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venerdì 6 settembre 2024

Giallo, Noir & Thriller/94

 

Titolo: Luce della notte

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi


Un noir con tratti da mistery, più che un “giallo” in senso stretto, quello che il lettore può godersi in “Luce della notte”, romanzo della serie dedicata alla profiler Teresa Battglia.

Il commissario, che abbiamo già conosciuto in “Fiori sopra l'inferno” e “Ninfa dormiente”, oltre a convivere con i propri malanni, dolori e traumi, si trova giorno dopo giorno ad affrontare una malattia che le sta rubando la propria vita. Si abbina nel corso della lettura un'altra malattia, di cui è vittima una bambina, motore, attraverso i suoi sogni, dell'indagine che vede protagonisti Battaglia, Marini e l'intera squadra.

In questo romanzo si sviluppa e cresce il rapporto fra Teresa Battaglia e l'ispettore Marini, personaggio che mi aveva un po' urtato nel precedente episodio, oltre a venire proposti altri elementi e dettagli delle loro vite.

Non ci sono particolari approfondimenti, ma la lettura è coinvolgente e in fondo accresce la curiosità sui vari componenti la squadra investigativa e come si rapportano al potere, ai drammi, alla Storia ed alle varie storie.

La scrittura risulta efficace e per fortuna concreta, seppur presente una apprezzabile, perché contenuta, cifra lirica, che fa sì che l'autrice riesca a distinguersi dai colleghi impegnati in thriller contemporanei.


Chiara ha fatto un sogno. E ha avuto tantissima paura. Canta e conta, si diceva nel sogno, ma il buio non voleva andarsene. Così, Chiara si è affidata alla luce invisibile della notte per muovere i propri passi nel bosco. Ma quello che ha trovato scavando alle radici dell’albero l’ha sconvolta. Perché forse non era davvero un sogno. Forse era una spaventosa realtà. Manca poco a Natale, il giorno in cui Chiara compirà nove anni. Anzi, la notte: perché la bambina non vede la luce del sole da non sa più quanto tempo. Ci vuole un cuore grande per aiutare il suo piccolo cuore a smettere di tremare. È per questo che, a pochi giorni dalla chiusura del faticosissimo e pericoloso caso narrato in Fiori sopra l'inferno e dalla scoperta di qualcosa che dovrà tenere per sé, Teresa Battaglia non esita a mettersi in gioco. Forse perché, nonostante tutto, in lei batte ancora un cuore bambino. Lo stesso che palpita, suo malgrado, nel giovane ispettore Marini, dato che pur tra mille dubbi e perplessità decide di unirsi al commissario Battaglia in quella che sembra un’indagine folle e insensata. Già, perché come si può anche solo pensare di indagare su un sogno? Però Teresa sa, anzi, sente dentro di sé che quella fragile, spaurita e coraggiosissima bambina ha affondato le mani in qualcosa di vero, di autentico… E di terribile.(da longanesi.it)

sabato 24 ottobre 2020

Giallo, Noir & Thriller/78



Titolo: Ninfa Dormiente

Autore: Ilaria Tuti

Editore: Longanesi 2019

Una compresenza di curiosità ed un pizzico di reticenza ha accompagnato la mia lettura di “Ninfa Dormiente”, opera “seconda” di Ilaria Tuti, dopo “Fiori sopra l'inferno”.

Mi ha fatto piacere conoscere meglio il commissario capo e profiler Teresa Battaglia, di cui vengono chiariti, se non proprio svelati, alcuni avvenimenti del suo passato, nonché entrare maggiormente dentro la malattia che la affligge e con cui sia lei che il lettore si trovano a fare i conti.

Di contro, un po' di fastidio, più che noia, l'ho vissuta leggendo del suo collaboratore, l'ispettore Marini, degli strascichi della sua infanzia non propriamente felice e dei turbamenti che vengono in più pagine spiattellati. In questo caso si attinge a qualcosa di già fin troppo raccontato, per quanto serio e doloroso, ed inoltre si aggiungono i problemi con la (ex) fidanzata, per lo più incinta con lui turbato ed in ambasce alla notizia.

Fortunatamente però si aggiungono in “Ninfa Dormiente” due protagonisti “speciali”, che rendono interessante l'indagine in corso, contribuendovi in modo sostanziale ed originale, donano ulteriore sapore alla narrazione ed a quanto raccontato. Spero che l'autrice ci faccia incontrare ancora con Bianca ed il suo amico a quattro zampe.


