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sabato 19 febbraio 2022

Samuel Stern #27 - Il Quinto Comandamento

 



La sceneggiatura, in questo numero 27 della serie di Samuel Stern, affronta con coraggio due tematiche spesso distinte ma che mirabilmente si incontrano: il terrorismo politico e, forse soprattutto, l’eutanasia. La storia che propone non semplici riflessioni, sebbene carica e caratterizzata dal sovrannaturale, riporta tematiche quotidiane, che rendono la lettura molto accattivante e provvista di un ritmo costante ed allo stesso tempo equilibrato, nelle pause e nell'azione .



Alla storia si abbinano molto bene i disegni di Annapaola Martello che riesce, grazie a giochi di ombre ed alla luce, a sottolineare la drammaticità della situazione. L’espressività dei personaggi gioca un ruolo fondamentale, donando una tale profondità psicologica che quasi non ci si accorge di essere rimasti pressoché per tutto l'albo nella stessa, unica, stanza e nei ricordi e pensieri di una persona.





martedì 5 ottobre 2021

Samuel Stern #19 - I Sotterranei di Edimburgo


 

L'albo numero 19 di Samuel Stern ci fa scoprire qualcosa di più su Edimburgo e la sua storia.

In passato Edimburgo fu afflitta da una grave ondata di peste, così chi la amministrava e governava decise di sigillare la città condannandone i cittadini. Edimburgo fu ricostruita, ma una vecchia zona rimase inaccessibile fino ai giorni nostri, popolata da fantasmi.

La narrazione, ai giorni nostri, è opera di un attore di scarso successo che recita in quei luoghi, all'interno di un "ghost tour" in cui spiega i segreti dei sotterranei edimburghesi. Alan, questo il suo nome, è una vecchia conoscenza di Samuel, che, incontratolo, intuisce cosa ci sia dietro un interesse non solo professionale. I fantasmi che "evoca" nel suo lavoro sembrano ormai dentro di lui.

La lettura dona inquietudine ed un certo senso di smarrimento, con quel tanto di brivido che è lecito cercare in una serie come questa. Merito di una buona storia che sa cogliere e sfruttare l'atmosfera, oltre che di una efficace e coinvolgente caratterizzazione del protagonista già citato. 

I disegni, inoltre, arricchiscono la resa totale ed esaltano la narrazione grazie a sfumature ed un uso sapiente delle ombre.

Samuel Stern 19 – Bugs Comics

martedì 3 agosto 2021

Samuel Stern #18 - Nella gabbia

Numero nel complesso leggermente al di sotto dei precedenti, secondo me, questo "Nella gabbia", albo 18 della serie Samuel Stern.

Buoni l'indagine e l'approfondimento nel mondo della boxe. Diviene l'occasione per proporre uno spaccato dell'universo degli sport di lotta, dove convivono tratti affascinanti come anche ombre ed aspetti inquietanti. Le emozioni, anche quelle più forti e rischiose, la rabbia ed il rancore si incontrano e possono dare origine ad una miscela pericolosa, quando non addirittura letale per se stessi e per gli altri. Qui, o meglio a questo punto entrano in gioco i demoni, spesso alla ricerca di esseri umani da possedere.



 

Meno buona la resa grafica, dal momento che paradossalmente i disegni di questo action-thriller con scarsi elementi horror, pur espressivi nei momenti di dialogo e di raccordo, rendono poco l'azione. Peccato perché lo sport, quindi anche la boxe, necessita che le tavole trasmettano quel senso di dinamicità, di movimento che ne è alla base.

La situazione ovviamente non è così grave, ma rimane comunque un pizzico di rammarico.

mercoledì 21 luglio 2021

Samuel Stern #17 - Il Regno

La storia proposta in "Il Regno", Samuel Stern 17 è intrigante. Un’indagine investigativa, classica e ben rodata, a cui si aggiungono elementi soprannaturali e horror tipici del genere e inseriti in un contesto, narrativo e ambientale, che è ormai ben delineato e conosciuto.

 

Samuel Stern 17: il regno - Daily Nerd 

giovedì 15 aprile 2021

Samuel Stern #16 - Il processo Stern

Nel numero 16 della serie si fa giù abbastanza pesante riguardo al passato di Samuel Stern. Si risponde a qualche primo “perché” e se ne propongono altri, di rilevante importanza.

