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venerdì 18 gennaio 2019

La comodità e l'arroganza dell'ignoranza

L'ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza”
(Charles Darwin – L'Origine dell'Uomo)

Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni”
(Bertrand Russel)

"Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio”
(William Shakespeare – Come vi pare)


Sapete chi sono Dunning e Kruger? No, niente a che fare con la nazionale di sci austriaca, tanto meno con il Bayern Monaco od il processo di Norimberga, poiché David Dunning e Justin Kruger sono due psicologi della Cornell University. A loro si devono una serie di studi che hanno portato alla formulazione di quello che viene studiato e ricordato come l'Effetto Dunning-Kruger.

Nel 1999 i due studiosi fecero una serie di esperimenti sociali, che li portarono a formulare, all'interno dell'articolo “Unskilled and unaware of it: How difficulties in recognizing one’s own incompetence lead to inflated self-assessments” una serie di ipotesi, procedimenti e risultati che generarono la definizione del Dunning-Kruger Effect, ovvero una forma di distorsione cognitiva.
Viene definita come il fatto che “le persone traggono conclusioni errate e fanno scelte sbagliate ma la loro incompetenza li priva della capacità metacognitiva di realizzarlo. Gli incompetenti di conseguenza soffrono di superiorità illusoria, considerando le loro competenze superiori alla media, molto più di quanto non siano in realtà. Per contrasto le persone molto competenti sottovalutano le loro capacità, e soffrono di inferiorità illusoria. Questo causa una situazione viziosa, in cui le persone incompetenti si considerano molto superiori alle persone veramente competenti. Il fenomeno spiega anche perché la competenza vera possa indebolire la fiducia in se stessi, in quanto le persone competenti presumono sbagliando che gli altri abbiano un livello di comprensione e abilità almeno equivalente alle loro. Se ne desume che la distorsione cognitiva degli incompetenti deriva da un errore di valutazione su se stessi, mentre la distorsione cognitiva dei competenti deriva da un giudizio errato sugli altri”.


In buona sostanza i ricercatori ipotizzarono che, per una data competenza, le persone inesperte:
  • tenderebbero a sovrastimare il proprio livello di abilità;
  • non si renderebbero conto dell'effettiva capacità degli altri;
  • non si renderebbero conto della propria inadeguatezza.

Ovvero: più uno non sa niente di un argomento, non ha vere capacità, più crede di saperla lunga. Secondo Dunning e Kruger gli incompetenti hanno questa doppia fregatura: l’abilità necessaria per riuscire bene in una attività è di fatto identica a quella necessaria per valutare i risultati. Quindi gli ignoranti, gli incompetenti tendono a non riconoscere la reale competenza altrui e sono più superbi, sovrastimando le loro poche conoscenze e loro insufficienti abilità. Quindi si sentono migliori anche di quelli che sono competenti ed hanno adeguate conoscenze e competenze su un determinato argomento o materia. Questi individui tendono a dimenticare, sottovalutare o, anche peggio, negare il fatto che sia necessario saper fare bene qualcosa per essere in grado di giudicare come la fanno gli altri. La stessa ragione, in fondo, per cui gli studenti non hanno la facoltà di darsi da soli i voti agli esami.

Quindi gli incompetenti, secondo quanto ipotizzato e provato tramite esperimenti, prove e verifiche (ovvero secondo il metodo scientifico applicato agli studi psico-sociali) da Dunning e Kruger, non giudicano la propria abilità in base all’effettivo confronto dei risultati a lungo termine con quelli del resto delle persone. Al contrario, partono con una idea preconcetta, ed in gran parte dei casi infondata, sul proprio grado di preparazione (“sono bravissimo”) e tendono a cercare conferme (inesistenti) nei risultati. 

 
Se tutto ciò rimanesse confinato in un campus studentesco, o in dispute fra amici e colleghi, i risultati e gli effetti potrebbero essere trascurabili o facilmente rimediabili. Ma se l’effetto Dunning-Kruger si verifica e si propaga in vari ambiti pubblici e/o privati, specie se in grande scala, gli effetti rischiano di essere drammatici. Magari ci si limita a qualcuno che si convince di poter essere un ottimo selezionatore della Nazionale di calcio italiana. Che cosa ci vuole? So io chi e come farli giocare! (barbieri, tassisti e baristi ne sono un chiaro esempio). Poi magari si passa a qualcuno che cova ambizioni maggiori, tipo risolvere il problema del traffico nella propria città, o proporre un innovativo ed allo stesso tempo efficace metodo per smaltire l'immondizia, o produrre energia economica e pulita senza sforzo e così via. Che incompetenti i politici, gli scienziati e gli studiosi! So io cosa fare! Quante volte l'abbiamo sentito dire, o magari noi stessi l'abbiamo detto.


