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mercoledì 28 dicembre 2022

La Regina dei Manga

 


La prima ragione per cui faccio manga è perché è divertente. Leggere un manga e divertirsi, per me è questo l’importante. Questo è il punto di partenza. Non è semplice gioia di vivere, è il sapore dell’infanzia. Ho sempre pensato che c’è del divertimento nella lettura, ed è questo che il manga rappresenta per me. Sono convinta che a tutti piacciano i personaggi felici, ma se le cose si fanno serie, come per esempio quando un personaggio muore, voglio offrire al lettore una scappatoia.

Tra i mangaka più celebri del XX secolo e oltre un posto d’onore spetta a Rumiko Takahashi. La ricordiamo come la creatrice di Lamù e Ranma, ma ha scritto e disegnato numerose serie di successo, tanto da essere comunemente nota come la “regina dei manga”.


Nel 1978 Rumiko Takahashi pubblica la prima storia di Urusei Yatsura (letteralmente ‘Gente fastidiosa’), meglio nota in Italia come Lamù.


Con Urusei Yatsura era mia intenzione creare una serie fantascientifica a sfondo comico, quasi una farsa. All’epoca non erano molti i manga di questo genere, quindi pensai di iniziare io questo nuovo filone. Però, mentre il fumetto veniva pubblicato, dalle lettere dei lettori scoprii che il loro interesse era concentrato soprattutto sull’andamento dei rapporti tra Lamù e Ataru. Questo all’inizio mi stupì, ma poi mi convinsi che si trattava di una cosa naturale.


Nel 1980, mentre Urusei Yatsura è in corso, Takahashi comincia a lavorare a Maison Ikkoku, in italiano Cara dolce Kyoko. La serie racconta la storia d’amore tra uno studente che non riesce a superare l’esame d’ammissione all’università e l’amministratrice del suo condominio, abitato da gente bizzarra.


Quando ero studentessa, dietro l'edificio in cui abitavo c'era una casa diroccata abitata da gente molto strana. Era un posto piuttosto sospetto, e questo mi incuriosiva molto: c'era un ragazzo con i capelli tinti di biondo, e alla finestra erano appesi un paio di guantoni e una maschera da kendo. Questo appartamento era un po' lontano dalla strada, e ogni tanto vedevo qualcuno che comunicava dall'interno alla strada per mezzo di una ricetrasmittente. Questo non aveva alcun senso, dato che sarebbe bastato gridare dalla finestra. Nonostante fossi ancora una studentessa, avevo già debuttato come autrice, e mi venne naturale realizzare qualcosa su quello strano appartamento. Doveva essere un dramma con risvolti umanitari, e decisi senza una particolare ragione che la protagonista sarebbe dovuta essere una vedova custode della palazzina. Poi feci apparire uno studente appena uscito da una bocciatura che si preparava per un nuovo esame di ammissione... L'elemento comico-romantico tra i due l'avevo inserito solo per dare il via alla storia, ma poi, senza accorgermene, divenne presto l'argomento principale.


Nel 1987 Takahashi si impegna in un nuovo grande progetto. Pensa a una storia a base di kung fu, sia perché ama particolarmente i film con Jackie Chan, sia perché ha voglia di divertirsi disegnando scene di combattimento. Questa è la storia di Ranma Saotome ed Akane Tendo, ovvero Ranma ½.

Da tempo pensavo a una serie con un personaggio che fosse sia uomo che donna, e dato che la maggior parte dei miei precedenti lavori aveva come protagonista una donna, questa volta ho optato per un uomo. Avevo però un certo timore nel presentare un protagonista maschile di fronte a centinaia di lettori maschi, e così ho deciso di crearne uno che fosse metà uomo e metà donna.




Inizia nel 1996 la serie Inuyasha. La giovane Kagome (la "divina" Kagome) cade nel pozzo di un vecchio tempio scintoista e finisce nel Giappone del passato. Lì scopre di essere la reincarnazione di una sacerdotessa ed eredita la sua missione: proteggere un potente talismano dai demoni che vogliono impossessarsene. Suo compagno di avventure, nemico e alleato al tempo stesso, è Inuyasha, un mezzodemone (figlio di un demone cane e di un’umana).



Rumiko Takahashi ha avuto il talento di creare storie che vanno oltre la distinzione, spesso molto rigida ed evidente, tra i generi, in ambito artistico, umano-sociale e culturale.

Ha “giocato” con la diversità, il “sentirsi incompleti”, l'essere nel mezzo, ha lavorato sul tema della tolleranza, proponendo, fra gag e situazioni fra l'ordinario ed il surreale, se non una lezione almeno una riflessione sull'accettare e sull'accettarsi.

Inoltre con i suoi personaggi e la sua ironia, ci ha mostrato che sentirsi irrisolti è normale, e può diventare l’inizio di una meravigliosa avventura da condividere con gli altri. Una lezione degna di una grande maestra del racconto popolare.



