Visualizzazione post con etichetta Western. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Western. Mostra tutti i post

lunedì 22 giugno 2026

Citazioni Cinematografiche n.673


Figlio, se hai una spada nel cuore, devi strapparla e adoperarla. Ma non v'è spada nel mio cuore: nessuno è mio nemico.

(Giona Birdwell/Gary Cooper in “La legge del Signore”, di William Wyler – 1956)



 

lunedì 24 novembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.643

 

Laggiù smercio whiskey e carte, quello che posso servirvi quassù è una palla nel cranio, a piacere del cliente.

(Vienna/Joan Crawford in “Johnny Guitar”, di Niholas Ray - 1954)

















lunedì 20 ottobre 2025

Citazioni Cinematografiche n.638

 

Anche se te ne rendi ben conto, che tu lo voglia o no, sei diventato un uomo e hai un carattere: ti sorprenderai a tenere duro e a lottare quando invece dovresti fuggire, a parlare quando invece dovresti tenere la bocca chiusa; certe tue azioni saranno criticate da molti eppure tu le farai ugualmente.

(Lane/John Wayne in “Quel maledetto colpo al Rio Grande Express”, di Burt Kennedy - 1973)






lunedì 17 febbraio 2025

Citazioni Cinematografiche n.603

 

Doc Holliday: Si fermerà a lungo?
Wyatt Earp: Chissà.
Doc Holliday: Il tempo di catturare gli assassini di suo fratello?
Wyatt Earp: Sì, almeno in generale.
Doc Holliday: E in particolare?
Wyatt Earp: Come sarebbe a dire?
Doc Holliday: Non si sarà per ipotesi messo in testa di moralizzare la città?
Wyatt Earp: Be', a dire il vero non ci avevo pensato, ma non è una cattiva idea: mi pagano per questo.

(Doc Holliday/Victor Mature e Wyatt Earp/Henry Fonda in “Sfida infernale”, di John Ford - 1946)






lunedì 2 dicembre 2024

Citazioni Cinematografiche n.592

 

Kirby York: Col suo permesso, colonnello, gli indiani Apache sono tutt'altro che codardi.
Oswald Turner: Spero che non vorrà paragonarli con i Sioux, capitano.
Kirby York: No, colonnello. I Sioux una volta invasero le terre degli Apache e per molti anni le linee delle loro ritirate rimasero tracciate dalle ossa dei loro morti.
Oswald Turner: Debbo dedurne che gli Apache abbiano degenerato da allora, a giudicare dai pochi esemplari che ho incontrato durante il mio viaggio.
Kirby York: Se è riuscito a vederli, colonnello, non erano Apache.

(Kirby York/John Wayne e Oswald Turner/Henry Fonda in “Il massacro di Fort Apache”, di John Ford - 1948)




lunedì 3 giugno 2024

Citazioni Cinematografiche n.566

 

È brutta la vecchiaia. Un giorno capirete cosa significhi per un soldato: oggi capitano di uno squadrone e tutti i suoi uomini dipendono da lui, i tenenti tremano quando sbraita, e domani invece sarà felice se il maniscalco si offrirà di ferrargli un cavallo.

(capitano Nathan Brittles/John Wayne in “I cavalieri del Nord Ovest”, di John Ford - 1949)






lunedì 9 gennaio 2023

Citazioni Cinematografiche n.493

Che bella vita! Si rischia la pelle per acciuffare degli assassini, i giurati li mandano assolti, quelli tornano e ti fanno la festa. Sei onesto, resti povero per tutta la vita, e finisci per morire assassinato come un cane in un angolo di strada. E perché? Per niente, per un distintivo. 

(Willy Kane/Gary Cooper in "Mezzogiorno di fuoco", di Fred Zinnemann - 1952)





lunedì 8 agosto 2022

Citazioni Cinematografiche n.471

 

Il mio nome è Django. Finché starai con me, nessuno ti farà del male. 

(Django/Franco Nero in “Django” di Sergio Corbucci - 1966)





venerdì 13 agosto 2021

Incipit 33/100

“Avevo finito la torta e stavo prendendo una seconda tazza di caffè quando lo vidi. Il treno merci di mezzanotte era arrivato da pochi minuti e lui stava sbirciando dentro il ristorante da un lato della vetrina, quello più vicino alla stazione, riparandosi gli occhi con la mano e battendo le palpebre per la luce. Vide che lo guardavo e il suo volto tornò a svanire nell'oscurità. Ma sapevo che era ancora lì. Sapevo che stava aspettando. I barboni mi prendono sempre per un bersaglio facile.”

(L'assassino che è in me, di Jim Thompson – trad. Anna Martini)


 

 

lunedì 22 giugno 2020

Citazioni Cinematografiche n.360

"Ricordatevi soprattutto che il segreto per essere un valoroso è di non esserlo mai troppo."
(cap. Thomas Archer/Richard Widmark in "Il Grande Sentiero", di John Ford - 1964 ) 


 

lunedì 2 settembre 2019

Citazioni Cinematografiche n.318

Ennis Del Mar: Sì, possiamo vederci una volta ogni tanto in qualche posto fuori mano, ma...  
Jack Twist: Una volta ogni tanto? Che cazzo, ogni quattro anni?  
Ennis Del Mar: Jack, anche se è dura da accettare dammi retta, fattene una ragione.  
Jack Twist: E quanto può durare?  
Ennis Del Mar: Finché riusciamo a restare in sella... E per noi non ci sono redini.