Poi magari un gruppo di questi individui si incontra, per caso o per destino, e si fa prendere la mano. Accade che ci prendono gusto, si fanno forza (?) l'uno con l'altro, si complimentano vicendevolmente per le loro pensate e la loro sicurezza (anche detta arroganza), quindi si organizzano, formano una rete, fanno proseliti e trovano supporto. Supporto a qualunque argomento sballato scaturito dalla propria incompetenza, così che quella rete diventa sempre più grande, tutti questi incompetenti riuniti finiscono per crederci veramente, si convincono e sostengono a vicenda. Ed in questa dinamica si radicalizzano, rafforzandosi nell'idea che chi non la pensa come loro è in malafede, è corrotto, è al soldo di qualche oscuro potere, e che le evidenze contrarie sono fabbricate, manipolate da misteriosi gruppi di interesse. Magari potrebbero arrivare a mettere in dubbio l'utilità e l'azione dei vaccini, contestare decenni di studi in campo medico e le consolidate profilassi per evitare malattie e disturbi. Oppure si convincono che oscuri Poteri Forti tramano per impedire all'Italia di svilupparsi in campo economico, che chiunque abbia amministrato o governato le città, le Regioni, lo Stato, abbia amministrato la Giustizia o diretto Enti Pubblici e Privati sia un corrotto, un ladro, un mero esecutore di ordini e direttive emanate da oscure entità od eminenze grigie.

Addirittura un tale gruppo di ignoranti, incompetenti, arroganti, a digiuno pressoché totale di educazione civica e senza alcuna reale base di procedure amministrative e privi di conoscenze in tema di Costituzione della Repubblica, filosofia politica, riflessione sui principi del vivere civile e dell'agire democratico e analisi sociale, arriva a pensare di essere in grado di governare una Nazione come l'Italia. Ovvero di svolgere il compito di Ministri, Presidenti della Camera e del Senato, occupandosi di Politiche del Lavoro, di Opere Pubbliche, di Sanità e così via.
Sembra effettivamente assurdo, uno scenario da incubo, ammetterete, specie se tale gruppo, nell'esercizio del Potere, si accorda con un altro gruppo che, con maggiore perversa consapevolezza, agisce con fini evidenti per assecondarli e poi soverchiarli allo scopo di mettere in atto politiche ed azioni antidemocratiche, illiberali, misogine, xenofobe e tutto il repertorio di quella gentaglia.


Ma, sempre Dunning e Kruger, ci dicono che “gli incompetenti possono aumentare la propria consapevolezza sulla loro scarsa abilità, ma ciò avviene paradossalmente solo aumentando la propria competenza (le capacità metacognitive crescono insieme, parallelamente, alla capacità di avere una performance sempre migliore)”. Ovvero se un individuo comincia a studiare, se impara qualcosa su un argomento, se prova sul serio a cimentarsi in un’attività, finisce per rivedere le proprie valutazioni iniziali. Fino al punto di diventare più critico verso se stesso, quindi si mette in discussione e magari si rende conto di quanto si fosse sbagliato, di quanti danni ha direttamente o indirettamente provocato e cerca di rimediare. Francamente non ho molta fiducia nel gruppo a cui ho, chiaramente, fatto riferimento, ma forse potrebbe accadere.
Comunque non sono abbastanza competente per esserne certo.






