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venerdì 12 ottobre 2018

Sette volte Batman!


Dopo più di cinque anni dal post “Torna a casa Batman!” mi rimetto a scrivere riguardo ai film con protagonista (ma non del tutto in alcuni casi) l'eroe di Gotham City. Lo faccio stimolato da una recente chiacchierata, nel corso della quale mi sono ritrovato ad esprimere in modo sintetico e diretto le mie impressioni sulle opere cinematografiche ispirate al personaggio creato da Bob Kane.

Tralascio il film anni 60, che in pratica era un episodio lungo della serie televisiva coeva, comunque bella e divertente, e l'ultimo film del 2016 in cui Batman si scontra con Superman. In pratica sono sette film, quindi via alle parole ed ai voti!


Batman, regia di Tim Burton – 1989
Nulla a che fare, nel bene e nel meno bene, con il fumetto DC Comics e con la serie televisiva già citata. L'ancora geniale e sorprendente Tim Burton propone la sua visione e la sua idea di cinematografia e di arte scenografica, che esaltano la bravura di Jack Nicholson ed il talento di Michael Keaton, che recita splendidamente con gli occhi una volta indossata la maschera del nostro paladino, ma che poco possono fare per limitare i danni ascrivibili a Kim Basinger. Quando il gotico, la tecnica e la passione recitativa si incontrano per riuscire a mettere in secondo piano le banalità e le convenzioni tipiche del cinema da incasso.
Voto: 7+



Batman – Il Ritorno, regia di Tim Burton – 1992
Quello con Pinguino, impersonato da Danny DeVito, che insieme a Michelle Pfeiffer, Christopher Walken ed a Michael Keaton forma un cast efficace e godibile. Tim Burton, ancora più creativo del precedente film, reinventa i personaggi del fumetto per creare una accattivante narrazione, nella quale forse manca un po' il ritmo, ma in cui trovate spettacolari e sequenze visive fanno divertire il pubblico. Una curiosità: il fiato di condensa degli attori (una trovata visiva importante e che funziona alla grande) è del tutto vero. Infatti Burton fece recitare gli attori in teatri ed ambienti alla temperatura di 4° centigradi.
Voto: 7,5



Batman Forever, regia di Joel Schumacher – 1995
Con questo film si chiude la “prima” trilogia. Purtroppo non si chiude al meglio, anzi si chiude decisamente peggiorando il livello generale. Intendiamoci, dei tre è praticamente l'unico fedele ai personaggi ed ai temi del fumetto originale, ma le buone notizie finiscono qui. Gli attori sono uno peggio degli altri, si salva solo Val Kilmer nella parte di Batman. Per il resto Jim Carrey comincia a diventare appena sopportabile, mentre Tommy Lee Jones e Nicole Kidman sono indifendibili. Azione, sequenze mozzafiato, effetti speciali e situazioni divertenti la fanno da padrone, ma si perde il gusto di vedere il film, che ha due imperdonabili colpe. Ovvero introduce Robin, per lo sfacelo dell'opera successiva, e si comincia a porre attenzione all'infanzia ed all'origine dei traumi e relative ossessioni di Bruce Wayne, che anni dopo diverrà pane per Christopher Nolan.
Voto: 6




Batman & Robin, regia di Joel Schumacher – 1997
Si cambia di nuovo Batman. Questa volta ad impersonare l'uomo pipistrello viene chiamato George “dottor Ross” Clooney. Almeno a livello di immagine la curiosità è stata destata, ma il tutto poi di fatto gira attorno al “villain” di gran peso che è Arnold Schwarzenegger. Insomma il cattivo si prende la scena e oscura l'eroe, anche soprattutto perché mal supportato dal compagno Robin. Nel complesso ci si potrebbe anche divertire, dal momento che effetti speciali e scenografie di livello non mancano, ma quello che invece risultano carenti sono la sceneggiatura e la recitazione, che tocca livelli a dir poco irritanti.
Voto: 5,5