(Ennis Del Mar/Heath Ledger e Jack Twist/Jake Gyllenhaal in "I Segreti di Brokeback Mountain", di Ang Lee - 2005) 



martedì 13 agosto 2019

Non è un paese per vecchi e i Cohen



Qualche giorno fa ho ascoltato le parole di delusione di chi la sera prima aveva visto “Non è un paese per vecchi” di Joel ed Ethan Cohen. Parole tra l'altro espresse con compostezza ed un pizzico di rammarico da parte di chi, argomentando, sosteneva di essere rimasto un po' deluso dal film.
Tanto per essere chiari, chi scrive ritiene che i Cohen, alla regia meglio in coppia che ognuno per conto proprio (con l'altro comunque coinvolto), stiano facendo la storia del Cinema. Quindi “Non è un paese per vecchi” contribuisce ampiamente alla costruzione ed affermazione del loro valore e si aggiunge ai titoli che ritengo doveroso ricordare e rivedere nei prossimi decenni.

Elementi per esprimere una contenuta dose di delusione forse ci sono, specialmente negli ultimi venti minuti di film, dove la tensione, magistralmente creata e mantenuta fino a quel punto tende a scemare, per lasciare spazio essenzialmente alla disillusione e rimpianto del vecchio sceriffo prossimo alla pensione, ma già congedatosi dall'ottimismo e dalla vitale forza che fa andare avanti ogni essere umano sul pianeta.

Gli elementi più che positivi, anzi ottimi, hanno però la meglio e fanno di questo film una occasione imperdibile per godere del cinema dei due fratelli Cohen. Partiamo dalla magistrale ed efficace direzione degli attori, tra gli altri i bravissimi e imprescindibili Tommy Lee Jones, Josh Brolin (non ancora Marvel) e Javier Bardem, il cui sicario dai toni fatalisti e dall'imperscrutabile tono di voce difficilmente può essere dimenticato. I due registi si rivelano ancora una volta maestri nel creare e gestire un mirabile e godibile meccanismo narrativo, in cui dosano pathos, frenesia, tensione, riflessione, dialoghi, violenza e senso di finitudine a livelli d'eccellenza. 


Ma quello che fa veramente la differenza è che tutto questo sembri non interessare troppo ai Cohen, che nella loro maestria e sicurezza di gestione dell'apparato tecnico e del mezzo espressivo nella sua totalità, ci offrono qualcosa che sembra una summa, o meglio l'assunto fondatore del loro Cinema. Ovvero, consapevoli come sia necessario curare dettagli ed elementi dell'opera, utilizzano sangue, inseguimenti, epifanie tanto fallaci quanto definitive, dialoghi che mescolano humor nero e fatale disillusione per offrire un serissimo gioco basato su una potenza teorica che si esprime in inquadrature, luci, impostazioni narrative e di ripresa che fanno sì che la loro opera, i loro film siano riconoscibili e degni di essere visti e goduti. 
 

lunedì 15 luglio 2019

Citazioni Cinematografiche n.311

Nessuno: Se te ne vai anche tu qui chi ci rimane? Nessuno.
Jack: Smettere a volte è più difficile che cominciare.
 
Nessuno: Smettere è giusto, ma uno come te deve finire in bellezza.

(Nessuno/Terence Hill e Jack Beauregard/Henry Fonda in "Il mio nome è Nessuno", di Tonino Valerii - 1973)




 

lunedì 5 novembre 2018

Citazioni Cinematografiche n.275

Sono cose che dispiacciono, nella vita si può anche morire... 
(El Chuncho/Gian Maria Volontè in "Quién sabe?", di Damiano Damiani - 1966)



lunedì 29 ottobre 2018

Citazioni Cinematografiche n.274

Quando devo sparare, la sera prima vado a letto presto. 
(Il Monco/Clint Eastwood in "Per Qualche Dollaro in più", di Sergio Leone - 1965)



sabato 21 aprile 2018

Le Storie #66 - #67


Fra gli elementi che accomunano gli ultimi due albi della collana “Le Storie”, presento quelli che reputo maggiormente significativi e degni di nota.
Il primo riguarda l'omaggio fatto, attraverso le copertine, a due degli eroi Bonelli per eccellenza richiamando famose cover delle serie a loro dedicate : Tex per quanto riguarda la storia western “Angela”, numero 66 de “Le Storie” che si rifà agli albi a strisce del grande ranger, allora ritratto in una posa iconica; Dylan Dog, omaggiato con un esplicito riferimento al numero 5 della serie grazie a quanto disegnato sulla pagina frontale di “Giochi di Potere”, albo 67.


















