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martedì 6 gennaio 2026

6 gennaio, Epifania, Adorazione

 

(Pieter Brueghel il Giovane, Adorazione dei Magi nella neve, 1590-1610; Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, Museo Correr)





lunedì 8 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.645

 

Sleeth: Ecco una frase detta da lei nel giorno di Pasqua: "Non tutti gli atei sono uomini senza Dio. Ne conobbi uno che spero sia ora in paradiso".
Chisholm: Ma quello era un ateo speciale.
Sleeth: E ancora: "Il buon cristiano è una brava persona, ma ho scoperto che Confucio ha una concezione più lieta della vita". Quando la signora Glen, una delle sue più zelanti devote, che certo non ha colpa della sua straordinaria grassezza, venne da lei per un aiuto spirituale, lei la guardò e disse: "Mangi meno, la porta del paradiso è stretta". Temo, padre, che lei abbia perduto il controllo delle anime.
Chisholm: Ma io non desidero controllare nessun'anima.

(Monsignor Sleeth/Cedric Hardwicke e padre Franco Chisholm/Gregory Peck in “Le chiavi del paradiso”, di John M. Stahl – 1944)





sabato 19 agosto 2023

Un'illusione

 


Quando una persona soffre di un'illusione, si chiama pazzia.
Quando molte persone soffrono di un'illusione, si chiama Religione.
(Robert M. Pirsig, “Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta”, trad. Delfina Vezzoli)




lunedì 5 giugno 2023

Citazioni Cinematografiche n.514

 

Figlio: Vattene, ti ho detto di andartene! Vattene, via! Non devi stare qui!
Irene: Con chi stai parlando?
Figlio: Con Dio, gli dicevo di lasciarmi in pace. Se è dappertutto non sono più libero neanche un secondo.
Irene: Libero cosa?
Figlio: Sì, libero, libero di stare per conto mio, di pensare da solo, lui deve saperlo.

(Irene Picciafuoco/Jacqueline Lustig in “L'ora di religione”, di Marco Bellocchio - 2002)




giovedì 16 febbraio 2023

domenica 5 febbraio 2023

Mese per le vergini e martiri

 


I preti non ci raccontano mai di vergini e martiri come sant’Agata, 5 febbraio. Febbraio è un mese forte per le vergini e martiri. Sia come sia, i pagani di Sicilia ordinarono a sant’Agata di rinunciare alla sua fede in Gesù e come tutte le vergini e martiri lei rispose: manco per sogno. Loro la torturarono, la stirarono sulla ruota, le lacerarono i fianchi con gli uncini di ferro, la bruciarono con le torce fiammeggianti ma lei seguitava a ripetere: manco per sogno, non rinnegherò Nostro Signore. Le schiacciarono i seni e glieli tagliarono dopodiché la fecero rotolare sui carboni ardenti. A questo punto però lei non ne poté più e allora spirò lodando Dio.”

(da “Le ceneri di Angela”, di Frank McCourt – trad. Claudia Valeria Letizia)




giovedì 22 settembre 2022

Cosa ci aspetta dopo domenica?

 



“Tre piaghe, tre flagelli minacciano il mondo.

La prima è la piaga del nazionalismo.

La seconda, la piaga del razzismo.

La terza, la piaga del fondamentalismo religioso.

Le tre piaghe sono unite dalla stessa caratteristica, dallo stesso comun denominatore: la più totale, aggressiva e onnipotente irrazionalità. Impossibile penetrare in una mente contagiata da uno di questi tre mali. In quelle teste arde un sacro rogo in attesa delle sue vittime.”

(da “Imperium”, di Ryszard Kapuściński – trad. Vera Verdiani)




giovedì 25 novembre 2021

Libertà, principi, laici e cattolici


Diceva Gaetano Salvemini: Il clericale domanda la libertà per sé in nome del principio liberale, salvo sopprimerla negli altri, non appena gli sia possibile, in nome del principio clericale.

Come dire che i cattolici rivendicano la loro libertà in base ai nostri principi, quelli laici, e negano le nostre libertà in base ai loro principi, quelli religiosi.

Oppure come dire che per i cattolici quello che vale per tutti, vale anche per loro se gli conviene, ma quello che vale solo per loro deve per forza valere per tutti.

Oppure che vale solo quando lo dicono loro.