Lo si fa con uno scenario che ha già un suo fascino, ovvero un processo di natura kafkiana, che diviene cornice narrativa per esplorare i sensi di colpa del rosso esorcista sui generis e parte delle sue origini.

Sceneggiatura e disegni rendono bene le dinamiche interne ed esterne, rappresentano l'intimo e i dissidi di Samuel e ciò che gli accade intorno, testimoni ed accusatori in prima linea, così come il lettore che assiste ad una vera, prima svolta intranarrativa.

Temi e suggestioni sono molteplici e di varia natura, sia narrativi nel breve e lungo periodo, così come tipici della specificità di un personaggio e di un prodotto seriale.

Prodotto che anche in questo “Il processo Stern” mostra di avere parecchio da offrire e da dire.

martedì 23 febbraio 2021

Samuel Stern #15 - Nel Profondo

Gli elementi di novità e per questo interessanti contenuti nel numero 15 di Samuel Stern, “Nel Profondo”, sono essenzialmente due. Novità sostanziali, non solo di forma o di “colore” all'interno dello sviluppo della serie e dei suoi caratteri principali. Per la prima volta Samuel viene sconfitto, ovvero non esce bene dalla vicenda raccontata, per di più viene messo alla corda e battuto da quello che potrebbe rivelarsi un vero antagonista, magari con il ruolo di nemesi.

Molto, ovviamente, dipenderà da come vorranno continuare gli autori sulla non banale strada intrapresa. Si potrà vedere nei prossimi numeri se quanto visto e letto in questo albo potrà considerarsi un antefatto, un prologo ad una vicenda di confronto/duello più o meno a distanza che potrebbe protrarsi lungo una trama orizzontale e che, chissà, sia giunto a seminare qualcosa che più avanti sfocerà in altro.

Quella che poteva sembrare e che di fatto si mostra semplicemente come una buona storia, tutto sommato lineare, con tinte horror mistery, verso la fine ha una accelerazione che coniuga temi e suggestioni già presenti nella serie (le forme umane di dannazione, quali i vizi, le malattie mentali) ed elementi sul carattere dei protagonisti con la necessità di allargare lo spettro della narrazione, che diviene più complicata e suggestiva e pronta ad accogliere ulteriori personaggi, tematiche e situazioni.

Per quanto riguarda il comparto grafico, si nota come la Bugs Comics stia allargando la squadra disegnatori. In questo albo ci gustiamo il lavoro di Pietro Vitrano, già disegnatore nella serie Nathan Never della Sergio Bonelli Editore. Il suo tratto mostra un carattere da noir anni Settanta, che rende bene e sottolinea le atmosfere scure e inquietanti di una Edimburgo abitata da demoni nascosti.


martedì 19 gennaio 2021

Samuel Stern #14 - Simulacra

Simulacra”, albo numero 14 di Samuel Stern spicca per i disegni e per un cambio di narrazione che fa apprezzare ancora di più la serie edita da Bugs Comics.

I disegni di Matteo Mosca possiedono una certa chiarezza, quasi luminosi a differenza degli albi precedenti, utilizzando una certa staticità come punto di forza. Le pose sono come immortalate da una istantanea, plastiche e con poco movimento, in cui i personaggi sembrano presentati in una posa ben precisa. Questo ed anche lo sviluppo delle tavole dona una luce quasi insolita in una serie come questa. Un punto di forza è la cura e la dettagliata rappresentazione del cuore di quanto narrato, ovvero gli animatronic, con i loro complessi meccanismi interni ed il contrasto con i corpi dei personaggi presentati.


Non ci sono demoni o morti viventi, bensì più livelli di lettura ed approfondimenti sulla mente umana, sul cercare spunti e risposte ad una serie di domande. Qui a farla da padrone è la ricerca intorno e dentro l'Arte, i suoi elementi esoterici e le suggestioni che vanno oltre il visivo ed il tecnico.

