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giovedì 16 marzo 2023

giovedì 9 febbraio 2023

mercoledì 5 ottobre 2022

domenica 12 dicembre 2021

giovedì 9 luglio 2020

5 film "contro il caldo"




È infine giunta l'estate, con le sue alte temperature, il sudore, la voglia di bibite fresche e di gelato. Se il ventilatore non basta, se il condizionatore costa troppo e pensi già a quando tornerà il freddo potresti provare ad ingannare un po' il cervello. Prima che faccia definitivamente tilt e l'intero sistema si resetti, mettiti sul divano in mutande, opportunamente fornito di telecomando, bevande rinfrescanti e snack vari.

Cinque titoli di film “sotto zero” ad effetto rinfrescante per provare a superare il trauma dei trenta gradi in casa anche di notte.

Fargo, di Joel Coen ed Ethan Coen (1996)

Frozen – Il Regno di Ghiaccio, di Chris Buck e Jennifer Lee (2013)


La Cosa, di John Carpenter (1982)


30 Giorni di Buio, di David Slade (2007)


The Hateful Eight, di Quentin Tarantino (2016)




Bonus:
La Marcia dei Pinguini, di Luc Jacquet (2005)

Neve Nera, di Martin Hodara (2017)

lunedì 1 luglio 2019

Citazioni Cinematografiche n.309

Amerigo Vassepi: Come ti chiami, giovane?
Django Freeman: Django.
Amerigo Vassepi: Sai come si scrive?
Django Freeman: D-J-A-N-G-O. La D è muta.
Amerigo Vassepi: Lo so.

(Amerigo Vassepi/Franco Nero e Django Freeman/Jamie Foxx in "Django Unchained", di Quentin Tarantino - 2012) 




lunedì 18 giugno 2018

Citazioni Cinematografiche n.255

Ok Ted, presta attenzione, io farò due mucchietti qui sul bancone, un mucchietto è già tuo, e l'altro mucchietto potrebbe diventare tuo. Devi capire che noi la scommessa la faremo in ogni caso, che tu ci stia oppure no. Vuoi che sia tu a tenere l'accetta o... una cameriera messicana, o... un barbone che prendiamo dalla strada? Potrà comprare molta zuppa con quel mucchietto... Shh... È una corsa contro il tempo, Ecco... ora ho... ho... Ho perso il conto, quanto è quel mucchietto? 600. Ok. Ted sai quanto ci mette un americano medio a contare fino a 600? Attento può essere una fregatura. No signore. Circa un minuto meno che contare fino a... 700. Vedi Ted, la vita è piena di un miliardo di piccole esperienze, alcune non servono a niente, sono da dimenticare per sempre e quindi tu le dimentichi, altre esperienze invece puoi ricordarle per il resto dei tuoi giorni... 800. Ora, dal momento che ciò che ti proponiamo è così... Inusuale... Così fuori dalla norma... Ci puoi scommettere che quella di questa sera sarà una di quelle esperienze che restano. Allora Ted, visto che sarai costretto a ricordartela per tutta la vita devi solo decidere quale sarà il ricordo che avrai. Dunque, vuoi ricordarti per i prossimi quarant'anni, decennio più decennio meno, che oggi hai rifiutato mille dollari per un secondo di lavoro, oppure che oggi hai guadagnato mille dollari per un solo secondo di lavoro? 
(Chester Rush/Quentin Tarantino e Ted/Tim Roth in "Four Rooms", di registi vari - 1995)



lunedì 13 novembre 2017

Citazioni Cinematografiche n.225

Jackie: Be'... che ti prende? Non hai mai preso una macchina in prestito?  
Max: Non da qualcuno che è morto.

(Jackie Brown/Pam Grier e Max Cherry/Robert Forster in "Jackie Brown", di Quentin Tarantino - 1997) 





giovedì 8 ottobre 2015

Cinema anni 90


Negli anni 90 la mia personale biografia si è molto arricchita: sono passato dalle scuole medie alle superiori (peggiorando notevolmente il mio rapporto con lo studio), ho miseramente interrotto la mia comunque non promettente carriera di sportivo, sono andato in vacanza senza genitori o educatori vari, mi sono iscritto all'università in una cittadina marchigiana che si fa definire “ducale” e di conseguenza mi sono allontanato dalla famiglia. Durante quel decennio ho vissuto un sacco di esperienze, di cui ancora porto i segni sul fisico e nell'anima, ma ne sono uscito vivo, tutto sommato combinando meno disastri di quelli di cui mi sarei reso protagonista nei periodi successivi.