Oppure, semplicemente, hanno la faccia come il culo!


sabato 22 maggio 2021

Sabato

Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro.
(Libro dell’Esodo)


 

 

lunedì 21 dicembre 2020

Citazioni Cinematografiche n.386

Le mie mani sono sporche di sangue, io semino discordia. A migliaia sono morti per causa mia. A volte sono così rattristato che non riesco a lasciare il letto. Mi hanno trasformato in una stella fissa, ma non lo sono. Io sono un pianeta vagante: non servo a orientare il cammino.

(Martin Lutero/Ralph Fiennes in “Luther – Genio, ribelle, liberatore”, di Eric Till - 2003)





venerdì 10 aprile 2020

Le parole di Cristo sulla croce

J. Haydn, Le ultime sette parole di Cristo sulla croce
Gli ultimi momenti della vita terrena di Gesù vengono oggi ricordati nella liturgia cristiana, in vari modi e attraverso diverse manifestazioni, di stampo prettamente religioso ma non solo. Diversificate sono le rappresentazioni artistiche e culturali, teatrali ed espressive legate alla sofferenza ed agonia di questa figura.
Specificatamente, le ultime ore di vita di colui che è stato individuato come “figlio di dio”, in musica sono al centro di innumerevoli composizioni, alcune delle quali traggono con esattezza il testo dal racconto dei Vangeli e diventano uno specifico genere musicale, la Passione appunto, le più famose delle quali sono quelle bachiane.
"Salita al Calvario, Giotto - Cappella degli Scrovegni, 1303-05"

La maggior parte di queste opere usa il mezzo vocale e lo spazio sonoro della parola come espressione necessaria alla descrizione di azioni e sentimenti. Vere e proprie narrazioni insomma, con versi e parole presi direttamente dai testi sacri. Differente è il caso dell'opera che propongo in questa sede e all'ascolto della quale invito.
Si tratta di una caso in cui, invece, lo spazio e l'elemento verbale non sono presenti, volutamente negati ed in cui alla “sola” musica strumentale si affida il compito della narrazione. Si torna indietro al Venerdì Santo del 1786, quando per la prima volta si eseguì la "Musica instrumentale sopra le 7 ultime parole del nostro Redentore in croce ovvero Sette Sonate con una introduzione ed alla fine un Terremoto".

Autore è Joseph Haydn, che aveva ricevuto una particolare commissione da parte del canonico della Cattedrale di Cadice, ovvero comporre una musica che si adeguasse e si armonizzasse con il rituale proposto in quella sede. Tale rituale prevedeva ritmi e momenti di vuoto da riempire, appunto, con la musica.
Nello specifico, ad Haydn venne chiesto di scrivere un totale di 9 brani strumentali, 7 dei quali si ispirassero ad altrettante frasi pronunciate dal Cristo morente secondo la tradizione dei Vangeli. Ad incorniciare le sette frasi, una introduzione e una conclusione, il terremoto che secondo i Vangeli segue il momento in cui il Cristo spirò.
Il risultato, composto per un’orchestra piuttosto numerosa, dovette essere apparso allo stesso Haydn una prova convincente, poiché ne realizzò ben altre tre versioni: due per sopperire ad esigenze strumentali ed economiche ridotte (una per quartetto d’archi e una per tastiera sola) ed una, la più tarda, che fornisse a quella musica l’unica cosa mancante, ossia l’elemento verbale con il suo strumento, la voce.

Joseph Haydn
Die sieben Worte unseres Erlösers am Kreuze (Le ultime sette parole del nostro Redentore sulla croce) – versione per orchestra
- Introduzione (Maestoso e adagio)
- Sonata I: Pater, dimitte illis quia nesciunt quid faciunt (Largo)
- Sonata II - Hodie mecum eris in Paradiso (Grave e cantabile)
- Sonata III - Mulier, ecce filius tuus (Grave)
- Sonata IV - Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? (Largo)
- Sonata V - Sitio (Adagio)
- Sonata VI - Consummatum est (Lento)
- Sonata VII - In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum (Largo)
- Il terremoto (Presto e con tutta forza)


Le sette frasi
Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno
(Luca 23, 34)
 
In verità ti dico: oggi sarai con me in Paradiso
(Luca 23, 43)
 
Donna, ecco il tuo figlio
(Giovanni 19, 26-27)
 
Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?
(Salmo 22,1 / Matteo 27, 46)
 
Gesù gridò: Ho sete
(Giovanni 19,28)
 
Tutto è compiuto
(Giovanni 19,30)
 
Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito
(Luca 23, 46)

sabato 29 febbraio 2020

Dampyr #237 – Krampus!

