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lunedì 18 agosto 2025

Citazioni Cinematografiche n.629

 

Wong: Scarlet Witch.
Dottor Strange: Wanda non c'è più. Lei possiede il Darkhold, e il Darkhold possiede lei.
Wong: Scarlet Witch è dotata di una magia imperscrutabile. Lei può riscrivere la realtà come vuole ed è profetizzato che regnerà o annichilirà il cosmo.
Dottor Strange: Si è impossessata di un'intera città utilizzando la mente. Se ottenesse il potere di America potrebbe assoggettare l'intero multiverso.
America Chavez: Allora, la persona da cui sei andato a chiedere aiuto e a cui hai detto esattamente dove mi trovo è la persona che sta cercando di uccidermi?
Dottor Strange: Sì.
Wong: Sospendete le lezioni e armate gli allievi. Kamar-Taj deve diventare una fortezza.

(Wong/Benedict Wong, Dottor Strange/Benedict Cumberbatch e America Chavez/Xochitl Gomez in “Doctor Strange nel Multiverso della Follia”, di Sam Raimi - 2022)





lunedì 20 novembre 2023

Citazioni Cinematografiche n.538

Christine Brown: Signor Stark, lei viene definito il Leonardo Da Vinci contemporaneo, cos'ha da dire?
Tony Stark: Una cosa ridicola, io non dipingo.
Christine Brown: E l'altro soprannome: mercante di morte?
Tony Stark: Non è male... mi faccia indovinare: Berkley?
Christine Brown: Brown, per la verità...
Tony Stark: Be', signorina Brown, è un mondo imperfetto, ma è l'unico che abbiamo... Creda, quando non serviranno più armi per mantenere la pace, costruirò mattoni per ospedali pediatrici.
Christine Brown: Prova spesso le battute?
Tony Stark: Ogni sera allo specchio prima di coricarmi.
Christine Brown: Sì, lo vedo...
Tony Stark: Vorrei mostraglielo di persona...
Christine Brown: A me interessa una risposta seria.
Tony Stark: Va bene, sarò serio. Il mio vecchio aveva una filosofia: "Pace" significa avere una mazza più grande degli altri.
Christine Brown: Una gran bella battuta da chi vende le mazze.
Tony Stark: Mio padre ha aiutato a sconfiggere i nazisti. Ha lavorato al progetto Manhattan. Molti tra cui professori alla Brown lo definirebbero un eroe.
Christine Brown: E molte persone lo definirebbero un affarista della guerra.
Tony Stark: E scriverà anche su quante persone abbiamo salvato con la tecnologia medica avanzata o di quante persone la nostra coltura intelligente ha sfamato? Tutti questi progressi? Finanziamenti militari, cara!
Christine Brown: Magnifico... ha mai perso un'ora di sonno in vita sua?
Tony Stark: Magari ne perderei qualcuna con lei.

(Christine Brown-Everhart/Leslie Bibb e Tony Stark/Robert Downey Jr. in “Iron Man”, di Jon Favreau - 2008) 








lunedì 13 novembre 2023

Citazioni Cinematografiche n.537


Steve Rogers: È andata...?
Abraham Erskine: Sì, sì, penso di sì!
Howard Stark: C'è veramente riuscito!
Peggy Carter: Come ti senti?
Steve Rogers: Più alto...!
Peggy Carter: Ora, ehm... sei più alto!

(Steve Rogers/Chris Evans, Abraham Erskine/Stanley Tucci, Howard Stark/Dominic Cooper e Peggy Carter/Hayley Atwell in “Captain America - Il primo Vendicatore”, di Joe Johnston - 2011)




lunedì 25 settembre 2023

Citazioni Cinematografiche n.530

 

Ho vissuto molte vite ma non voglio più fuggire dal passato.
(Natasha Romanoff/Vedova Nera/Scarlett Johansson in “Black Widow”, di Cate Shortland - 2021)







lunedì 11 settembre 2023

Citazioni Cinematografiche n.528

 


