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lunedì 11 maggio 2026

Citazioni Cinematografiche n.667

 

Robert: I tre 6.
Monaco: 6 è il segno del diavolo.
Jennings: Ma perché tre 6?
Monaco: Noi pensiamo che significhi la trinità diabolica: il diavolo, l'anticristo e il falso profeta.
Jennings: Padre, Figliolo e Spirito Santo.
Monaco: Per ogni cosa santa ce n'è una diabolica, è questa l'essenza della tentazione.

(Robert Thorn/Gregory Peck, Monaco/Robert Rietty e Keith Jennings/David Warner in “Il presagio”, di Richard Donner – 1976)















lunedì 30 marzo 2026

Citazioni Cinematografiche n.661

 

Io so di essere umano. E se voi foste tutti Cose mi avreste già assalito. Quindi alcuni di voi sono ancora umani. Questa Cosa non vuole mostrarsi apertamente, vuole nascondersi sotto forma di un'imitazione. Combatterà se necessario, ma è vulnerabile quando è allo scoperto. Se si impadronisce di noi non avrà più nemici. Non resterà nessuno che la possa eliminare. E sarebbe la fine.

(R.J.MacReady/Kurt Russell in “La Cosa”, di John Carpenter - 1982)






lunedì 29 gennaio 2024

Citazioni Cinematografiche n.548

 

Quante volte te lo devo dire che io sono un artista? Se per caso non te lo ricordi, noi artisti siamo gente estremamente sensibile. Chiaro? Mica abbiamo la pelle d'elefante di voi giornalisti!

(Marc Daly/David Hemmings in “Profondo Rosso”, di Dario Argento - 1975)





sabato 19 febbraio 2022

Samuel Stern #27 - Il Quinto Comandamento

 



La sceneggiatura, in questo numero 27 della serie di Samuel Stern, affronta con coraggio due tematiche spesso distinte ma che mirabilmente si incontrano: il terrorismo politico e, forse soprattutto, l’eutanasia. La storia che propone non semplici riflessioni, sebbene carica e caratterizzata dal sovrannaturale, riporta tematiche quotidiane, che rendono la lettura molto accattivante e provvista di un ritmo costante ed allo stesso tempo equilibrato, nelle pause e nell'azione .



Alla storia si abbinano molto bene i disegni di Annapaola Martello che riesce, grazie a giochi di ombre ed alla luce, a sottolineare la drammaticità della situazione. L’espressività dei personaggi gioca un ruolo fondamentale, donando una tale profondità psicologica che quasi non ci si accorge di essere rimasti pressoché per tutto l'albo nella stessa, unica, stanza e nei ricordi e pensieri di una persona.





martedì 5 ottobre 2021

Samuel Stern #19 - I Sotterranei di Edimburgo


 

L'albo numero 19 di Samuel Stern ci fa scoprire qualcosa di più su Edimburgo e la sua storia.

In passato Edimburgo fu afflitta da una grave ondata di peste, così chi la amministrava e governava decise di sigillare la città condannandone i cittadini. Edimburgo fu ricostruita, ma una vecchia zona rimase inaccessibile fino ai giorni nostri, popolata da fantasmi.

La narrazione, ai giorni nostri, è opera di un attore di scarso successo che recita in quei luoghi, all'interno di un "ghost tour" in cui spiega i segreti dei sotterranei edimburghesi. Alan, questo il suo nome, è una vecchia conoscenza di Samuel, che, incontratolo, intuisce cosa ci sia dietro un interesse non solo professionale. I fantasmi che "evoca" nel suo lavoro sembrano ormai dentro di lui.

La lettura dona inquietudine ed un certo senso di smarrimento, con quel tanto di brivido che è lecito cercare in una serie come questa. Merito di una buona storia che sa cogliere e sfruttare l'atmosfera, oltre che di una efficace e coinvolgente caratterizzazione del protagonista già citato. 

I disegni, inoltre, arricchiscono la resa totale ed esaltano la narrazione grazie a sfumature ed un uso sapiente delle ombre.