Una ulteriore variazione ed ulteriori aspetti ed elementi di ed all'interno di un prodotto che cerca di ritagliarsi un suo spazio ed un suo ruolo.

sabato 9 gennaio 2021

Samuel Stern #13 - Tra due mondi

 

Samuel Stern numero 13 “Tra due mondi” presenta risultati altalenanti a livello di disegni, con tavole molto belle, in cui i mostri e demoni sembrano quasi uscire dalle pagine, e di grande effetto ed altre che sembrano compilate controvoglia o quantomeno di fretta.

Di contro la sceneggiatura conquista e si iscrive fra le migliori all'interno della serie. Infatti la triade composta da Fumasoli – Filadoro – Savegnago riesce in Samuel Stern 13 ad offrire molto e bene: dolore, amore, odio, momenti di riflessione, tradimenti, improvvisi cambi di rotta, sorprese e lotta tra bene e male. 


Per la prima volta il protagonista non si trova a misurarsi con singoli demoni, bensì con qualcosa di più grande e pericoloso, per quanto anche affascinante.

La vicenda si complica e la trama orizzontale si arricchisce, per il piacere e la soddisfazione di chi legge.


 

venerdì 20 novembre 2020

Samuel Stern #12 - La Casa delle Farfalle

 


Dopo un anno di pubblicazioni una serie può esaurire la forza data dalla “novità” e quindi allungarsi senza particolare convinzione, oppure acquisire e dotarsi di una sua dimensione composta anche da tratti ripetitivi che possono annoiare il lettore, consolidare le proprie caratteristiche e tentare di svilupparsi poggiando su punti fermi e così via fra le tante possibilità che ci sono e che dipendono dai creatori, dagli autori, i disegnatori, la casa editrice, la distribuzione e l'accoglienza, entusiastica o scettica che sia, di chi acquista gli albi. Certamente c'è l'aspetto economico e l'andamento delle vendite che rivestono un importante ruolo, ma su queste tematiche sono molto più che sprovveduto, per cui non mi ci addentro.


Samuel Stern da qualche settimana è in edicola con il dodicesimo numero della serie, per cui anche la pubblicazione della Bugs Comics è in qualche modo soggetta ad una analisi. Come detto lascio da parte il bilancio fra tiratura e vendita, con annessi calcoli, e mi soffermo su come io mi rapporto alle storie pubblicate in questo ultimo anno.


In sintesi ritengo Samuel Stern un fumetto più che interessante, che riesce ad unire tematiche trattate in modo non banale, con più di una originalità, attenzione alla sceneggiatura ed alla caratterizzazione dei personaggi, anche quelli secondari od occasionali, oltre ad una certa qualità complessiva che mi fa sperare possa continuare ad essere distribuito. In poche parole ritengo che abbia le carte in regola per divenire un buon fumetto seriale, cosa di cui lettori e mondo dell'editoria hanno bisogno.


Ne è buon esempio “La Casa delle Farfalle”, numero 12 come detto. Albo in cui si aggiungono particolari sulla vita di Samuel, sul rapporto con la figlia, sul suo passato e si valorizza ulteriormente la coralità delle diverse figure che si avvicendano tavola dopo tavola. Questo elemento permette agli sceneggiatori di toccare e sviluppare diversi temi e contesti, in modo tale da potersi permettere sia di centellinare informazioni che di tenere vivo l'interesse.

Sulla storia in particolare posso dire che mi ha soddisfatto e aiutato ad entrare ancora di più nel personaggio e nel mood della testata. Tratti cupi e un po' angoscianti, comunque coinvolgenti, permettono una lettura appassionante e convincente, anche grazie al lavoro di Salvo Coniglione ai disegni, con il suo ottimo lavoro che poggia sui giochi di luci e ombre, a cui si aggiunge una certa pulizia e linearità che favorisce la leggibilità e la fruizione da parte del lettore, senza perderne in complessità visiva ed espositiva.





giovedì 1 ottobre 2020

Samuel Stern #10 - L'Altro Inferno

 

Primo albo in cui Samuel, “il rosso”, è da solo, ovvero senza padre Duncan o altri degli amici che abbiamo conosciuto fino ad ora, unico protagonista de “L'Altro Inferno”.