Star-Lord: Strano, c'è una flotta Sovereign che si avvicina alle nostre spalle.
Gamora: Perché ci seguono?
Drax il Distruttore: Forse perché Rocket ha rubato le batterie.
Rocket Raccoon: Ciccio!!!
Drax il Distruttore: Sì... Non ha rubato le batterie, non so perché ci inseguono, è un mistero.
Star-Lord: Ti sei bevuto il cervello?!
Rocket Raccoon: Erano lì che dicevano "rubaci"!
Gamora: Questa è la tua difesa?
Rocket Raccoon: Dai, quella sacerdotessa non faceva altro che disprezzarci, le serviva una lezione!
Star-Lord: Non sapevo che la tua motivazione fosse l'altruismo, è un peccato che i Sovereign non abbiano capito le tue motivazioni e vogliano ucciderci.
Rocket Raccoon: Esatto!
Star-Lord: Era una battuta sarcastica!
Rocket Raccoon: Ohhh no!! E perché non hai usato la voce sarcastica, mi fai passare per idiota!
Gamora: Polemizziamo dopo che saremo sopravvissuti a questa battaglia spaziale?


(Star-Lord/Chris Pratt, Gamora/Zoe Saldana, Drax/Dave Bautista, Rocket Raccoon in “Guardiani della Galassia Vol.2”, di James Gunn - 2017)






lunedì 8 maggio 2023

Citazioni Cinematografiche n.510

 

Wong: Mentre eroi tipo gli Avengers proteggono il mondo da pericoli fisici, noi stregoni lo salvaguardiamo da minacce più mistiche. L'Antico è l'ultimo nella discendenza degli Stregoni Supremi, iniziata migliaia di anni fa con il padre delle arti mistiche, il potente Agamotto. Lo stregone che creò l'occhio che tu hai avventatamente preso in prestito. Agamotto ha costruito tre Santuari in luoghi di potere dove ora sorgono grandi città. Quella porta conduce al Santuario di Hong Kong. Quella porta al Santuario di New York. Quella al Santuario di Londra. Insieme generano uno scudo protettivo intorno al nostro mondo.
Karl Mordo: I Santuari proteggono il mondo e noi stregoni... proteggiamo i Santuari.
Dottor Strange: E da cosa?
Wong: Altri esseri dimensionali che minacciano il nostro universo.
Dottor Strange: Come Dormammu.
Karl Mordo: Come fai a conoscere quel nome?
Dottor Strange: L'ho appena letto nel Libro di Cagliostro. Perché?
Wong: Dormammu dimora nella Dimensione Oscura. Oltre il tempo. Egli è il conquistatore cosmico, il distruttore dei mondi! Un essere di potere infinito e di inesauribile avidità che cerca di invadere ogni universo e portare tutti i mondi nella Dimensione Oscura. Egli brama la Terra sopra ogni cosa.
Dottor Strange: Le pagine che Kaecilius ha rubato.
Wong: Per entrare in contatto con Dormammu e attirare potere dalla Dimensione Oscura.
Dottor Strange: Okay... Okay... Io... io mi ritiro. Io... io ero venuto qui per guarire le mie mani. Non per combattere in una... in una guerra mistica!


(Wong/Benedict Wong, Karl Mordo/Chiwetel Ejiofor e Dottor Strange/Benedict Cumberbatch in “Doctor Strange”, di Scott Derrickson – 2016)





lunedì 13 febbraio 2023

Citazioni Cinematografiche n.498

 

Gamora: Io sono una guerriera, e un'assassina. Non ballo.
Star-Lord: Davvero? Be', sul mio pianeta esiste una leggenda sulle persone come te. Si chiama Footloose; parla di un grande eroe di nome Kevin Bacon, che insegna a una città piena di persone con un manico di scopa infilato nel culo che ballare... È la cosa più bella che ci sia!
Gamora: Chi li ha infilato questa scopa nel culo?
Star-Lord: Cosa? No, no...
Gamora: È crudele...
Star-Lord: È solo un modo di dire

(Gamora/Zoe Saldana e Peter Quill/Star-Lord/Chris Pratt in “Guardiani della Galassia”, di James Gunn - 2014)




lunedì 14 novembre 2022

Citazioni Cinematografiche n.485


Yukio: Sei un soldato.

Wolverine: No, per niente. Accosta.

Yukio: Tu sei un soldato.

Wolverine: Accosta. Fermati subito. Subito.

Yukio: Tu sei un soldato. E cerchi quello che cercano i soldati.

Wolverine: Che cerco?

Yukio: Una morte onorevole. La fine della sofferenza.

