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lunedì 31 agosto 2020

Citazioni Cinematografiche n.370

Ho sentito tante storie su come il principe salva la principessa. È ora di cambiare il finale. 
(Biancaneve/Lily Collins in "Biancaneve", di Tarsem Singh - 2012)




giovedì 8 marzo 2018

Modello n°1: Giuditta!


Giuditta I
Autore: Gustav Klimt – 1901

Vienna, Österreichische Galerie

Giuditta è una delle eroine bibliche, non necessariamente la mia preferita ma una di quelle che maggiormente ha stimolato pittori, scrittori ed artisti in genere, nonché la fantasia di molti.
Gustav Klimt evidentemente non fu insensibile al suo fascino, dato che la ritrasse in due occasioni, in questo caso con il suo stile tipico. Opera in cui c'è molto di decorativo, che fa largo utilizzo di elementi dorati, che qui vediamo sia nello sfondo, ricco di elementi vegetali, che nella veste di Giuditta, oltre che nel suo ricco collare pieno di pietre preziose.
Giuditta, giusto per ripassare un po' di storia biblica, al fine di salvare il popolo ebraico, sedusse il generale assiro Oloferne per poi ubriacarlo e ucciderlo tagliandogli la testa. Ragione per cui nel dipinto, in modo teatrale e un po' truce, la vediamo mentre tiene in mano la testa dell'avversario.

Come in diverse opere di Klimt, anche qui non manca una certa dose di sensualità, esaltata dalla veste che si apre sul seno della donna, scoprendolo e mostrandolo all'osservatore. Tale sensualità ai nostri occhi assume una doppia valenza, come se l'osservatore fosse messo in guardia ed invitato a diffidare delle donne audaci e provocanti.
Una femme fatale di inizio novecento ispirata alla biblica Giuditta? Effettivamente il tema della femme fatale ispirò molti artisti ed il '900 si sarebbe prestato molto bene a ciò. Se quindi nel Rinascimento Giuditta era simbolo di eroismo, coraggio, forza di volontà e amore per la patria, nel dipinto di Klimt diventa quasi simbolo di un erotismo pericoloso e crudele. Ne sono prova anche lo sguardo beffardo della donna, che si rivolge a chi la osserva per indicargli la fine che potrebbe fare, e il gesto della mano destra, che invece pare accarezzare ironicamente i capelli di Oloferne.

Franz Lehár - Valzer di Giuditta 


sabato 1 giugno 2013

Eloisa di Montfort



Purtroppo nelle edicole della città dove vivo si è fatto attendere più del dovuto, ma finalmente l’ho letto.


Eloisa di Montfort - Il ponte del diavolo, pubblicato dalla Editoriale Cosmo, che merita un plauso ed un incoraggiamento per il lavoro che sta facendo, di proposta e riproposta di storie a fumetti degne di essere gustate (disegni e sceneggiature veramente apprezzabili!).

In questa sede ho già parlato de Il Vampirodi Benares e Masquerouge (a proposito è uscito il secondo albo e cambia il disegnatore), ora è il turno di una pubblicazione che merita la definizione, ormai affermata ed anche un po’ di moda, di graphic novel.

Eloisa di Montfort - Il ponte del diavolo, inserito nella Serie Nera della casa editrice, presenta tutte le storie finora prodotte con protagonista Eloisa di Montfort, eroina medievale creata nel 2010 dallo sceneggiatore francese Richard Marazano e dal disegnatore spagnolo Alfonso Font (peraltro ammirato anche in una storica serie popolare come Tex).

L’albo, in vendita ad un prezzo accessibile (€ 4,90 per 176 pagine)  è composto da tre parti, corrispondenti ad altrettanti episodi intitolati rispettivamente Gli arcieri del pozzo delle anime, Il ponte del diavolo e Lo spettro del crociato, realizzati tra il 2010 ed il 2012.


Le sceneggiature sono veloci, non particolarmente elaborate ma efficaci e niente affatto banali, per quanto facciano riferimento a caratteri e suggestioni ampiamente utilizzati e presentati. I disegni di Alfonso Font, dal tratto pulito e morbido si fanno apprezzare anche nel bianco e nero scelto per questa edizione (non è una novità, l’originale francese è a colori), incontrandosi bene con la scrittura precisa e coinvolgente di Richard Marazano.

Il fumetto si sviluppa in una interessante e insolita Italia medievale, in città come Milano e Lucca e dintorni, e poi su una nave a vele vagamente fascinosa. È essenzialmente un fumetto d'avventura, tendente al realistico ed ambientato in un contesto storico preciso, ben descritto e mostrato, ma non mancano azione, duelli, suggestioni fantasy (compagnia eterogenea in missione, arcieri, magia e mistero) e legate a leggende e credenze popolari.
 