Protagonista però fino ad un certo punto, dal momento che, ad una lettura un po' più attenta, sembra che non sia lui al centro di quanto narrato, bensì lo sia la storia, la sceneggiatura in sé, come se Samuel Stern fosse a disposizione di una trama e non il contrario. Ho avuto come l'impressione che ci sarebbe potuto essere anche qualcun'altro al posto del titolare della testata.

A parte questa valutazione strettamente personale, dettata dalla lettura dei nove precedenti albi e da un certo gusto o abitudine personale, non necessariamente condivisibile da parte di altri lettori, l'albo funziona bene. Lo spunto di partenza è un classico dell'horror e del fantasy, ovvero un libro maledetto, misterioso, che cattura il lettore e lo porta a vivere situazioni e vicende varie e avvincenti. Ovvero lo sceneggiatore Filadoro porta nel mondo di Stern un topos che tende a fare centro, come ad esempio, rimanendo negli ultimi 35-40 anni di letteratura e cinema, ne “La storia infinita” o “Pagemaster”, con l'aggiunta di elementi horror e quel brio, semplice e accattivante, che qualcuno da ragazzino avrà sperimentato in qualche riduzione di classici o, al limite, nella serie di “Piccoli Brividi”.

Per qualche lettore potrebbe bastare, anche per quanto riguarda il comparto grafico, che sceglie quel tanto di “sporco” e indefinito che a seconda delle preferenze si incontra con il tono dell'albo o, viceversa, sminuisce il valore totale. Per quanto mi riguarda ho trovato “L'Altro Inferno” un po' troppo slegato dalla continuity della serie, ma mi rimane l'idea che andando avanti, nei prossimi numeri qualche elemento possa tornare, costringendomi a rivedere la valutazione.


venerdì 11 settembre 2020

Samuel Stern #9 - Il Mistico

 

Uscita numero 9 per Samuel Stern della Bugs Comics. Con “Il Mistico” prosegue sia il racconto delle “avventure” del protagonista, dei suoi amici e collaboratori che l'approfondimento delle varie tematiche che siamo ormai abituati ad incontrare in questa serie. Ovvero le origini del male che affligge l'animo umano, che a sua volta genera demoni, oscuri e malvagi ma anche con caratteristiche vicine a noi uomini e donne di questa terra, che entrano in contatto con il mondo che ci circonda.

A mio parere un albo da non perdere, che si fa decisamente apprezzare per i disegni ed i testi curati e suggestivi anche nella loro collocazione spaziale, introdotti dalla più che apprezzabile cover, efficace anche più di quelle che l'hanno preceduta.

La Bugs Comics con questa serie spero proprio possa avere la fortuna ed il seguito che merita, dal momento che Samuel Stern riesce a tenersi alla larga da cliché e banalità tipiche del genere horror-splatter. Al contrario cerca di concentrarsi su tematiche tanto profonde ed universali che risulta difficile non fermarsi a riflettere una volta terminata la lettura. In questo albo sono presenti temi e riflessioni su la fede e il dubbio, la speranza e la disperazione, il conforto e la condanna, concetti che stimolano e pungolano l'animo e l'intelletto del lettore.


Indovinata a mia sensazione la scelta di mettere al centro della vicenda la figura di un guaritore, un santone, un eremita dalle presunte capacità taumaturgiche ed in grado di mettersi in diretto contatto con la divinità o “l'alterità” che dir si voglia. Figura già di per sé, narrativamente parlando, stimolante e catalizzatrice di molteplici temi e approfondimenti.








martedì 14 luglio 2020

Samuel Stern #8 - Il Secondo Girone


Mi sto sempre più appassionando alla serie di Samuel Stern.
Per i disegni, anche nell'albo numero 8, ad opera di Stefano Manieri, molto efficaci nel mettere in risalto le sfumature della sceneggiatura, tramite inquadrature ben calibrate, un emozionante risultato in termini di uso del contrasto tra bianchi e neri e tra luci e ombre ed uno stile al servizio di dialoghi e personaggi.
Mi appassiono per la cura nello sviluppo dei caratteri, così come della trama centrale (ancora in presentazione e definizione) e di quella dei singoli albi.
Ne “Il Secondo Girone” questi elementi si gustano, ci si commuove e ci si diverte, grazie ad una scrittura lineare ma non banale e a tavole che sanno arrivare al lettore.