In più di una occasione è stato possibile rendersi conto del potenziale e delle caratteristiche fondamentali di una pubblicazione seriale come Dampyr. Krampus! è uno degli albi che utilizza quel potenziale e propone l’essenza stessa delle storie con protagonisti Harlan, i suoi amici e la loro lotta contro Maestri della Notte e affini. Il personaggio ideato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo scava spesso all’interno delle tradizioni e mitologie mondiali, ed i vari autori trovano sempre ottimi spunti per realizzare storie che mischiano il genere con la Storia. Krampus! scava nella tradizione dei miti natalizi.

L'ambientazione in Alto Adige, in un borgo dove ogni notte di Natale i demoniaci servitori di San Nicola invadono le caratteristiche zone innevate del nord Italia, sostiene l'indagine del nostro eroe, di Sophie Mutter dell’Università di Friburgo e del suo fidanzato sardo Angelo Sanna sul folklore altoatesino. Ciò che cercano di comprendere è se le storie sui Krampus possano riguardare uomini mascherati o mostri. Così, come spesso accade tra leggenda e realtà l’ombra di un vecchio nemico di Harlan Draka si allunga ancora una volta.





Probabilmente possiamo dire che il ritmo stenta a decollare, la narrazione risulta un po' lenta e procede a singhiozzo, ma la sceneggiatura risulta valida e suggestiva, con più di un momento degno di nota. La parte più legata al mitologico ed al leggendario risulta meglio godibile, rispetto all'azione vera e propria che sembra non reggere il ruolo che dovrebbe rivestire. Fortunatamente viene in soccorso la parte grafica, con la creazione di scenari suggestivi, rappresentando al meglio i borghi dell’Alto Adige, grazie al lavoro di Fabrizio Longo, che usa dei chiaroscuri, marcando molto il nero.

Comunque l‘idea di inserire i Krampus, i maestri della Notte, San Nicola e Dampyr, tradizioni e mitologie, invenzioni narrative e fantasie, superstizioni ed espressioni religioso-culturali nella stessa storia è sicuramente qualcosa di intrigante.

Ogni notte di Natale, i demoniaci servitori di San Nicola invadono i caratteristici e innevati borghi del nord Italia. Sophie Mutter dell’Università di Friburgo e il suo fidanzato sardo Angelo Sanna indagano sul folklore altoatesino. Uomini mascherati o mostri? Leggenda o realtà? L’ombra di un vecchio nemico si allunga ancora sul bel Paese e solo l’intervento del Dampyr può risolvere il mistero dei Krampus maledetti! (da sergiobonelli.it)

martedì 21 gennaio 2020

Misticismo e fede in un paesaggio invernale

Paesaggio invernale, di Caspar David Friedrich, 1811 - Londra, National Gallery

 

Opera molto suggestiva, per la scelta di utilizzare una gamma di colori essenziale e per le gradazioni di tono degli stessi, e dai forti rimandi simbolici. L'abete, un albero sempreverde, spesso interpretato e proposto come simbolo della fede, un  sostegno a cui affidarsi anche in situazioni difficili e nelle avversità (il paesaggio innevato). La chiesa gotica sullo sfondo, che appare fra la nebbia, forse una promessa di salvezza e di beatitudine. Magari dopo la morte, evocata dalle grosse pietre simili a lapidi cimiteriali su cui si appoggia la figura umana, un mendicante o un viaggiatore che ha abbandonato sostegni ed aiuti materiali (le stampelle sulla neve) per dedicarsi alla preghiera.

lunedì 2 dicembre 2019

Citazioni Cinematografiche n.331

Wolsey: Perché vi siete opposto a me?  
More: Mi è parso che aveste torto.  
Wolsey: Questione di coscienza... voi non mi date che preoccupazioni. Se riusciste a vedere i fatti come sono, senza quell'orrendo... aspetto morale... con un po' di senso comune, voi sareste uno statista.

