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sabato 17 agosto 2013

Ci aspettiamo qualcosa


“L’essere umano si aspetta sempre qualcosa dall’avvenire. Ma la sua attesa non è, di solito, passiva. La nostra naturale energia, in tutti i suoi fenomeni, nelle vicende dei rapporti sessuali, come nella conquista di un potere qualsiasi, o nella fatica necessaria a apprendere una scienza, un’arte, un’abilità manuale, ecc., la nostra energia aumenta nella stessa misura in cui viene contrastata, contraddetta, o addirittura conculcata. In altre parole, alla base della massima di Eraclito, troviamo una dialettica: ed ecco appunto ciò che ne costituisce la modernità.

Naturalmente, la dialettica è efficace solo in quanto da esterna, estranea, chiusa in una materialità che sembra non appartenerci, per esempio nella sfortuna, nei fatti che casualmente si oppongono ai nostri desideri, diventa interna, intima, tutta anche nostra: solo in quanto noi, offesi e irritati da un inciampo che troviamo sul nostro cammino, o da un amico che ci contraddice duramente, ci accusa di difetti, errori, inerzia, decidiamo improvvisamente di non offenderci più, proviamo a riflettere sulle sue parole, accettiamo le sue osservazioni, e così, a poco a poco, nel segreto di noi stessi, cominciamo ad aspettarci l’inaspettabile.”


(Mario Soldati – ah! il Mundial, Sellerio editore 2008)

Durango - di Yves Swolfs

mercoledì 17 luglio 2013

Egoismo

Questa notte, ascoltando i “Notturni” di Chopin, eseguiti da Arrau, ho ripensato a questa riflessione:

“Certo, ognuno di noi ha i suoi doveri e i suoi dispiaceri, e sa benissimo che presto o tardi, finché continua a vivere, dovrà affrontare grandi dolori: si spiega, dunque, che ciascuno badi al proprio particolare e non si preoccupi troppo di ciò che non lo ferisce direttamente: non si può, entro certi limiti, non perdonare l’egoismo umano.”

(Mario Soldati – ah! il Mundial, Sellerio editore 2008)