Wolverine: Chi ti dice che soffro?

Yukio: Un uomo che ha incubi ogni notte della sua vita è un uomo che soffre.


(Yukio/Rila Fukushima e Wolverine/Hugh Jackman in “Wolverine – L'immortale”, di James Mangold - 2013)









lunedì 19 luglio 2021

Citazioni Cinematografiche n.416

Peter Parker: Ehi, senti, io... Ti volevo chiedere scusa per tutta quella faccenda del Decathlon, davvero...
Liz: Non fa niente. La settimana scorsa la cosa più importante era il Decathlon, poi... sono quasi morta.
Peter Parker: No, io vorrei... Voglio solo dire che... non è stato carino, soprattutto per... perché... tu... mi piaci.
Liz: Lo so.
Peter Parker: Lo sai?
Liz: Tu sei incapace di mantenere i segreti!
Peter Parker: Ehm, potresti restarne sorpresa...

(Peter Parker/Spider Man/Tom Holland e Liz Allan/Laura Harrier in "Spider-Man: Homecomig" di John Watts - 2017) 




lunedì 23 settembre 2019

Citazioni Cinematografiche n.321

Peter Parker: Harry, aspetta. Ho bisogno di parlarti.. di spiegarti le cose.  
Harry Osborn: ..Dillo a mio padre. Resuscitalo se ce la fai.  
Peter Parker: Sono tuo amico, Harry. E volevo bene a tuo padre.
(Peter Parker/Tobey Maguire e Harry Osborn/James Franco in "Spider-Man 3", di Sam Raimi - 2007)




 

lunedì 9 settembre 2019

Citazioni Cinematografiche n.319

Peter Parker: Ciao.  
Mary Jane Watson: Ah... Sei tu.  
Peter Parker: Senti, mi dispiace, devo chiarire alcune cose...  
Mary Jane Watson: Io non ti riconosco più. E non posso continuare a pensare a te. Fa troppo male.  
Peter Parker: Sto leggendo poesie adesso.  
Mary Jane Watson: Mi spieghi che vuol dire?!  
Peter Parker: "Giorno dopo giorno, egli la fissava. Giorno dopo giorno, si struggeva di passione. Giorno dopo giorno..."  
Mary Jane Watson: Non attacca.  
Peter Parker: ...Vado a prenderti un drink?  
Mary Jane Watson: Sto con John, ci pensa lui al mio drink.  
Peter Parker: John...  
Mary Jane Watson: A proposito, John ha visto la mia commedia cinque volte. Harry l'ha vista due. Zia May l'ha vista. Mia madre, che è malata, si è alzata dal letto per vederla. Perfino mio padre... È venuto in camerino a battere cassa. Ma il mio migliore amico, che ci tiene così tanto a me, non riesce ad arrivare in teatro per le otto. Dopo tutti questi anni... Per me non è che un posto vuoto.

(Peter Parker/Tobey Maguire e Mary Jane Watson/Kirsten Dunst in "Spider-Man 2", di Sam Raimi - 2004) 


lunedì 25 febbraio 2019

Citazioni Cinematografiche n.291

Tony Stark: Ho salvato New York. Ricordate? Un esercito di alieni ostili attraversò un buco nello spazio... erano a cento metri da noi. Siamo gli Avengers. Possiamo bloccare trafficanti d'armi tutto il giorno ma... quello lassù, quello... quello è il game over. Come pensavate di sconfiggerlo?  
Steve Rogers: Insieme.  
Tony Stark: Perderemo.  
Steve Rogers: Allora faremo anche quello insieme.
(Tony Stark/Iron Man/Robert Downey Jr. e Steve Rogers/Captain America/Chris Evans in "Avengers: Age of Ultron", di Joss Whedon - 2015) 



lunedì 4 febbraio 2019

Citazioni Cinematografiche n.288

Non mi metterete in prigione. Voi non metterete nessuno di noi in prigione. Sapete perché? Perché avete bisogno di noi. Sì, il mondo è un luogo vulnerabile ed è vero noi aiutiamo a renderlo così. Ma siamo anche i più qualificati a difenderlo. Perciò, se volete arrestarmi, arrestatemi. Saprete dove trovarmi. 
(Natasha Romanoff/Vedova Nera/Scarlett Johansson in "Captain America: The Winter Soldier", di Anthony e Joe Russo - 2014)



