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mercoledì 25 luglio 2018

Giallo, Noir & Thriller/56

Titolo: Grado sotto la pioggia
Autore: Andrea Nagele
Traduttore: Monica Pesetti
Editore: Emons: - 2018


Emons: pubblica da qualche anno una collana denominata “Gialli Tedeschi”. Di alcuni romanzi che la compongono ho parlato in qualche occasione in questo blog. “Grado sotto la pioggia” è una delle ultime uscite di questa interessante serie, nonostante sia scritto da una autrice di lingua tedesca, l'austriaca Andrea Nagele, è ambientato pressoché totalmente in Italia, a Grado per l'appunto, con un breve passaggio narrativo nel vicino Carso sloveno.

Poco più di una settimana di narrazione, sotto una pioggia quasi continua, con i giorni che segnano i capitoli che al lettore offrono la vita, i dolori, le sofferenze, i misteri, i segreti e qualche gioia di vari e diversi personaggi, che a loro volta scandiscono la divisione in paragrafi dei capitoli.
Ci sono Franziska/Francesca che sta scoprendo di essere gravemente malata, subito dopo aver subito il tradimento del marito, il marito stesso e la sua amante che è anche il commissario di polizia incaricato delle indagini relative a scomparse, presunti omicidi e altro ancora, a seguire sono presenti il suo fidanzato ferito dall'infedeltà, una bambina di nemmeno dieci anni, una vecchia signora che soffre di deliri psicotici, un misterioso “attore svizzero”, vari amici parenti dei già citati personaggi ed anche il proprietario di un bar che, a suo modo, crea un collegamento fra vicende e vite che solo apparentemente dovrebbero scorrere per conto loro.

Tanti nomi che si susseguono, un po' troppe vite incasinate e problematiche che si intersecano tra loro in un romanzo che vorrebbe, potrebbe essere uno psicogiallo, ma che a volte privilegia l'elemento psico a scapito di quello propriamente giallo, complice anche qualche ripetizione di troppo. 


L'autrice conosce e sa descrivere la psiche, sia quella “ufficialmente sana” che quella disturbata e in preda a demoni e paure, conosce Grado ed ha il merito di descriverla e presentarla al lettore sotto una veste inedita, lontana da cliché e cartoline turistiche e soleggiate. Sceglie un giugno piovoso e dal cielo plumbeo per farci avvicinare alla “sua” cittadina balneare ed al commissario Maddalena Degrassi, di cui questo libro dovrebbe aprire la serie.
Il pur caparbio commissario, tenace e battagliero, tanto umano da tradire il fidanzato e da subire anche strani giochi del destino, sembra quasi condurre le indagini un po' a caso, più travolta dagli eventi che in grado (?!?) di gestirli e studiarli. Tanta attenzione ai personaggi, ai loro sentimenti, alla loro psiche, ma si giunge alla fine, alla conclusione non solo del romanzo, ma delle indagini ed alla soluzione dei vari misteri, o presunti tali, quasi per sbaglio, come se l'aspetto giallo/thriller fosse solo appena accennato e magari usato come pretesto per offrire altro. In una collana di gialli, tedeschi per l'appunto come detto, ci si aspetta che l'ingrediente giallo sia ben presente, accompagni ed allo stesso tempo esalti e venga esaltato dall'indagine psicologica. Quest'ultimo a mio vedere non può risultare come l'unica e sola indagine presente nel romanzo, senza che quella poliziesco/investigativa o di altro sapore svolga un ruolo degno e ben sviluppato e delineato. Ci sono molti esempi di romanzi gialli dove i due elementi sono ben calibrati e miscelati, con soddisfazione del lettore. In “Grado sotto la pioggia” ho l'impressione che questo manchi.



Giugno. Un cielo plumbeo incombe su Grado e folate di aria umida attraversano la cittadina di mare. Negli ultimi tempi. Franziska non sembra godere di buona salute e ha da poco scoperto che suo marito Tommaso la tradisce. La malinconia l’ha investita come la pioggia incessante di questi giorni, e l’amico Stefano, proprietario del bar al porto, cerca di consolarla come può, a volte con un bicchiere di buon brandy. Franziska passa le sue giornate al balcone, e una sera al crepuscolo nota una figura nell’acqua. Sembra una ragazza dai capelli biondo argentati, e nei suoi quadri onirici la trasforma in una sirena.(da emonsaudiolibri.it)

venerdì 25 agosto 2017

Giallo, Noir & Thriller/44


Titolo: Spiccioli per il latte
Autore: K & K (Volker Klüpfel e Michael Kobr)
Traduttore: Anna Carbone
Editore: Emons: 2016


L'Algovia è una regione geografica che comprende parte della Baviera e del  Baden-Württemberg in Germania e alcuni comuni del Tirolo e di altre regioni austriache.
Nella parte bavarese, precisamente ad Altusried, angolo di mondo ancora sereno, con prati verdeggianti dove le mucche pascolano felici davanti a uno splendido panorama montano, vive e lavora il commissario Kluftinger, soddisfatto della sua tranquilla routine professionale e familiare.
Punti di forza del romanzo “Spiccioli per il latte” sono proprio il cinquantenne commissario e l’ambientazione rurale, che diviene essa stessa protagonista della vicenda raccontata, non semplice sfondo o luogo dove si dipanano gli eventi.
La trama, di per sé, è abbastanza semplice, rispettosa dei più classici clichés del genere giallo, con una prima parte del libro tutto sommato lenta, che successivamente cede spazio a maggiore movimento e più azione. Lo stile di scrittura è accattivante, a volte leggero ma non banale, con varie scene umoristiche che fanno sorridere il lettore ed allo stesso tempo lo coinvolgono nella storia, nell’indagine e nella vita quotidiana del già citato commissario Kluftinger.


