sempre apprezzato l'incontro fra tragedia greca e commedia, fra fantasy e western, fra oriente ed occidente, fra sacro e buffonesco che ha fatto sì che un ibrido si ponesse come elemento originale e fondamentale di un Cinema che a volte si ripiega su sé stesso e non riesce a creare e ricreare. Star Wars è la frontiera di John Ford, le battaglie corpo a corpo dei film di cappa e spada, il senso dell'onore e del rispetto dei samurai di Kurosawa, i duetti di varie coppie comiche, lo slancio e i sentimenti di una love story, il fantasy ed il fantastico, la luce e l'oscurità, il singolo ed il collettivo che si sublimano vicendevolmente, eroi e masse ed altro ancora.

Anche nell'episodio IX rileviamo questo. Assistiamo a ciò che fin dall'inizio, fosse quello del 1977 o della “Minaccia Fantasma”, è un affare di famiglia e di destino, uno scontro fra concetti e caratteri, fra visioni e ideologie all'interno di un confronto fra padri e figli, naturali o acquisiti che siano. Per cui alcune sorprese e rivelazioni non sono realmente tali, ma tasselli di una circolarità e di una specularità che è parte fondante del racconto e della cultura, che dal particolare si fa universale. Così come universali sono i fardelli da portare, i destini da compiere o da comprendere, le sfide da affrontare ed i gesti di cui si accettano le conseguenze, nell'incontro Passato/Presente/Futuro, Jedi/Sith/Cavalieri Ren, luce/oscurità e sintesi delle stesse. 


 

lunedì 7 ottobre 2019

Citazioni Cinematografiche n.323

Tobias Beckett: Hai fatto una mossa molto furba. Per una volta. Ti avrei ucciso io. Volevo davvero imparare a suonare... bene il valachord.  
Han Solo: Lo so.
(Tobias Beckett/Woody Harrelson e Han Solo/Alden Ehrenreich in "Solo: A Star Wars Story", di Ron Howard - 2018) 


lunedì 22 ottobre 2018

Citazioni Cinematografiche n.273


Jyn Erso: Mio padre ha dato la vita per permetterci di sconfiggere questo orrore!
Dodonna: Questo lo dici tu.
Tynnra Pamlo: Se l'Impero ha questo genere di potenza, che possibilità ci resta?
Jyn Erso: Che possibilità, lei si chiede? Io mi chiedo che scelta! Fuggire, nascondersi, implorare pietà, smobilitare le forze? Piegatevi a un nemico così malvagio e così potente, e condannerete la galassia a un'eternità di sottomissione! Il tempo di combattere è ora. Ogni momento perso è un ulteriore passo verso le ceneri di Jedha!

(Jyn Erso/Felicity Jones, Dodonna/Ian McElhinney e Tynnra Pamlo/Sharon Duncan-Brewster in "Rogue One: A Star Wars Story," di Gareth Edwards - 2016





lunedì 17 settembre 2018

Citazioni Cinematografiche n.268

Obi-Wan Kenobi: Tu eri il Prescelto! Era scritto che distruggessi i Sith, non che ti unissi a loro! Dovevi portare equilibrio nella Forza, non lasciarla nelle tenebre!
Dart Fener: Io ti odio!
Obi-Wan Kenobi: Eri mio fratello, Anakin. Ti volevo bene.
(Obi-Wan Kenobi/Ewan McGregor e Dart Fener/Hayden Christensen in "Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith", di George Lucas - 2005)


lunedì 3 settembre 2018

Citazioni Cinematografiche n.266

Obi-Wan Kenobi: Non so perché ma sento che tu sarai la mia fine...
Anakin Skywalker: Non dire così maestro, per me sei ciò che più assomiglia a un padre.
Obi-Wan Kenobi: E allora perché non mi dai ascolto?
Anakin Skywalker: Io ci provo!

