Figlio, se hai una spada nel cuore, devi strapparla e adoperarla. Ma non v'è spada nel mio cuore: nessuno è mio nemico.
(Giona Birdwell/Gary Cooper in “La legge del Signore”, di William Wyler – 1956)
Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
Figlio, se hai una spada nel cuore, devi strapparla e adoperarla. Ma non v'è spada nel mio cuore: nessuno è mio nemico.
(Giona Birdwell/Gary Cooper in “La legge del Signore”, di William Wyler – 1956)
Laggiù smercio whiskey e carte, quello che posso servirvi quassù è una palla nel cranio, a piacere del cliente.
(Vienna/Joan Crawford in “Johnny Guitar”, di Niholas Ray - 1954)
Anche se te ne rendi ben conto, che tu lo voglia o no, sei diventato un uomo e hai un carattere: ti sorprenderai a tenere duro e a lottare quando invece dovresti fuggire, a parlare quando invece dovresti tenere la bocca chiusa; certe tue azioni saranno criticate da molti eppure tu le farai ugualmente.
(Lane/John Wayne in “Quel maledetto colpo al Rio Grande Express”, di Burt Kennedy - 1973)
(Doc Holliday/Victor Mature e Wyatt Earp/Henry Fonda in “Sfida infernale”, di John Ford - 1946)
È brutta la vecchiaia. Un giorno capirete cosa significhi per un soldato: oggi capitano di uno squadrone e tutti i suoi uomini dipendono da lui, i tenenti tremano quando sbraita, e domani invece sarà felice se il maniscalco si offrirà di ferrargli un cavallo.
(capitano Nathan Brittles/John Wayne in “I cavalieri del Nord Ovest”, di John Ford - 1949)
Che bella vita! Si rischia la pelle per acciuffare degli assassini, i giurati li mandano assolti, quelli tornano e ti fanno la festa. Sei onesto, resti povero per tutta la vita, e finisci per morire assassinato come un cane in un angolo di strada. E perché? Per niente, per un distintivo.
(Willy Kane/Gary Cooper in "Mezzogiorno di fuoco", di Fred Zinnemann - 1952)
Il mio nome è Django. Finché starai con me, nessuno ti farà del male.
(Django/Franco Nero in “Django” di Sergio Corbucci - 1966)
“Avevo finito la torta e stavo prendendo una seconda tazza di caffè quando lo vidi. Il treno merci di mezzanotte era arrivato da pochi minuti e lui stava sbirciando dentro il ristorante da un lato della vetrina, quello più vicino alla stazione, riparandosi gli occhi con la mano e battendo le palpebre per la luce. Vide che lo guardavo e il suo volto tornò a svanire nell'oscurità. Ma sapevo che era ancora lì. Sapevo che stava aspettando. I barboni mi prendono sempre per un bersaglio facile.”
(L'assassino che è in me, di Jim Thompson – trad. Anna Martini)