Gli autori sono due penne comiche, capaci di creare un simpatico commissario di una zona di provincia, ma più incantato è lo scenario, più torbide sembrano essere le trame: dietro l'omicidio da cui tutto parte, lo scandalo; dietro lo scandalo, temi attuali come la sopravvivenza dei piccoli agricoltori, la globalizzazione, le truffe e gli inganni in campo alimentare, tutto in uno scenario come la Baviera.


Riguardo al rapporto fra indagine e vita familiare del commissario mi permetto una lieve notazione: forse avrebbe giovato rendere maggiormente evidente il contrasto fra i due elementi, anche in modo tale da far risaltare ancora meglio la scrittura e un evidentemente cercato aspetto umoristico. Ma magari sono solo un po’ invidioso delle doti e capacità della coppia di autori, algoviani doc, e della traduttrice! In sintesi un romanzo giallo leggero, ma non banale, con ritmo cadenzato, vari momenti in cui si sorride e temi seri trattati con stile personale e con il giusto omaggio al “giallo classico”. Da lettura tardo estiva, si può dire?

Kluftinger ama i piatti tradizionali e la quiete delle sue montagne, mentre sua moglie adora viaggiare e vuole trascinarlo in vacanza a Maiorca, ma il commissario questa volta ha un'ottima scusa per non allontanarsi dalla Baviera: proprio nel suo paese è stato strangolato il chimico alimentare del caseificio. Dietro l'immagine da cartolina si celano oscuri segreti che il commissario sarà costretto a scoperchiare... (da ibs.it)

giovedì 13 luglio 2017

Giallo, Noir & Thriller/43

Titolo: Süden e la vita segreta
Autore: Friedrich Ani
Traduttore: Emilia Benghi
Editore: Emons:


Süden e la vita segreta è il secondo romanzo pubblicato in Italia con protagonista Tabor Süden, il taciturno investigatore privato specialista di casi di persone scomparse.

Come già scritto riguardo al precedente “Süden– Il caso dell’oste scomparso”, il fatto che il protagonista risulti credibile ed accattivante, non necessariamente simpatico ma in qualche modo “vicino” al lettore, rende godibile la narrazione, comunque curata e di buona qualità.
Elemento distintivo del romanzo non è la sequenza di avvenimenti o di colpi di scena, bensì il lento indagare di Tabor Süden, fatto di ascolti, precise domande, boccali di birra, passeggiate per Monaco di Baviera, intuizione unita alla pazienza di studiare le persone, gli ambienti, la vita che conducono, a volte ponendo maggiore attenzione a ciò che non dicono rispetto alle frasi che pronunciano.

Solitudine, latente angoscia, verità nascoste, segreti inconfessati e quel tanto di misterioso che compone esistenze quotidiane, banali ad una prima occhiata, per un'indagine che procede attraverso una città che a volte accoglie ed altre scaccia.
Il lettore viene attratto dalla ricerca che lo conduce alla cronaca nera quasi senza alcuna accelerazione, sentendo crescere dentro di sé una particolare forma di empatia verso il buon Tabor e chi viene cercato.
Un nuovo caso per Tabor Süden. Sulla misteriosa scomparsa di Ilka, la cameriera di un locale di Monaco, la polizia ha ormai chiuso le indagini. Non aveva nemici ed era gentile con tutti, ma Süden intuisce che Ilka nascondeva qualcosa. Chi era l’uomo che la notte l’aspettava fuori dal locale? Chi le telefonava gettandola nell’angoscia? Guidato dal suo fiuto, Süden scopre un passato pieno di vergogna… (da emonsaudiolibri.it)

sabato 22 aprile 2017

Giallo, Noir & Thriller/40

Titolo: Gulasch di cervo. Caccia al tesoro nel cuore della Baviera
Autore: Lisa Graf & Ottmar Neuburger
Traduttore: Antonella Salzano
Editore: Emons: - 2015
  
Le conseguenze di quanto accaduto a Chernobyl nel 1986, il presunto tesoro di Hitler nascosto fra le grotte delle Alpi Bavaresi, la mafia russa e il destino dei lavoratori forzati nel Terzo Reich.
Sono questi alcuni degli elementi presenti nel romanzo Gulasch di Cervo, scritto a quattro mani da Lisa Graf e Ottmar Neuburger.