(Obi-Wan Kenobi/Evan McGregor e Anakin Skywalker/Hayden Christensen in "Star Wars: Episodio II – L'attacco dei cloni", di George Lucas - 2002) 





lunedì 23 luglio 2018

Citazioni Cinematografiche n.260

Anakin Skywalker: Che cosa sarà di me, ora?
Obi-Wan Kenobi: Il Consiglio mi ha concesso il permesso di addestrarti. Tu diventerai un Jedi. Te lo prometto.

(Anakin Skywalker/Jake Lloyd e Obi-Wan Kenobi/Ewan McGregor in "Star Wars: Episodio I - La Minaccia Fantasma", di George Lucas - 1999)


giovedì 28 dicembre 2017

Star Wars - Episodio VIII Gli Ultimi Jedi


La parola chiave riguardo a “Star Wars”, fin dal 1977, è sempre stata Equilibrio. Cercato ma non sempre raggiunto nella Trilogia originale, assurdamente evitato nella seconda trilogia i cui postumi mi fanno ancora male, perseguito nel fin troppo filologico “Il Risveglio della Forza” che inaugura la terza trilogia, l'equilibrio è tutto sommato avvicinato in questo Episodio VIII “Gli Ultimi Jedi”.

Al di là delle vicende dei vari protagonisti, fuggiti su una remota isola, a spasso nella galassia, concentrati sul proprio ombelico o nel far fuori chiunque ne critichi l'abbigliamento ed i copricapi scelti, persi in sottotrame non del tutto convincenti o nel pronunciare battute non proprio brillanti, l'Equilibrio viene cercato e sotto più di un aspetto raggiunto, anche se forse solo temporaneamente.
Equilibrio fra tradizione e novità, su due distinti versanti neanche solo immaginato nel film direttamente precedente e completamente snobbato nel doloroso “La Minaccia Fantasma”. Equilibrio fra computer grafica, nella quale era purtroppo affogato il padre nobile George Lucas, ed efficaci modellini animati, già sapientemente utilizzati da J. J. Abrams, anche se in quest'ultimo ci sono un po' troppi irritanti pupazzetti, comunque buoni per il merchandising, se non divorati da Chewbecca.
Equilibrio fra fantasy e fantascienza, che in verità era già tratto distintivo degli episodi IV-V-VI e dato per raggiunto, anche oltrepassato da una serie di buoni film, ma messo seriamente in crisi dagli episodi I-II-III.
Equilibrio fra maturità e gioventù, fra canone lucasiano e nuove strade perseguibili ed auspicabili per innovare e reiterare la classicità del canone stesso, fra storie di una galassia lontana lontana ed un robusto war movie (ed in questo caso Rogue One aveva già fatto gran parte del lavoro).
Equilibrio fra affascinante opera d'autore e blockbuster che tutto prendono, fagocitano e sputano? A questo punto entra in gioco la Disney, che con un inconsapevole (?) spunto autobiografico mette in scena la vicenda di un'entità cattiva, potente e ben attrezzata, che vuole sconfiggere i meno dotati finanziariamente e i più puri ribelli che si oppongono al Nuovo Ordine, di tipo Hollywoodiano.


Ogni film è in fondo figlio del suo tempo, sia che si inserisca in un filone, una tendenza od uno stile, sia che con irruenza sparigli le carte per mostrare una diversa e distinta visione. Così è per “Gli Ultimi Jedi”, che con budget più alto ed una qualitativamente migliore predisposizione assomiglia in modo inquietante ad un qualsiasi “Avengers” o ad un “Thor qualcosa”. Buono per conquistare il pubblico più giovane, che al cinema spende ed è pronto ad acquistare gadget e pupazzi. In fondo il marchio deve essere sfruttato, per cui non c'è nulla di male nell'inserire gag e trovate puerili, battute che dovrebbero far ridere e scene ridicole in un film che deve necessariamente incassare decine e decine di milioni, anche se non è Iron Man o Mary Poppins, quest'ultima omaggiata dal generale/principessa Leila/Leia Organa/Carrie Fisher, ancorché in modo grottesco e qui sicuramente inconsapevole.


