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venerdì 10 dicembre 2021

Incipit 50/100

“C'era, alla periferia della minuscola città, un vecchio giardino in rovina; nel giardino c'era una vecchia casa, e nella casa abitava Pippi Calzelunghe. Aveva nove anni e se ne stava lì sola soletta: non aveva né mamma né papà, e in fin dei conti questo non era poi così terribile se si pensa che così nessuno poteva dirle di andare a dormire o propinarle l'olio di fegato di merluzzo quando invece lei avrebbe desiderato delle caramelle.”

(Pippi calzelunghe, di Astrid Lindgren – trad. Annuska Palme Larussa e Donatella Ziliotto)



 

venerdì 31 gennaio 2020

Giallo, Noir & Thriller/74





Titolo: Oxen – Gli Uomini Oscuri
Autore: Jens Henrik Jensen
Traduttore:Margherita Podestà Heir
Editore: Salani - 2019


Ci sono, possono esserci infinite caratteristiche a definire e comporre un romanzo. Molti meno sono, a mio giudizio, gli elementi fondamentali che entrano a far parte di un buon romanzo e ne certificano la qualità, anche solo all'interno di un genere specifico.
Tra i romanzi giallo-thriller e noir alcuni elementi che, per così dire, “fanno la differenza” possono essere l'intreccio, le atmosfere, i temi affrontati, la capacità dell'autore di descrivere gli ambienti o le psicologie dei personaggi, il ritmo della scrittura, i colpi di scena o il passo che viene dettato e così via. A seconda dei gusti e delle inclinazioni il lettore può preferirne alcuni rispetto ad altri, rimanere coinvolto e catturato da quanto, invece, altri ritengono noioso, esaltarsi per i termini utilizzati nei dialoghi o nei passaggi di raccordo o, viceversa, ricercare l'azione e sensazioni da togliere il fiato.

Nel caso del secondo capitolo della trilogia di Oxen, “Gli Uomini Oscuri”, quello che caratterizza l'opera secondo la mia personale impressione, è il protagonista, ovvero proprio Niels Oxen.
L'avevo salutato qualche mese fa alla fine del volume d'esordio, “La Prima Vittima”, un po' malconcio e provato ma tutto sommato capace di ritrovare forze e carattere per compiere le sue scelte. Ora lo ritrovo e ne ho gustato la vicenda che, essendo nel mezzo di una trilogia, un po' paga lo scotto di lasciare diverse questioni aperte, qualche personaggio non completamente delineato e un vago senso di insoddisfazione. Ma la cosa bella, stimolante per me, è l'opzione di valutare questo secondo capitolo come parte di un’opera più vasta (fra primo e secondo libro siamo già a circa a 1000 pagine), in cui la trama verticale e quella orizzontale, complessa e articolata, vengono ancora più sviluppate e delineate, con la seconda delle quali che giunge a prendere una direzione chiara, mettendo in campo tutti gli elementi tipici e francamente auspicabili per una resa dei conti, che nel prossimo capitolo si preannuncia interessante e coinvolgente.



Ad onore del vero l'autore Jens Henrik Jensen gioca abbastanza sul classico, con il tema delle società segrete e le relative cospirazioni per governare l’ordine nazionale se non mondiale, ma ci vuole mestiere e capacità per non risultare banali e ripetitivi ed utilizzare questi elementi declinando bene azione e suspense, riflessione e descrizione, per un risultato che alla fine è divertente e di una certa qualità. I puristi potrebbero, non senza torto, puntare il dito su evidenti forzature e sul dato che, a conti fatti, manca un po' di “storia” o , meglio, questa ne risulti penalizzata. Qui, dunque, si ritorna alla suggestione iniziale. Il protagonista. Ci si affeziona a questo reduce, sbandato e braccato, “cazzuto” quanto serve ed allo stesso tempo umano secondo la necessità. Non dico che ci si immedesima, ma di sicuro facciamo il tifo per lui. Non vorremmo essere al suo posto, ma aiutarlo sì.

Protagonisti come questo, personaggi come Niels Oxen illuminano i romanzi in cui si trovano, gli fanno compiere quel salto che li distingue da altri, che magari possono vantare storie maggiormente articolate e approfondite nella loro originalità. Qui la scrittura è di qualità, ma la differenza la fa lui ed ancora una volta lo lasciamo con la certezza di ritrovarlo e nuovamente seguirne le imprese e le angosce.