lunedì 31 dicembre 2018

Citazioni Cinematografiche n.283

Chi sono? Sicuri di volerlo sapere? La storia della mia vita non è per i deboli di cuore. Se qualcuno ha detto che era una bella favoletta, se qualcuno vi ha raccontato che ero solo un tizio normale senza una preoccupazione al mondo, quel qualcuno ha mentito. Ma ve l'assicuro: questa, come qualsiasi storia che valga il racconto, è a proposito di una ragazza. Questa ragazza. La ragazza della porta accanto: Mary Jane Watson. La donna che ho amato fin da prima di cominciare ad apprezzare le ragazze. Vorrei potervi dire che sono io quello accanto a lei. 
(Peter Parker/Tobey Maguire in "Spider-Man", di Sam Raimi - 2002) 





lunedì 17 dicembre 2018

Citazioni Cinematografiche n.281

Vi credevate una squadra? No, siamo una mistura chimica che produce il caos. Siamo... pronti ad esplodere! 
(Bruce Banner/Mark Ruffalo in "The Avengers", di Joss Whedon - 2012)



martedì 4 dicembre 2018

Captain America, al cinema con la Marvel



Captain America all'interno del progetto in fasi della Marvel e del Marvel Cinematic Universe è giustamente uno dei personaggi principali. Compare in diversi film della serie, dando il suo contributo in termini di azione, pensiero e spettacolarità. Si intende con alcuni Avengers, con altri è spesso in disaccordo se non addirittura ne contrasta la funzione e le azioni.

Sono alla data attuale tre i film Marvel Cinematic Universe che portano il nome di Captain America nel titolo, pertanto sull'onda dell'entusiasmo di alcune recenti chiacchierate vado a parlarne sinteticamente senza far mancare il per me sempre divertente gioco dei voti.

 Captain America – Il Primo Vendicatore (2011): uscito nelle sale in occasione del 70° anniversario della prima commercializzazione del fumetto a lui ispirato, nonché dell'entrata in guerra degli USA nel secondo conflitto mondiale, quest'opera offre i pregi ed allo stesso tempo i difetti di tale operazione. Con l'idea (la pretesa?) di rimanere fedeli al personaggio cartaceo, sceneggiatori e regista rimangono un po' intrappolati nell'allineamento ai testi originali. Cosa non necessariamente negativa in linea di principio, ma poiché il buon Captain fu creato anche con intenti patriottici, se non proprio per sposare la causa interventista negli USA e con più di qualche risvolto necessariamente militarista se non peggio, probabilmente una maggiore attenzione alla caratterizzazione e conseguente attualizzazione del personaggio sarebbe stata opportuna. Punti di vista, certo, ma scene d'azione a ripetizione, anche se non proprio tutte coordinate ed anzi qualcuna troppo caotica e poco coreografata, uno scudo che vola verso lo spettatore e una serie di buoni sentimenti sparati quasi a caso senza efficace sceneggiatura, non nascondono la natura primigenia della creazione di Captain America, che odorava e anche qui odora di retorica militarista. Non troppo smaccata, ma comunque evidente. Va bene, Captian America è uno dei primissimi personaggi della Marvel, il soldato perfetto e mutante, il difensore degli oppressi contro la barbarie nazista e (anche) le sue deviazioni eugenetiche, per cui se ci si vuole mantenere sostanzialmente fedeli al fumetto, Joe Johnston alla regia ed i suoi collaboratori hanno avuto vita difficile nel riproporlo, di fatto evitando fin troppo la necessità o comunque la possibilità di aggiornarlo, ripulendolo magari della funzione di propaganda pre-bellica americana, allora tutta incentrata sull’arruolamento di giovani reclute deputate a sconfiggere Hitler.