Ovviamente perplessità e rammarico di sorta valgono se si guarda all'episodio VIII nel contesto e nell'affetto per una saga, al momento l'unica vera saga degna di questa definizione. Se invece ci si accosta a “Gli Ultimi Jedi” come ad un film qualsiasi, slegato da un complesso narrativo e immaginifico, si può giustamente rimanerne affascinati. Fin dall'incipit, che ne segna il tenore e la spettacolarità, proseguendo per i molti combattimenti e scontri.


Un'esperienza cromatica che si rinnova in più scene, una di seguito all'altra, per una fotografia che valorizza in pieno contest e scenari, armi, armature e armati, prepara ad una ennesima resa dei conti che non sfigura e ne richiama altre precedenti senza farle rimpiangere. Due ore e mezza che scorrono, a volte a scatti, con qualche pausa che non convince, ma che in fondo non danno tregua allo spettatore, con una parte di nuovo che è vecchio ma nuovo per i più giovani, che se non sono smaliziati a volte si rivelano sprovveduti di fronte alle furbizie di un grande marchio che sa che bisogna uccidere i padri impadronendosi di quello che funziona. I padri vengono uccisi anche fisicamente in Star Wars, lo sappiamo, per cui la Disney si libera di quanto di lucasiano risulta ingombrante e si tiene stretto invece quanto produce fatturato sicuro. Il regista Rian Johnson recepisce gli ordini e li esegue con buone capacità e occhio attento a calibrare personalità e disciplina. Per cui si sopportano le mancanze logico-narrative e le evidenti cadute nel comico-grottesco. Queste sì che testimoniano una mancanza di equilibrio nel continuum ironico-drammatico, favorendo la spettacolarità che per fortuna non risulta fine a se stessa, ma godibile nel vedere almeno una certa maturazione in due, forse tre, personaggi tra i nuovi, dato che i “vecchi” ormai hanno dato o sono stati eliminati dalla sceneggiatura.


Altri caratteri risultano penalizzati, o di contro mal utilizzati, ma poiché sappiamo che fra due anni ci troveremo a parlare dell'episodio IX non si può mai dire cosa sia definitivo e cosa transitorio.


Durante la visione si perde una parte della propria infanzia-giovinezza, si sente venire meno quello slancio fanciullesco a cavallo fra anni 70 ed anni 80. Bisogna farci i conti, sono passati gli anni, per noi e non solo, il Cinema ora è così, in buona parte, pertanto si può scegliere se rimanere attaccati a quanto è legato agli anni giovanili o accettare quanto di comunque buono alberga nei film di questi anni. C'era l'ideologico, in seguito il post ideologico, ora il post-post ideologico che in fondo è esso stesso ideologico, solo che l'idea è diversa dalla nostra, per quanto possa importare ad una Major, per la quale pecunia non olet, anche se chi spende non è convinto, purché spenda.




venerdì 20 gennaio 2017

"Steampunk Star Wars" di Bjorn Hurri

Ormai in molti avranno visto l'ultimo film della serie di Star Wars e proprio girovagando in rete attraverso pagine dedicate mi sono imbattutto nel lavoro di Bjorn Hurri, artista svedese trasferitosi a Londra.
Il suo sito è interessante e divertente, tra le altre cose mi sono gustato il portfolio dedicato a Star Wars, con i protagonisti rivisti in chiave steampunk.
Li riconoscete tutti?













 

lunedì 21 aprile 2014

Citazioni Cinematografiche n. 41


“No! Provare, no! Fare, o non fare! Non c’è provare!”


(Yoda, in “L’Impero colpisce ancora”, di Irvin Kershner - 1980)


martedì 5 novembre 2013

mercoledì 29 maggio 2013

I Figli danno dei pensieri



Essere padre, ormai lo so, è impegnativo. Ci sono certamente momenti molto belli ed emozionanti, si intende.
Però i figli danno anche tanti pensieri. Credetemi!


Vi confesso che da quando è nato mio figlio, spesso penso al momento in cui si presenterà da me per pronunciare le parole che Luke Skywalker rivolse a Darth Vader appena saputo che era suo padre: papà, mi compri il motorino? 


...sperando che mio figlio sia meno pirla di Skywalker