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martedì 24 gennaio 2023

Leggere, Ascoltare, Viaggiare, Imparare

 


"Perché viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi."

(Jan Brokken, Anime baltiche - trad. Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo)





venerdì 15 luglio 2022

Incipit 81/100

 

Quando, nel 1975, soggiornai per la prima volta nella mia vita a Leningrado, erano trascorsi solo nove anni dal giorno in cui Anna Achmatova aveva esalato l'ultimo respiro. In città la sua influenza era ancora tangibile, ma per non rischiare problemi con le autorità era meglio evitare di nominarla in pubblico. Proprio proibite le sue opere non lo erano più, un leningradese su dieci – a occhio – sapeva recitare a memoria il suo ciclo di poesie Requiem, eppure il suo nome continuava a evocare un sospetto di protesta e dissidenza. La versione completa e non censurata di Requiem in Unione Sovietica non sarebbe apparsa che molti anni dopo, nel 1987; Anna Achmatova era ancora parzialmente sulla lista nera”.

(Bagliori a San Pietroburgo, di Jan Brokken – trad. Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo)







venerdì 18 ottobre 2019

Nella casa del pianista, di Jan Brokken

Titolo: Nella casa del pianista
Autore: Jan Brokken
Traduttore: Claudia Di Palermo
Editore: Iperborea - 2011


La storia di un uomo, quella di un artista, il racconto di un'amicizia, di amici e amanti, il ritratto di un'epoca e di un periodo, un viaggio attraverso i sentimenti, i pensieri, i dolori e le felicità di uomini e donne che hanno vissuto, conquistato qualcosa e perduto altro.
Tutto questo e probabilmente altro ancora il lettore scopre in “Nella casa del pianista” dell'olandese Jan Brokken, edito da Iperborea.
Lo scrittore si basa su ciò che ha vissuto in prima persona, su ciò che il pianista sovietico Youri Egorov, fuggito prima in Italia e poi giunto ad Amsterdam nella seconda metà degli anni 70, gli ha raccontato, confidato e trasmesso sotto ogni aspetto, attraverso la loro amicizia e le loro arti, lo scrivere, il narrare e la musica. Brokken è un grande conoscitore ed appassionato di musica che, tra l'altro, ha spesso affrontato il tratteggio e la descrizione di figure di primo piano in ambito letterario e artistico (come in Bagliori a San Pietroburgo ad esempio). Questo gli ha consentito di arricchire il proprio lavoro, rendendolo appassionante, intimo, coinvolgente, con qualche elemento cinematografico che rende ancora più viva l'esperienza della lettura.


Chi legge scopre Egorov sotto il profilo umano ed artistico, con i suoi pregi e le sue doti di grande esecutore ed interprete, ma viene posto di fronte anche ai suoi difetti, alle sue debolezze, ai suoi tratti peggiori. Empatia e rabbia, comprensione e repulsione si alternano nell'animo del lettore, che legge e “vive” le esperienze del pianista morto di AIDS nel 1988. Inoltre si viene a conoscenza di alcuni meccanismi e retroscena relativi al mondo dell'industria discografica, a come si organizzano festival musicali, al rapporto fra artisti ed impresari e fra gli artisti stessi.

La prosa è fluida e mai banale, rallenta e accelera il ritmo con intelligenza e rispetto verso i personaggi ritratti e chi legge. Si gode della sua ricchezza e solidità, che sa di precisione e cura dei dettagli, con pagine liriche che riescono a non perdere quella freschezza espressiva che invita a leggere e leggere ancora. Non si tema di trovarsi di fronte ad una “semplice” trasposizione, magari un po’ infiocchettata, di una storia vera, perché Egorov e Brokken ci offrono qualcosa che si fa forte non solo della sua autenticità, ma anche del rispetto ed affetto di un amico, nel suo voler essere omaggio, tributo ed emozionante lascito.