Samuel Stern 19 – Bugs Comics

mercoledì 21 luglio 2021

Samuel Stern #17 - Il Regno

La storia proposta in "Il Regno", Samuel Stern 17 è intrigante. Un’indagine investigativa, classica e ben rodata, a cui si aggiungono elementi soprannaturali e horror tipici del genere e inseriti in un contesto, narrativo e ambientale, che è ormai ben delineato e conosciuto.

 

Samuel Stern 17: il regno - Daily Nerd 

giovedì 15 aprile 2021

Samuel Stern #16 - Il processo Stern

Nel numero 16 della serie si fa giù abbastanza pesante riguardo al passato di Samuel Stern. Si risponde a qualche primo “perché” e se ne propongono altri, di rilevante importanza.

Lo si fa con uno scenario che ha già un suo fascino, ovvero un processo di natura kafkiana, che diviene cornice narrativa per esplorare i sensi di colpa del rosso esorcista sui generis e parte delle sue origini.

Sceneggiatura e disegni rendono bene le dinamiche interne ed esterne, rappresentano l'intimo e i dissidi di Samuel e ciò che gli accade intorno, testimoni ed accusatori in prima linea, così come il lettore che assiste ad una vera, prima svolta intranarrativa.

Temi e suggestioni sono molteplici e di varia natura, sia narrativi nel breve e lungo periodo, così come tipici della specificità di un personaggio e di un prodotto seriale.

Prodotto che anche in questo “Il processo Stern” mostra di avere parecchio da offrire e da dire.

martedì 23 febbraio 2021

Samuel Stern #15 - Nel Profondo

Gli elementi di novità e per questo interessanti contenuti nel numero 15 di Samuel Stern, “Nel Profondo”, sono essenzialmente due. Novità sostanziali, non solo di forma o di “colore” all'interno dello sviluppo della serie e dei suoi caratteri principali. Per la prima volta Samuel viene sconfitto, ovvero non esce bene dalla vicenda raccontata, per di più viene messo alla corda e battuto da quello che potrebbe rivelarsi un vero antagonista, magari con il ruolo di nemesi.

Molto, ovviamente, dipenderà da come vorranno continuare gli autori sulla non banale strada intrapresa. Si potrà vedere nei prossimi numeri se quanto visto e letto in questo albo potrà considerarsi un antefatto, un prologo ad una vicenda di confronto/duello più o meno a distanza che potrebbe protrarsi lungo una trama orizzontale e che, chissà, sia giunto a seminare qualcosa che più avanti sfocerà in altro.

Quella che poteva sembrare e che di fatto si mostra semplicemente come una buona storia, tutto sommato lineare, con tinte horror mistery, verso la fine ha una accelerazione che coniuga temi e suggestioni già presenti nella serie (le forme umane di dannazione, quali i vizi, le malattie mentali) ed elementi sul carattere dei protagonisti con la necessità di allargare lo spettro della narrazione, che diviene più complicata e suggestiva e pronta ad accogliere ulteriori personaggi, tematiche e situazioni.

Per quanto riguarda il comparto grafico, si nota come la Bugs Comics stia allargando la squadra disegnatori. In questo albo ci gustiamo il lavoro di Pietro Vitrano, già disegnatore nella serie Nathan Never della Sergio Bonelli Editore. Il suo tratto mostra un carattere da noir anni Settanta, che rende bene e sottolinea le atmosfere scure e inquietanti di una Edimburgo abitata da demoni nascosti.


sabato 20 febbraio 2021

Nameless, di Grant Morrison

 

Mi è stato prestato “Nameless”, opera a fumetti di Grant Morrison e Chris Burnham.

Sicuramente un gesto di cortesia, una gentilezza poiché sebbene gli autori siano considerati dei maestri nel loro genere, pressoché imprescindibili per chiunque sia un po' innamorato della letteratura per immagini e di fantascienza, si fa fatica ad acquistare e leggere anche solo una parte di tutto ciò che viene pubblicato.

