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martedì 10 ottobre 2023

I Ponti #3



Sul ponte

Soli un uomo e una donna
sopra un ponte dell'assonnata azzurra Senna -
sul desertico senso della folla,
sulle luci chimeriche.
In qualche dove si cambiano governi,
qualcuno pronuncia discorsi saggi.
Questo da lì appare appena,
come Senna, 
                    fluttuante e vaga.
Così senza parole stanno,
                                         senza baci
sotto la trasparente volta fino all'alba,
come in confezione-cellophane
a tutta la terra
                       dono della terra!
Per noi il cielo non voglia
                                           né profitto
                                                             né tetto,
né una vita comoda acquiescente.
Voglia
           che in ogni dove,
sempre noi restiamo sul ponte.
Ponte
          impresso nel cielo in eterno,
ponte
          dall'essenza sempre santa,
ponte
          teso al di sopra del tempo,
al di sopra
                  d'ogni vanità e menzogna.

(Evgenij Evtušenko - trad. Evelina Pascucci)




sabato 30 luglio 2016

Il Mare



Il Mare

“Mosca - Suchumi”
attraverso i  monti di volata.
Già si parlava
di mare.
Già nello scompartimento accanto i tirocinanti
Mettevano da parte
e scacchi
e carte.
Si accalcava nei corridoi chi andava a ritemprarsi,
guardava fuori:
“Presto si vedrà il mare! ”.
Alcuni,
afferrati i compagni per le spalle,
i propri incontri col mare
raccontavano.
Riguardo a me,
in appartamenti e musei
esso in cornice pendeva, sotto vetro.
Nei quadri solo io lo avevo visto
e dai libri soltanto lo conoscevo.

E di nuovo i compagni toccavo con la mano,
e nelle mie domande
ero insistente.
“Dite, sarà presto?…
E ditemi, com’è? ”.
“Pazienta ancora,
tra poco lo vedrai da te…”.
Ecco, uno strappo
e il treno è nell’immenso,
e di colpo non c’è più niente al mondo:
scomparso tutto intorno –
e solo il mare;
tutto acquietato,
e solo il suo rumore…

Improvviso un ricordo:
con me fu pure osì.
Ecco, lo stesso sentimento,
ma più forte,
quando già chiamava amore
e di febbre ardeva,
ma solo dai libri io lo conoscevo.

Rimproverando amore per la trascuratezza,
assediavo gli amici di domande:
“Dite, sarà presto?…
Ma ditemi, com’è?”.
“Pazienta ancora
e proverai da te…”.
E così come adesso
in questi istanti
resi azzurri dal mare,
scomparso tutto –
e solo lei al mondo;
tutto acquietato –
solo le sue parole…

(Evgenij Evtušenko  - trad. Evelina Pascucci)


 

giovedì 26 maggio 2016

Sorrisi




SORRISI
Erano tanti un tempo i tuoi sorrisi:
sorpresi, maliziosi, festosi sorrisi,
tristi a volte un tantino, ma tuttavia, sorrisi.
Non uno è rimasto a te dei tuoi sorrisi.
Troverò un campo dove a centinaia crescono i sorrisi.
Te ne porterò una bracciata dei più bei sorrisi.
Tu mi dirai che non hai bisogno di sorrisi,
ché troppo ti hanno stancato i miei e gli altrui sorrisi.
E hanno stancato anche me gli altrui sorrisi.
E hanno stancato anche me i miei propri sorrisi.
Di difesa ne ho tanti di sorrisi,
che mi rendono ancora meno facile ai sorrisi.
Ma, a dire il vero, io non ho sorrisi.
Sei tu per la mia vita l’ultimo dei sorrisi,
sorriso, che sul volto non ha mai sorrisi
.
(Evgenij Evtušenko – trad. Evelina Pascucci)