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domenica 10 settembre 2023

Noi due siamo uno




E come tratterrò l'anima mia,
perché la tua non sfiori?
Come la leverò verso altre sfere,
dove tu più non sia?
Oh, celarla vorrei presso qualcosa
che si smarrisse in buia solitudine,
in un angolo ignoto e silenzioso
che non vibrasse più quando rivibrano
gli abissi tuoi!
Ma tutto ciò che appena ne disfiora,
ci prende insieme al pari dell'archetto
che da due corde trae solo una voce.
Su qual strumento, ahimè, siamo noi tesi?
E chi lo regge e suona? Oh melodia!

(Rainer Maria Rilke, da “Poesie 1907-1926” – Trad. Vincenzo Errante)





mercoledì 12 gennaio 2022

Inverno

 

La gazza, Claude Monet

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intense.
Rintoccano l'ore. Ne viene
percosso ogni bimbo, tremando.
Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
che in lampi e faville, rovina.
In niveo brillar di lustrini
il candido giorno là fuori s'accresce,
diviene sempiterno, infinito.

(Rainer Maria Rilke, da Liriche – Trad. Vincenzo Errante)





mercoledì 13 giugno 2018

Così sono i giorni



Nelle nostre stanze di giovedì c'è odore di pomodoro, di domenica c'è odore di oca arrosto e ogni lunedì di bucato. Così sono i giorni: quello rosso, quello grasso e quello insaponato. Inoltre vi sono i giorni dietro la porta di vetro; o in particolare un unico giorno di fresco, di seta e di legno di sandalo. La luce là dentro è filtrata, delicata, argentea e placida; fuliggine, tempesta, rumore e moscerini non entrano là dentro come nelle altre stanze. Eppure è separata solo da una porta a vetri; ma è come se ci fossero venti porte di bronzo, o come un ponte che non finisce mai, o come un fiume con un traghetto malsicuro da riva a riva.

(da “Danze Macabre”, “Generazioni”, di Rainer Maria Rilke, trad. Mauro Ponzi)


martedì 30 settembre 2014

Parole per addormentarti



Vorrei sedere accanto
a qualcuno e cantando addormentarlo.
Vorrei con nenia infantile cullarti
e accompagnarti al sonno e al risveglio.
Vorrei essere nella casa l’unico
a saperlo: che fredda era la notte.
E vorrei tendermi in ascolto dentro e fuori,
in te, nel mondo, nel bosco.
Gli orologi si chiamano a rintocchi,
e si scorge il fondo del tempo.
E ancora – giù – uno sconosciuto passa
e disturba un cane sconosciuto.
Di là da questo si fa silenzio. Grandi
in te ho posato gli occhi;
e dolcemente ti trattengono e ti lasciano
quando una cosa nel buio si muove.

(Rainer Maria Rilke)

 
Along came a spider - Jack Vettriano