(Cardinale Wolsey/Orson Welles e Thomas More/Paul Scofield in "Un uomo per tutte le stagioni", di Fred Zinnemann - 1966)




domenica 4 agosto 2019

Il Male giustificato


Poi, con il passare del tempo, capii che, anche se tutti noi uomini siamo capaci di fare il bene e il male, i peggiori sono sempre quelli che, quando dispensano il male, lo fanno al riparo dell'autorità altrui, della subordinazione, o con il pretesto di obbedire agli ordini ricevuti. E se sono già terribili coloro che dicono di agire nel nome di un'autorità, una gerarchia o una patria, quelli che si sentono giustificati da un qualche Dio sono anche peggio.

(Arturo Pérez-Reverte, “Purezza di Sangue” – Il Saggiatore, 2010, trad. Roberta Bovaia)


domenica 1 aprile 2018

Pasqua 2018

Voi ovviamente potete pensarla come volete, ci mancherebbe.
Però, se mio figlio rimane in famiglia fino ai 30 anni e poi, ad un certo punto, si mette ad andare a zonzo per paesi e città, in compagnia degli amici, buona parte dei quali pescatori, vivendo di elemosine, vari espedienti e inviti di parenti e conoscenti, non la prendo tanto bene!
Senza una dimora fissa, pernottando ora qua e ora là, raccontando storie e aneddoti, esibendosi come artista di strada, frequentando ladri, prostitute e lebbrosi, inimicandosi la polizia e facendo incazzare i sacerdoti.
Ma potrei dormire tranquillo!
E poi sto Gesù, scusate, aveva in mano un mestiere, falegname con bottega già ben avviata, mica aveva tutto sto bisogno di andare in cerca di guai. Ma chi gliel’ha fatto fare, dico io!
Il padre, poveretto, poi gli sarà pure dispiaciuto, dopo averci messo tanta pazienza e dopo essersi messo in casa quella ragazzina di Maria, che s’era pure messa nei problemi tra l’altro.
Sti figli, ma che ci combinano!

giovedì 8 marzo 2018

Modello n°1: Giuditta!


Giuditta I
Autore: Gustav Klimt – 1901

Vienna, Österreichische Galerie

Giuditta è una delle eroine bibliche, non necessariamente la mia preferita ma una di quelle che maggiormente ha stimolato pittori, scrittori ed artisti in genere, nonché la fantasia di molti.
Gustav Klimt evidentemente non fu insensibile al suo fascino, dato che la ritrasse in due occasioni, in questo caso con il suo stile tipico. Opera in cui c'è molto di decorativo, che fa largo utilizzo di elementi dorati, che qui vediamo sia nello sfondo, ricco di elementi vegetali, che nella veste di Giuditta, oltre che nel suo ricco collare pieno di pietre preziose.
Giuditta, giusto per ripassare un po' di storia biblica, al fine di salvare il popolo ebraico, sedusse il generale assiro Oloferne per poi ubriacarlo e ucciderlo tagliandogli la testa. Ragione per cui nel dipinto, in modo teatrale e un po' truce, la vediamo mentre tiene in mano la testa dell'avversario.

Come in diverse opere di Klimt, anche qui non manca una certa dose di sensualità, esaltata dalla veste che si apre sul seno della donna, scoprendolo e mostrandolo all'osservatore. Tale sensualità ai nostri occhi assume una doppia valenza, come se l'osservatore fosse messo in guardia ed invitato a diffidare delle donne audaci e provocanti.
Una femme fatale di inizio novecento ispirata alla biblica Giuditta? Effettivamente il tema della femme fatale ispirò molti artisti ed il '900 si sarebbe prestato molto bene a ciò. Se quindi nel Rinascimento Giuditta era simbolo di eroismo, coraggio, forza di volontà e amore per la patria, nel dipinto di Klimt diventa quasi simbolo di un erotismo pericoloso e crudele. Ne sono prova anche lo sguardo beffardo della donna, che si rivolge a chi la osserva per indicargli la fine che potrebbe fare, e il gesto della mano destra, che invece pare accarezzare ironicamente i capelli di Oloferne.

Franz Lehár - Valzer di Giuditta 


lunedì 16 ottobre 2017

Citazioni Cinematografiche n.221

Angela: Credo che Dio abbia un piano per tutti noi.
John: Dio ci guarda come delle formiche. Non ha piani, credimi
.

(Angela Dodson/Rachel Weisz e John Constantine/Keanu Reeves in "Constantine", di Francis Lawrence - 2005)