La scrittura alterna ritmo e dialoghi da respirare, momenti descrittivi non sempre apprezzabili e indagini dal sapore etnoculturale, queste da me maggiormente apprezzate, poiché presentate in modo garbato ed adatto al contesto narrativo. Se poi si ha avuto la possibilità di frequentare, anche solo da turista, i luoghi descritti, allora è difficile non farsi conquistare.

Da gustare, a mio parere, oltre all'attenzione per i luoghi, anche l'alternanza dei tempi narrati, l'odierno ed il passato, che si sostanzia negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale al confine fra Friuli e Jugoslavia, ora Slovenia. In questo caso rientra una riflessione ed una considerazione sul Tempo e sul tempo dei vari protagonisti, sulla Terra e la terra vissuta dagli abitanti della Val Resia.

Intrigante, ma richiede pazienza, dal momento che pur non mancando pathos e ritmica scansione, alcune pause appesantiscono la lettura e ci si gioca quel tanto di adrenalina che qualche lettore magari avrebbe preferito trovarvi in dosi maggiori.


Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa. (da Longanesi.it)

mercoledì 10 luglio 2019

Giallo, Noir & Thriller/69


Titolo: Fiori sopra l'inferno
Autore: Ilaria Tuti
Editore: Longanesi - 2018

A volte mi capita di leggere libri contemporanei in cui i dialoghi risultano finti, al limite dell'artefatto e dell'innaturale, facendomi chiedere se esista veramente qualcuno che parli in quel modo, con una stupefacente ricerca di vocaboli ed una particolare cura nella scelta dei tempi e modi verbali. Sono d'accordo che la letteratura debba cercare, almeno un po', di salvaguardare l'educazione di una lingua e magari aiutare qualche lettore ad esprimersi in modo corretto, ma è mai possibile che tutti i personaggi di un romanzo riescano a dialogare tra loro come fossero usciti dall'Accademia della Crusca?

Nel caso di “Fiori sopra l'inferno” questo non accade, dal momento che i dialoghi sono molto vivi e reali, opportunamente dosati fra le pulsioni umane concrete, le enfasi e cadute proprie di persone comuni e la doverosa necessità di giungere alle “orecchie” di ogni lettore. Il discorso è diverso per quanto riguarda le descrizioni ambientali ed i passaggi di raccordo, dove invece ho notato un certo eccesso di enfasi, probabilmente voluta dall'autrice Ilaria Tuti proprio per evidenziare una comunque non disprezzabile distanza fra il parlato ed il raccontato/rappresentato.

Al centro di tutto c'è un bel personaggio femminile, Teresa Battaglia, una profiler che tra le montagne del Friuli (molto riconoscibili i luoghi descritti per chi li ha frequentati) si trova a fronteggiare sia una serie di eventi drammatici legati ad un passato angosciante che le sue problematiche fisiche ed emotive, che rischiano di farla precipitare in una rischiosa condizione psicologica . Questo aspetto, seppur qui ben esposto e oggettivamente coinvolgente, personalmente comincia a venirmi un po' a noia. L'ennesimo commissario dal passato cupo e misterioso, che si porta addosso cicatrici e spigolosità di ogni tipo, burbero e brusco con chi lavora e così via. Tutto vero, ma il fatto che Teresa Battaglia sia una profiler ed una donna oltre i 50 dona una certa originalità al tutto, il resto lo fanno i dialoghi e l'amore per i luoghi e le psicologie dei personaggi. Un thriller che procede molto serrato per due terzi abbondanti delle pagine, poi rallenta e qualche passaggio è al limite del “telefonato”, del prevedibile, anche se capacità di scrittura e solidità dell'idea non vengono mai messe in discussione.

Il lettore, superate le legittime riserve legate alla tipologia di protagonista, una donna molto “vera” seppur su un solco già ampiamente sfruttato, si gode la vicenda e in qualche modo si appassiona sia alla sorte delle vittime che dei colpevoli che, quali testimoni così come agenti dei fatti, donano un certo brio al tutto. Si perdonano quindi alcune lentezze, si gusta il mix fra tensione, violenza, tematiche sociologiche ed azione, con il desiderio, alla fine, di saperne di più sui protagonisti e sull'ambiente.