giovedì 20 dicembre 2018

Il Governo dell'Onestà

Solo poche settimane fa parlavo con un simpatizzante del M5S che si diceva entusiasta del fatto che di lì a breve il Governo avrebbe approvato il Ddl Anticorruzione. Sosteneva che sarebbe stato l'ulteriore prova della efficacia e onestà dell'esecutivo M5S-Lega. Ovviamente tralasciava, nella sua considerazione, quanto contenuto fra le righe del decreto che, riferendosi al ponte Morandi di Genova, permetteva, di fatto, un condono edilizio e legittimava l'inquinamento ambientale. Ma tant'è, il suo entusiasmo era tale da risultare quasi contagioso.
Oggi, con il Ddl compilato, oltre alla condivisibile (per carità!) stretta sui corrotti, noto come si facciano passare due norme con una loro perversa specificità: una consente agli enti locali di assegnare direttamente lavori e servizi ad imprese e soggetti, senza necessità di indire gare d'appalto, fino al limite di un importo di 200.000 euro; l'altra dichiara non necessario presentare certificazione antimafia, ovvero prova che imprese e soggetti non siano mafiosi o connessi con le mafie, per servizi e lavori in affido fino al limite di 150.000 euro.
Magari esagero, ma a me pare evidente quanto questo sia un regalo, o quantomeno un grande favore al malaffare, alla criminalità organizzata, alle Mafie. Questo da un Governo che per bocca del suo Ministro dell'Interno, nonché Vice Presidente del Consiglio e del suo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, sosteneva che avrebbe sconfitto le Mafie in pochi mesi, al massimo in pochi anni!


giovedì 22 novembre 2018

Voi che li avete votati...














Voi che li avete votati:

Avete votato per la salvaguardia dell'ambiente, vi trovate con un decreto che consente di innalzare i limiti degli idrocarburi contenuti nell'opera di smaltimento dei fanghi in agricoltura;

Avete votato per l'onestà, vi trovate con un decreto che consente agli evasori fiscali di farla franca (anche se non lo si può chiamare condono);

Avete votato per la legalità; vi trovate con un decreto che sana gli abusi edilizi, anche quelli che contribuiscono al dissesto idrogeologico (anche questo non possiamo chiamarlo condono, sebbene gli effetti siano gli stessi);

Avete votato per una politica contro le mafie; vi trovate con una riscrittura delle leggi che di fatto facilita ai mafiosi, attraverso dei prestanome, di tornare in possesso dei beni loro sequestrati;

Avete votato per i diritti civili ed i diritti umani; vi trovate come Presidente della Commissione Diritti Umani una come Stefania Pucciarelli, che nel 2012, commentando la notizia di un cittadino che aveva sparato a un gruppo di Rom, scrisse che, considerata l’entità del risarcimento, avrebbe dovuto prendere meglio la mira, nel settembre dello stesso anno criticò l’adozione da parte delle coppie gay, sostenendo che fosse una pratica contro natura, nel 2017 mise like a un post che parlava di forni crematori per gli stranieri;

Avete votato per diminuire le differenze fra Nord e Sud; vi trovate con la proposta di abolire il valore legale del titolo di studio, ovvero che le lauree non avranno più lo stesso valore, ma in tutti i concorsi (anche pubblici) diventerà legale discriminare gli Atenei (provate ad immaginare quali saranno considerati, anche arbitrariamente, di eccellenza e quali no);

Avete votato perché il merito fosse più forte delle raccomandazioni e delle amicizie; vi trovate con ministri, sottosegretari, collaboratori e portavoce incompetenti, ignoranti ed arroganti, investiti di un ruolo solo in virtù di essere fedeli e sodali di Di Maio, Casaleggio e gli altri della cricca;

Avete votato per la certezza delle condanne e la Giustizia certa, vi trovate con il Ministro della Giustizia e l'intero Governo che sono convinti che i processi, in Italia, durino troppo solo a causa della prescrizione;

Avete votato per la certezza delle condanne e la Giustizia certa (bis), vi trovate con il Ministro della Giustizia che sostiene che “la riforma della prescrizione è necessaria perché le vittime delle stragi attendono giustizia!”, quando l'art. 157 del codice penale, già oggi, stabilisce che NON ESISTE PRESCRIZIONE per i reati la cui pena è pari all'ERGASTOLO e l'art. 422 del codice penale prevede l'ERGASTOLO per il reato di STRAGE;

Avete votato perché tutti avessero un lavoro, vi trovate con una elemosina di tre mesi a fronte di tassi di disoccupazione sempre più preoccupanti e con l'invito al lavoro nero;

Avete votato per la Cultura ed il Sapere diffuso, vi trovate con una legge di bilancio che prevede 26 milioni di euro in meno per la cultura, ovvero il Governo ha deciso di ridurre drasticamente le agevolazioni fiscali, e più in generale le misure economiche, a favore di cinema, musei, case editrici e librerie, oltre a prevedere una considerevole riduzione del bonus cultura per i diciottenni (d'altra parte se arrivi al Potere grazie all'ignoranza e parlando alla pancia dei cittadini non puoi volerne nutrire le menti, fosse mai che capiscano quanto siete cialtroni);

Avete votato per la Democrazia, il Progresso, l'Uguaglianza, una Società più giusta, e vi trovate con ministri razzisti, omofobi, antiabortisti, sessisti;

E chissà cos'altro ci riserveranno prossimamente Di Maio, Toninelli, Tria, Salvini, Fontana e gli altri...

