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venerdì 24 luglio 2020

lunedì 30 dicembre 2019

Citazioni Cinematografiche n.335

Ana Stelline: I Replicanti vivono vite dure, creati per fare quello che noi preferiamo non fare. Non posso aiutarli con il futuro, ma posso darvi dei bei ricordi a cui ripensare, per cui sorridere.  
K: È bello.  
Ana Stelline: È più che bello. Sembra autentico. E se hai dei ricordi autentici allora puoi avere vere reazioni umane. Non pensa anche lei?
(Ana Stelline/Carla Juri e Agente K./Ryan Gosling in "Blade Runner 2049", di Denis Villeneuve - 2017)




 

lunedì 29 dicembre 2014

Citazioni Cinematografiche n. 77


"Non so, penso che gli uomini siano più romantici rispetto alle donne: quando ci sposiamo, lo facciamo con quella giusta; resistiamo per tutto il cammino, perché, quando conosciamo quella giusta, pensiamo che saremmo degli idioti, se non la sposassimo, è così meravigliosa! Invece, sembra che le ragazze debbano scegliere l'opzione migliore: conosco ragazze che si sposano un ragazzo solo perché ha un buon lavoro. Sprecano tutta la vita alla ricerca del principe azzurro, ma finiscono per sposare chi ha un buon lavoro e se ne resterà lì!"  
(Dean/Ryan Gosling in “Blue Valentine”, di Derek Cianfrance – 2010)



lunedì 31 dicembre 2012

Drive (2011)



Noir certamente anomalo, capace di far convivere due istanze e relativi temi: fenomenali scene d’inseguimento ed efferata violenza. In entrambe la bravura del regista Nicolas Winding Refn è palpabile. A tratti così perfetta è la resa di alcune scene da sfiorare il manierismo (oltre agli inseguimenti, tra le altre, da ricordare “la” scena in ascensore e la “gita al fiume” del protagonista).

Drive è una pellicola di gran classe, da seguire tutta d’un fiato. Merito di un interprete, Ryan Gosling, veramente in gran forma ed accattivante, di un'attrice brava e intensa, Carey Mulligan, di un’abile sceneggiatura e di una colonna sonora da brividi.

La prima parte è straordinaria e a tratti spiazzante, con elementi registici e di sceneggiatura eterogenei ma che si fondono per un ottimo risultato; la seconda si basa su cruda violenza ed una velocità espositiva richiamata dalle corse in cui sono impegnate le auto, ma quasi contraddetta da dialoghi asciutti, prolungati silenzi, rallentamenti e cambi repentini, questi sottolineati da abili scatti temporali. Forse il limite è proprio in queste due facce e nella violenza presentata, a mio modo di vedere impropriamente da molti paragonata a quella tarantiniana. Io ci vedo più di un richiamo a Kitano ed ai suoi noir metropolitani, ma con meno senso ironico ed una strizzata d’occhio al miglior Lynch. Il regista comunque mantiene saldamente il timone, conferendo al film una certa forza e coerenza.

Elementi metanarrativi e richiami confinanti con il citazionismo potrebbero disturbare i puristi e i più sensibili, che però non possono non concordare sull’apprezzare il modo soffuso e ammantato in cui Refn  avvolge quella che, di fatto, nella prima parte in particolare, è una storia d'amore, anzi un melodramma. Grande capacità di gestire le scene, lo spazio, i silenzi e le sequenze rendono il film un’opera da vedere assolutamente.

Ryan Gosling
Da sottolineare la performance del protagonista, un Ryan Goslin che potrebbe competere con la fissità mitica di Clint Eastwood, anzi è possibile che Refn abbia voluto stuzzicare lo spettatore con questo suggestivo, quasi impossibile paragone, poiché mette uno stuzzicadenti dal sapore western all’angolo della bocca di Goslin.

il regista Nicolas Winding Refn e Ryan Gosling sul set
 Voto: 8,5
Carey Mulligan


sabato 17 novembre 2012

LOVE & SECRETS (2010)


Ambiguità, vita borghese e disagio.

Ieri sera ho visto, al cinema, Love & Secrets, di Andrew  Jarecki.

Quella che inizialmente potrebbe sembrare la rappresentazione di una storia d’amore o di una famiglia americana, tra borghesia e provincia, diviene un percorso nelle “gesta” e nella cronaca di fatti realmente accaduti, anche se resi con nomi di fantasia e qualche minima modifica.

Al di là della trama, facilmente reperibile su svariati siti di cinema e dintorni, pongo l’attenzione sulla convincente prova recitativa degli attori e su qualche scelta registica.

Ottimo Ryan Gosling, ambiguo magistrale psicotico che si veste anche da donna (il riferimento a “Psycho” non è fuori luogo), per una recitazione ancora una volta convincente (vedasi anche “Le Idi di Marzo” e “Driver”); brava Kirsten Dunst, moglie e donna vittima resa con notevole sensibilità e stile; Frank Langella, compassato padre imprenditore per una recitazione misurata ed efficace.

Non è propriamente thriller, anche se forse ha provato, senza troppa convinzione, a divenirlo, ma la regia ha comunque azzeccato le inquadrature dei protagonisti, valorizzandoli e potenziando le qualità recitative dei singoli ed i dialoghi a due (marito-moglie; figlio-padre). A mio vedere, volutamente, non è presente un’indagine psicologica, scelta spesso rischiosa, ma la presentazione di un uomo ed il suo disagio, delle conseguenze di ciò che vive, con una certa coerenza ed autonomia stilistica.

Voti?
Film: 6/7.
Interpreti: 7,5.