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giovedì 31 marzo 2016

Il Mio Nome




Che t’importa del mio nome?
Esso morirà, come il triste rumore
Dell’onda, che batte contro una lontana riva,
Come un suono notturno in un profondo bosco.

Esso sul foglietto di un album
Lascerà una morta traccia, simile
Al ricamo di una iscrizione tombale
In una lingua sconosciuta.

Che c’è in questo nome? Da tempo dimenticato
Nelle agitazioni nuove e ribelli,
Alla tua anima esso non darà
Puri, teneri ricordi.

Ma nel giorno della tristezza, nella quiete,
Pronuncialo con nostalgia;
Dì: c’è una memoria di me,
C’è al mondo un cuore nel quale io vivo…

(Aleksandr Sergeevič Puškintrad. Eridano Bazzarelli)


martedì 7 ottobre 2014

Non solo rose



L’usignolo e la rosa.

Nel silenzio dei giardini, a primavera, nella tenebra delle notti,
Canta sulla rosa l’usignolo d’oriente.
Ma l’amabile rosa non sente, non ascolta,
E a quell’inno d’amore si dondola e dorme.
Non canti forse anche tu per una fredda bellezza?
Risvegliati, poeta, verso che cosa tu vuoi tendere?
Ella non ascolta, non capisce il poeta;            
Tu la guardi, ella fiorisce; tu la implori: non risponde.

(Aleksandr Sergeevič Puškin, trad. Eridano Bazzarelli)

martedì 22 luglio 2014

Nuovamente a proposito di rose



Dov’è la nostra rosa,
Amici miei?
È appassita la rosa,
Figlia dell’alba.
Non dire: così
Appassisce la giovinezza!
Non dire:
Ecco la gioia della vita!
Dì al fiore:
Addio, mi dispiace!
E il giglio
mostra a noi. 
(Aleksandr Sergeevič Puškin, trad. Eridano Bazzarelli)
 
 
 

martedì 27 maggio 2014

Dolce bambina mia



Tutto è in lei armonia, tutto è prodigio,
Tutto è più alto del mondo e delle passioni;
Ella riposa con pudore e modestia
Nella sua trionfale bellezza;
Ella si guarda intorno:
Non ha rivali, non ha amiche;
Il pallido cerchio delle nostre bellezza
Sparisce nel suo splendore.

Dovunque tu ti possa affrettare,
Anche a un convegno d’amore,
Qualsiasi sogno segreto
Tu possa alimentare nel cuore, -
Quando la incontri, tu, sconvolto,
Ti arresti involontariamente,
E benedici con una preghiera
Il sacrario di quella bellezza.

(Aleksandr Sergeevič Puškin
trad. Eridano Bazzarelli)