Siete ancora sicuri di aver fatto bene a votare MoVimento 5 Stelle?








sabato 22 settembre 2018

Oltre le parole












Durante gli ultimi mesi il giornalismo, la politica ed il dibattito che ne consegue fanno un notevole uso di termini quali populismo, sovranismo ed antieuropeismo.
Populismo, Sovranismo, Antieuropeismo. Non sono certo che ci sia accordo e condivisione sul significato di queste parole, in particolare nel momento storico attuale dove, in Italia ma non solo, sembra sia imprescindibile farle andare a braccetto, accompagnandosi l'una all'altra, quasi come unica espressione politica e culturale.

Ho l'impressione che simpatizzanti e oppositori di determinate scelte governative, ognuno per proprio conto, ricorrano a tali termini come paravento, velo oltre il quale nascondere l'essenza più autentica e vera di un modo di parlare, di fare politica, di vedere ed interpretare la realtà, ovvero la natura più feroce e dura di imporre e cavalcare una prospettiva sociale e culturale nel senso più fondamentale dell'espressione.


Forse è il caso di dire che dietro Populismo è presente un gruppo di improvvisati, arroganti e ignoranti che, come in ogni periodo storico di crisi, sale alla ribalta con ricette facili, soluzioni pronte, promesse di “rivoluzioni” semplici e garantite senza sforzo o sacrificio. Una cricca di neofiti della politica che si fanno belli garantendo risoluzioni semplici e lineari a problemi complessi e compositi. Un manipolo di miracolati dal suicidio della Sinistra, che campano cavalcando ogni illogicità, ogni rigurgito antiscientifico, ogni egoismo “di pancia” purché squisitamente e genuinamente antiqualcosa (casta, lobby varie, poteri forti, ecc.).



Forse è necessario sottolineare come il Sovranismo da piazza virtuale amplificato da tweet e condivisioni, in realtà assomigli fin troppo al nero nazionalismo del secolo scorso, colorato da un socialismo etnico bianco che spiana il percorso verso il pieno e completo sdoganamento dei fascismi più gretti e pericolosi. Quelli che sono contrari ad ogni diritto e tutela per chi non sia “geneticamente” della parte giusta, quelli per cui il vero passo avanti consiste nel tornare indietro di 80 anni. Quelli per cui sarà più difficile abortire o divorziare, ma più facile possedere pistole e fucili, quelli che permetteranno ad ogni evasore di arricchirsi ancora di più.





Forse è urgente informare che l'Antieuropeismo sventolato in ogni occasione non comporta il ritorno di lira, marco, franco, fiorino o sesterzi come moneta di scambio, bensì il riemergere di egoismi, rivalità, muscolari quanto patetiche dimostrazioni di superiorità. La cui conseguenza è logico individuare che consista nel far crescere il bisogno di “pulizia” e “ordine”, “azione” e “incisività”, maschia franchezza e militare disciplina, fino ad auspicare una maggiore presenza di divise e gerarchie che sostengano e legittimino una Rinascita totale e totalizzante, per il beneficio di pochi a scapito dei più.




venerdì 10 agosto 2018

I risultati dell'antipolitica


Roberto Benigni, “Tu mi turbi” (1983).


"La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi".
(Socrate)




 

martedì 17 luglio 2018

Vaccini, Libertà, Democrazia e Pensiero Liberale

The only freedom which deserves the name, is that of pursuing our own good in our own way, so long ad we do not attempt to deprive others of theirs, or impede their efforts to obtain it.
(John Stuart Mill - “On Liberty”)

L'unica libertà che merita questo nome è quella di perseguire a modo nostro il nostro bene, sempre che non cerchiamo di privare gli altri del loro, o di intralciare i loro sforzi per raggiungerlo.
(trad. Enrico Mistretta - “La Libertà” edizione BUR 2009)