Il cinema ed ancora prima la letteratura statunitense hanno avuto personaggi che minati nel fisico, se non proprio geneticamente tarati, si sono poi rivelati efficaci portatori dei principi fondativi degli USA, divenendo caratteri positivi in toto, al di là di patriottismi funzionali a strategie politico-militari o commerciali di sorta. John Steinbeck con “Uomini e Topi”, il Forrest Gump di Robert Zemeckis, oppure William Faulkner nel suo “L'Urlo e il Furore”, giusto per proporre degli esempi. Ma qui il mingherlino e poco allenato ragazzo di Brooklyn diviene un eroe grazie ad una mutazione genetica indotta, forse l'equivalente “post” di una eugenetica nazista (ho esagerato?), per cui si smarrisce quell'allure democratica e di sani principi. Detto questo ne esce un protagonista fin troppo piatto, ma alle prese con un antagonista direttamente equiparabile e proporzionale. Sul confronto fra i due la sceneggiatura avrebbe potuto insistere meglio e con maggiore cura, facendolo divenire non solo uno scontro fisico, ma anche di visioni, di principi, di valori, così da rendere il film più degno di essere visto. 

C'è da dire che la recitazione di Chris Evans nei panni del Captain non aiuta affatto, come se anche lui fosse rimasto intrappolato nell'operazione, senza riuscire a mettere del suo in un'opera che avrebbe potuto essere di più, non necessariamente migliore, ma con maggiore coraggio una cosa diversa e sicuramente più intrigante.
Voto: 5



Captain America – The Winter Soldier (2014): tre anni dopo la Marvel (con la Disney) ci riprova e per l'occasione cambia regista, scelta alla luce del risultato più che azzeccata, dal momento che i fratelli Russo riescono dove chi li ha preceduti ha fallito. Il nostro Captain, dopo l'avventura con gli Avengers, si ritrova a vivere nel 21° secolo, per cui la già auspicata attualizzazione del personaggio si rende quanto mai urgente e necessaria. Anthony e Joe se ne rendono conto e lo fanno a modo loro, ma anche bene, nonostante l'attore protagonista risenta ancora di una certa fissità e rigidità che in alcune scene depotenzia l'effetto complessivo. 


Al fine di non commettere lo stesso errore di Johnston, a dirla tutta un po' costretto dall'ambientazione anni 40 del primo film e dalla costruzione “solitaria” dell'eroe, i registi mettono ben a frutto la sceneggiatura, che prevede due validi supporti al Captain, molto più di comprimari, a cui donano spazio e complessità che loro ben introiettano e sfruttano. Natasha Romanoff (Vedova Nera) e Falcon donano possibilità e valide soluzioni all'azione come anche all'approfondimento, permettendo persino al Captain di essere meno monolitico (anche nell'espressione) e più complesso, con dubbi, riflessioni e domande che ne consentono una certa evoluzione e maturazione, sia come individuo che come membro degli Avengers. Il fatto poi che l'antagonista, il Soldato d'Inverno appunto, sia il suo più grande amico di gioventù, quella vera, e che ci sia del marcio nello SHIELD, dona ulteriore gusto a quello che risulta un buon thriller di spionaggio travestito da film di supereroi.

Gli effetti speciali, gli inseguimenti e le esplosioni sono ben coordinate e coreografate, si amalgamano bene non solo tra loro (efficaci le coppie simmetriche, tra cui una che vede coinvolto Fury/Samuel L. Jackson) ma anche con le parti meno fisiche e più dialogate, sebbene queste in alcuni punti rischino eccessiva verbosità. Il buon Captain si guarda allo specchio e riflesso in ciò che dicono e fanno alleati e nemici, dando così spazio ad una maggiore complessità, che permette di patire un po' meno la recitazione di Chris Evans. 
Quest'ultimo funziona meglio se supportato dalle acrobazie di una apprezzabile Scarlett Johansson e dall'ironia di Anthony Mackie, valore aggiunto di un'opera che, abbandonate le atmosfere da Stati Uniti baluardo della democrazia e della libertà (fin troppo superate dagli eventi degli ultimi 60 anni), fa tornare la voglia di vedere questi film, che troppo spesso si allontanano dall'essere cinema di qualità per limitarsi ad essere fra quelli che vengono, legittimamente, girati per divenire pop-corn movies da grande incasso.
Voto: 7,5



Captain America: Civil War (2016): terzo film con il nome del Capitano nel titolo, confermata la coppia alla regia e quella alla sceneggiatura, ma qualcosa scricchiola. Nulla di troppo grave, per carità, ci si diverte ed il mix di azione e spruzzata di thriller conferma la validità dell'opera, che però è fin troppo evidente quanto sia legata alla missione di collegare tra loro i film Marvel Cinematic, tirando la volata per i successivi sviluppi del gruppo dei Vendicatori ed i vari spin off che vengono periodicamente sfornati. Ad una prima parte che funziona più che bene, confermando quanto di buono goduto nel precedente, in questo film la seconda frazione diviene un'opera collettiva che a fatica i protagonisti ed i registi riescono a tenere unita, peggiorandone la qualità generale.

