Marcello Mastroianni e Sophia Loren in “Matrimonio all'italiana”, di Vittorio De Sica - 1964
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Senti Adri, per Natale facciamo un regalo a …?
Sì, se vuoi.
Ma cosa vuol dire “se voglio”!
Intendo, se lo desideri.
Ma è anche peggio!
Scusa, mi sono espresso male. Intendevo se pensi sia opportuno.
Ma insomma, è un tuo parente!
Capirai, lo conosco appena.
Non importa. Quindi cosa facciamo?
Ok.
Ok cosa?
Volevo dire: Certo!
Oh, finalmente. Cosa gli regaliamo?
Ma non so. Un buono per l'acquisto di libri?
Ma per favore! Se va bene, l'ultima cosa che ha letto è stato il biglietto per una partita del Milan!
In effetti, un milanista non legge.
Smettila! E poi regalare un buono è un'ammissione di sconfitta.
Il Milan quest'anno le vince tutte!
Basta battute. Idee?
Una gift card!
Che è come un buono!
Ma suona meglio.
So io cosa ti suona a te!
Capito, sto rischiando grosso!
Appunto, quindi?
Abbigliamento, qualcosa del Milan.
Ma basta! E poi in casa mia si tifa Inter.
Allora una busta con soldi.
Ma non sarà un po' volgare una busta con i soldi?
Solo se ce ne metti pochi!
….
Il mio matrimonio, te l'ho detto, è morto da anni. Non lo so perché. Ah, sì che lo so, è la seconda legge della termodinamica: prima o poi tutto si muta in merda.
(Sally/Judy Davis in “Mariti e Mogli”, di Woody Allen - 1992)
È sempre così, quando si litiga, ognuno crede di avere ragione, e le ragioni di ognuno sono come fili che col tempo si ingarbugliano e diventano un'unica matassa. Il mondo è pieno di matasse, ogni famiglia ha la propria – più o meno ingarbugliata – come la famiglia di Paolo e Gaetano, che è un po' come se fosse la mia...
(Don Gino/Pino Caruso in “La Matassa”, di Giambattista Avellino, Salvatore Ficarra e Valentino Picone - 2009)
Se esiste un dio, è un dio di cacca e di piscio che vorrei prendere a calci in culo.
(Alexander Ekdhal in “Fanny e Alexander”, di Ingmar Bergman - 1982)
“E' questo il paradosso della filiazione: le colpe dei padri ricadono sempre sui figli. Ma i figli non sono mai solo il frutto di quelle colpe. Esiste una discontinuità, uno scarto, un resto inassimilabile tra la colpa dei padri e l’ombra della sua ripetizione nei figli.”
(Massimo Recalcati, “Il segreto del figlio”)
Ogni tanto, durante la settimana, vado fuori dalla scuola di mia figlia all'orario di uscita, per accompagnarla a casa o a diverse attività. Qualche volta arrivo nel momento in cui gli studenti escono dall'istituto, in altre occasioni diversi minuti prima. In questo caso, facendomi forza e vincendo la mia asocialità, scambio qualche parola con gli altri genitori o li ascolto conversare sui più svariati temi. Oggi ho ascoltato.
In particolare ho ascoltato una madre definire “mongoloidi” gli amministratori locali, i responsabili di una ditta di lavori stradali e altri soggetti rei, a suo dire, di non aver programmato con sufficiente lungimiranza e non realizzato nei tempi “giusti” alcune opere di manutenzione stradale e relative alla viabilità.
Li ha chiamati mongoloidi! Non so se le rimostranze della signora siano fondate oppure non lo siano. Ma li ha appellati con il termine mongoloidi! Non so dire con esattezza se le opere in questione presentino deficienze o criticità, ci sia stata semplice imperizia o dolo. Rimane il fatto che quella madre si è riferita ad alcuni individui definendoli mongoloidi!
Ovviamente se il figlio o i suoi amici usano certi termini rivolgendosi ad altri bambini, la colpa è degli insegnanti, della Scuola, del personale educativo, di qualcun altro insomma. Di qualcuno che è mongoloide!
Dex: Voglio essere onesto con te, chico... ti dispiace se ti chiamo chico?
Hank: La gente mi chiama Hank...
Dex: Bobby era un pezzo di merda! Io lo so, tu lo sai, non è questo il punto, il punto è che quel pezzo di merda era il padre del figlio di mia sorella... e pagava i conti e ora è morto e io mi chiedo... chi pagherà tutti questi conti??
Hank: Sono dipiaciuto...
Dex: Dispiaciuto non paga i conti, chico!... Dobbiamo trovare un accordo, quindi fammi un'offerta!... 10.000?! Andata! 10.000 dollari... così siamo pari, se non ti vanno posso salire a 15.
Hank: No...
Dex: Mia sorella vuole che ti uccida!... O potrei chiamare la polizia... ma non mi piace la polizia e la polizia non pagherà i conti di mia sorella... quindi credo che un accordo sia la cosa migliore per tutti.
(Dex/Michael Shannon e Hank Hanson/Ethan Hawke in “Onora il padre e la madre”, di Sidney Lumet - 2007)
Hobie: Hai l'impressione che non comunichiamo più?
Susan: Certo che comunichiamo! Possiamo non parlarne?
(Hobie/Will Ferrell e Susan/Amanda Peet in “Melinda e Melinda”, di Woody Allen - 2004)