Le avventure in alta montagna di un improvvisato e simpatico trio di ucraini (due donne ed un uomo) inseguiti per una storia di traffico di banconote false, a loro volta alle prese con corde, ramponi, caschetti e attrezzatura da scalata per trovare il tesoro nascosto di Hitler, sulla base di una mappa disegnata sessantacinque anni prima da un allora ragazzo sovietico deportato in Baviera.

La lettura è scorrevole, divertente e coinvolgente (nonostante qualche refuso di stampa!), le vicende narrate storicamente ben documentate e i personaggi ben caratterizzati e delineati. Non mancano ironia ed intelligenza nel dosare pagine di suspense ed elementi “leggeri”, approfondimenti interessanti e momenti divertenti o addirittura comici, sarcasmo e azione.

Sebbene inserito in una collana di “gialli tedeschi” dalla casa editrice Emons:, ci si ritrova di fronte più ad un romanzo “on the road” ed in alta montagna che ad un vero e proprio giallo-thriller. È presente un delitto, così come un’indagine, anzi due, ma il cuore del libro è la ricerca del tesoro da parte dei simpatici, solo a prima vista mal assortiti, protagonisti. Quasi un romanzo d’avventura, con tanto di mappa e rivali all’inseguimento.
Inoltre la descrizione delle montagne, con dovizia di particolari e di nomi, la descrizione dei sentieri e dei percorsi seguiti ed il clima che traspare dalle pagine fanno venire voglia di una vacanza fra Baviera e Austria.
 

venerdì 16 ottobre 2015

Giallo, Noir & Thriller/27


Titolo: Süden – Il caso dell’oste scomparso
Autore: Friedrich Ani
Traduttore: Emilia Benghi
Editore: Emons:

Il protagonista di un romanzo di solito compone una buona parte del romanzo stesso, decretandone la fortuna o, viceversa, affossandone le possibilità di essere letto, apprezzato e diffuso, magari anche solo attraverso il “passaparola”.

Questa è la principale considerazione che ho fatto alla fine della lettura di “Süden – Il caso dell’oste scomparso”, di Friedrich Ani.
Il buon Tabor Süden è un ex poliziotto che si occupava di persone scomparse e di uno scomparso viene chiamato ad occuparsi, una volta assunto da una piccola agenzia di investigazione a Monaco di Baviera, città dove dopo tanti anni è ritornato. Chi deve cercare? Un oste che da due anni non fornisce più notizie su di sé, dopo aver abbandonato moglie e attività, ma allo stesso tempo è sulle tracce di suo padre, che non vede da quando era ragazzino e di cui è convinto di aver da poco ricevuto una strana telefonata.
 
Monaco di Baviera
Due indagini, insomma, una privata ed una professionale, condotte non solo parallelamente ma anche con le stesse modalità. Ovvero girovagando per la città, spesso in preda ai fumi dell’alcol, parlando con pressoché chiunque anche solo lontanamente possa fornirgli informazioni, perdendo tempo fra osterie, bar, ristoranti e bicchieri di birra e grappa svuotati ad una discreta velocità ad ogni ora del giorno e della notte e per di più andando a letto con una delle testimoni più attendibili appena dopo aver iniziato quello che sembra solo un simulacro di interrogatorio.

Un protagonista che in più di una pagina può risultare sgradevole e quindi stimolare antipatia, meditando anche di abbandonare la lettura di questo comunque intrigante giallo-noir. Questo perché se invece si riesce a prendere in simpatia questo ex poliziotto di mezza età, in sovrappeso e con evidenti problemi con l’alcol, il testo rivela una personalità interessante, che indaga con le parole ed i silenzi, attraverso una umanità che lo rende vicino al lettore, con una insolita e nascosta delicatezza unita ad un certo intuito e capacità di ascoltare e “conoscere” le persone.
 
Sylt

Così fra la Monaco già ricordata ed una remota isola delle Frisoni orientali, sul mare del nord, fra dune, onde e le immancabili bevute, Tabor Süden viene a capo dell’indagine, per un giallo che non ha morti, inseguimenti o sparatorie ma che parla al lettore e lo fa entrare in relazione con un personaggio che, in fondo, anche se non si riesce ad amare, quantomeno merita un po’ della nostra simpatia.

Immedesimazione totale, forte empatia, lunghi silenzi capaci di far emergere la verità. E nessun cellulare. Questo è lo stile di Tabor Süden, questi i suoi strumenti. Sulla cinquantina, tenace e introverso, Süden è stato un bravo poliziotto diversi anni fa, specializzato nel ritrovamento di persone scomparse. Ora una misteriosa telefonata del padre che non vede da 35 anni, lo riporta a Monaco, sua città natale. Ma Süden torna anche per il lavoro che gli viene meglio: il segugio. Ingaggiato da una piccola agenzia privata, si ritrova su un caso particolarmente tosto, un uomo sparito da quattro anni e dato ormai per morto, l’oste di un locale bavarese gestito assieme alla moglie. La pista seguita porterà l’ex commissario a Sylt, l’isola più a nord della Germania, luogo di gran fascino intriso di brezza e salsedine, profumo di aringhe e donne, dove a Süden si rivelerà una profonda verità: nessuno è quello che appare, soprattutto agli occhi di chi ti sta più vicino. (da ibs.it)