Proviamo a procedere con ordine: la base di partenza è il fumetto Civil War di Mark Millar, che prendeva la sua ragione di scontro e divisione fra i membri degli Avengers dagli anni post 11 settembre 2001 (il fumetto è del 2006), con tutto il contesto delle guerre in Afghanista ed Iraq, le conseguenze interne agli USA ed insomma una precisa fase storico-sociale e visione della storia americana (ma non solo, anche se il fumetto su quella si concentrava). Inevitabilmente, ed opportunamente a mio avviso, la versione cinematografica se ne discosta per il respiro più ampio, concedendo purtroppo qualcosa alla comunque possibile ambizione a livello concettuale e culturale. Declinando il tutto sul versante internazionale e non esclusivamente interno, si rinuncia a stringenti riferimenti alla cronaca ed all'attualità, perdendo di vista la Storia e riducendo quello che poteva avere un sapore ed un respiro epico-romantico ad uno scontro tra due primedonne. Due di cui una che lo desidera veramente e con evidente atteggiamento vanesio, ovvero Tony Stark/Iron Man, l'altra che si ritrova ad esserlo quasi suo malgrado, fedele agli ideali fondativi di una nazione e della sua personale missione e ragione di esistenza (o creazione?), quindi Steve Rogers/Captain America. Ma la pecca sta nel motivo e motore dello scontro, che nel corso della vicenda sembra divenire solo ed esclusivamente una storia di lealtà e amicizia da riconquistare: quella dello stesso Steve Rogers col Soldato d’Inverno Bucky Barnes, qui di nuovo col volto di Sebastian Stan, restringendo il dramma ad una pur onorevole motivazione. Così però si abbandona il resto e la visuale ne viene modificata, mettendo in secondo piano i livelli più alti sotto il profilo di ideali e riflessione su Democrazia, Potere e Responsabilità.

Lo sviluppo subisce una cesura dopo una prima promettente frazione, in cui il Soldato d'Inverno svolge al meglio il suo ruolo di motore drammaturgico, a cui segue una fase più collettiva ma allo stesso tempo più caotica e motivo di confusione. Arrivano in modo non propriamente in linea con la drammaturgia Peter Parker/Spider Man e Ant Man, che bruscamente trasformano il film, che stava funzionando bene ma che in seguito mostra qualche limite. Si perde il già accennato sapore epico, vengono mandate alle ortiche varie suggestioni interessanti e si nota come i due registi siano forse maggiormente a loro agio con la declinazione delle gesta superumane su un piano terreno, ovvero interno agli ingranaggi di un potere invisibile e pervasivo (come ottimamente nel film precedente), mentre abbiano difficoltà a dosare gli elementi autoironici e quella audace leggerezza di tocco forse necessari per gestire quella componente smitizzante, parte integrante delle opere Marvel. Facendolo divenire un costoso crossover i fratelli Russo fanno perdere incisività al film, che senza mordente non trova più utili meccanismi di creazione della tensione, smarrisce le sue migliori qualità e si trova costretto a puntare pressoché tutto sul processo di normalizzazione e dilatazione delle scene d'azione, prima fra tutte lo scontro collettivo fra supereroi, di cui disturba non solo la ingiustificata lunghezza ma anche l'ironia poco apprezzabile e fuori contesto (i già citati Spider Man e Ant Man ne sono le principali cause).  
Allora in seguito si privatizza lo scontro, lo si fa divenire un “confronto a due”, per riuscire a far quadrare il cerchio, a recuperare la narrazione che deve continuare per i prossimi sviluppi nei futuri film ed allo stesso tempo chiudersi per quanto riguarda questo episodio/non episodio. L'elemento di disunità che si notava viene sfumato, con un certo mestiere va riconosciuto, ma se il tuo film dura 2 ore e 20 minuti non puoi aspettarti che il pubblico non dia segnale di averlo avvertito.
Voto: 6,5