Quindi gratitudine nei confronti di chi mi ha messo a disposizione la sua copia. Nel corso della lettura si è poi fatta strada una sensazione ulteriore, quella che nel cortese gesto fosse nascosta un po' di malizia. Questo perché “Nameless” è una storia complicata, densa e di difficile fruizione. Piena di riferimenti e citazioni colte, ricca di nozioni e richiami a temi di esoterismo, cabala ebraica, cartomanzia, storia delle religioni, filosofia e probabilmente altro ancora che non sono stato in grado di cogliere.

Mi è stato quindi richiesto un certo impegno nel corso della lettura, che ha reso necessarie ricerche nella Rete, anche solo per decifrare qualche passaggio e così evitare di perdermi del tutto nel gioco narrativo (nonché ermeneutico e di sfoggio di erudizione) messo in atto.


Parto da ciò che mi è più chiaro. Ovvero i bellissimi disegni e la splendida colorazione di evidente efficacia.

I disegni di Chris Burnham sostengono la lettura e suppliscono ai limiti di questa frammentata narrazione, con un segno realistico e dettagliato, arricchito dai colori di Nathan Fairbairn. L’elemento onirico viene ben reso, particolare estremamente importante, perché costituisce il caotico (unico?) collante di due linee di narrazione, nei fatti un delirio.


Il montaggio delle tavole è dinamico, con incastri inconsueti ed evocativi degli elementi magici e totemici presenti nella storia. Si fa ricorso a splash pages, che a volte diventano lo sfondo per vignette più piccole, così da mostrare lo svilupparsi dell’azione, secondo un montaggio consueto nel fumetto USA. In sostanza l'utilizzo degli spazi e della struttura della pagina sviluppa la compresenza, dai tratti psichedelici, di più piani narrativi e di conseguenza di più campi di realtà, rappresentando così l'inquietudine derivata dalla non linearità della narrazione, dato questo che (mi) mette in difficoltà.


La magia pop di Morrison viene qui esposta e rappresentata in grande stile, ma rimane la sensazione di smarrimento e un pizzico di insoddisfazione, che alla fine della lettura fa esprimere una certa perplessità. I quesiti metafisici e le riflessioni sull'essenza dell'essere sono ben posti, con un certo gusto della provocazione, si aggiunge il tema ecologico che si affianca a quello della violenza agita dall'Uomo come riflesso di una volontà divina o demoniaca che sia, ma dopo ciò sembra che tutto si limiti ad un erudito gioco nozionistico per eletti, per appassionati. Un elegante, raffinato, affascinante gioco dedicato al lettore che desideri e goda del perdersi (e forse ritrovarsi) in un gioco di simboli, criptici rimandi e riferimenti ad una cultura iniziatica. Ecco, per apprezzare pienamente “Nameless” probabilmente aiuta essere un appassionato, o anche solo pensare, ambire ad esserlo o, al limite, atteggiarsi come tale.


 








martedì 19 gennaio 2021

Samuel Stern #14 - Simulacra

Simulacra”, albo numero 14 di Samuel Stern spicca per i disegni e per un cambio di narrazione che fa apprezzare ancora di più la serie edita da Bugs Comics.

I disegni di Matteo Mosca possiedono una certa chiarezza, quasi luminosi a differenza degli albi precedenti, utilizzando una certa staticità come punto di forza. Le pose sono come immortalate da una istantanea, plastiche e con poco movimento, in cui i personaggi sembrano presentati in una posa ben precisa. Questo ed anche lo sviluppo delle tavole dona una luce quasi insolita in una serie come questa. Un punto di forza è la cura e la dettagliata rappresentazione del cuore di quanto narrato, ovvero gli animatronic, con i loro complessi meccanismi interni ed il contrasto con i corpi dei personaggi presentati.


Non ci sono demoni o morti viventi, bensì più livelli di lettura ed approfondimenti sulla mente umana, sul cercare spunti e risposte ad una serie di domande. Qui a farla da padrone è la ricerca intorno e dentro l'Arte, i suoi elementi esoterici e le suggestioni che vanno oltre il visivo ed il tecnico.

Una ulteriore variazione ed ulteriori aspetti ed elementi di ed all'interno di un prodotto che cerca di ritagliarsi un suo spazio ed un suo ruolo.

sabato 9 gennaio 2021

Samuel Stern #13 - Tra due mondi

 

Samuel Stern numero 13 “Tra due mondi” presenta risultati altalenanti a livello di disegni, con tavole molto belle, in cui i mostri e demoni sembrano quasi uscire dalle pagine, e di grande effetto ed altre che sembrano compilate controvoglia o quantomeno di fretta.

