Visualizzazione post con etichetta Videocitazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Videocitazioni. Mostra tutti i post

martedì 28 aprile 2026

Non fuggire, fermati

 




Non fuggire mattino

trattieni le tue creature alate

potrai ancora girarti e rigirarti nel tempo


fermati per me primavera nel mezzo di una

piroetta di luce

e vibra un istante tra le sfumature del verde.


Prolunga a non finire per me crepuscolo la tua eternità

non affrettarti maggio

rimani intatto mio amore

oh anni – quando potrò godere di voi.


Passa la vita come la notte: in un lampo

passa la terra in una frazione di raggio.


(Urszula Kozioł, da “Il taccuino”, PIW 2023 – trad. Raffaella Belletti)





sabato 11 aprile 2026

Un incontro

 


Ero contento. Quella sera avevo un appuntamento. Qualcuno da toccare, da guardare, con cui parlare. Con cui dimenticare la morte, pane quotidiano.

La donna mi piaceva. Mi era piaciuta fin dalla prima volta che l’avevo vista in un caffè di Panama City. In quell’occasione accompagnava l’uomo corpulento che ci aveva dato le istruzioni necessarie e le parole d’ordine per passare in Costa Rica, e da lì proseguire fino al confine settentrionale dove ci saremmo uniti al grosso della brigata.

(Luis Sepúlveda, “Incontro d'amore in un paese in guerra” - trad. Ilde Carmignani)







sabato 28 febbraio 2026

Nuvole come onde

 


Sebbene non ci fosse alcun suono in tutta la casa,
Non potevo fare a meno di ascoltare il grido di quelle lunghe onde bianche increspate
Che raccoglievano le loro forze per infrangersi sulla cupa spiaggia del cielo.

(John Gould Fletcher)




martedì 17 febbraio 2026

Ali

 

(Isidoro Bianchi - Allegoria con Cherubini Alati, c. 1635)



Vorrei avere le ali
ed esplorare gli spazi
vivere la libertà
deliziosa degli uccelli!
Staccarmi dalla terra
e solcare tutti i mari
sorvolando i tropici,
sulle terre polari!
Costruire un nido in primavera,
e poi disfarlo.
E passare anno dopo anno
senza ricordare cosa fosse!...
Che esistenza deliziosa!
Vorrei avere le ali!

(Concha Méndez)







giovedì 5 febbraio 2026

Resta con me

 

Resta con me, non andartene.
Già bolle il caffè turco della notte eresiarca,
come azzurre fiammelle di ponce sfavillano
le lampadine giranti del Luna Park.
Non affogare nel ròtor, nel grinzo
gorgo dei casamenti impazziti,
dove scurrili bellocce si impinzano
di fricandò e di soffritti.
A tante storie consunte si aggiunga anche questa,
ma resta,
furbastra barbiera e giumenta:
imbrattami di noia, di falsa gioia,
di paroline spumose e posticce,
perché, come in tempi lontani, io mi senta
stupidamente felice.
(Angelo Maria Ripellino)






sabato 10 gennaio 2026

Ricorda

 



Ricorda di chiudere la porta,
serrare le finestre,
spegnere le candele, 
tenere il passo,
vestire di chiaro.

Ricorda di guardarti attorno,
guardare da entrambi i lati prima di attraversare,
controllare i freni della bici,
allacciarti le scarpe,
sondare ogni via di fuga.

Ricorda di chiamare la nonna,
andare a trovare i tuoi,
chiedere scusa,
abbracciare gli amici,
organizzare uscite.

Ricorda il pericolo come un'ombra alle tue spalle,
come l'eco di una voce presto estinta,
come un veicolo lanciato nel crepuscolo,
come per un soffio,
come una morte improvvisa.

Ricorda il primo soccorso,
il numero per le emergenze,
come usare un defibrillatore,
cosa fare,
il morso della speranza sul finale.

Ricorda il viso,
l'odore,
il suono della voce,
il tocco della mano,
di chiudere la porta..

(Vera Worbin - trad. Dalila Brocchi)



giovedì 4 dicembre 2025

Lettera

 



La lettera è arrivata.

È sul tavolo,
accanto ai fiori.
La fisso
           a lungo.
Riconosco la calligrafia. 

Ma la leggerò
a mezzanotte,
quando i treni
diretti a nord
faranno
tremare le finestre di casa.

(Susana Cabuchi da “Patio solitario” - 1986)




mercoledì 12 novembre 2025

Mani e forbici

 



Con l'indice e il medio
la mano del conquistatore maledice la morte.

Con l'indice e il medio
abbozzo sui muri della stazione
l'ombra di un cane
il suo guaito è muto mentre suonano le campane.

La mia mano è una bambina
che taglia i fili di pioggia.

