Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
giovedì 13 marzo 2025
mercoledì 29 gennaio 2025
Gena Rowlands: un'altra donna
Che straordinaria attrice era Gena Rowlands!
“Grazie”, direbbe il lettore di queste parole, “non hai proprio nulla di originale da scrivere?”. “Non se ne era accorto nessuno, secondo te?”, potrebbe, giustamente, rimproverarmi.
A questo punto, per chiedere, se non proprio la benevolenza quantomeno la pazienza del suddetto, deluso, lettore, aggiungo che quello era solo l'introduzione, magari un pretesto, per scrivere quanto segue. Nella speranza comunque che il lettore sia ancora tale, ovvero che non abbia nel frattempo abbandonato queste righe per dedicarsi a più stimolanti ed edificanti attività.
Ebbene qualche sera fa ho rivisto “Un'altra donna”, film del 1988 di Woody Allen. Quindi, per l'appunto, ho rivisto, perciò visto nuovamente, la grande prova recitativa ed interpretativa di Gena Rowlands. Prova goduta con occhi maggiormente sgombri e più adeguata disposizione d'animo, data da quella che qualche detrattore definirebbe “la vecchiaia”, ma che io, pietosamente, vorrei chiamare “maturità”, se non proprio “esperienza”.
La grandezza di Rowlands non è evidente solo da quest'opera, ovviamente, ma la mia, intensa, sensazione è che qui, diretta da un altro regista che non fosse John Cassavetes, sia riuscita a proporsi ed imporsi come il personaggio femminile meglio riuscito nella filmografia di Allen.
Entrambi newyorchesi, Allen e Cassavetes, il primo, differentemente dal secondo, spesso ha indagato “il femminile”, i pensieri e le emozioni delle sue protagoniste femminili attraverso il filtro di un altro protagonista maschile. In quest'opera, invece, con la protagonista femminile effettivamente al centro della sceneggiatura, si cerca di indagare “davvero” le sue emozioni e i suoi pensieri, senza filtrarli.
Un archetipo più europeo che nordamericano, meno abitante della “Grande Mela” e più vicino alla letteratura di lingua tedesca e nordeuropea. Non a caso la luce è curata da Sven Nykvist, lo stesso del maestro svedese Ingmar Bergman, tanto ammirato ed omaggiato da Allen.
“Un'altra donna” è notevole, riassumendo con colpevole sintesi, anche, oserei in buona parte, per il felice e raro incontro fra attrice e regista. Un incontro dove Allen riesce a contenere quello che era l'ammirevole e spesso coinvolgente istrionismo della Rowlands, cucendole addosso un ruolo da interpretare con abile e lodevole sottigliezza, dove i mezzi sguardi, le frasi sussurrate e le mezze espressioni fanno gran parte del “lavoro”, mentre l'attrice offre al regista spiragli positivi, quasi insoliti nella sua visione del femminile e dei rapporti umani.
mercoledì 7 febbraio 2024
mercoledì 10 gennaio 2024
venerdì 25 agosto 2023
Turbamento
Mai una donna è tanto deliziosa come quando s'avvede benissimo del turbamento che le sue grazie suscitano in un uomo eppure fa sembiante di nulla, quasi maternamente compatendonelo, e in qualche modo partecipandone, giacché è più forte di lui e, in via di possibilità, di se stessa.
(Tommaso Landolfi, "La pietra lunare")
domenica 4 giugno 2023
Les voici
| Emmanuelle Seigner in "Luna di fiele", di Roman Polanski - 1992 |
| Juliette Binoche in "L'insostenibile leggerezza dell'essere", di Milos Forman - 1988 |
| Melanie Laurent in "Treno di notte per Lisbona", di Bille August - 2013 |
| Emmanuelle Beart in "Pranzo di Natale", di Daniele Thompson - 1999 |
| Marine Vacth in "Giova e e bella", di Francois Ozon - 2013 |
mercoledì 7 agosto 2019
Burattino?
venerdì 11 gennaio 2019
Nicole Kidman per un Ritratto di Signora
Isabel, che dopo il matrimonio approda alle tetre vesti di lutto per il figlio e alla fisicità di una statua inerte in vita, una vera e propria musealizzazione durante noiosi ricevimenti mondani. In mezzo a tale ricchezza espressiva la Kidman raccoglieva una delle sue prime occasioni per mettersi in mostra come attrice a tutto tondo, uscendone più che bene. Forse avrebbe raccolto ancora più consensi e se ne ricorderebbe meglio la prova se più di lei non avessero colpito le recitazioni dei cosiddetti comprimari, dal sofferto Ralph di Martin Donovan alla già ricordata Barbara Hershey, mentre John Malkovich risulta fin troppo prevedibile, rifacendo se stesso ne “Le Relazioni Pericolose” sebbene lo faccia ineccepibilmente bene.
mercoledì 9 gennaio 2019
Set on You
I got my mind set on you
I got my mind set on you
I got my mind set on you
But it's gonna take money
A whole lotta spending money
It's gonne take plenty of money
To do it right child
It's gonna take time
A whole lot of precious time
It's gonna take patience and time, ummm
To do it, to do it, to do it, to do it, to do it,
To do it right child
I got my mind set on you
I got my mind set on you
I got my mind set on you
I got my mind set on you
And this time I know it's for real
The feelings that I feel
I know if I put my mind to it
I know that I really can do it
I got my mind set on you
Set on you
I got my mind set on you
Set on you
But it's gonna take money
A whole lotta spending money
It's gonna take plenty of money
To do it right child
It's gonna take time
A whole lot of precious time
It's gonna take patience and time, ummm
To do it, to do it, to do it, to do it, to do it,
To do it right child
I got my mind set on you
I got my mind set on you
I got my mind set on you
I got my mind set on you
And this time I know it's for real
The feelings that I feel
I know if I put my mind to it
I know that I really can do it
But it's gonna take money
A whole lotta spending money
It's gonna take plenty of money
To do it right child
It's gonna take time
A whole lot of precious time
It's gonna take patience and time, ummm
To do it, to do it, to do it, to do it, to do it,
To do it right
Set on you
Set on you
giovedì 8 febbraio 2018
Impressione
Dolores Wettach in “Controsesso”, di Rossi/Ferreri/Castellani - 1964
Irène Jacob in“La Doppia Vita di Veronica”, di Krzysztof Kieślowski - 1991
Carlo Bagno e Nino Manfredi in “In nome del Papa Re”, di Luigi Magni - 1977
Ferruccio Castronuovo in “Splendor”, di Ettore Scola - 1989




