Nel corso degli ultimi giorni mi è capitato di imbattermi in una serie di messaggi e post che trattano l'originale, quanto bizzarro tema della libertà in tema di vaccinazioni in età evolutiva, ovvero la discussione in merito alla possibilità di sottrarsi all'obbligo da parte dei genitori di far vaccinare i propri figli.
I NO/FREE/ALTER VAX, o come diavolo desiderano proporsi certi individui, utilizzando un legittimo strumento presente nel nostro Paese, si sono organizzati per raccogliere firme atte a presentare e far approvare una legge che sospenda l'obbligo vaccinale per i minori. Insomma, dopo aver proferito bugie e sciocchezze e diffuso falsità, dopo aver negato la scienza, la logica, il buon senso, aver abbandonato ogni etica del vivere comune, aver riempito di insulti e minacce l'ex ministro Lorenzin e chiunque appoggiasse e sostenesse l'importanza del suo noto decreto (oltre che personaggi pubblici che si schierassero a difesa della funzione delle vaccinazioni di massa), ora si muovono con ulteriori modalità.
L'iniziativa va registrata sotto questo nome/slogan: “LIBERTà DI SCELTA – PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE – SOSPENSIONE DELL'OBBLIGO VACCINALE PER L'ETà EVOLUTIVA”.

Viene invocata la libertà di scelta. Solo che, tralasciando il tema sotto il profilo scientifico, che dovrebbe essere inoppugnabile per chiunque sia dotato di pollice opponibile e un minimo di sale in zucca, i fautori di tale campagna danno evidente prova di confondere dei principi morali che devono invece essere tenuti distinti.

L'idea ed il concetto di libertà, tanto caro ai NO VAX, quindi a chi non vuole che i propri figli e magari anche quelli degli altri si vaccinino (poiché in fondo questo vogliono, al di là di infantili giochi e improbabili truffe linguistiche) viene da lontano, è alla base di una tradizione liberale che affonda le proprie radici specialmente nella storia e nella realtà inglese.
 

A questo proposito ci viene in aiuto John Stuart Mill, con il suo saggio “On Liberty/ La Libertà”.
Tra le varie condivisibili riflessioni e proposte contenute nel saggio sottolineo come il principio base si cui Mill fonda la struttura filosofica del suo lavoro e del suo pensiero si possa riassumere nell'idea che l'umanità è giustificata, con modalità individuali o collettive, ad interferire con la libertà d'azione di chiunque solo al fine di proteggersi. Ovvero: “Il solo scopo per cui si può legittimamente esercitare un potere su qualunque membro di una comunità civilizzata contro la sua volontà è per evitare un danno ad altri”. (“The only purpose for which power can be rightfully exercised over any member of a civilized community, against his will, is to prevent harm to others”.).

Nel 1859, anno di pubblicazione del suo saggio, Mill proponeva come principio chiave il fatto che i governi dovessero lasciare i propri cittadini liberi di esprimere qualunque opinione, anche se sbagliata, a patto però che non danneggiasse la libertà, la proprietà, o la vita degli altri. Quindi, secondo Mill, i no vax sono liberi di esprimere le proprie idee (per quanto fondate su un atteggiamento non scientifico e potenzialmente dannose per la collettività) ma non sono affatto liberi di scegliere se vaccinare i propri figli o no. Questo perché non vaccinare i figli comporta conseguenze che violano il principio di Mill.
Il principio è questo: il solo e unico fine che autorizzi l'umanità, individualmente o collettivamente, a interferire con la libertà di azione di uno o qualunque dei suoi membri, è quello di proteggere se stessa. […] Perché si giustifichi una cosa del genere (ovvero costringere o impedire una condotta), la condotta che gli si vorrebbe impedire deve essere considerata tale da provocare del male a qualcun altro. Nella condotta di chiunque, l'unico aspetto soggetto alla competenza della società è quel tanto che riguarda gli altri.”.

In sintesi:
  • i genitori che non vaccinano i figli mettono di fatto a repentaglio la salute dei minori che, pur essendo considerati, per via dell’età, incapaci di intendere e di volere su queste faccende, restano individui che il Governo, lo Stato, la collettività ha il dovere di proteggere.
  • per essere efficace nel debellare le malattie, l’intervento vaccinale deve essere rivolto al maggior numero possibile di coloro che possono essere soggetti alle patologie in questione. Altrimenti un virus, come quello del morbillo ad esempio, continuerà a sopravvivere passando da un ospite all’altro, ponendo quindi un problema di salute pubblica, ovvero mettendo in pericolo la salute di tutti.
Tutto questo, ci dice sempre Mill, perché “un uomo può causare del male agli altri non solo con le sue azioni ma anche per omissione, e in entrambi i casi gli altri possono giustamente chiedergli conto del danno”.