Di contro la sceneggiatura conquista e si iscrive fra le migliori all'interno della serie. Infatti la triade composta da Fumasoli – Filadoro – Savegnago riesce in Samuel Stern 13 ad offrire molto e bene: dolore, amore, odio, momenti di riflessione, tradimenti, improvvisi cambi di rotta, sorprese e lotta tra bene e male. 


Per la prima volta il protagonista non si trova a misurarsi con singoli demoni, bensì con qualcosa di più grande e pericoloso, per quanto anche affascinante.

La vicenda si complica e la trama orizzontale si arricchisce, per il piacere e la soddisfazione di chi legge.


 

giovedì 1 ottobre 2020

Samuel Stern #10 - L'Altro Inferno

 

Primo albo in cui Samuel, “il rosso”, è da solo, ovvero senza padre Duncan o altri degli amici che abbiamo conosciuto fino ad ora, unico protagonista de “L'Altro Inferno”.


Protagonista però fino ad un certo punto, dal momento che, ad una lettura un po' più attenta, sembra che non sia lui al centro di quanto narrato, bensì lo sia la storia, la sceneggiatura in sé, come se Samuel Stern fosse a disposizione di una trama e non il contrario. Ho avuto come l'impressione che ci sarebbe potuto essere anche qualcun'altro al posto del titolare della testata.

A parte questa valutazione strettamente personale, dettata dalla lettura dei nove precedenti albi e da un certo gusto o abitudine personale, non necessariamente condivisibile da parte di altri lettori, l'albo funziona bene. Lo spunto di partenza è un classico dell'horror e del fantasy, ovvero un libro maledetto, misterioso, che cattura il lettore e lo porta a vivere situazioni e vicende varie e avvincenti. Ovvero lo sceneggiatore Filadoro porta nel mondo di Stern un topos che tende a fare centro, come ad esempio, rimanendo negli ultimi 35-40 anni di letteratura e cinema, ne “La storia infinita” o “Pagemaster”, con l'aggiunta di elementi horror e quel brio, semplice e accattivante, che qualcuno da ragazzino avrà sperimentato in qualche riduzione di classici o, al limite, nella serie di “Piccoli Brividi”.

Per qualche lettore potrebbe bastare, anche per quanto riguarda il comparto grafico, che sceglie quel tanto di “sporco” e indefinito che a seconda delle preferenze si incontra con il tono dell'albo o, viceversa, sminuisce il valore totale. Per quanto mi riguarda ho trovato “L'Altro Inferno” un po' troppo slegato dalla continuity della serie, ma mi rimane l'idea che andando avanti, nei prossimi numeri qualche elemento possa tornare, costringendomi a rivedere la valutazione.


giovedì 2 aprile 2020

Dampyr #240 - Possessione!


La serie Dampyr ci porta in Ucraina, passando per la Polonia. Lo fa introducendo un personaggio che riesce, anche solo nello spazio di un singolo albo, a crearsi un suo spazio ed una sua dimensione. Molto ben caratterizzata e resa con maestria la bella e sfuggente Jadwiga, le sue abitudini, la sua genesi e la sua maledizione diventano il punto centrale e il motore di tutto ciò a cui assistiamo, disegnato sulle apprezzabili tavole del numero 240. Lo sceneggiatore Stefano Piani ci consegna un personaggio tormentato, niente affatto piatto o monodimensionale, che, schiavo delle sue pulsioni sessuali che si ripercuotono per l‘intero episodio e su altri personaggi. Il suo dolore insormontabile, la sofferenza che ha vissuto (a questo servono i momenti di flashback) ha attirato creature terribili ed innominabili. Creature che probabilmente avrebbero meritato maggior spazio e altre pagine per spiegarne efficacemente il luogo di origine e lo scopo, che invece rimane (per ora) fin troppo misterioso.