Un elemento che ho sinceramente apprezzato è il fatto che la trama sembri svilupparsi in modo tutto sommato “classico”, o quantomeno abituale per la serie, per poi, ad un certo punto, in avanti con le pagine, offrire una tempesta emotiva, che sconquassa tutto ciò che il lettore ha acquisito ed anche ipotizzato, sovverte l'indagine che sembra essere al centro della sceneggiatura e scuce e ricuce il tutto per ricostruire la trama stessa, dare spazio ad una ulteriore trama rimasta sottotraccia e poi creare un finale che, per quanto sorprendente ed emozionante, in fondo mantiene una effettiva coerenza fra quanto fin lì proposto, il nuovo sviluppo della storia e quanto di sé aveva proposto all'inizio. Non un mero effetto sorpresa ed un finale a sorpresa, slegato e in fondo vuoto ed autoriferito, ma che pone domande e quesiti che sono l'anima del singolo albo così come della serie.

La Bugs Comics merita un ringraziamento, perché Samuel Stern ci voleva, un personaggio ed una serie con queste caratteristiche che, per quanto debitrice di altri spunti in campo fumettistico, cinematografico e di scrittura, sta acquisendo il suo spazio ed un suo ruolo. 
“Il Secondo Girone” è un'ulteriore dimostrazione di buona scrittura, che sa come giocare ed utilizzare le metafore, le allusioni ed i vari riferimenti che si incontrano. 
Un esempio fra tutti il dato che “bene” e “male” siano, alla fine, due concetti inseparabili, come due gemelle siamesi. Oppure come i freaks, gli emarginati dalla società, i ripudiati, i cosiddetti invisibili ovvero persone reali, come quelle che quotidianamente ci circondano ma che spesso non vogliamo vedere, siano i più esposti al “male”, così che i demoni sembrano andare in secondo piano per mettere in luce proprio i contesti e le situazioni di maggior fragilità, occasione di riflessione su quanto potremmo fare per essere di aiuto a chi ci vive accanto.



domenica 28 giugno 2020

Samuel Stern #7 - L'Agenzia


Le prime tavole del settimo albo di Samuel Stern mi hanno dato la sensazione (niente affatto spiacevole) di “già visto”. Come non andare con la memoria, ed anche un po' con il cuore, ai battibecchi in trasferta di Dylan Dog e Groucho nel momento in cui Samuel e padre Duncan si dirigono verso un inquietante paese, in cui accadono cose molto strane e misteriose?

A parte questo, l'albo è molto convincente e coinvolgente, grazie ad una buona sceneggiatura che intreccia e soddisfa sia la trama verticale che quella orizzontale ed al comparto grafico, ottimo sia nella resa dei personaggi, mimica e posture in particolare, che nel rappresentare gli ambienti e le architetture. Gusto artistico e narrazione si uniscono per un ulteriore convincente episodio della serie, che spero continui e ci riservi ulteriori momenti. Anche perché si aggiungono temi e personaggi, ipotesi e dubbi si rincorrono nella creazione di un “mondo” tutto sommato coerente, in cui ci si può aspettare azione, ritmo e sorpresa, così come passaggi più lenti e “pause” esplicative. Certo, si potrebbe obiettare che si sta mettendo tanta (troppa?) carne al fuoco, ma ripongo fiducia per quanto letto e visto finora.


mercoledì 20 maggio 2020

Samuel Stern #6 - Valery

Dopo la riflessione di carattere generale sul ruolo e posto che la serie potrebbe rivestire ed occupare, in questo sesto albo di Samuel Stern mi concentro sul particolare. Particolare che in parte risponde ad alcuni degli interrogativi che avevo proposto la volta scorsa.

Fin dall'apertura, una efficace ed impressionante splash page, l'albo “Valery” si presenta come un buon connubio fra conosciuto e “collaudato” e originale versione di quanto creatori e sceneggiatori hanno in mente.
Luca Blengino, sul solco delle sceneggiature precedentemente proposte da Gianmarco Fumasoli e Massimiliano Filadoro, continua una interessante indagine sul fenomeno della nascita dei demoni, aggiungendovi un ulteriore punto d'interesse riguardante ciò che accade, quello che segue ad un esorcismo.