Piccole cose, forse, se paragonate a quanto accaduto in quegli anni nel mondo. In fondo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Guerra del Golfo, Nelson Mandela presidente, il repentino aumento del numero di stati europei, la nascita di Google, la nazionale italiana di calcio che abbandona ai rigori i propri sogni di gloria in tre mondiali consecutivi, sono senza dubbio eventi maggiormente degni di essere ricordati rispetto alle vicissitudini del sottoscritto.

Fra quanto ho potuto sperimentare un posto importante lo occupa la mia frequentazione di sale cinematografiche. Abbandonata in quegli anni, anche se con un pizzico di rammarico, la grande stanza che fungeva da cinema parrocchiale, quel ragazzo ancora imberbe che ero si è fatto ammaliare dal cinema ancora più di prima. Volete mettere quanta emozione nello scegliere il film da vedere e poter selezionare in quale cinema andare? All'inizio degli anni 90 c’erano ancora poche multisala e comunque non vicine a dove vivevo, perciò il gusto era controllare, su un quotidiano o affidandosi alle attualmente ormai vetuste locandine, quali film erano in programmazione, in quali sale e a che ora (rigorosamente proiezione unica dal martedì al venerdì, doppia il sabato sera e pomeridiana solo la domenica). A dire il vero non cambiò nulla per quasi tutto il decennio, almeno per quanto riguarda le mie personali abitudini, poiché, come accennato, spesi i miei anni universitari in una città che non poteva che accogliere piccoli cinema, limitando la mia frequentazione di sale più grandi e dotate di multiprogrammazione alle sporadiche visite ad amici che frequentavano atenei in più prestigiose e grandi città.

Insomma gli anni 90 sono stati per me molto intriganti ed “attivi”. Il cinema non lo è stato da meno, anzi ha aggiunto sapore a quanto vivevo. Penso di poter dire che in quegli anni abbia saputo rinnovarsi, sperimentare ed esprimere la sua potenzialità, riuscendo a rappresentare un periodo e le sue peculiarità storiche e sociali, regalando una serie di film che è corretto definire “cult”.

Film di cui i nati fra i 70 e gli 80 citano ancora le battute a memoria, di cui hanno preso a modello acconciature, abiti o gesti, con i più temerari che ci si basavano sopra tesi di laurea o possibili futuri lavorativi, e che ancora rimpiangono quando scorrono sullo smartphone i titoli ora in programmazione. 

Non posso ricordarli tutti, tantomeno posso aver visto la totalità di quelli usciti nel periodo (vi erano comunque anche parecchie schifezze), quindi ne propongo due per anno, (vale quello di produzione) dal 1990 al 1999, con particolare riguardo al gusto personale e a questioni autobiografiche.

Si parte!

1990
Quei Bravi Ragazzi (Goodfellas) di Martin Scorsese
La Stazione di Sergio Rubini 

1991
Il Silenzio degli Innocenti (The Silence of the Lambs) di Jonathan Demme
Lanterne Rosse di di Zhāng Yìmóu

1992
Malcolm X di Spike Lee
La Moglie del Soldato (The Crying Game) di Neil Jordan

1993
Tre Colori - Film Rosso/Blu/Bianco (trilogia) di Krzysztof Kieslowski
Lezioni di Piano (The Piano) di Jane Campion

1994
Pulp Fiction di Quentin Tarantino
Hong Kong Express di Wong Kar-wai

1995
I Soliti Sospetti (The Usual Suspects) di Bryan Singer
Seven di David Fincher

1996
Trainspotting di Danny Boyle
Il Paziente Inglese (The English Patient) di Anthony Minghella

1997
La Vita è Bella di Roberto Benigni
Febbre a 90° (Fever Pitch) di David Evans

1998
Il Grande Lebowski (The Big Lebowski) di Joel e Ethan Coen
Hana–Bi - Fiori di Fuoco di Takeshi Kitano

1999
Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick
Tutto su mia Madre (Todo sobre mi madre) di Pedro Almodóvar



























lunedì 20 ottobre 2014

Citazioni Cinematografiche n. 67


Zed: Ma qual è il piano?
Eric: Entriamo, prendiamo tutto e usciamo.

(Zed/Eric Stoltz e Eric/Jean-Hugues Anglade in “Killing Zoe”, di Roger Avary - 1994)


lunedì 4 agosto 2014

Citazioni Cinematografiche n. 56


“Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti, soprattutto di quelli sui supereroi. Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante. Prendi il mio supereroe preferito: Superman. Non un grandissimo fumetto, la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia, la filosofia non è soltanto eccelsa, è unica! […] Dunque, l'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter-ego: Batman è di fatto Bruce Wayne, l'Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Quando quel personaggio si sveglia al mattino è Peter Parker, deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere: Superman non diventa Superman, Superman è nato Superman; quando Superman si sveglia al mattino è Superman, il suo alter-ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande "S" rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono, sono quelli i suoi vestiti; quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito da lavoro, quello è il suo costume, è il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? È debole, non crede in se stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana. Più o meno come Beatrix Kiddo è la moglie di Tommy Plympton.”

