Visualizzazione post con etichetta Iosif Vissarionovič Džugašvili "Stalin". Mostra tutti i post
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lunedì 8 novembre 2021

Citazioni Cinematografiche n.432

Dimitrij: Sergej Petrowitsch voi sapete meglio di me che vi sono stato costretto.
Sergej Petrowitsch Kotov: Oh, da chi? Chi ti ha costretto? Dimmi? Mio candido angelo. Io non ti conoscevo nemmeno nel '23, non avevo mai sentito parlare di te. Ti hanno comprato, come una puttana, in franchi ti hanno comprato.
Dimitrij: Io non vi consento di parlarmi così. Io volevo soltanto una cosa: tornare in questa casa. Ci avevo creduto, me l'avevano promesso, i vostri amici me l'avevano promesso: "fallo" mi dissero "e noi ti faremo tornare". Ma mi hanno ingannato e mi hanno preso tutto. Tutto! La vita, il mio lavoro, l'amore, Marusia, la fede, la patria, tutto mi hai preso!
Sergej Petrowitsch Kotov: Ah, ecco ora capisco perché sei tornato, per godere, per gioire delle tue offese, per assaporarle goccia a goccia, per sorseggiarle. E dopo, paf!: "cittadino Kotov siete in arresto".
Dimitrij: Sì, devo riconoscere che un reato grave io l'ho commesso, sono venuto ad avvisarvi.
Sergej Petrowitsch Kotov: Menti, continui a mentire. Ti comporti come una puttana, come l'ultima delle puttane, hai mentito di qua e di là, perché dopo ne tenessi conto. Lo sai come andrà a finire questa storia? Chi oserà toccarmi? Chi oserà toccarmi? L'eroe della rivoluzione, il leggendario Colonnello, chi? Chi oserà toccare Kotov?
Dimitrij: Ti ricorderò tutto questo. Sì, ti voglio vedere tra cinque giorni, voglio proprio vedere, quando ti ritroverai ricoperto di merda fino al collo! Quando scriverai di tuo pugno la confessione che dal 1920 hai fatto la spia per i tedeschi e dal 1923 anche per i giapponesi. Quando confesserai che sei un terrorista e che hai organizzato un attentato alla vita del compagno Stalin, e se non vorrai firmare, lurida carogna, ci faremo carico di ricordarti che hai una moglie e una figlia!

(Dimitrij/Oleg Menshikov e Sergej Petrowitsch Kotov/Nikita Michalkov in "Sole ingannatore", di Nikita Michalkov - 1994)



 

 

sabato 14 gennaio 2017

La Morte di Stalin - Mondadori Comics


Pubblicato all'interno della bella ed interessante collana Historica di Mondadori Comics, "La Morte di Stalin" è una lettura che mi ha intrigato e catturato.

Il lavoro di Fabien Nuy alla sceneggiatura e testi e di Thierry Robin ai disegni si occupa di uno dei personaggi cruciali della storia del Novecento, Iosif Vissarionovič Džugašvili, ovvero Stalin, ovvero il prototipo del dittatore, l’uomo che regnò indisturbato su tutte le Russie nel segno della Rivoluzione Socialista.

L'albo si concentra sul periodo immediatamente successivo alla sua morte. Sebbene il tiranno esca quasi subito di scena, però, è comunque onnipresente: nei discorsi dei seguaci e negli incubi e nei pensieri dei cittadini russi. 
Stalin è il "convitato di pietra" di un serio ed approfondito lavoro di ricostruzione e di narrazione di un periodo e di una fase storica, tanto terribile quanto affascinante.
Il ritmo narrativo risulta avvincente, mai si concede spazio ad eccessi didascalici, quasi come se si stesse leggendo una matura opera narrativa, seria nei toni e ben calibrata, come se si trattasse di un romanzo di spionaggio.
La scomparsa del dittatore, sulla cui dinamica ci si sofferma per illustrare il clima che si viveva in Unione Sovietica all'epoca, dà il via a una sequela di avvenimenti drammatici, provoca il caos tra i componenti del Comitato Centrale, ufficialmente composto da strenui sostenitori del comunismo staliniano, in realtà uomini meschini avidi di potere.
L’obiettivo è uno solo: prendere il posto di Stalin e assumere il comando della Russia. Questo scatena una feroce e sfibrante lotta interna al Comitato, depositario delle sorti e del destino di una Nazione dei suoi popoli.
Ogni membro viene magistralmente presentato e caratterizzato, nelle proprie ambizioni e paure, nei propri desideri e fini da perseguire.
Una lotta di tutti contro tutti, dove si creano alleanze temporanee e tregue che potranno durare quanto occorre.
A voler essere un po' schematici, due personaggi su tutti assumono il ruolo di capifazione, ovvero Lavrentij Pavlovič Berija, capo della polizia segreta, e Nikita Sergeevič Chruščëv.
La profondità dell'opera non si risolve, come ad una lettura superficiale potrebbe risultare, in una condanna del Comunismo, dell'URSS e delle aberrazioni e tragedie che ne sono nate, bensì presenta una attenta analisi di un periodo storico, ma soprattutto dei meccanismi del potere e della sua mancanza di scrupoli, che non esita a schiacciare deboli e indifesi, giustificando l’ingiustificabile con i falsi miti dell’ideologia.
I testi sono profondi e intensi, con dialoghi vivaci ed efficaci. I disegni di Thierry Robin non sono realistici, risultano anzi caricaturali. Risulta una scelta azzeccata, poiché i tratti grotteschi dei personaggi evocano la natura contorta delle loro anime e le pulsioni animalesche che li ossessionano.
La Morte di Stalin è una lettura intrigante e stuzzicante per chi ama la Storia e l'analisi delle dinamiche che l'hanno fatta e la fanno.

 

lunedì 28 gennaio 2013

In effetti...


"Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene" (S.B.)

In effetti, in fondo, anche loro hanno fatto tante cose buone…
Iosif Vissarionovič Džugašvili detto Stalin
Adolf Hitler
Augusto José Ramón Pinochet Ugarte
Saloth Sar, noto come Pol Pot
Francisco Franco y Bahamonde
J.R. Ewing
Nicolae Ceaușescu
Erich Honecker
Ṣaddām Ḥusayn ʿAbd al-Majīd al-Tikrītī
Darth Vader/Darth Fener
Idi Amin Dada
Jean-Bédel Bokassa
Dracula
I "Colonnelli" greci
Jorge Rafael Videla Redondo
Alfredo Stroessner Matiauda
Crudelia De Mon
António de Oliveira Salazar
Maria I Tudor, la Sanguinaria (Bloody Mary)
Bisognerebbe sempre vedere il lato buono di ognuno…