La protagonista è la bella e sfuggente Eloisa di Montfort, un'abile arciera che nasconde qualche segreto e risorse insospettabili. La accompagnano nelle sue vicende furfanti, abili arcieri, giovani innamorati, individui misteriosi ed altri personaggi che rendono le tre storie proposte più che godibili e coinvolgenti al punto giusto, senza richiedere particolari sforzi ed anzi che esaltano una lettura agevole e appagante, in grado di accogliere chi legge e farlo sentire a suo agio.

Secondo me le migliori sono le prime due storie! Così mi sono esposto e chiudo!

venerdì 24 maggio 2013

Vampiri, per chi non si è ancora stancato




Per chi si è un po’ stancato di vampiri teenager, licantropi da college e ibridi da nuovo millennio, nonchè sente un po' la mancanza di Buffy, consiglio di spostare la propria attenzione al mondo del fumetto

Tra le varie proposte, in poco più di un anno la GPPublishing, con “Il Cacciatore”, e la Cosmo Edizioni, con “Il Vampiro di Benares”, ci vengono in aiuto attraverso la riproposizione di storie a fumetti che vengono dall’area francofona, entrambi nel formato “bonellide”, ovvero albo nel formato storico "bonelliano" 16 x 21 centimetri.

Il Cacciatore“, una miniserie in 3 volumi: autore della serie è lo scrittore e disegnatore belga Yves Swolfs , famoso anche per la sua serie western Durango.
Ne “Il Cacciatore” centrale è la figura del vampiro con tratti e caratteristiche ormai consolidate e abbastanza classiche, donando al lettore una  piacevole e appagante storia dai tratti gotici come, ultimamente, si fatica a trovare.
Protagonisti sono Kergan, diabolico vampiro che fin dal medioevo imperversa per l'Europa in cerca di giovani fanciulle di cui nutrirsi e da rendere sue schiave, e l'ultimo discendente di un'antica famiglia francese, Vincent, da secoli votata alla sua caccia allo scopo di eliminarlo. Ci troviamo di fronte ad un horror gotico di stampo classico, che non manca di citare nei testi opere note e meno note sul tema dei vampiri e da cui trae ispirazione esso stesso. Nonostante la struttura delle tavole disegnate sia meno rigida dei classici italiani e proponga scene ed ambientazioni molto belle, il bianco e nero, scelto per questa edizione, penalizza la resa. Siamo comunque di fronte a disegni molto belli, intensi, curati e che conquistano (spettacolare il chiaroscuro). Un tratto realistico che, immagino, venga ulteriormente esaltato dal colore, ma per avere l’opera ad un prezzo veramente “popolare” il bianco e nero sembra sia una scelta pressoché obbligata.
La sceneggiatura segue un modello ampiamente usato e noto, in cui la trama prosegue, su due livelli narrativi e temporali, nella sua continuità dal medioevo al presente della storia. Il racconto di Yves Swolfs ci presenta la lotta impari tra l’uomo e il mostro, nella quale il primo deve attingere a tutte le sue forze ed al coraggio e andare avanti con tutte le proprie forze. Bisogna ammettere che, seppur argomento ampiamente utilizzato, narrato, disegnato, rappresentato e dibattuto, ne “Il Cacciatore”, la lotta tra i due mondi non risulta come qualcosa di “già visto” e mantiene una sua peculiarità. Insomma è una bella storia, non del tutto originale, ne convengo, ma ben sceneggiata e ottimamente disegnata, una storia con giuste dosi di gotico, con tratti da horror vecchio stile (evitiamo lo splatter!), tipicamente “europea”, sia per ambientazione che stile e che risulta migliore di altre proposte di provenienza nipponica o nordamericana.
 