Nessun rumore da queste forbici,
nessun presagio nefasto quando si aprono
per salutare un neonato e ridargli la vita.

Una bambina parla con la sua mano, in questa oscurità
taglia le corde che mi abbeverano con il
                                                            sangue del passato
le sue dita piccole, solcate dalle fossette
schiudono le mie labbra.

(Golan Haji)




martedì 4 novembre 2025

Nero

 



Ma ecco l’ora della notte, quando
dal profondo dello spazio si sporge
il volto della terra scarruffato,
impervio, che dobbiamo consolare
noi con le nostre veglie tristi e i lumi
fiochi di un firmamento cittadino.
Il vento degli abissi neri e viola
agita gli orti risecchiti, porta
il gemito per le vie dei gatti,
sbatte le imposte sconficcate, fuori
delle pareti chi s’attenta vede
il vento, la lanterna, gli ubriachi.
Dici, che m’ha portato questo giorno?
o nulla o poco più di quel che lascia
apparire e sparire
nei giorni bassi ostinati
la cortina di pioggia aperta e chiusa,
alberi, brani di città, carriaggi,
persone, pioggia nella pioggia, fumo.

(Mario Luzi, da “Onore del vero”, Garzanti, 1957)




martedì 21 ottobre 2025

Mia cara, Vedi cara

 

Irene Jacob in "La doppia vita di Veronica", di Krzysztof Kieślowski - 1991




Mia cara, forse non vedi
come tutto ciò
che appare ai nostri occhi
è soltanto riflesso
ombra di quel
che agli occhi è invisibile?
Mia cara, forse non odi come
lo stridente stridore del mondo
è un’eco fallace
delle trionfanti armonie?
O forse, mia cara, non senti
che solo una cosa v’è al mondo:
ciò che un cuore
a un cuore confida
in un muto saluto?

1892

(Vladimir Sergeević Solov'ev, da Poesie, 1949 – Trad. di L. Pacini Savoj)




venerdì 17 ottobre 2025

Camminare

 

Gustave Caillebotte, “Strada di Parigi, tempo piovoso”, 1877 - The Art Institute of Chicago



Cominciai a camminare senza meta, percorrendo strade che mi sembravano più vuote che mai, convinto che se non mi fossi fermato, se avessi continuato a camminare, non mi sarei reso conto che il mondo che credevo di conoscere non c’era più.

(Carlos Ruiz Zafón - in “Il Gioco dell’Angelo", trad. Bruno Arpaia)




mercoledì 8 ottobre 2025

Fiume

 


Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume.

(Gregory Bateson in “Verso un'ecologia della mente” - trad. Giuseppe Longo - 1976)






martedì 16 settembre 2025

Solitudine

 



La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno.

(Luigi Pirandello, in Uno, nessuno e centomila - 1926)







giovedì 21 agosto 2025

Cammino alla ricerca di sé stessi

 


WILLIAM GOODE
A tutti nel villaggio pareva, senza dubbio,
ch’io andassi qua e là, senza scopo.
Ma qui accanto al fiume si possono vedere al tramonto
i pipistrelli dalle morbide ali svolazzare a zig-zag –
devon volare così per acchiappare del cibo.
E se avete mai perduto il cammino di notte
nel profondo del bosco accanto al guado di Miller
e infilato più strade,
dovunque la luce della Via Lattea scintillasse,
tentando di trovare il sentiero,
capireste che io cercavo la via
con lo zelo più serio, e che tutto il mio errare
era un errare a questo scopo.

(Edgar Lee Masters, da “Antologia di Spoon River”, 1915 – Trad. Fernanda Pivano)




sabato 16 agosto 2025

Vita dell'uomo

 



La vita dell'uomo d'oggi non è favorevole all'approfondimento. Essa rinunzia alla calma e alla contemplazione, è vita di inquietudine e di fretta, un gareggiare senza scopo e senza significato. Chi resta solo un attimo fermo, è già superato nell'attimo seguente. E con le urgenze della vita esteriore, si rincorrono anche impressioni, esperienze, sensazioni. Siamo sempre dietro alla novità, ci domina quanto è ultimamente accaduto, ed è dimenticato quel che lo precedeva, prima che si avesse il tempo di distinguerlo, non diciamo di comprenderlo. Viviamo da sensazione a sensazione. E si infiacchisce il nostro acume, si ottunde il nostro sentimento del valore, nella caccia al sensazionale.”

(Nicolai Hartmann, da Etica, trad. V. Filippone Thaulero)




venerdì 20 giugno 2025

Una Locomotiva


Un’altra locomotiva, potente questa, da espresso, con due gran ruote voraci, sostava sola, sbuffando dal fumaiolo un denso fumo nero che saliva dritto, lento lento nell’aria tranquilla.”


