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lunedì 27 marzo 2017

Citazioni Cinematografiche n.193

Frank Lucas: Tu pensi davvero che mettere me dietro le sbarre cambierà qualcosa per le strade? I tossici continueranno a farsi, ruberanno per farsi e poi moriranno. Mettermi dentro o lasciarmi fuori non cambierà niente.
Richie Roberts: E' così che stanno le cose.
Frank Lucas: Stanno proprio così, e che abbiamo Richie? Abbiamo me e te seduti qua, abbiamo quello stronzo spione dell'autista di mio fratello, hai un po' di eroina... ti servirà ben più di questo Richie.
Richie Roberts: Ho il possesso di eroina, spaccio, associazione a delinquere, corruzione di pubblico ufficiale, ho testimoni che ti hanno visto uccidere a sangue freddo, ho i tuoi conti all'estero, i tuoi beni immobili, le tue attività... tutto comprato coi soldi dell'eroina. E ho i genitori dei ragazzi morti di overdose del tuo prodotto, è questa la mia storia per la giuria, renderò tutto convincente; "quest'uomo ha assassinato migliaia di persone, l'ha fatto da un superattico guidando una Lincoln" a parte questo, non devi preoccuparti.
Frank Lucas: Va molto bene, ma è per questo che andiamo in tribunale , no Richie? Perché ho dei testimoni anche io: ho celebrità, ho personaggi dello sport.. io ho Harlem, Richie. Mi sono preso cura di Harlem e Harlem si prenderà cura di me , mi devi credere.
Richie Roberts: Ho più di questo, Frank.
Frank Lucas: Che hai?
Richie Roberts: Ho una fila di persone che vuole testimoniare contro di te che parte dalla porta e gira intorno al palazzo.
Frank Lucas: Ma dai, tutte balle...
Richie Roberts: La vita l'hai rovinata a tanti, Frank. Ho la famiglia mafiosa Mazzano, te la ricordi?
Frank Lucas: No, senti, non c'entro niente coi Mazzano e i Mazzano non c'entrano niente con me...
Richie Roberts: C'entrano eccome con te. Sai perché? Perché a parte il fatto che ti odiano personalmente, odiano ciò che rappresenti.
Frank Lucas: Io non rappresento altro che Frank Lucas.
Richie Roberts: Sicuro? Un uomo d'affari nero del tuo calibro? Rappresenti il progresso, il genere di progresso per cui loro perderanno un mare di soldi. Con te fuori dai piedi, tutto potrà tornare normale.

(Frank Lucas/Denzel Washington e Richie Roberts/Russell Crowe in "American Gangster", di Ridley Scott - 2007)


 

lunedì 16 maggio 2016

Citazioni Cinematografiche n. 148



Sai, a Yuma ci sono già stato. Due volte. E due volte sono evaso.


(Ben Wade/Russel Crowe in “Quel Treno per Yuma”, di James Mangold - 2007)




lunedì 29 febbraio 2016

Citazioni Cinematografiche n. 138

“Credi che sia una novità per me, che la boxe sia pericolosa o cose del genere? Non credi che lavorare al porto di notte sulle impalcature ci si possa ammazzare lo stesso? L'altra notte quanti uomini che vivevano in baracche sono morti per risparmiare i soldi dell'affitto? Cercavano solo soldi per far mangiare la famiglia perché gente come te non ha ancora trovato il modo per fare soldi guardando quegli uomini morire. Nella mia professione, ed è la MIA professione, sono un po' più fortunato.”


(James J. Braddock/Russel Crowe in “Cinderella Man - Una ragione per lottare”, di Ron Howard – 2005)



sabato 17 maggio 2014

Noah


-         Dio, scusa.

-         Ciao Noè, dimmi!

-         Senti, posso farti una domanda?

-         Certo, tu sei uno dei miei preferiti. Avanti!

-         Dunque, tu hai creato l’intero mondo, vero?

-         Sì, è esatto.

-         Montagne, fiumi, boschi, il cielo ed il mare?

-         Sì, e penso anche di aver fatto un bel lavoro!

-         Hai creato anche l’uomo, la donna e tutti gli animali?

-         Sì.

-         Bene. Senti ma è stato molto faticoso per te?

-         Direi di no. Sono pur sempre Dio. E poi mi sono preso tutto il tempo necessario.

-         Ah ecco. Quindi hai fatto le cose con calma.

-         Insomma, credo si possa dire così. Sì. Ma perché tutte queste domande?