Con un meccanismo narrativo molto conosciuto, tanto utilizzato quanto efficace, come la stesura di un diario si approfondisce tanto la caratterizzazione di Valery, una ragazza liberata da un demone, quanto la vita quotidiana di Samuel. La scrittura si fa forte dei cambi di registro, adattato a seconda degli interlocutori, e di un saggio dosaggio di quanto fin qui visto e letto nella serie, chiarendo anche un po' la strada che presumibilmente i lettori faranno con i protagonisti, se vorranno continuare la lettura per qualche altro numero.
Per quanto riguarda il comparto grafico, il disegnatore Riccardo Randazzo è abile nel mostrare emozioni, travaglio e crisi della Valery del titolo, in particolare ne fa trasparire il malessere interiore per mezzo di occhiaie, rughe sulla fronte, sorrisi tirati e smorfie inquietanti, con il risultato che solitudine e depressione arrivano con forza al lettore. Molta cura anche nei primi piani di Samuel, che rendono bene la sua mimica facciale, con alcune inquadrature che consentono di conoscerlo meglio, nonché di decifrarne l’animo, per quanto rimanga ancora un carattere in via di definizione, da scoprire sia sul versante “pubblico” che su quello personale ed intimo (elementi che ne comporrebbero l'aspetto umano, probabilmente quello che potrebbe fare la differenza).

In sintesi, ritengo che questo albo di Samuel Stern sia leggermente superiore a quelli precedenti, in grado di attuare una buona sinergia fra sceneggiatore e disegnatore, oltre che a rispondere a qualche legittima perplessità sulla necessità di una ulteriore serie mensile a fumetti. Le aspettative vengono corrisposte e viene anche da chiedere di alzare ulteriormente il livello. Chissà cosa ci riserveranno i prossimi mesi.


domenica 26 aprile 2020

Samuel Stern #5 - La fine della coscienza

Sono dell'idea che 5 albi siano ancora pochi per potersi esprimere compiutamente su una serie a fumetti. D'altra parte, dopo il quinto episodio “La fine della coscienza”, ritengo si possa provare a declinare qualche considerazione su Samuel Stern, per poi allargare un po' il discorso, anche senza pretendere di essere particolarmente illuminanti o definitivi.
Ebbene, la prima questione che mi sento di esporre riguarda il “posto” che la nuova serie Bugs Comics potrebbe andare ad occupare in edicola. Mero clone delle produzioni Bonelli? Tentativo di “emulare” storici personaggi che da più di trent'anni si fanno leggere? Punto di partenza per crearsi una sua dimensione ed affermare le proprie caratteristiche, artistiche, di contenuto o altre ancora? Tentativo di proporre una propria produzione ed una propria visione all'interno di un genere e/o di un canale?

Credo si possa notare come utilizzando canoni e stili generali già affermati, quali il formato, la “gabbia” e quel grado di leggibilità necessario e probabilmente indispensabile per un fumetto da edicola, Samuel Stern stia cercando di farsi acquistare. Ovvero crearsi un pubblico, non esclusivo, da condividere con le produzioni più affermate e conosciute, che sono, per il momento e forse ancora a lungo, in capo alla Bonelli. Pertanto si parte da lì, si accetta e si rispetta il “classico” per poi, magari, andare avanti tentando di offrire il “proprio”. Un tentativo di sovrapporre a quanto già fatto (a buoni livelli) da altri a livello di azione e genere, una connotazione più personale, sul piano artistico, di immagine, di contenuto e forse anche sul piano empatico, limitatamente al medium in oggetto, per ora.