Quante persone! Altra folla, una folla infinita in mezzo al rollio dei vagoni, al fischio delle locomotive, al ronzio del telegrafo, al suono dei campanelli! Era come il gran corpo di un gigante sdraiato sulla terra, la testa a Parigi, le vertebre lungo tutti i binari, le membra aperte delle diramazioni, i piedi e le mani a Le Havre e agli altri capolinea. Passava e ripassava, meccanico, trionfale, dritto verso il futuro con matematica esattezza, ignorando volontariamente quanto di umano restava ai suoi due estremi nascosto ma tenace, l’eterna passione, l’eterno delitto.”



Agli orari regolamentari i treni passavano incrociandosi ormai sui due binari, la circolazione era stata completamente ripristinata. Passavano inesorabili, indifferenti nella loro meccanica onnipotenza, senza sapere nulla di quei drammi, di quei delitti. Che importanza avevano alcuni sconosciuti tra la folla caduti durante il cammino, schiacciati sotto le ruote?! I morti erano stati rimossi, il sangue lavato, si ripartiva per andar laggiù, verso il futuro.”


Non importavano le vittime schiacciate dalla locomotiva in corsa! Non era comunque diretta verso il futuro, incurante del sangue versato? Senza guida, in mezzo al buio, come una bestia cieca e sorda scagliata contro la morte correva, correva, carica di carne da cannone, di soldati già rimbambiti di stanchezza, sbronzi, che cantavano.”




Brani da “La bestia umana”, di Emile Zola 

martedì 24 dicembre 2024

Gioia di dare, o di ricevere?

 


Santa baby, just slip a Sable under the tree for me
Been an awful good girl
Santa baby, so hurry down the chimney tonight
Santa baby, a '54 convertible too, light blue
I'll wait up for you, dear
Santa baby, so hurry down the chimney tonight
Think of all the fun I've missed
Think of all the fella's that I haven't kissed
Next year I could be just as good
If you check off my Christmas list
Santa baby, I want a yacht and really that's not a lot
Been an angel all year
Santa baby, so hurry down the chimney tonight
Santa honey, one little thing I really need
The deed to a platinum mine
Santa baby, so hurry down the chimney tonight
Santa cutie, and fill my stocking with the duplex and checks
Sign your 'x' on the line
Santa cutie, and hurry down the chimney tonight
Come and trim my Christmas tree
With some decorations bought at Tiffany's
I really do believe in you
Let's see if you believe in me
Santa baby, forgot to mention one little thing
A ring, I don't mean on the phone
Santa baby, so hurry down the chimney tonight
Hurry down the chimney tonight
Hurry, tonight





venerdì 8 novembre 2024

Consoli

 


Sei un cielo
di vento, soffi
ovunque sulla mia pelle,

formi col tuo respiro
la brezza dolcissima che investe
il mio corpo nudo,

consoli e spazzi via il dolore,
come ricordo mia madre
soffiava sul mio ginocchio o il gomito, lì,
dove mi ero fatta male.

La tua corrente d'aria accarezza calda
la pelle, un tocco simile a una piuma
fa ponte tra noi.

Con calma soffi via la mia rabbia,
la mia paura e la tensione, niente
ti ferma, sei un centro di forza,
soffi sulla mia pelle,
tocchi la mia mente,

il tuo respiro culla e lenisce,
la luce mi bacia,
bacia i miei sogni.

(Pia Tafdrup - trad. Dario Borso)



sabato 5 ottobre 2024

Sulla strada

 


Quando si viaggia in macchina attraverso gli Stati Uniti, inizialmente le distanze possono sembrare una cosa marginale, uno scomodo dato di fatto con cui fare i conti, al massimo la ragione per cui bisogna guidare parecchie ore per spostarsi da una città all’altra: a un certo punto però, un centinaio di chilometri dopo l’altro, una stazione di servizio dopo l’altra, queste grandi distanze cominciano ad acquisire un significato nuovo, e ci si chiede se l’America non sia soprattutto quello che sta in mezzo, tra un posto e l’altro.”

(Francesco Costa, “Questa è l'America”)


"Western Motel", Edward Hopper



mercoledì 25 settembre 2024

Carcere, castigo, dolore

 

La ronda dei carcerati (1890), Vincent Van Gogh - museo Puskin di Mosca


La critica spesso rivolta, nella prima metà del secolo XIX, al sistema carcerario (la prigione non è sufficientemente punitiva: i detenuti hanno meno freddo, meno fame, minori privazioni, nel complesso, di molti poveri e persino di molti operai) indica un postulato che non è mai stato chiaramente abbandonato: è giusto che un condannato soffra fisicamente più degli altri uomini. La pena ha difficoltà a dissociarsi da un supplemento di dolore fisico. Cosa sarebbe, un castigo incorporeo?”

(Michel Foucault, “Sorvegliare e Punire” - Einaudi)