Pertanto, oltre al fatto che nel saggio citato John Stuart Mill ci mette in guardia anche riguardo alla “tirannia della maggioranza”, e qui evidenzio il riferimento al finto egualitarismo ed al populismo d'accatto del M5S che abbraccia la “impari muscolarità” di Salvini e del suo partito in perenne campagna elettorale, bisogna accettare che esprimere un’opinione, per quanto sbagliata, dire delle sciocchezze, persino appoggiare una causa assurda e pericolosa, è un diritto di tutti. Ma salvaguardare la salute di tutti, ed in particolare dei più deboli, è un obbligo dello Stato. Persino se a governare siano improvvisati buffoni, oscurantisti destrorsi, bugiardi seriali o caricature di se stessi. Perché non si tradisce l'essenza di uno Stato veramente democratico e liberale. Almeno spero!

giovedì 10 maggio 2018

Un Uomo solo al Comando?

Un Uomo solo al Comando?

Recentemente parlavo con un giovane collega di Politica e di partiti politici.
La cosa purtroppo non è così frequente, tanto meno scontata e mi rendo conto che pago e magari un po' patisco la distanza anagrafica fra chi, come me, è nato negli anni 70 ed ha conosciuto i “partiti storici”, italiani e non solo, ed un giovane uomo per cui nomi come Occhetto, Craxi, Clinton, Blair o Schroeder (non il piccolo pianista amico di Charlie Brown) stanno accanto a quelli di Garibaldi ed Enrico VIII.

Per farla breve il mio curioso e simpatico interlocutore si stupiva del fatto che il PD avesse indetto un Congresso straordinario due mesi dopo la “scoppola” rimediata alle ultime Elezioni Politiche. O meglio, si chiedeva, in fondo, che diavolo fosse un Congresso, non a cosa potesse servire (in merito al PD me lo chiedo anch'io, ma per ragioni differenti), ma proprio cosa indicasse il termine.


Ed io giù a raccontargli di come un tempo PCI, PSI, DC periodicamente si radunassero in momenti collettivi, dove i vari esponenti si confrontavano su temi e prospettive, si presentavano e votavano mozioni, si eleggevano segretari e segreterie, si componevano direzioni, si litigava su tesi e interpretazioni, nascevano correnti e così via. Stupore e incredulità negli occhi del paziente collega, che faticava a capacitarsi di come ci fosse bisogno di nominare delegati, ascoltare discorsi fiume, votare su programmi e discutere su parole e messaggi come “fine della spinta propulsiva della Rivoluzione d'Ottobre”, “convergenze parallele”, “unità nazionale”, “eurocomunismo” e altro ancora.

La confusione e lo smarrimento aumentava nel momento in cui accennavo al concetto di “strutture intermedie”, ovvero quelle che un tempo caratterizzavano le democrazie dell’Europa occidentale: le sezioni, le associazioni, i circoli politici, le organizzazioni giovanili che preparavano i futuri leader, i sindacati e altro ancora che svolgevano l'importante ruolo di connessione e contatto tra la politica a livello locale/statale e gli individui, fossero iscritti/attivisti o semplici simpatizzanti.

Tutto questo fa ormai parte della Storia, solo parvenze di ciò che un tempo fu rimangono, sbiadite ed incolore, in una marginale parte delle forze politiche attualmente presenti sullo scenario europeo. Prevale la ricerca di un leader, che rende obsoleta e fastidiosa ciò che ormai viene considerata una sovrastruttura, antica e perniciosa. La rappresentanza non viene cercata attraverso passi intermedi, che ricevano e trasmettano, bensì mediante la individuazione di un leader, unico e totale, a cui rivolgere una forma inedita e riveduta di culto assoluto, persino al di là di temi e riflessioni, messaggi e visioni politico-sociali.


La figura del Segretario, per quei casi in cui sia ancora nominalmente presente, non riveste più il ruolo che aveva un tempo, ovvero capace leader cresciuto nella e attraverso la partecipazione, imparando ed allenandosi a divenire tribuno del popolo, nell'accezione più positiva dell'espressione, al vertice ed al servizio di movimenti sociali ben radicati, con ambizioni politiche collettive. Situazione ancora più sconsolante in quelle formazioni politiche che non prevedono alcun processo democratico di investitura e riconoscimento di leader, o che, coscientemente e con calcolato opportunismo e plateale ruffianeria, si negano la qualifica di Partito.

