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sabato 21 ottobre 2017

La Narrazione e l'Arte di Raccontare: Kubo e la spada magica

 Kubo e la spada magica (2016)

Una gioia per gli occhi ed il cuore, immagini ed emozioni che si susseguono senza sosta per esaltare l'arte della narrazione ed il piacere di ascoltare ed ammirare una bella storia.
Se vi dovesse capitare di stancarvi delle perfette e bellissime immagini della Disney/Pixar fatevi un regalo e guardate Kubo e la spada magica, con le spigolose figure umane tipiche di casa Laika, vera e propria garanzia in fatto di stop-motion. Laika ci ha già regalato gioielli come Coraline e Boxtrolls, ogni cosa è illuminata, ma il film con protagonista il piccolo artista contastorie Kubo ha una marcia in più, data propria dalla capacità del regista premio oscar Travis Knight di inserire una storia nella storia, con un divertente e coinvolgente gioco metanarrativo che difficilmente può lasciare indifferenti.


Kubo suona e racconta storie, facendo frutto degli insegnamenti della madre e facendo fruttare i suoi molti talenti, primo fra tutti quello di riuscire ad animare fogli di carta, che come eleganti origami danno forma e sostanza alle sue parole. Il pubblico che incontra nel suo peregrinare e quello in sala o di fronte allo schermo televisivo ne rimangono rapiti, ma una sfida attende il piccolo cantastorie e qui inizia la narrazione dentro la narrazione, con chiari debiti al teatro orientale e alla tradizione dei narratori vagabondi, non ultimo il dato che Kubo è cieco da un occhio, o meglio ha un occhio solo.
L'immaginazione sopperisce alla menomazione, il coraggio e la volontà lo sostengono nelle prove che lo attendono, l'amore e la purezza dei sentimenti lo rendono vincitore sugli spiriti che lo inseguono.



Non mancano il dolore e la tragicità della morte nella vicenda raccontata, ma la forza del Mito e dell'Amicizia prevalgono e l'eleganza degli scenari, la dolce e semplice poesia delle immagini sostengono le parole e le musiche, per una summa di visione e ascolto, consapevolezza di trovarsi di fronte a situazioni dal sapore epico, godimento estetico e profondi sentimenti.


sabato 1 giugno 2013

Eloisa di Montfort



Purtroppo nelle edicole della città dove vivo si è fatto attendere più del dovuto, ma finalmente l’ho letto.


Eloisa di Montfort - Il ponte del diavolo, pubblicato dalla Editoriale Cosmo, che merita un plauso ed un incoraggiamento per il lavoro che sta facendo, di proposta e riproposta di storie a fumetti degne di essere gustate (disegni e sceneggiature veramente apprezzabili!).

In questa sede ho già parlato de Il Vampirodi Benares e Masquerouge (a proposito è uscito il secondo albo e cambia il disegnatore), ora è il turno di una pubblicazione che merita la definizione, ormai affermata ed anche un po’ di moda, di graphic novel.

Eloisa di Montfort - Il ponte del diavolo, inserito nella Serie Nera della casa editrice, presenta tutte le storie finora prodotte con protagonista Eloisa di Montfort, eroina medievale creata nel 2010 dallo sceneggiatore francese Richard Marazano e dal disegnatore spagnolo Alfonso Font (peraltro ammirato anche in una storica serie popolare come Tex).

L’albo, in vendita ad un prezzo accessibile (€ 4,90 per 176 pagine)  è composto da tre parti, corrispondenti ad altrettanti episodi intitolati rispettivamente Gli arcieri del pozzo delle anime, Il ponte del diavolo e Lo spettro del crociato, realizzati tra il 2010 ed il 2012.


Le sceneggiature sono veloci, non particolarmente elaborate ma efficaci e niente affatto banali, per quanto facciano riferimento a caratteri e suggestioni ampiamente utilizzati e presentati. I disegni di Alfonso Font, dal tratto pulito e morbido si fanno apprezzare anche nel bianco e nero scelto per questa edizione (non è una novità, l’originale francese è a colori), incontrandosi bene con la scrittura precisa e coinvolgente di Richard Marazano.

Il fumetto si sviluppa in una interessante e insolita Italia medievale, in città come Milano e Lucca e dintorni, e poi su una nave a vele vagamente fascinosa. È essenzialmente un fumetto d'avventura, tendente al realistico ed ambientato in un contesto storico preciso, ben descritto e mostrato, ma non mancano azione, duelli, suggestioni fantasy (compagnia eterogenea in missione, arcieri, magia e mistero) e legate a leggende e credenze popolari.
 
La protagonista è la bella e sfuggente Eloisa di Montfort, un'abile arciera che nasconde qualche segreto e risorse insospettabili. La accompagnano nelle sue vicende furfanti, abili arcieri, giovani innamorati, individui misteriosi ed altri personaggi che rendono le tre storie proposte più che godibili e coinvolgenti al punto giusto, senza richiedere particolari sforzi ed anzi che esaltano una lettura agevole e appagante, in grado di accogliere chi legge e farlo sentire a suo agio.

Secondo me le migliori sono le prime due storie! Così mi sono esposto e chiudo!

mercoledì 8 maggio 2013

Masquerouge n. 1



Ho letto il numero 1 di Masquerouge, pubblicato a metà Aprile dalla Editoriale Cosmo.

Che bello!!
Un fumetto d’avventura, una storia avvincente, ricca di inseguimenti e scontri tra spadaccini in un’atmosfera da cappa e spada, intrighi e colpi di scena. È apprezzabile e riconoscibile l’influenza della narrativa ottocentesca, dei feuilleton-romanzi d’appendice, con riferimenti ai Dumas (padre in particolare). La narrazione è intrigante e coinvolgente ed i testi vivaci e intriganti.

I disegni di André Juillard sono un elemento che invita alla lettura di Masquerouge. I personaggi sono ottimamente caratterizzati e le vicende ben rappresentate. Molto belle ed avvincenti le sequenze d’azione, fluide e dinamiche, quasi cinematografiche, ben riuscite ed impreziosite da particolari certosini (interni ed architetture dei castelli e dei palazzi e la resa dei paesaggi ad esempio). Masquerouge è un bel fumetto d’avventura e spero la sua pubblicazione vada avanti per potermelo godere fino in fondo!

Masquerouge n. 1

 Autori: Patrick Cothias (testi), André Juillard (disegni)