(Bill/David Carradine in “Kill Bill Vol.2”, di Quentin Tarantino - 2004)
 

 

lunedì 28 luglio 2014

Citazioni Cinematografiche n. 55


Hattori Hanzo: Cosa vuoi da Hattori Hanzo?
La Sposa: Acciaio giapponese.
Hattori Hanzo: A che ti serve l'acciaio giapponese?
La Sposa: A uccidere dei parassiti.
Hattori Hanzo: Devono essere parassiti molto grossi se ti serve l'acciaio di Hattori Hanzo.
La Sposa: Enormi!

(Hattori Hanzo/Sonny Chiba e La Sposa/Uma Thurman in “Kill Bill Vol.1”, di Quentin Tarantino - 2003)


lunedì 23 giugno 2014

Citazioni Cinematografiche n. 50


Jules: Di' un po', Marsellus Wallace che aspetto ha?
Brett: Cosa?
Jules: Da che paese vieni, eh?
Brett: Cosa?
Jules: "Cosa" è un paese che non ho mai sentito nominare. Lì parlano la mia lingua?
Brett: Cosa?
Jules: La mia lingua, figlio di puttana, tu la sai parlare?
Brett: Sì!
Jules: E allora capisci quello che dico!
Brett: Sì! Sì! Sì!
Jules: Descrivimi perciò Marsellus Wallace, che aspetto ha!
Brett: Cosa?
Jules: Di' "cosa" un'altra volta, di' "cosa" un'altra volta!! Ti sfido, due volte, ti sfido, figlio di puttana: di' "cosa" un'altra maledettissima volta!!
Brett: È nero...
Jules: Vai avanti!
Brett: ...è senza capelli...
Jules: Secondo te sembra una puttana?
Brett: Cosa?
[Jules spara alla spalla di Brett]
Jules: Secondo te... lui... ha l'aspetto di una puttana?
Brett: Nooo!
Jules: Perché allora hai cercato di fotterlo come una puttana?
Brett: Non l'ho fatto...
Jules: Sì tu l'hai fatto... sì, tu l'hai fatto, Brett, hai cercato di fotterlo!
Brett: No!
Jules: Ma a Marsellus Wallace non piace farsi fottere da anima viva tranne che dalla signora Wallace.

(Jules Winnfield/ Samuel L. Jackson e Brett/ Frank Whaley in “Pulp Fiction, di Quentin Tarantino – 1994)



giovedì 9 gennaio 2014

Silenzio # 1



-         Non odi tutto questo?
-         Odio cosa?
-       I silenzi che mettono a disagio. Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate per sentirci più a nostro agio?
-         Non lo so, è un’ottima domanda.
-        È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale: quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace.

Pulp fiction, Quentin Tarantino

lunedì 23 settembre 2013

Citazioni Cinematografiche n.11


"Allora, io non ti voglio prendere per il culo, okay? Non me ne frega un beneamato cazzo di quello che sai, di quello che non sai. Tanto ti torturo lo stesso. Comunque sia, non per avere informazioni. Il fatto è che mi diverte torturare uno sbirro. Puoi dire quello che vuoi, tanto non mi fa nessun effetto. Tutto quello che puoi fare è invocare una morte rapida... Cosa che tanto non otterrai".

(mr Blonde/Michael Madsen in “Le Iene”, di Quentin Tarantino – 1991)


lunedì 9 settembre 2013

Citazioni Cinematografiche n.9



Jacob: Qualcuno ha capito quello che succede qui dentro?

Seth: Io l'ho capito. La fuori c'è un branco di vampiri del cazzo che vogliono entrare qui per succhiarci un bel po' di sangue, e questo è tutto. Chiaro e semplice. E non voglio sentir dire da nessuno: "Ma io non ci credo ai vampiri del cazzo!", perché io non ho mai creduto ai vampiri del cazzo, ma credo a quello che vedono i miei occhi e quello che ho visto erano dei vampiri del cazzo. Allora, siamo tutti d'accordo nell'affermare che abbiamo a che fare con dei vampiri del cazzo?

(Jacob/Harvey Keitel e Seth/George Clooney in “Dal Tramonto all’Alba” di Robert Rodriguez- 1996)