Visualizzazione post con etichetta Alice Sebold. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alice Sebold. Mostra tutti i post

venerdì 23 luglio 2021

Incipit 30/100

“Alla fin fine, ammazzare mia madre mi è venuto facile. La demenza, via via che scende, ha un modo tutto suo di rivelare la sostanza della persona che ne è affetta. La sostanza di mia madre era marcia come l'acqua stagnante in fondo a un vaso di fiori vecchi di settimane. Quando mio padre la conobbe era bellissima, e ancora capace d'amare quando divenni la loro figlia tardiva; ma al momento in cui quel giorno alzò gli occhi a guardarmi, questo non contava più niente.”

(La quasi luna, di Alice Sebold – trad. Claudia Valeria Letizia)



 

venerdì 19 febbraio 2021

Incipit 8/100

“Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973. Negli anni Settanta, le fotografie delle ragazzine scomparse pubblicate sui giornali mi somigliavano quasi tutte: razza bianca, capelli castano topo. Questo era prima che le foto di bambini e adolescenti di ogni razza, maschi e femmine, apparissero stampate sui cartoni del latte o infilate nelle cassette della posta. Era quando ancora la gente non pensava che cose simili potessero accadere.”

(Amabili Resti, di Alice Sebold – trad. Chiara Belliti)