“Il Vampiro di Benares”, volume unico: scritto e disegnato da Georges Bess, uno degli autori di punta del fumetto di provenienza francofona.
Il genere è chiaramente l’horror e presenta una vicenda di vampiri. Tuttavia, la trama non è ambientata in Transilvania o in un luogo tipico delle saghe vampiresche ma in un contesto inconsueto, quello dell’India. Poiché l’India, agli occhi di un europeo, è in gran parte mistero e genera un misto di attrazione e timore, le leggende di questa terra, il misticismo e le suggestioni dell’induismo giocano un ruolo importante. È qui che giunge il protagonista, Mircea, in cerca di un amico scomparso. Impegnato nella ricerca, rimane coinvolto in una serie di situazioni che diventano sempre più inquietanti, collegate ad efferate uccisioni che sconvolgono persino le autorità locali. Un serial killer si aggira nelle anguste, maleodoranti e claustrofobiche stradine di Benares. O c’è altro e la verità è più agghiacciante?
I responsabili sono dei vampiri! Ma non si tratta di vampiri ottocenteschi, dandy eleganti e raffinati, o pallidi e tormentati adolescenti appassionati di letteratura decadentista o semplicemente emo. No, i vampiri immaginati da Bess sono mostruosi, simili ad orrendi ragni o a creature assimilabili ad arcaiche divinità.
Bisogna rendere onore all’originalità della scelta. Vampiri in India, senza stereotipi o facili cliché, peraltro probabilmente poco adatti allo stile del disegnatore, ma la trama, interessante e ben sviluppata per circa metà della storia, ad un certo punto smarrisce il ritmo, rallenta, e la lettura ne risente. Si appesantisce un po’ il tutto, viene privilegiata la proposizione di una tesi (scopritela se vi va), si perde il coinvolgimento ed è un peccato, perché una storia horror, con i risvolti gialli della prima parte, ha bisogno di un ritmo sostenuto, quasi incalzante. Il finale manca di pathos e la vicenda si “risolve” in un modo un po’ semplicistico.

Da apprezzare comunque i disegni e la resa dei personaggi, umani e non, la scelta delle ambientazioni e gli spunti, purtroppo non adeguatamente approfonditi, che vengono presentati.

 
Meritano una lettura:

NATHAN NEVER n.26 VAMPYRUS di Michele Medda e Nicola Mari.
L'equipaggio del laboratorio spaziale Demeter, di cui faceva parte l'agente Alfa Altuna, è stato massacrato senza usare armi da fuoco. Gli unici sopravvissuti sono topi, serpenti, pipistrelli da esperimento e Vlad Shreck, un ricercatore della Stoker University. Nathan Never, incaricato di indagare, si reca su Melpomene e interroga Shreck che lamenta però una totale amnesia. Per questo motivo, infatti, è in cura presso il dottor John Seward: ma oltre all'amnesia, Shreck inizia a manifestare una bizzarra paura della luce (sinossi da sergiobonellieditore.it);



DYLAN DOG n.180/181, storia doppia.
n.180 NOTTI DI CACCIA di Pasquale Ruju e Nicola Mari.
Twilight Duscombe è cieca. Lo è dalla notte in cui Jargo, il vampiro maestro, e i suoi "figli" hanno massacrato la sua famiglia. Ed è proprio da quella notte che la sfortunata ragazza vede cose che gli altri non vedono, poiché Jargo parla alla sua mente, donando a Twilight persino qualche istante di felicità. Eppure, è da allora che lei e suo fratello Reginald battono i continenti in una caccia incessante. Adesso il vampiro è a Londra e, all'ombra del Big Ben, c'è un solo uomo che possa aiutarli a uccidere il mostro. Ma Dylan tentenna… a Reginald piace troppo dare la morte, per essere certi che il vero mostro sia Jargo! (sinossi da sergiobonellieditore.it);

n.181 IL MARCHIO DEL VAMPIRO di Pasquale Ruju e Nicola Mari.
"Là dove le stelle sono più vicine…". Questo è il messaggio telepatico che la dolce Twilight intercetta. Ma come capire dove si incontreranno Jargo e i non-morti del suo branco? Dylan ha un'intuizione, che lo condurrà a incrociare i suoi passi con quelli di Manila, una giovane seguace di Jargo, e dal loro incontro nascerà un patto di reciproca salvezza. Ma potranno le leggi del cuore imporsi sull' odio e la brama di uccidere? (sinossi da sergiobonellieditore.it);


DAMPYR, pressoché tutta la serie (tra alti e bassi, ma la media è più che dignitosa). Uno dei fumetti italiani sull’argomento realmente validi. Gli autori-creatori Mauro Boselli e Maurizio Colombo sono molto preparati sul tema vampiri, romanzo gotico-horror, soprannaturale e dintorni. Harlan Draka è un dampyr, il figlio dell’unione tra un vampiro e una donna umana. Dotato di facoltà che gli consentono di uccidere i vampiri (chiamati maestri della notte), dopo aver preso consapevolezza della sua condizione inizia a dar loro la caccia in cerca di risposte su se stesso e la sua natura.


Ovviamente ci sono molte altre opere, anche fra i Manga…

Hellsing
 Ultimamente (a febbraio) anche Alan Ford:

Neanche i Simpsons hanno potuto ignorarlo!