Si sono smarrite le connessioni tra sindacati, cooperative, sezioni di partito e lo Stato, che hanno fatto sì che ci fosse vera politica rappresentativa, ovvero che si creasse e curasse il collegamento fra la politica rappresentativa stessa ed una più ricca rete di coinvolgimento, che per decenni ha fatto sentire partecipi milioni di cittadini.


Le varie crisi che si sono succedute negli ultimi 20 anni hanno smantellato molto, se non proprio tutto, ed è mancata una adeguata risposta della Politica, della Sinistra in particolare. Ora agendo una brusca e non proprio culturalmente onesta, sotto il profilo storico-culturale, ellissi a livello temporale, giungo agli ultimi anni. I nuovi partiti/movimenti di fatto si presentano quali mere macchine propagandistiche in permanente campagna elettorale, megafoni di voci, trasmettitori di slogan mutevoli e cangianti secondo i calcoli del momento, veicoli elettorali piuttosto che raggruppamenti politici quali soggetti portatori di una visione, di una idea, di una modalità di interpretare, studiare il territorio e amministrare. Non ci sono o hanno perso importanza le sezioni, i circoli, le assemblee territoriali o qualcosa che anche solo vagamente possa assomigliare ad una struttura democratica interna.


Così M5S in Italia, Podemos in Spagna e altre sigle in Europa hanno fatto proprio il modello che 24 anni fa Forza Italia introdusse e che ha praticamente reso l'unico in cui per molti di noi sia possibile riconoscere la Politica del 21° secolo: leader carismatici che sanno utilizzare/manovrare i media, che non si definiscono politici di professione, che si circondano solo di fedelissimi che non possano fargli ombra o sostituirli, che affermano di lottare nel nome della gente contro caste, élite, poteri forti o chissà cos'altro che non rappresentino la suddetta gente, nonostante all'interno della loro entità politica non esistano strutture democratiche, o quelle esistenti siano svuotate di ruolo e significato. Non c'è più l'iscritto, il militante, il simpatizzante attivo, bensì si cerca, si crea e si stimola il “tifoso”. 

 

Così si spaccia per democrazia diretta il culto di un “deus ex machina”, agognato e riconosciuto, che si faccia carico di pulsioni e che “liberi” il popolo dalla fastidiosa partecipazione alla vita politica, roba sporca e che corrompe. In “aiuto” del leader si organizzano votazioni on-line, referendum su piattaforme telematiche od organizzate in un pomeriggio, tali da rendere inequivocabile una investitura “popolare” ed allo stesso tempo facili da manipolare, smentire o ribaltare.

Si assiste e siamo pertanto al medesimo tempo protagonisti di una declinazione post-post moderna del modello partitico, che ne viene svuotato di ogni connotazione di stimolo alla partecipazione (e quindi alla libertà ed alla interpretazione critica dei messaggi e della realtà), in favore di un culto messianico, giocato esclusivamente sul campo dei media, che si risolva nell'essere fan di uno o dell'altro. Condivisioni di post, “like” come se piovesse, slogan vuoti ma facili da imparare a memoria per essere ripetuti come mantra in ogni occasione e tutto l'armamentario a metà fra tifo da stadio e talent show.



Il declino della partecipazione democratica è così reso ancora più veloce, per la gioia dell'”eroe popolare”, che si serve della gente, del popolo, dei fan, per non essere disturbato nella sua autoreferenziale azione di protezione della propria carica, sia esso padrone del proprio ruolo o mero esecutore delle volontà di chi lo ha fatto arrivare dove si trova, sia un self made man od un soggetto eterodiretto.

La Sinistra? Rientra nello sconsolante scenario attuale. Al suo interno, storicamente, ci sono stati casi di culto del leader, al limite dell'idolatria. A lungo ciò è risultato funzionale, poiché consci del ruolo Segretari e Leader hanno utilizzato il proprio ascendente e le proprie abilità nello stimolo e nell'invito rivolto alle masse ad interessarsi alla vita politica, non limitandosi a esserne mero eroe, sapendo anche interpretare ciò che fosse utile e buono per le stesse masse, agendo con lungimiranza e visione prospettica. Ora, per le trasformazioni sociali ed economiche che subiamo e che facciamo radicalizzare per ignoranza, incapacità o anche solo pigrizia, l’azione collettiva non è più un'opzione praticabile, se non per questioni marginali e meno che locali, per cui è diventato difficile ristabilire una più profonda azione di coinvolgimento. Quindi rischiamo l'implosione culturale che ci porti ad essere spettatori in un mondo in cui la politica sia coincidente e declinata quale culto dell’uomo solo al comando. Pertanto si sostiene con parole e slogan e si vota uno schieramento politico in quanto emanazione di una figura forte, unica incarnazione di un solo carattere, non di un ideale o di una opzione, e quindi facile a cadere in disgrazia nel momento in cui ciò che era il “nostro” eroe ci diventa antipatico, non più utile oppure scomodo, coinvolgendo nella sua caduta l'intero partito o quello che ne era rimasto.