-         È che mi chiedevo allora perché mi metti tutta questa fretta. E soprattutto, visto che sei così bravo e non ti stanchi neanche, perché non te la fai da solo questa cazzo di arca?

venerdì 1 novembre 2013

Robin Hood di Ridley Scott


Questa sera verrà trasmesso su Italia 1 “Robin Hood” di Rydley Scott, quello con il pingue Russell Crowe e la stupenda Cate Blanchett.

Per motivi anagrafici e di gusto estetico sono dell’idea che il miglior Robin Hood sia quello proposto dalla Disney (non siamo pochi a pensarla così, sappiatelo!), pertanto la mia opinione è alquanto influenzata da questo dato.


Rimane comunque che la visione di questo film è consigliabile se si cerca puro intrattenimento e si ha voglia di godere di scene di massa e di battaglie cruente. Questo nonostante sia oggettivamente un po’ troppo lungo e il coinvolgimento emotivo lasci a desiderare.

Non è propriamente una delusione, per carità. È pur sempre meglio di quello con Kevin Costner che, oltretutto, è accompagnato da una colonna sonora che mi ha letteralmente perseguitato durante la mia adolescenza, procurandomi frantumazione dei cabasisi. In quel film almeno c’era un ottimo sceriffo di Nottingham, come ho già avuto modo di sottolineare qui.

Orbene, il Robin di Ridley Scott (dove sono finiti i tempi di “Blade Runner” e de “I Duellanti”, per Giunone, o anche solo di “Thelma e Louise”?) stravolge il mito e la leggenda e lo fa anche tramite una non deprecabile scelta stilistica, ovvero inserendo sbarchi di truppe e epiche battaglie in cui non si risparmiano bassezze e viltà, tradimenti e parimenti atti eroici.


Insomma viene scelta la via epica per presentarci, appunto stravolgendola rispetto alla narrazione classica e relativa leggenda, la figura di questo fuorilegge, proponendo Robin Hood prima che divenisse tale (un prequel si direbbe, anzi direbbero gli “ammerigani”).

La Storia viene più volte tradita (la sorte di Re Riccardo, i Francesi che sbarcano in stile D-Day al contrario nel medioevo!!), ci sono forzature narrative che effettivamente disturbano un po’, ci sono passaggi noiosi o comunque superflui, ma l’intento, chiaro, è di fare un kolossal spettacolare.

D’altronde gli ingredienti ci sono tutti: il cast di prim’ordine, dove, oltre ai già citati Crowe e Blanchett (che da sola tira su le sorti del film), figurano Max von Sydow e William Hurt, scenografie grandiose, effetti sonori e visivi d’impatto, intrighi, un grande amore che nasce dall’inganno, gli eventi che travolgono i destini dei singoli e di una nazione e così via.

Tutto disponibile, ma non ben miscelato, per un risultato un po’ freddo, coinvolgente solo in parte, poiché l’opera di smitizzazione e un paio di colpi di scena telefonati e di dubbia credibilità non bastano. Non c’è un villain/cattivo di spessore, anzi lo sceriffo di Nottingham è pressoché assente e fra Tuck è ridotto a poco più di una macchietta, inoltre altri personaggi sono abbozzati ma poco approfonditi e criminalmente sottoutilizzati. Per fortuna c’è Cate Blanchett, anche se fa il verso a sé stessa in “Elizabeth” e relativo seguito.


Infine Russell Crowe. Devo ammettere di avere un debole per quest’uomo con la evidente tendenza ad ingrassare. L’ho molto apprezzato in diversi film e risulta uno dei motivi per cui andai al cinema a vedere il suo Robin Hood. Disgraziatamente si ispira un po’ troppo al personaggio da lui interpretato ne “Il Gladiatore”, nonostante fossero passati già 10 anni, e la cosa lo penalizza. Manca di agilità fisica e di verve istrionica, quella degli “storici” Robin Hood di Douglas Fairbanks e Errol Flynn, facendo scivolare l’intero film verso una caratterizzazione vagamente crepuscolare, in questo “aiutato” dalle scelte in tema di fotografia.


Però, comunque, se si ha voglia di passare un’intera, lunga, serata di fronte alla televisione, sopportando anche gli spot pro Mediaset e quindi incensanti e, peggio, assolutori nei confronti di Berlusconi, questo film va più che bene, giacché, nonostante tutto è intrattenimento di qualità e di provato mestiere.