La sera del 30 gennaio 1980 Youri Egorov, astro nascente del pianoforte, dà uno dei suoi primi, memorabili concerti nell’Europa occidentale, interpretando gli studi di Chopin. Per Jan Brokken è una folgorazione e l’inizio di un legame profondo: dalle prime battute riconosce in lui il talento che ogni giorno sente esercitarsi nella casa vicina. Dalla nativa Kazan, dopo l’inizio di una promettente carriera, Youri Egorov aveva deciso, come Rudolf Nureyev, di fuggire, approdando finalmente ad Amsterdam dopo un rocambolesco rifugio in Italia. Al grande danzatore russo lo unisce anche l’omosessualità, tenuta segreta in Unione Sovietica, che ora può vivere liberamente in Olanda, dove non corre più il rischio di essere internato. In Occidente il successo non si fa attendere, così come le grandi tournée internazionali, le registrazioni, la consacrazione accanto ai più acclamati cantanti e direttori d’orchestra. Ma sotto il talento prodigioso cova la fragilità dell’uomo, esacerbata dalla perenne insoddisfazione e dall’amore disperato per la Madre Russia. Youri si aggrappa alla stretta cerchia di amici che orbita intorno alla sua casa di Amsterdam, una nuova calorosa «famiglia»: l’architetto Brouwer, suo compagno di vita, la «principessa» Tatjana e il gruppo di hippy, musicisti e creativi che lo sentiranno suonare le ultime tragiche note, prima della prematura morte per aids, a soli trentatré anni. (da iperborea.com)

giovedì 2 maggio 2019

Bagliori a San Pietroburgo, di Jan Brokken

Titolo: Bagliori a San Pietroburgo
Autore: Jan Brokken
Traduttore: Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo
Editore: Iperborea - 2017

 

In questo prezioso e affascinante libro leggiamo quanto scrive Nabokov nelle sue memorie: “Con pochissime eccezioni, tutte le energie creative di orientamento liberale – poeti, narratori, critici, storici, filosofi e così via – avevano lasciato la Russia di Lenin e di Stalin. A Berlino e a Parigi i russi formavano una colonia compatta. (…) Ma andarsene da San Pietroburgo per molti significava: non essere più a casa da nessuna parte”.
Proprio ad una città che periodicamente nel corso della sua storia ha cambiato nome, la meno russa delle città russe, Jan Brokken dedica questa sua opera. “Bagliori a San Pietroburgo” vive di storia e di presente, di storia dell'autore, che torna lungo la Neva quaranta anni dopo la prima volta, nel 1975, facendo inevitabili e a volte dolorosi confronti, e storia di una impressionante serie di scrittori, artisti, musicisti e compositori che a San Pietroburgo sono nati, hanno vissuto, hanno amato e lavorato ed in molti casi hanno abbandonato durante l'era sovietica.


Ci si potrebbe avvicinare al libro quasi fosse un reportage su un angolo di Europa, dimenticato e dimenticata, simbolo e crocevia di storia e cultura, ma vi è molto di più nelle pagine che il lettore non può fare a meno di godere e assaporare, continuamente stimolato ed invitato a seguire i passi dell'autore, il suo pellegrinaggio a San Pietroburgo che, dice, “se non fosse esistita, avrei inventato io questa città che sonnecchia sul fiume, come uno stato d’animo che mi corrisponde per sempre.”

Leggendo viene la voglia di recuperare poesie, romanzi, composizioni musicali, opere pittoriche o architettoniche, dal momento che nei brevi capitoli si alternano nomi come Anna Achmatova (un suo ritratto è sulla copertina), Nina Berberova, Dostojevskij e Turgenev, ma anche Solzhenitsyn e Nabokov, Esenin e musicisti quali Rachmaninov e Šostakovič, Rimskij Korsakov e Stravinskij e la pianista Marija Judina, e molti altri ovviamente.
I loro amori, le loro pulsioni, la loro arte, così come vizi, virtù, paure, debolezze, storie personali che si intrecciano con la Storia russa/sovietica ed europea. Jan Brokken segue i loro passi, ci porta nelle loro case, nei luoghi in cui hanno mostrato la loro grandezza o subito ingiustizie ed arresti, ammira la statua dell’uno o dell’altra, il ritratto che lascia indovinare il carattere, ci racconta un qualche dettaglio della loro vita. Cita versi che vanno dritti al cuore del lettore, che ce li fanno ricordare, che ci invogliano a scoprire altro su di loro. Jan Brokken non indulge con le sue storie, non ci lascia mai veramente sazi, quasi ci invitasse a scoprire altro su di loro e su questa città, che in questi ultimi venticinque anni molto ha smarrito ma altrettanto ha conservato, fosse solo ancora per poco.

È il 1975 quando Jan Brokken rimane folgorato da San Pietroburgo, l’allora Leningrado, patria splendente e malinconica di poeti e dissidenti, folli e geni, disperati e amanti, culla della ribellione agli zar e poi al regime sovietico in nome della libertà dell’arte e dello spirito. In occasione del centenario della Rivoluzione d’Ottobre, Brokken ci accompagna nelle sue passeggiate fra presente e passato attraverso strade, teatri, case e musei sulle tracce dei personaggi che hanno reso Pietroburgo una capitale mitica della cultura europea. (da iperborea.it)