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domenica 17 settembre 2023

Una guerra continua

 



La guerra non viene più dichiarata,
ma proseguita. L’inaudito
è divenuto quotidiano. L’eroe
resta lontano dai combattimenti. Il debole
è trasferito nelle zone del fuoco.
La divisa di oggi è la pazienza,
medaglia la misera stella
della speranza, appuntata sul cuore.
Viene conferita
quando non accade più nulla,
quando il fuoco tambureggiante ammutolisce,
quando il nemico è divenuto invisibile
e l’ombra d’eterno riarmo
ricopre il cielo.
Viene conferita
per diserzione dalle bandiere,
per il valore di fronte all’amico,
per il tradimento di segreti obbrobriosi
e l’inosservanza
di tutti gli ordini.

(Ingeborg Bachmann, da “Poesie”- Trad. Maria Teresa Mandalari)





martedì 25 maggio 2021

Droghe, libri

“No, non prendo droghe, prendo solo libri, veramente ho anche delle preferenze, molti libri non mi fanno bene, certi li prendo solo al mattino, altri soltanto la notte, ci sono libri che non lascio mai, vado in giro con loro per la casa, li porto dal soggiorno alla cucina, li leggo in piedi nel corridoio...”

(Ingeborg Bachmann, "Malina" - Adelphi 2003 - trad. Maria Grazia Manucci)



 


giovedì 25 maggio 2017

Felice con Ivan


Ivan mi chiede, la notte: Perché c'è solo un muro del pianto, perché nessuno ha mai costruito un muro della gioia?
Felice, sono felice.
Se Ivan vuole, costruirò un muro della gioia tutto intorno a Vienna, dove erano i vecchi bastioni e dove è la Ringstrasse e, se dipendesse da me, anche un muro della felicità intorno alla brutta circonvallazione di Vienna. Ogni giorno allora potremmo andare lungo queste nuova mura e schiantare dalla gioia, dalla felicità, perché è felicità, siamo felici.

(Ingeborg Bachmann, "Malina" - Adelphi 2003 - trad. Maria Grazia Manucci) 

 

venerdì 17 febbraio 2017

Oggi


"Perché Oggi è una parola che solo i suicidi dovrebbero usare, per tutti gli altri non ha assolutamente alcun senso, 'oggi' è soltanto la designazione di un giorno qualsiasi per loro, di oggi precisamente, per loro è evidente che debbono lavorare ancora una volta otto ore, oppure sono liberi, faranno commissioni, compreranno qualcosa, leggeranno un giornale del mattino e uno della sera, prenderanno un caffè, avranno dimenticato qualcosa, hanno un appuntamento, devono telefonare a qualcuno, un giorno quindi in cui deve succedere qualcosa oppure, meglio ancora, non succede gran che.
Se io invece dico 'oggi', il mio respiro comincia a diventare irregolare, subemtra l'aritmia che ora è anche verificabile su un elettrocardiogramma, solo non risulta dal tracciato che la causa è il mio Oggi, una cosa sempre nuova, incalzante, ma la prova del disturbo posso produrla, redatta nel volubile codice dei medici, di qualcosa che precede l'attacco di angoscia, mi predispone, mi stigmatizza, oggi in modo ancora funzionale, così dicono, credono loro, gli esperti. Solo io temo sia l''oggi', che è per me troppo eccitante, troppo enorme, troppo commovente, e in questa eccitazione patologica sarà per me 'oggi' fino all'ultimo momento".

(Ingeborg Bachmann, "Malina" - Adelphi 2003 - trad. Maria Grazia Manucci)





 


domenica 23 febbraio 2014

Illudersi


“Per Miranda le altre donne sono prive di difetti, sono esseri che non hanno peli sul labbro superiore e sulle gambe, sempre ben pettinate, senza pori dilatati o altre irregolarità, senza bollicine, senza dita gialle di nicotina, no, soltanto lei combatte da sola contro la propria imperfezione davanti allo specchio che una volta usava Josef per radersi e dove vede tutto ciò che spera possa sfuggire a uno Josef pietoso. Ma dopo, quando Miranda ha fatto la sua autocritica, si mette davanti al mite specchio Biedermeier in camera da letto e si trova “passabile”, “può andare”, non è poi tanto male, e anche questa volta si illude, ma Miranda vive in mezzo a una dozzina di possibilità di illudersi, e tra le favorevoli e le sfavorevoli resta così in bilico ogni giorno della sua vita”.



(Occhi Felici, in Tre Sentieri per il lagoIngeborg Bachmann, trad. Ippolito Pizzetti)


mercoledì 6 febbraio 2013

Occhi Felici


“…
Certamente Miranda non amerebbe meno Josef se fosse costretta a vedere i suoi denti ingialliti ogni volta che ride. Lei li conosce per averli visti da vicino, quei denti, ma pensa con disagio alla possibilità di un “vedere continuo”. E anche non le importerebbe nulla, certi giorni, quando lui è stanco, rimaner colpita dalle zampe di gallina che gli circondano gli occhi. Tuttavia preferisce che questa vista precisa le sia risparmiata, così che il suo sentimento non ne venga pregiudicato o indebolito. Tanto si accorge subito lo stesso – perché avverte il segnale su altre onde – se Josef è stanco e perché: se ride per spavalderia o per tormento. Lei non ha nessun bisogno di vederlo come gli altri coi contorni tanto netti: lei non squadra nessuno, non fotografa la gente con uno sguardo occhialuto, ma se la dipinge in un modo tutto suo, frutto d’altre impressioni; e Josef, in fondo, le è perfettamente riuscito, sin dal primo momento. Si è innamorata di lui a prima vista, anche se tutti gli oculisti del mondo, su questa prima vista, scuoterebbero il capo, perché i primi sguardi di Miranda non potrebbero che produrre errori catastrofici. Ma lei su quella prima vista insiste, e di tutti gli uomini Josef è l’unico del quale tanto i primi schizzi quanto i più perfezionati abbozzi che sono seguiti, in luce, in penombra, e in tutte le situazioni immaginabili, le appaiono perfettamente soddisfacenti.
…”

(Occhi Felici, in Tre Sentieri per il lagoIngeborg Bachmann, trad. Ippolito Pizzetti)

Ingeborg Bachmann