Possessione!”, che vanta una gran bella copertina, ha un buon ritmo, dosa bene gli elementi reali e quelli fantastico/onirici, il livello di azione e quello di indagine, con qualche passaggio concitato che stimola il lettore e la sua curiosità. La serie procede, tra avventure singole e storie di più ampio respiro, e si fa sempre apprezzare, anche se dopo una lunga saga e avvenimenti mozzafiato e quel respiro di epico ed “eterno” a volte il lettore si sente parzialmente insoddisfatto. Comunque la lettura continua e si procede nei festeggiamenti per i 20 anni di Dampyr.


Un terribile morbo, una ragazza dal fascino magico che vive in una villa misteriosa, inesplicabili e bizzarri suicidi. Qual è il segreto di Jadwiga? Perché chi fa l’amore con lei subisce metamorfosi orrende o è vittima di spaventose allucinazioni? A Leopoli, in Ucraina, Harlan Draka si troverà faccia a faccia con l’irresistibile Jadwiga! (da sergiobonelli.it)

domenica 22 marzo 2020

Samuel Stern #4 - L'Isola dei Perduti

Samuel Stern, la nuova serie edita da Bugs Comics, mi ha preso abbastanza da continuarne l'acquisto e tornare a parlarne su queste pagine.
L'albo numero 4, “L'Isola dei Perduti”, prosegue nella sua opera di presentazione dei caratteri principali, della loro “missione” e lo fa cambiando lo scenario in cui si muovono, introducendo una nuova “variabile” che complica e probabilmente renderà più affascinante il tutto.
Vedremo nei prossimi mesi se quanto inserito in questa uscita arricchirà la trama orizzontale della serie, di certo lo ha fatto per quanto riguarda quella verticale, stimolante e ricca di spunti.

Il rosso Samuel sta prendendo forma e sostanza, albo dopo albo, e con lui anche gli altri personaggi e lo sfondo in cui si muovono, anche se forse qualcosa ancora si potrà vedere e si richiede ad una serie che voglia durare e farsi leggere per un periodo di tempo mediamente lungo. Sono curioso e spero che si caratterizzi ancora di più e meglio, per divenire una serie in cui sia sceneggiatori che lettori possano investire. In caso contrario si rischia di ritrovarsi, nuovamente, con un buon prodotto che però non riesce a fare quel salto di qualità che da troppo tempo gli assidui lettori di fumetti si aspettano. Ovvero, anche se la qualità grafica e narrativa è indubbia, spero di poter presto leggere albi in cui si alzi l'asticella e si giunga perciò a considerare Samuel Stern una testata con una sua forza intrinseca, una originalità ed una unicità che la renda veramente riconoscibile fra le altre. Un po' di fiducia continuo a coltivarla.

Il dato notevole è l'uso di temi, concetti, situazioni che vanno oltre il dato horror o noir per divenire più generali e forieri di approfondimenti e ulteriori riflessioni. In questo un ruolo lo hanno anche i disegni, che stanno accompagnando e valorizzando le intenzioni di creatori e sceneggiatori. Ne “L'Isola dei Perduti”, ad esempio, da notare è la resa del paesaggio, ad opera di Ludovica Ceregatti. Il suo stile moderno e dinamico, che fa incontrare e convivere elementi classici e conosciuti con intenzioni di originalità e voglia di “andare oltre”, risulta essere dolce ma deciso, in più tavole appropriato per un fumetto che intenda distinguersi tra gli scaffali delle edicole. Inoltre la disegnatrice si mostra attenta nella resa dei volti, delle espressioni e nella recitazione delle figure, seguendo la sceneggiatura sia nei momenti di raccordo che in quelli prettamente d'azione e “caldi”. 

 

lunedì 9 marzo 2020

Citazioni Cinematografiche n.345

Inga: Lupo ulula...
Dr. Frankenstein: Lupo "ululà"?
Igor: Là.
Dr. Frankenstein: Cosa?
Igor: Lupo ulu e castello ulu.
Frederick: Ma come diavolo parli?
Igor: È lei che ha incominciato!
Frederick: No, non è vero!
Igor: Non insisto, è lei il padrone!


