Forse si diventerebbe persone migliori se ci si accontentasse di essere come si è.
(Alma/Bibi Andersson in “Persona”, di Ingmar Bergman - 1966)
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Forse si diventerebbe persone migliori se ci si accontentasse di essere come si è.
(Alma/Bibi Andersson in “Persona”, di Ingmar Bergman - 1966)
Il regalo più bello è la solidarietà, il calore umano, l'affetto. Credo che la gioia sia proprio questa.
(Agnese/Harriett Andersson in “Sussurri e Grida”, di Ingmar Bergman - 1972)
Se esiste un dio, è un dio di cacca e di piscio che vorrei prendere a calci in culo.
(Alexander Ekdhal in “Fanny e Alexander”, di Ingmar Bergman - 1982)
Nel guardare “Amore e Guerra” di Woody Allen, forse solo la prima volta ma anche ad una seconda visione, si corre il rischio di fermarsi alla vis comica, al lato ed aspetto divertente dell'opera. Intendiamoci in “Amore e Guerra” si ride parecchio, ci si diverte, ma è un po' un errore considerare l'opera un puro oggetto comico, spassoso, al quale ricorrere per il gusto di citarne le battute e da vedere quando si ha voglia di farsi quattro risate in compagnia (ma anche da soli!). Insomma è riduttivo relegare il film allo stesso piano, all'abito formale e costitutivo che presentano quelli immediatamente precedenti dell'autore newyorkese.
Woody Allen si confronta apertamente per la prima volta in questo film con due riferimenti culturali che avranno un forte impatto sulla sua poetica espressiva, sviluppandosi anche nei decenni a seguire.
Il primo, evidente fin dall’ambientazione geografica e ottocentesca, è la letteratura russa, ovvero le opere di Lev Nikolàevič Tolstòj e Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Per quanto riguarda Dostoevskij in particolare, l'autore di “Delitto e Castigo” sarà alla base delle riflessioni portanti sia di “Crimini e misfatti” che di “Match Point”. A questo aggiungiamo quanto si può ascoltare in “Io e Annie”, nelle lezioni universitarie, oltre a un sorprendente e brillante dialogo di “Mariti e mogli”, dove Allen e Juliette Lewis così affermano: Tolstoj... Tolstoj è un pasto... Turgenev io direi che è un favoloso dessert, così lo caratterizzerei... E Dostoevskij? Ah sì, Dostoevskij è un pasto completo con contorno di vitamina e germe di grano.
Il secondo è il cinema di Ingmar Bergman, che ispirerà alcuni dei ritratti più dichiaratamente psicologici di Allen, come “Interiors”, che riprende chiaramente “Sussurri e grida”, oppure “Una commedia sexy in una notte di mezza estate” che ammicca e gioca con “Sorrisi di una notte d’estate”, per giungera a “Hannah e le sue sorelle” che si accorge e quasi distrattamente si ricorda di “Fanny e Alexander”.
Visto in quest’ottica “Amore e Guerra” assume quindi un valore ed un ruolo centrale e (ri)fondativo all’interno della filmografia alleniana, valido ed emozionante punto di svolta per un passaggio che dal cinema comico, con tratti e costrutti parodistici e da stand up comedy, dei primi anni evolve in una direzione autobiografica, che due anni più tardi genererà “Io e Annie”.
Il film con Diane Keaton sarà poi di fatto il primo tassello di un vero e proprio canone espressivo, che il regista conserverà per tutto il suo percorso artistico, non solo con lui stesso protagonista delle proprie opere ma anche quando non lo sarà.
“E' l'ultima domenica del luglio 1925, un pomeriggio caldo e assolato. L'orologio del campanile sopra la cupola della chiesa batte le tre e mezza. Le strade sono deserte. Un tram arranca faticosamente su per la salita che corre lungo il lato occidentale del cimitero, confinante con l'ampia piazza in cui si trovano il mercato coperto e il teatro. Una donna scende alla fermata e rimane lì, in piedi.
Anna.”
(Conversazioni private, di Ingmar Bergman – trad. Laura Cangemi)
Marianne: Johan, tu credi davvero che due persone possano vivere insieme tutta la vita?
Johan:
È una convenzione balorda che abbiamo ereditato da non so da chi. Ci
vorrebbe un contratto quinquennale o meglio rinnovabile di anno in anno.
(Marianne/Liv Ullmann e Johan/Erland Josephson in "Scene da un matrimomio", di Ingmar Bergman - 1973)
Harriet Andersson (Agnese) incontra maggiormente i miei personali favori, per la sua incredibile capacità di andare oltre l'obiettivo e donare umanità e calore ad ogni inquadratura.