martedì 8 maggio 2018

Democrazia rappresentativa


«Se la democrazia rappresentativa fallisce [...] allora dovremo inventarci qualche altra cosa». 
(Luigi Di Maio). 

La democrazia rappresentativa sta funzionando, poiché evita che una minoranza possa arbitrariamente fare come le pare e piace, costringendola a valutare il dialogo ed un eventuale compromesso con gli altri partiti e schieramenti, che al momento sono i due terzi del parlamento.

domenica 11 settembre 2016

L'importanza dell'onestà




-         Ho un grosso problema con la lavatrice, devo chiamare l’idraulico!
-         Ma lascialo stare quel delinquente, che non fa mai la fattura!
-         Me ne sai indicare un altro?
-         Basta con il monopolio degli idraulici, sono evasori e disonesti.
-         E quindi come faccio con la lavatrice?
-         Chiama il fornaio. Lui sì che è una persona onesta, lavora bene, si fa pagare il giusto e fa sempre lo scontrino.
-         Ma io non voglio del pane, devo far riparare la lavatrice. Mi serve un idraulico!
-         Il vento sta cambiando! Basta con i professionisti del settore che da anni si mangiano tutto e sfruttano i clienti onesti come te e me.
-         Quindi?
-         Te lo dico. Il fornaio è la persona giusta per te. Onesta, capace e pulita, senza interessi di parte.
-         Ma è capace di mettere le mani su una lavatrice?
-       Ma che importa. Voltiamo pagina! La cosa fondamentale è l’onestà. Essere lontani dalle vecchie logiche.
-         Scusa, ma come faccio con la lavatrice?
-         Il FORNAIO1!1!1!1!
-         Ho capito, ma se fa il fornaio, non ne saprà nulla di lavatrici!
-         I cittadini onesti devono farsi sentire! E fare quello che deve essere fatto al posto dei corrotti e dei ladri!
-         Cioè rubare e farsi corrompere?
-         No!! Spazzarli via e prendere in mano il proprio futuro!
-         Ma io faccio il ragioniere, non ne so nulla di idraulica e di lavatrici!
-        Appunto, affidati a persone oneste e corrette. Basta con la casta! Chiama il fornaio!1!1!
-         Ma tu sei certo che il fornaio possa aiutarmi con la lavatrice?
-      Mandiamoli a casa! Il vento sta cambiando, te l’ho detto. Onestà e trasparenza sono fondamentali, il resto verrà!
-       Scusa, non ho capito. Io non ne so nulla di lavatrici, non so dove metterci le mani e dovrei affidarmi ad un fornaio per riparare la mia?
-         Esatto!!
-         Ma quindi, io ragioniere non so cosa fare e dovrebbe essere il fornaio, che fa le rosette e la ciambella, ad essere la persona più indicata per ripararmi la lavatrice?
-         È così!!!
-         Ma che logica è?
-         Allora tu credi ai poteri forti! Alla controinformazione!!
-         Ma cosa c’entra con la mia lavatrice?
-         Fidati!!!!
-       Ma cosa dici? Mi serve qualcuno esperto, che conosca come funziona una lavatrice e che ne sappia di idraulica!
-         Prova il fornaio!!!
-         E se poi mi combina un casino in bagno, con la lavatrice e non la posso più usare?
-    Ti sarai comunque affidato ad un onesto, avrai lanciato un segnale alla casta degli idraulici ed ai poteri forti degli artigiani!!
-         Che alla fine dovrò comunque chiamare per riparare al danno!
-  Allora dillo che sei legato a logiche vecchie e logore! Schiacciato dalla controinformazione!
-         Ti informo che sei un coglione!
-         COMPLOTTO!1!1!1!1!

(Mi scuso con gli idraulici ed i fornai nel caso dovessero sentirsi offesi…)