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giovedì 16 gennaio 2025
venerdì 24 luglio 2020
lunedì 30 dicembre 2019
Citazioni Cinematografiche n.335
Ana Stelline: I Replicanti vivono vite dure, creati per fare
quello che noi preferiamo non fare. Non posso aiutarli con il futuro, ma
posso darvi dei bei ricordi a cui ripensare, per cui sorridere.
K: È bello.
Ana Stelline: È più che bello. Sembra autentico. E se hai dei ricordi autentici allora puoi avere vere reazioni umane. Non pensa anche lei?
(Ana Stelline/Carla Juri e Agente K./Ryan Gosling in "Blade Runner 2049", di Denis Villeneuve - 2017)
lunedì 29 dicembre 2014
Citazioni Cinematografiche n. 77
"Non so, penso che gli uomini siano più
romantici rispetto alle donne: quando ci sposiamo, lo facciamo con quella
giusta; resistiamo per tutto il cammino, perché, quando conosciamo quella
giusta, pensiamo che saremmo degli idioti, se non la sposassimo, è così
meravigliosa! Invece, sembra che le ragazze debbano scegliere l'opzione
migliore: conosco ragazze che si sposano un ragazzo solo perché ha un buon
lavoro. Sprecano tutta la vita alla ricerca del principe azzurro, ma finiscono
per sposare chi ha un buon lavoro e se ne resterà lì!"
(Dean/Ryan Gosling in
“Blue Valentine”, di Derek Cianfrance – 2010)lunedì 31 dicembre 2012
Drive (2011)
Noir certamente anomalo, capace
di far convivere due istanze e relativi temi: fenomenali scene d’inseguimento ed efferata
violenza. In entrambe la bravura del regista Nicolas Winding Refn è palpabile. A tratti così perfetta è la resa
di alcune scene da sfiorare il manierismo (oltre agli inseguimenti, tra le
altre, da ricordare “la” scena in ascensore e la “gita al fiume” del
protagonista).
Drive è una pellicola di gran classe, da seguire tutta d’un fiato.
Merito di un interprete, Ryan Gosling,
veramente in gran forma ed accattivante, di un'attrice brava e intensa, Carey Mulligan, di un’abile
sceneggiatura e di una colonna sonora da brividi.
La prima parte è straordinaria e
a tratti spiazzante, con elementi
registici e di sceneggiatura eterogenei
ma che si fondono per un ottimo
risultato; la seconda si basa su cruda violenza ed una velocità espositiva
richiamata dalle corse in cui sono
impegnate le auto, ma quasi
contraddetta da dialoghi asciutti,
prolungati silenzi, rallentamenti e
cambi repentini, questi sottolineati da abili scatti temporali. Forse il limite
è proprio in queste due facce e nella violenza presentata, a mio modo di vedere
impropriamente da molti paragonata a quella tarantiniana. Io ci vedo più di un
richiamo a Kitano ed ai suoi noir
metropolitani, ma con meno senso ironico ed una strizzata d’occhio al miglior Lynch. Il regista comunque mantiene
saldamente il timone, conferendo al film una certa forza e coerenza.
Elementi metanarrativi e richiami
confinanti con il citazionismo potrebbero disturbare i puristi e i più
sensibili, che però non possono non concordare sull’apprezzare il modo soffuso
e ammantato in cui Refn avvolge quella che, di fatto, nella prima
parte in particolare, è una storia d'amore, anzi un melodramma. Grande capacità
di gestire le scene, lo spazio, i silenzi e le sequenze
rendono il film un’opera da vedere assolutamente.
![]() |
| Ryan Gosling |
Da sottolineare la performance
del protagonista, un Ryan Goslin che
potrebbe competere con la fissità mitica di Clint Eastwood, anzi è possibile che Refn abbia voluto stuzzicare lo spettatore con questo suggestivo,
quasi impossibile paragone, poiché mette uno stuzzicadenti dal sapore western
all’angolo della bocca di Goslin.
![]() |
| Carey Mulligan |
sabato 17 novembre 2012
LOVE & SECRETS (2010)
Ambiguità, vita borghese e
disagio.
Ieri sera ho visto, al cinema, Love
& Secrets, di Andrew Jarecki.
Quella che inizialmente potrebbe sembrare la
rappresentazione di una storia d’amore o di una famiglia americana, tra
borghesia e provincia, diviene un percorso nelle “gesta” e nella cronaca di
fatti realmente accaduti, anche se resi con nomi di fantasia e qualche minima
modifica.
Al di là della trama, facilmente reperibile su svariati
siti di cinema e dintorni, pongo l’attenzione sulla convincente prova
recitativa degli attori e su qualche scelta registica.
Ottimo Ryan Gosling, ambiguo magistrale psicotico
che si veste anche da donna (il riferimento a “Psycho” non è fuori
luogo), per una recitazione ancora una volta convincente (vedasi anche “Le
Idi di Marzo” e “Driver”); brava Kirsten Dunst, moglie e
donna vittima resa con notevole sensibilità e stile; Frank Langella,
compassato padre imprenditore per una recitazione misurata ed efficace.
Non è propriamente thriller, anche se forse ha provato,
senza troppa convinzione, a divenirlo, ma la regia ha comunque azzeccato le
inquadrature dei protagonisti, valorizzandoli e potenziando le qualità
recitative dei singoli ed i dialoghi a due (marito-moglie; figlio-padre). A mio
vedere, volutamente, non è presente un’indagine psicologica, scelta spesso
rischiosa, ma la presentazione di un uomo ed il suo disagio, delle conseguenze
di ciò che vive, con una certa coerenza ed autonomia stilistica.
Voti?
Film: 6/7.
Interpreti: 7,5.
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