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giovedì 28 marzo 2019

L'Arte appartiene all'eternità

Ritratto di Edith Schiele

Eterno è Dio, che l'uomo lo chiami Buddha, Zarathustra, Osiride, Zeus o Cristo, ed eterno come lui è ciò che vi è di più divino dopo Dio: l'Arte. - L'Arte non può essere moderna, l'Arte appartiene all'eternità.
Egon Schiele - Diario dal carcere 




Autoritratto 

giovedì 7 settembre 2017

Vedere una donna

Egon Schiele. Due donne che si abbracciano, 1915. Museum of Fine Arts, Budapest

“Vedere una donna: solo per un secondo, solo nel breve spazio di uno sguardo, per poi perderla di nuovo, da qualche parte, nell'oscurità di un corridoio, dietro una porta che non ho il diritto di aprire -
ma vedere una donna, e sentire nello stesso istante che anche lei mi ha vista, che i suoi occhi si fissano su dime, interrogativi, come se dovessimo incontrarci sulla soglia dell'ignoto, questa frontiera oscura e malinconica della coscienza...
sì, sentire in questo secondo che anche lei si arresta, quasi dolorosamente interrotta nel flusso dei suoi pensieri, come se i suoi nervi si contraessero, sfiorati dai miei.
Suono, il boy dell'ascensore chiude la porta dietro di me, tengo la testa bassa mentre l'ascensore si ferma nella hall: per un istante la cabina è invasa dal calore e dal rumore, alzo gli occhi, di fronte a me c'è una donna, indossa un cappotto bianco, il suo viso è abbronzato sotto una capigliatura scura, pettinata all'indietro con rudezza maschile, rimango colpita dalla forza, bella e luminosa, del suo sguardo, e ora ci incontriamo, per lo spazio di un secondo, e provo l'irresistibile impulso di avvicinarmi a lei, un impulso ancora più aspro e doloroso di seguire l'immenso ignoto che si desta in me come un desiderio ardente e un invito -
Abbasso gli occhi e arretro di un passo. L'ascensore si ferma. Il boy apre la porta, la donna sconosciuta mi passa accanto con un cenno del capo appena percepibile - ”

(da “Ogni cosa è da lei illuminata”, di Annemarie Schwarzenbach – trad. Tina D'Agostini)



giovedì 11 maggio 2017

Ricordo sere quiete



«E ricordo sere quiete
a tremare vicino a te»

(Tom Waits, “Martha”, da Closing Time, 1973)

Operator, number, please
It’s been so many years
Will she remember my old voice
While I fight the tears?
Hello, hello there, is this Martha?
This is old Tom Frost
And I am calling long distance
Don’t worry ’bout the cost
‘Cause it’s been forty years or more
Now Martha please recall
Meet me out for coffee
Where we’ll talk about it all

And those were the days of roses
Poetry and prose and Martha
All I had was you and all you had was me
There was no tomorrows
We’d packed away our sorrows
And we saved them for a rainy day

And I feel so much older now
And you’re much older too
How’s your husband?
And how’s your kids?
You know that I got married too?
Lucky that you found someone
To make you feel secure
‘Cause we were all so young and foolish
Now we are mature

And those were the days of roses
Poetry and prose and Martha
All I had was you and all you had was me
There was no tomorrows
We’d packed away our sorrows
And we saved them for a rainy day

And I was always so impulsive
I guess that I still am
And all that really mattered then
Was that I was a man
I guess that our being together
Was never meant to be
And Martha, Martha
I love you can’t you see?

And those were the days of roses
Poetry and prose and Martha
All I had was you and all you had was me
There was no tomorrows
We’d packed away our sorrows
And we saved them for a rainy day

And I remember quiet evenings
Trembling close to you.
Gli Amanti II - Egon Schiele

giovedì 15 novembre 2012

Arte di Egon Schiele



Donna Seduta con gambe rannicchiate - Schiele








"Nessuna opera d'arte erotica è una porcheria, quand'è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l'osservatore, se costui è un porco".

(dal libro "Ritratto d'Artista" di Egon Schiele)

"Tutto mi era caro, volevo guardare con affetto gli uomini rabbiosi, perché i loro occhi fossero costretti a ricambiarmi; e volevo far doni agli invidiosi e dire loro che non ho valore".

Ragazza con calze grigie -Schiele
"Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi,dei fiori. Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta ; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche. Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate ; io vorrei dipingere questa malinconia".

(Tratto da lettere di Egon Schiele)

Alberi in Inverno - Schiele

Vedi anche:

Arte di Kandinskij