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venerdì 17 novembre 2023

Peso del dolore

 


"Ognuno di noi vive la propria vita portandosi dietro il peso del dolore che ha provato. Ci sono anche quelli che non provano niente e che non portano alcun peso: basta un'occhiata per capire chi sono. Sembrano automi, sono diversi dagli altri. Quelli che portano un peso li riconosci dal colore; dall'incedere pieno di grazia."

(Banana Yoshimoto, “Il dolce domani” - trad. Gala Maria Follaco)





martedì 16 maggio 2023

Padri, figli, colpe

 



E' questo il paradosso della filiazione: le colpe dei padri ricadono sempre sui figli. Ma i figli non sono mai solo il frutto di quelle colpe. Esiste una discontinuità, uno scarto, un resto inassimilabile tra la colpa dei padri e l’ombra della sua ripetizione nei figli.”

(Massimo Recalcati, “Il segreto del figlio”)




martedì 2 maggio 2023

Il momento giusto

 


Ma per quanto uno possa dire e fare, il momento giusto si fa avanti all’improvviso. Viene planando tutt’a un tratto, imprevisto e imprevedibile.

(da “Amrita”, di Banana Yoshimoto – trad. Giorgio Amitrano)





venerdì 4 novembre 2022

Incipit 97/100

“Nel marzo scorso dovevo tenere a Coira, presso la Società Andreas Dahinden, una conferenza sull'arte di scrivere romanzi polizieschi. Vi arrivai in treno che già annottava - nuvole basse e un nevischio deprimente, e gelo dappertutto. La conferenza si tenne nella sala dell'Unione Commercianti. Il pubblico era piuttosto scarso, dato che quella stessa sera Emil Staiger parlava nell'aula magna del Liceo sull'ultimo Goethe. Non ero in vena quella sera - neanche gli spettatori lo erano del resto - e parecchi del luogo lasciarono la sala prima che la conferenza fosse finita.”

(La Promessa, di Friedrich Dürrenmatt – trad. Silvano Daniele) 





venerdì 24 giugno 2022

Incipit 78/100

'Beth Hamishpath' – la Corte! Queste parole che l'usciere grida a voce spiegata ci fanno balzare in piedi giacché annunziano l'ingresso dei tre giudici: a capo scoperto, in toga nera, essi entrano infatti da una porta laterale per prendere posto in cima al palco eretto nell'aula. Ai due capi del lungo tavolo, che presto si coprirà di innumerevoli volumi e di oltre millecinquecento documenti, stanno gli stenografi. Subito sotto i giudici c'è il banco degli interpreti, la cui opera è necessaria per i dialoghi diretti tra l'imputato (o il suo difensore) e la Corte; per il resto, sia la difesa sia la maggior parte degli stranieri seguono il dibattimento, che si svolge in lingua ebraica, ascoltando con la cuffia la traduzione simultanea, che è ottima in francese, passabile in inglese, e veramente pessima e spesso incomprensibile in tedesco.”

(La banalità del male, di Hanna Arendt – trad. Piero Bernardini)









venerdì 15 aprile 2022

Incipit 68/100

Esistono molti modi di avere un'infanzia poco felice. Uno di essi consiste nell'essere troppo fortunati. Questa consapevolezza, omaggio del tempo, si forma lentamente. Dicono che il velo dietro il quale si nasconde il nostro futuro è stato tessuto da un angelo misericordioso. Ma cos'è che ci rende ciechi davanti al nostro imprevedibile passato? Perché portiamo una benda sugli occhi mentre frughiamo tra le sue rovine, invischiati nell'intricata ragnatela delle cause e degli effetti? Romanzieri delle nostre vite, raccontiamo delle storie, fabbricandoci con pezzi di altre persone, usando vivi e morti per dire la nostra. Questa è una storia: frammenti di una vita. Di più vite. Soprattutto della mia. E della sua.”

(Il Peccato, di Josephine Hart – trad. Vincenzo Mantovani)




giovedì 29 luglio 2021

La possibilità di godere di ogni momento


Tutti di solito sono convinti che le persone si separano perché una si è stancata dell'altra, per propria volontà o per volontà dell'altra persona. Ma non è così. I periodi finiscono, come cambiano le stagioni. Semplicemente. È una cosa su cui la volontà individuale non ha nessun potere. Viceversa, si ha la possibilità, fino a quando verrà quel giorno, di godere di ogni momento. Noi, fino all'ultimo, vivemmo nella gioia.

(da H/H, di Banana Yoshimoto, Feltrinelli - trad. Giorgio Amitrano)


 

 

venerdì 4 giugno 2021

Incipit 23/100

“C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita. Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso, fino ai suoi fluidi contorni, ed è a casa. Alcuni lo trovano nel luogo di nascita; altri possono andarsene, bruciati, da una città di mare, e scoprirsi ristorati nel deserto. Ci sono quelli nati in campagne collinose che si sentono veramente a loro agio solo nell'intensa e indaffarata solitudine della città. Per qualcuno è la ricerca dell'impronta di un altro; un figlio o una madre, un nonno o un fratello, un innamorato, un marito, una moglie o un nemico. Possiamo vivere la nostra vita nella gioia o nell'infelicità, baciati dal successo o insoddisfatti, amati o no, senza mai sentirci raggelare dalla sorpresa di un riconoscimento, senza patire mai lo strazio del ferro ritorto che si sfila dalla nostra anima, e trovare finalmente il nostro posto.”

(Il danno, di Josephine Hart – trad. Vincenzo Mantovani)