(Inga/Teri Garr, Dr. Frankenstein/Gene Wilder e Igor/Marty Feldman in "Frankenstein Junior", di Mel Brooks - 1974)

domenica 16 febbraio 2020

Samuel Stern


Da qualche mese è possibile trovare nelle edicole gli albi di una nuova serie a fumetti, in formato “bonellide”. Si tratta di Samuel Stern, edito da Bugs Comics.
Ne consiglio l'acquisto e la lettura. In breve cerco di darne le ragioni.

Samuel Stern è essenzialmente una serie horror, con buona parte degli ingredienti del genere e qualche interessante spunto narrativo e di ispirazione. Mostri, spettri, demoni, possessioni e tutto quello che gli va dietro ci sono, si fanno apprezzare anche sotto l'aspetto grafico, ma più che alla componente puramente orrorifica, creatori e sceneggiatori sembrano dedicarsi a rappresentare, tramite situazioni e vicende, sentimenti pienamente umani, come il dolore, le delusioni, il rancore mai sopito, le angosce quotidiane dettate da una società cinica e spietata, le vendette da consumare violentemente, l'odio e i tradimenti. 

Tutti questi aspetti rendono i primi tre albi della serie un appassionante studio della natura umana, una rappresentazione dell'orrore a cui assistiamo ed in cui viviamo tutti noi, con la componente emotiva e psicologica ben in evidenza. Disegnatori e sceneggiatori stanno dimostrando sensibilità non comuni e la capacità, probabilmente il desiderio di andare oltre i confini del genere, servendosene quanto basta e offrendo pagine splatter con intelligenza e sapendo bene cosa e come rappresentare.

Un ultimo dato, la serie è ambientata ad Edimburgo, una occasione per interessarsi a questa città.

 

venerdì 29 novembre 2019

Dampyr #236


















Diverse settimane, mesi, sono passati dall'ultimo post dedicato a Dampyr. Una benedizione per qualcuno degli sparuti lettori di questo blog, una casualità assolutamente non degna di nota per altri che incrociano queste pagine solo ogni tanto, quando non hanno nulla di meglio da fare o cose più interessanti da leggere.
Ma a me un po' dispiace, dal momento che la serie che vede protagonisti Harlan, Tesla e Kurjak è una delle mie preferite, nonché a mio parere una delle migliori della Sergio Bonelli, sia per trama orizzontale e verticale che per il comparto grafico.



 





Con l'albo numero 235 su Dampyr si è conclusa la emozionante, soddisfacente e splendida saga dedicata ai Grandi Antichi. Resa visivamente da artisti fra i più straordinari all'opera su albi editi in Italia, come Nicola Genzianella, Maurizio Rosenzweig, Corrado Roi e Luca Rossi, nel corso di ben sei episodi ha regalato ai lettori, anche grazie alle solide sceneggiature del co-creatore Mauro Boselli, sorprese, sensazioni varie e diverse nonchè grandi soddisfazioni C'è da consigliare di recuperare gli albi e tuffarsi nella lettura, interessante e coinvolgente anche per conoscitori occasionali del nostro eroe.


Non era facile mantenere alto il livello ed il tasso di emozioni, ma il soggetto, la sceneggiatura e i disegni sono ampiamente all'altezza in questo numero 236, "L'amica mortale".
Suggestioni e legami con il cinema, l'arte e la letteratura donano qualità e profondità ad una storia che vive di atmosfere e di sensazioni, come spesso accade nei migliori episodi della serie, senza far mancare azione e momenti splatter, come anche passaggi toccanti e commoventi.


Da un incipit coinvolgente prende avvio un episodio di eccezionale intensità, che conduce il lettore attraverso drammi e crudeltà ad un finale struggente e bellissimo.



Il tutto è ulteriormente impreziosito dal lavoro di Alessio Fortunato ai disegni, che con la sua penna biro, alternata ad una evocativa mezzatinta, rende benissimo le ombre, la nebbia e le atmosfere, quasi fossero più vere del vero. Analogo discorso per la resa dei personaggi, la loro grazia e bellezza così come la loro crudeltà e orrorifica presenza, rese con efficacia tale da giungere dirette al lettore.