Una donna sola nel vecchio West… Una donna giovane e attraente circondata da uomini rozzi e brutali, in un mondo governato dalla Legge della Colt. Non è una vita facile e Angela lo sa bene. Per questo ha imparato a muoversi in fretta, a blandire e sedurre, ma anche a colpire duro se ce n’è bisogno… Tutte qualità che le saranno utili quando – in seguito alla morte del marito – si troverà a vestire i panni dello sceriffo! (da sergiobonelli.it)

















Nella Venezia del Cinquecento, Cosimo Tempesta è un uomo prezioso: una spia che sa destreggiarsi tra pugnali e veleni, trame politiche e segreti inconfessabili... Ma anche la sua sperimentata astuzia è messa duramente alla prova quando scompare la bellissima Anna Morosini, figlia di un alto dignitario della Repubblica. Chi ha rapito la giovane? E perché? Domande a cui Cosimo scoprirà sarebbe meglio non rispondere... (da sergiobonelli.it)



Il secondo elemento che mi piace evidenziare riguarda la firma di Paolo Morales per soggetto e sceneggiatura in entrambi gli albi. Il fumettista, sceneggiatore e storyboard-artist romano è stato a lungo prezioso collaboratore della casa editrice Bonelli, in particolare lavorando su Martin Mystere, fino alla sua morte avvenuta circa 5 anni fa. Nella collana “Le Storie” aveva già curato soggetto e sceneggiatura di “Ritorno a Berlino”, numero 6, albo a me molto caro e che mi avrebbe fatto piacere potesse essere più lungo. A questo proposito mi ritorna spesso il dubbio che in diversi albi della collana i soggetti fossero inizialmente pensati per produzioni più lunghe, come i “Romanzi a Fumetti” (cito Mohican, sempre firmato Morales) o le miniserie che qualche anno fa fecero la loro comparsa nelle edicole.


Paolo Morales riusciva a inventare storie efficaci, coinvolgenti, sufficientemente complesse ma comunque godibili, che avrebbero potuto essere ambientate in qualunque luogo od epoca, tanto genuinamente “universali” risultavano essere. Ma da grande artista e con intuito finiva per collocarle dove avrebbero donato e ricevuto valore ulteriore, per completezza di amalgama fra scenari, contesti, momenti storici e definizione dei personaggi, fossero quelli principali o comprimari.

Lo stesso accade in “Angela”, dove gli elementi western trovano una loro ragion d'essere in una storia che sa tanto di romanzo d'appendice, con avventura e sentimento che raggiungono sia i gusti di un lettore di Tex che quelli di amanti di serie più legate al quotidiano o all'approfondimento dei caratteri. Analogo principio è presente in “Giochi di Potere”, i cui sotterfugi, vendette, doppiogiochisti, violenze pubbliche e private vengono inseriti al tempo della Serenissima Repubblica di Venezia, in guerra con l'Impero Ottomano e la lega di Cambrai all'inizio del '500, ma che avrebbero potuto essere trasposti negli anni della Guerra Fredda, durante il secondo conflitto mondiale o, perché no, anche inseriti nelle vicende di questi ultimi mesi, con spie di varie parti che agiscono più o meno nell'ombra e l'incombere di conflitti e violente rivalità.

La cura è notevole, anche i disegni rendono bene e mi sono piaciuti, ma rimane il limite, se così si può dire, dello spazio dedicato alle sceneggiature, che probabilmente avrebbero potuto offrire ancora di meglio e di più con un numero maggiore di tavole a disposizione. Le vicende infatti subiscono entrambe un'incauta e un po' mortificante accelerazione, che le porta a trascurare qualche dettaglio e passaggio narrativo per giungere alla conclusione rispettando il numero massimo di tavole consentito. Questo inficia il comunque gradevole e notevole risultato finale. Prova di quanto scrivo, a mio parere è presente nel numero 67, dove ad uno dei personaggi chiave della storia viene tagliata la barba, che repentinamente compare nella tavola successiva, senza che nulla faccia pensare sia trascorso un tempo sufficiente per una crescita così evidente da sembrare che non ci sia stata alcuna rasatura. Magari è stata una semplice svista, ma mi piace pensare che tra la tavola in cui la barba viene tagliata e quella in cui ritorna sul volto dell'interessante personaggio, ci fossero altre avventure e vicende accadute, ma che sono state sacrificate alla ragione dei numeri editoriali.



lunedì 22 gennaio 2018

Citazioni Cinematografiche n.234

Quando arrivai qui ero ancora un pivello appena laureato in legge, con la borsa piena di codici, un ottimo orologio d'oro, nonché quattordici dollari in contanti. Avevo seguito alla lettera il consiglio del mio professore di diritto privato: "Va' nel West, giovanotto, va' nel West, se vuoi trovare fortuna, gloria e avventura"
(Ransom Stoddard/James Stewart in "L'Uomo che uccise Liberty Valance", di John Ford - 1962)





lunedì 20 marzo 2017

Citazioni Cinematografiche n.192

Kathleen: Disagi, schiavitù e rovina. Sei sempre tu, Kirby. 
Kirby: Agi, orgoglio e privilegi. Sei sempre tu, Kathleen.

(Kirby Yorke/John Wayne e Mrs. Kathleen Yorke/Maureen O'Hara in "Rio Bravo", di John Ford - 1950