I corsivi con le dichiarazioni dell'autrice sono tratti da un'intervista del 3 agosto 1992 in Ranma ½, vol. 1, Neverland n. 39, Star comics, giugno 1996.

martedì 24 agosto 2021

Quando sorride

Quel ch'ella par quand'un poco sorride non si può dicer né tenere a mente.

Dante Alighieri, Vita Nova [12.4]


 

martedì 27 aprile 2021

Sul fondo della mia solitudine


 Lamù il sogno erotico di una generazione - Il Sestante News - Giornale  online

 

Il tuo ricordo, sul fondo
della mia solitudine,
ne rivela l’ampiezza
e tuttavia la limita.

Così un canto d’uccello
addolcisce l’immensità del cielo
e una singola vela
rende umano il mare.


(Margherita Guidacci, da “Il vuoto e le forme” - 1977)

martedì 7 maggio 2019

This is why I like you


You’re not right in the head, and nor am I, and this is why….this is why I like you.
(Morrisey - I Like You)
     

domenica 2 giugno 2013

Personaggio femminile preferito/ la più bella dei Cartoni Animati



La Top Ten delle protagoniste femminili dei Cartoni Animati, Anime per i più pignoli (e qualche citazione extra).

La mia personale top ten delle figure femminili nelle serie animate che mi sono piaciute, in gran parte, lo ammetto, sbilanciata sull’avvenenza delle suddette.

Per fugare subito ogni dubbio, ho escluso qualsiasi bella stronza, alla Fujiko/Margot, che ne “Il Castello di Cagliostro” si chiamava anche Rosaria (?!?).
...e loro se la ridono!
Chiarito questo via alla presentazione:

10. Ransie la strega, che in realtà è una vampiro, ma stai a guardare… Tanto carina e simpatica, quanto pericolosa da frequentare. Fatico ancora a comprendere come potesse essere innamorata di un pirla con i capelli azzurri che vuol fare il pugile (Paul), ma il cartone era divertente e riusciva a parlare di diversità, di sentimenti, di accettazione, il tutto in una chiave spesso comica.


9. Rey Aianami, una dei protagonisti di Neon Genesis Evangelion. Pilota l’Evangelion 00 ed è, nei fatti, la copia della madre di Shinji. Questa cosa inquieta abbastanza, ma la sua bellezza algida e ritrosa non può non intrigare, e le si perdonano anche gli occhi rossi.


8. Misato Katsuragi, uno dei direttori della Nerv in Neon Genesis Evangelion. Tanto professionale e precisa sul lavoro, quanto disordinata, confusionaria e imprevedibile nella vita privata. Inoltre beve birra più di un camionista bulgaro etilista, come si fa a non provare simpatia per lei! Un corpo da favola, ma, elemento che frena ogni entusiasmo, divide casa con un pinguino e con quel fesso complessato di Shinji, verso il quale prova strane pulsioni. Ma che gli passa per la testa!!

7. Asuka Langley, pilota dell’Evangelion 02 in Neon Genesis Evangelion (è l’ultima lo giuro!). Fra ragazzini complessati e taciturni, donne e uomini ossessionati dal proprio passato o terrorizzati dal futuro, oppure in preda alle più varie perversioni e pulsioni disturbanti, almeno lei è esuberante, vitale, loquace, orgogliosa, sicura di sé e intelligente, o almeno così si mostra. Rossa di capelli (colore realmente presente in natura) e con occhi azzurro-verdi si presenta veramente bene.
  
6. Akane Tendo, in Ranma ½ figlia minore di Soun Tendo, fidanzata di Ranma. Permalosa, testarda, orgogliosa, ma anche, a volte, carina e dolce, non ammetterebbe mai di provare sincero affetto per Ranma, tantomeno gli darebbe ragione. Chi non ha avuto una morosa così? Esperta di arti marziali, poco meno di una campionessa di pallavolo e pattinaggio, con un carattere insopportabile, ma in fondo desiderosa d’amore. Da detestare (specialmente da parte delle donne), o da adorare. Che ne pensate?

5. Horo, protagonista di Spice and Wolf. Una vera dea, nel senso che è una divinità lupo, con orecchie a punta e sviluppati canini annessi. Nel corso del lungo viaggio intrapreso, tra difficoltà e problemi di varia natura, si affeziona sempre più a Lawrence, mostrando oltre ad indiscutibile carattere e doti, di essere una “ragazza” in cerca di amore. Riesce ad essere provocatoria, gelosa, scherzosa, perennemente affamata, innamorata, calcolatrice, saggia, anche nello stesso episodio. Durante l’adolescenza avrei potuto perdere la testa per una così!


