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lunedì 18 dicembre 2023
giovedì 19 gennaio 2023
lunedì 10 gennaio 2022
Citazioni Cinematografiche n.441
Padre Francisco: Una libertà che elimina la vita non è libertà.
Ramon Sampedro: E una vita che elimina la libertà? Neppure è vita
(Padre Francisco/José Maria Pou e Ramon Sampedro/Javier Bardem in “Mare dentro”, di Alejandro Amenabar - 2005)
martedì 10 settembre 2019
James Bond - Skyfall e Spectre
Ormai
sette anni fa, alle prime settimane di vita di questo blog, presentai
un post celebrativo dei primi 50 anni del James Bond
cinematografico. In quell'occasione feci una veloce e del tutto
personale disamina dei film fino a quel momento presentati al
pubblico. Con un po' di leggerezza ed in fondo senza neanche
prendermi particolarmente sul serio assegnai addirittura un voto ad
ogni film.
A
lungo è stato uno dei post maggiormente letti, o anche solo
intercettati, per cui, sempre giocando, ma non troppo, riprendo
quell'opera, parlando, sinteticamente degli altri due film nel
frattempo usciti nelle sale, in attesa dei prossimi.
Via
alla musica ed alle parole!
Agente
007 – Skyfall (2012) voto 7+: Daniel Craig ha creato e
definitivamente imposto il suo James Bond. Abbandonata l'ironia, la
spavalderia, il tono sarcastico del primo Bond (l'originale?),
qui si ha di fronte un uomo molto più vicino alla realtà, non più
invincibile e con punti deboli e qualche problema che non sa
esattamente come gestire. Per alcuni cade un mito, per altri la
mutazione è apprezzabile. Personalmente un po' mi manca quella
disinvoltura e quel divertimento che viene a mancare, ma il film è
apprezzabile. A patto di accettare che sia in tutto e per tutto un
action movie, con più livelli di lettura, una serie di
stratificazioni, che lo allontanano dalla spy-story classica e forse
anche troppo semplicistica per questi tempi, e magari anche per il
pubblico attuale. Il confronto con i precedenti interpreti del più
famoso agente al servizio di Sua Maestà è probabilmente poco
consono, sebbene divertente da fare, dal momento che siamo di fronte
ad un'altra cosa, ad una rinascita vera e propria, come mostrato
chiaramente nel film. Per quanto riguarda azione e tensione, queste
non mancano, così come le scene di inseguimento e di duello, con un
villain suggestivo, sebbene a mio parere Javier Bardem a tratti
sembra gigioneggiare oltre il sopportabile. Bene gli altri
interpreti, con Judy Dench (M) in un ruolo insolito e dai risvolti
psicanalitici.
Agente
007 – Spectre (2015) voto
6-: quanto di buono, o comunque di maggiormente originale visto nel
precedente qui si perde. Sembra che a regista e sceneggiatori
interessi solo l'azione in quanto tale, con trascuratezza nella
scrittura del plot ed una certa svogliatezza nel gestire e
approfondire il nostro amato Bond. Daniel Craig continua nella sua
strada, con maggiore atletismo e meno ironia e sarcasmo, riuscendoci
anche bene, ma viene sprecato, sottoutilizzato e mal gestito il
sempre apprezzabile Christoph
Waltz,
villain che avrebbe meritato una migliore sceneggiatura. Qualche
esagerazione di troppo, non calata nell'adeguato contesto e ritmo,
fanno storcere il naso, come se ci si fosse rimangiati quanto fatto
in precedenza, forse non convinti o non sicuri di dove volersi
dirigere. Allora ci si affida alle scene d'azione, alle belle auto
lanciate a folli velocità in centri storici, qualche inquadratura ad
effetto ed altri stratagemmi per coprire una certa insicurezza e
povertà di idee. Non proprio un passo falso, perché l'insieme
comunque intrattiene nonostante la lunghezza, ma ci si potrebbe
aspettare di meglio.
martedì 13 agosto 2019
Non è un paese per vecchi e i Cohen
Qualche
giorno fa ho ascoltato le parole di delusione di chi la sera prima
aveva visto “Non è un paese per vecchi” di Joel ed
Ethan Cohen. Parole tra l'altro espresse con compostezza ed un
pizzico di rammarico da parte di chi, argomentando, sosteneva di
essere rimasto un po' deluso dal film.
Tanto per
essere chiari, chi scrive ritiene che i Cohen, alla regia meglio in
coppia che ognuno per conto proprio (con l'altro comunque
coinvolto), stiano facendo la storia del Cinema. Quindi “Non
è un paese per vecchi” contribuisce ampiamente alla costruzione ed
affermazione del loro valore e si aggiunge ai titoli che ritengo
doveroso ricordare e rivedere
nei prossimi decenni.
Elementi per
esprimere una contenuta dose di delusione forse ci sono, specialmente
negli ultimi venti minuti di film, dove la tensione, magistralmente
creata e mantenuta fino a quel punto tende a scemare, per lasciare
spazio essenzialmente alla disillusione e rimpianto del vecchio
sceriffo prossimo alla pensione, ma già congedatosi dall'ottimismo e
dalla vitale forza che fa andare avanti ogni essere umano sul
pianeta.
Gli elementi
più che positivi, anzi ottimi, hanno però la meglio e fanno di
questo film una occasione imperdibile per godere del cinema dei due
fratelli Cohen. Partiamo dalla magistrale ed efficace direzione degli
attori, tra gli altri i bravissimi e imprescindibili Tommy
Lee Jones, Josh Brolin
(non ancora Marvel) e
Javier Bardem, il cui
sicario dai toni fatalisti e dall'imperscrutabile tono di voce
difficilmente può essere dimenticato. I due
registi si rivelano ancora una volta maestri nel creare e gestire un
mirabile e godibile meccanismo narrativo, in cui dosano pathos,
frenesia, tensione, riflessione, dialoghi, violenza e senso di
finitudine a livelli d'eccellenza.
Ma quello
che fa veramente la differenza è che tutto questo sembri non
interessare troppo ai Cohen, che nella loro maestria e sicurezza di
gestione dell'apparato tecnico e del mezzo espressivo nella sua
totalità, ci offrono qualcosa che sembra una summa, o meglio
l'assunto fondatore del loro Cinema. Ovvero, consapevoli come sia
necessario curare dettagli ed elementi dell'opera, utilizzano sangue,
inseguimenti, epifanie tanto fallaci quanto definitive, dialoghi che
mescolano humor nero e fatale disillusione per offrire un serissimo
gioco basato su una potenza teorica che si
esprime in inquadrature, luci, impostazioni narrative e di ripresa
che fanno sì che la loro opera, i loro film siano riconoscibili e
degni di essere visti e goduti.
lunedì 11 dicembre 2017
Citazioni Cinematografiche n.229
Padre Francisco: Una libertà che elimina la vita non è libertà.
Ramon Sampedro: E una vita che elimina la libertà? Neppure è vita!
(Padre Francisco/José María Pou e Ramon Sampedro/Javier Bardem in "Mare Dentro", di Alejandro Amenabar - 2004)
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