Jutland, Danimarca. Splendidi boschi, silenzio. Ma non c’è pace per Niels Oxen, eroe nazionale, un cocktail vivente di medaglie al valore e disturbi da stress post-traumatico, di coraggio e incubi. Ha assunto una falsa identità e non vuole farsi trovare da nessuno, nemmeno da Margrethe Franck, la sua unica amica. Se ‘amica’ si può definire la giovane e attraente donna senza una gamba con cui lui ha rischiato la pelle un anno fa, quando è stato incastrato e quasi ucciso dalla Danehof, un’organizzazione criminale che coinvolge i vertici del potere danesi. Solo i segreti che custodisce lo hanno tenuto in vita, ma quegli stessi segreti ora rischiano di farlo ammazzare perché, quando il direttore di un museo  –  e grande esperto della storia della Danehof – viene trovato morto in un castello, troppi elementi fanno pensare che i colpevoli occupino le sfere più alte del potere a cui Oxen ha già pestato i piedi in passato. L’eroe diventa il bersaglio di una spietata caccia all’uomo: c’è chi vuole aiutarlo, c’è chi vuole ucciderlo. Ma chi sono gli amici e chi i traditori? Per sopravvivere Niels Oxen dovrà combattere contro uomini oscuri che hanno mille volti e mille risorse. (da Salani.it)

venerdì 26 luglio 2019

Giallo, Noir & Thriller/70

Titolo: Oxen - la prima vittima
Autore: Jens Henrik Jensen
Traduttore:Margherita Podestà Heir
Editore: Salani - 2019



Oxen – la prima vittima” si presenta come il romanzo iniziale di una trilogia che promette bene, per le peculiarità del protagonista, l'ambientazione, il ritmo che si presenta pagina dopo pagina e per la capacità di scrittura veramente interessante. Jens Henrik Jensen, l'autore, non ha fretta di offrire al lettore tutto quello che ha in serbo per lui (o lei!), bensì calibra e dosa gli avvenimenti, centellina i colpi di scena, mai banali o deludenti, per comporre un buon racconto, che solo apparentemente potrebbe essere considerato l'inizio di un percorso di redenzione.
Certo, Oxen è un vagabondo, un balordo che ha abbandonato la civiltà, forse un semplice uomo vittima dei propri incubi e delle circostanze, ma anche un pluripremiato veterano di guerra, ex membro delle forze speciali danesi. Questo mix, stimolante, ma che avrebbe potuto portare a risultati modesti, viene invece valorizzato, mettendo il protagonista nella scomoda condizione di poter essere allo stesso tempo colpevole di omicidio, perfetto capro espiatorio, oppure eccellente e strategica risorsa per i servizi segreti. 
 

Si entra lentamente nel cuore della vicenda, come capita spesso nei thriller nordici, ma capitolo dopo capitolo qualcosa si modifica nel corso del romanzo, siamo di fronte a qualcosa di diverso. A seguire la descrizione di alcuni semplici eventi, utili per stuzzicare la curiosità e la voglia di mistero, la presentazione di luoghi e persone, nonché dello stesso Oxen, l’autore trasporta il lettore nel suo mondo. La scrittura è curata, non lenta come a volte lamentano i detrattori della letteratura scandinava, le descrizioni servono a creare un’atmosfera affascinante che avvolge il romanzo sino alla fine, dove una cornice naturale quasi incontaminata fa da sfondo a misteri che si infittiscono e trame che si complicano.
Il meccanismo narrativo funziona, facendo leva e sostenendosi su due punti fermi: il protagonista e la trama complessa. Quasi una lezione di scrittura thriller!
Quindi sembra che si abbia a che fare con un’indagine, tutto sommato classica, su un potenziale serial killer che si firma attraverso l’impiccagione dei cani delle vittime, si pensa che si arrivi a trattare e approfondire alcune magagne dell’alta borghesia danese, con annesso pistolotto magari. Invece il libro acquista velocità nel corso dei capitoli, si aggiungono elementi da spy story e cadenze da thriller storico, che ben si armonizzano tra loro, senza mai scivolare nell’inverosimiglianza che a volte si trova nei racconti che svelano trame di società segrete.
Il finale rivela ma allo stesso tempo complica. La storia di Oxen è appena iniziata, lasciandoci nell'attesa di leggere il prossimo capitolo.


Due degli uomini più influenti della Danimarca sono morti in circostanze sospette. Non sembra esserci alcun collegamento tra i casi, se non fosse per un inquietante particolare: i cani delle vittime sono stati impiccati poco prima della morte dei padroni. Quando anche l’ex ambasciatore Hans-Otto Corfitzen viene trovato morto nel suo castello, nei boschi di Rold Skov, dopo che il suo bracco è stato impiccato, non c’è più alcun dubbio che si tratti di omicidi seriali…