Forse coltivo ingenuamente questa personale speranza, che è possibile venga nei prossimi mesi delusa, ma la ritengo motivata da almeno due delle uscite. Quella del mese precedente, di cui ho parlato, e l'ultima. “La fine della coscienza” è l'albo che meno mi è piaciuto finora, ma è fra quelli che meglio ci ha mostrato l'impegno di interpretare la gabbia bonelliana, adattandola ad una testata che legittimamente desidera il proprio spazio ed un proprio percorso. Nonostante i layout restino debitori dell’impostazione tradizionale a sei vignette per tavola/pagina, i disegnatori dei cinque albi di Samuel Stern finora pubblicati presentano un’interpretazione almeno in parte autonoma benché discontinua, in cui si notano soluzioni simili a quelle del fumetto americano. A pagine debitrici dell’impostazione delle due vignette giustapposte in una striscia (3 per 2 quindi), la serie di Bugs Comics affianca tavole a sviluppo verticale, qualche splash page e libertà anche nello sviluppo orizzontale e delle linee. Vedremo nelle prossime occasioni se si oserà qualcosa di più e se magari verrà concessa maggiore libertà espressiva sotto l'aspetto espositivo e del tratto. A livello drammaturgico qualcosa si nota, ma rimane prematuro esporsi.

La considerazione generale, al di là del singolo episodio, l'ultimo, che si risolve in un fin troppo classico “hospital drama” con scene horror, è che la parentela con le serie Bonelli sia tutto sommato “fisiologica”, oserei dire inevitabile, soprattutto negli episodi iniziali di una serie da edicola e nell’allestimento e proposizione del mondo narrativo ideato. La sfida risiederebbe nel partire da lì, il più efficacemente possibile mantenere l'impianto di base affermatosi negli anni, con la leggibilità elemento fondamentale, per poi scegliere di distaccarsene progressivamente, valorizzando alcune novità (grafiche, narrative, tematiche, drammaturgiche, etc.) che suggeriscano al lettore una certa differenza, da cui trarre il piacere di leggere qualcosa di “diverso”.



domenica 22 marzo 2020

Samuel Stern #4 - L'Isola dei Perduti

Samuel Stern, la nuova serie edita da Bugs Comics, mi ha preso abbastanza da continuarne l'acquisto e tornare a parlarne su queste pagine.
L'albo numero 4, “L'Isola dei Perduti”, prosegue nella sua opera di presentazione dei caratteri principali, della loro “missione” e lo fa cambiando lo scenario in cui si muovono, introducendo una nuova “variabile” che complica e probabilmente renderà più affascinante il tutto.
Vedremo nei prossimi mesi se quanto inserito in questa uscita arricchirà la trama orizzontale della serie, di certo lo ha fatto per quanto riguarda quella verticale, stimolante e ricca di spunti.

Il rosso Samuel sta prendendo forma e sostanza, albo dopo albo, e con lui anche gli altri personaggi e lo sfondo in cui si muovono, anche se forse qualcosa ancora si potrà vedere e si richiede ad una serie che voglia durare e farsi leggere per un periodo di tempo mediamente lungo. Sono curioso e spero che si caratterizzi ancora di più e meglio, per divenire una serie in cui sia sceneggiatori che lettori possano investire. In caso contrario si rischia di ritrovarsi, nuovamente, con un buon prodotto che però non riesce a fare quel salto di qualità che da troppo tempo gli assidui lettori di fumetti si aspettano. Ovvero, anche se la qualità grafica e narrativa è indubbia, spero di poter presto leggere albi in cui si alzi l'asticella e si giunga perciò a considerare Samuel Stern una testata con una sua forza intrinseca, una originalità ed una unicità che la renda veramente riconoscibile fra le altre. Un po' di fiducia continuo a coltivarla.

Il dato notevole è l'uso di temi, concetti, situazioni che vanno oltre il dato horror o noir per divenire più generali e forieri di approfondimenti e ulteriori riflessioni. In questo un ruolo lo hanno anche i disegni, che stanno accompagnando e valorizzando le intenzioni di creatori e sceneggiatori. Ne “L'Isola dei Perduti”, ad esempio, da notare è la resa del paesaggio, ad opera di Ludovica Ceregatti. Il suo stile moderno e dinamico, che fa incontrare e convivere elementi classici e conosciuti con intenzioni di originalità e voglia di “andare oltre”, risulta essere dolce ma deciso, in più tavole appropriato per un fumetto che intenda distinguersi tra gli scaffali delle edicole. Inoltre la disegnatrice si mostra attenta nella resa dei volti, delle espressioni e nella recitazione delle figure, seguendo la sceneggiatura sia nei momenti di raccordo che in quelli prettamente d'azione e “caldi”.