4. Faye Valentine, una colonna di Cowboy Bebop. Cacciatrice di taglie come Spike Spiegel e il resto della compagnia. Nonostante abbia più di 70 anni (tra l’altro portati molto bene, non sembra anche a voi?), è un’arrogante alcolista, tabagista incallita e una giocatrice d'azzardo ossessivo-compulsiva. Combattente, forte, appassionata ed esperta di armi, una Legs Weaver con un viso innocente e più carina, ma capace di essere cinica e bastarda. Poi però si scopre che anche lei ha un cuore, ma non lo fa vedere, ritenendo più  opportuno puntare sul fisico e sull’abbigliamento stimolante (top, shorts ed autoreggenti da sballo, come a mostrare cosa ci siamo perduti senza il seguito di Leon-il film con Jean Reno ed una ancor piccola Natalie Portman).

SIAMO AL PODIO!


3. Sabrina, in È quasi Magia Johnny! è l’elemento centrale dell'irrisolvibile triangolo amoroso tra i tre protagonisti. Silenziosa, misteriosa, scontrosa, umorale e con vari chiaroscuri, ma allo stesso tempo leale e profonda. Scusa Johnny, va bene un po’ di confusione mentale e di timidezza, ma come si fa a preferire Tinetta (che ha comunque i suoi pregi) a Sabrina? Diamine, sa anche suonare il sassofono! Che brivido…poi con quello sguardo “ma che ne sai tu di cosa mi passa per la testa a me!”


2.Selene/Saeko Nogami, bellissima poliziotta in City Hunter, che sa circuire e sfruttare gli uomini che incontra, protagonista compreso. Furba, pericolosa, non si concede mai, ma con ironia e “trucchi” divertenti e comunque simpatici. Abile e capace detective e donna pienamente consapevole della propria bellezza, capace di far girare la testa praticamente ad ogni uomo. I coltelli nei reggicalze sono al di sopra di ogni commento!


1. Lamù, cartone animato con la fantastica, introvabile, sigla avvolta nel mistero, che non si sa chi la cantasse, poiché nemmeno Carlo Lucarelli con le sue sagome di cartone e l’intera squadra di Cold Case, potenziata da qualche elemento di NCIS sono riusciti a svelarne il mistero. Giuro, innumerevoli i tentativi di scoprire la verità, e la ricostruzione tentata, che si trova in rete, è più appassionante di un libro giallo e presenta elementi noir. Lamù è sul gradino più alto del podio non tanto, e non solo, per l’abbigliamento tigrato e la verde capigliatura, ma perché è veramente un personaggio che mi prende. Una ragazza aliena, un po' triste e malinconica nella sua furia vendicatrice, perennemente alle prese con un finto marito maniaco, donnaiolo, erotomane, vacuo come Ataru Moroboshi. Un personaggio in fondo classicamente romantico, trascurando, almeno in parte, improvvise e fatali folgorazioni che infligge, impetuosi episodi d’ira e parenti invadenti che si alternano e si sommano, episodio dopo episodio. In fondo vuole veramente bene a quell’idiota patentato e si fa in quattro per lui, addirittura si iscrive alla sua stessa scuola! Nella sua stranezza e volubilità d’umore, capace di amare e meritevole di essere amata. Una donna pericolosissima! Quando ne ho incontrata qualcuna che le somigliava sono stati guai seri.

Fuori quota:
Le donne di Leiji Matsumoto, da “Capitan Harlock” a “Galaxy Express 999”, da “La Regina dei 1000 anni” a “Star Blazers” sono tutte slanciate e affusolate, di una delicata e rara bellezza che le rende al tempo stesso divine e tragicamente fragili, infatti si somigliano tutte! (e dopo un po' rompono le balle!).
 
 















Fuori concorso:


Lana di “Conan il Ragazzo del Futuro”. “Dai Conan! Ora stringiti forte a Lana. Dai Conan! Bella non c'è nessuna, come lei”.

Lady Oscar, per i motivi spero esaurientemente illustrati nell’immagine.


E poiché non mi sono fatto mancare personaggi dal suggestivo cromatismo tricotico, presento un trio di tutto rispetto dalla capigliatura viola:


Shampoo, in Ranma ½ donna guerriera molto carina. Furba e spietata con i/le rivali, dolce con Ranma, di cui è innamorata, ignara della sua doppia natura (altrimenti sai i cartoni in faccia che si prende!). Anche lei si trasforma, in una gattina rosa (e qui si gioca sporco!).


Lady Isabel/Atena, de I Cavalieri dello Zodiaco. Vedi che succede a fare la corte in gruppo ad una ragazza, a riempirla di complimenti e a chiamarla dea? Per forza si monta la testa! Se poi una manica di esaltati in armatura, con acconciature improbabili, comincia a battersi per lei, la frittata è fatta! Pensate che uno di questi (Sirio il dragone) ha addirittura perso la vista, presumibilmente a causa dell'alto numero di pratiche "autoindulgenti" alle quali sarebbe stato costretto dalla di lei reticenza a "concedersi".


Leela,  capitano con un occhio solo della Planet Express in Futurama.
E in merito a figure femminili create da Matt Groening  non mi spingo oltre…

Ancora qualche immagine di chi è giunto sul podio! 

Sabrina

Selene/Saeko Nogami
Lamù
 Un saluto a tutte le altre, sarà per la prossima volta!


Ciao!!
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