Batman Begins, regia di Christoher Nolan – 2005
Da questo film inizia la trilogia di Nolan, impegnato a rifondare e stravolgere un personaggio, a ridefinire un carattere su toni dark e claustrofobici, senza lesinare in merito ad arbitrarietà e licenze dettate da una personalissima e opinabile visione, peraltro lucidamente programmata. Sulla scorta della sua idea di cinema e di visione delle umane vicende, il regista britannico ci offre un prequel sull'infanzia dell'eroe ed un ritiro in Tibet che dovrebbe rigenerare il problematico e complessato miliardario psicopatico. Miliardario che, una volta tornato a Gotham, sarebbe pronto a lottare contro le forze del male che prendono d'assedio la città, oltre che le sue di lui proprietà e la relativa famiglia, o almeno quel che ne rimane. Si badi bene, non si tratta di vendetta, come viene ripetuto per quasi tutte le due ore del film, ma di un uomo che ha subito un trauma che decide e tenta di incanalare le proprie paure (pipistrelli in primis) in modo da rifletterle sul nemico così da costringerlo ad una “resa coscienziosa” di fronte all'uomo pipistrello. Non vi sembra di assistere al comportamento USA di fronte ad Afghanistan ed Iraq sotto le presidenze Bush junior?
Psicanalisi da cappuccino, buio oltre ogni sopportazione ed addirittura Katie Holmes che dopo “Dawson Creek” deve ammorbare anche gli appassionati di supereroi. Nolan esce fuori, allo scoperto, con la sua visione destrorsa, nell'inquietante allusione al rapporto tra disagio della povertà e delinquenza (Bruce che sceglie di fare il vagabondo e poi il ladro) in un assioma tipicamente capitalistico, nel descrivere la formazione morale/delinquenziale di Bruce Wayne.
Oltre la dedizione e la professionalità di Christian Bale, di buono c'è che tutto cerca di richiamare e ricordare i fasti del cinema del passato, ispirandosi alla grande letteratura cinematografica ed ai suoi più illustri personaggi, ma poi la caratterizzazione non è completa, si sente la mancanza di una definita personalizzazione dei caratteri e delle situazioni, che non risaltano e risultano insufficienti a catturare veramente lo spettatore. Smarrita la vena fantasy del personaggio, ci si butta su temi personali, sul vissuto profondo di un uomo e su questioni socio-politiche poco più che accennate, sfilacciando il racconto e la narrazione.
Voto: 6- (l'impatto visivo è innegabile e gli consente di raggiungere la sufficienza, sebbene a stento)


Il Cavaliere Oscuro, di Christopher Nolan – 2008
Quello che mancava nell'opera precedente qui c'è. Ed anche al meglio, o comunque al meglio possibile. Il regista, non riuscendo ad abbandonare sue ossessioni e temi feticcio, riesce a metterli al servizio di Batman e degli altri personaggi, che poi, facendo un bilancio finale, gli rubano la scena. Tale elemento ci fa capire che se consideriamo questo un film sull'eroe rimaniamo delusi, ma se invece lo guardiamo come quello che di fatto è, ovvero un'opera su Joker, allora ci divertiamo e si può applaudire il risultato. Se ci affranchiamo dalla sensazione (fondata) di trovarsi di fronte per le migliori scene ad un remake non dichiarato di “Ispettore Callaghan: Il Caso Scorpio è Tuo” (1971, diretto da Don Siegel), ci gustiamo probabilmente il migliore dei tre Batman di Nolan. 


Atmosfere dark, notturne con un proprio senso e non arbitrariamente utilizzate, ambientazione realista e recitazione super del Joker di Heath Ledger ci permettono di abbassare le difese e limitare l'ostilità nei confronti di Nolan. Allora si capisce la grandiosità di quest'opera, adatta al grande pubblico ma qualitativamente notevole, con toni da tragedia greca. Anche se alla lunga, poiché due ore e mezzo di inseguimenti, tensione e sparatorie sono troppe, Bale cede notevolmente e la narrazione si sfilaccia un po', lo spettatore grazie al miglior Joker fin qui visto, non demorde e arriva in fondo con buone sensazioni e un certo gusto.
Poiché, in tutto e per tutto, il film è lui, l'uomo che ride di rabbia di fronte al paladino del Bene, che sottovaluta colui che compete per essergli ancora più che nemesi e non semplice nemico. Oltre il fumetto, oltre il mainstream, verso la qualità che si avvicina all'arte, al prezzo di mettere in disparte Batman, probabilmente personaggio troppo distante e difficile per Nolan. Tutti i personaggi si trovano invischiati in un ruolo, in una posizione che più o meno volontariamente si sono imposti, fatta di segreti, bugie e varie pavidità, in modo tale che risultano schiavi e sottomessi al caso o alla sorte, come si vuole. L'unico ad essere immune a ciò, a sottrarvisi, è il cattivo, pressoché per eccellenza, data la sublime caratterizzazione esaltata da una grande interpretazione. Joker esce dalle gabbie e dai limiti di una scrittura piatta e si libera dell’aura di maledettismo e di lunatica crudeltà che da sempre accompagna il personaggio. Ci rivela il vero aspetto di questa maschera clownesca e raccapricciante: non agisce per chiari tornaconti personali, non cerca denaro, posizioni di potere o altri benefit, ma fedele alla sua essenza anarcoide ed inafferrabile individualistica visione, mette in atto e raggiunge una funzione tragica e terrificante: costringere a scelte difficili chi gli si pone di traverso, travolgere e stravolgere le personali morali di questi mettendone in mostra le debolezze e le meschinità che vorrebbero nascondere.
Voto: 8+ 

 

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno, di Christopher Nolan – 2012
Controverso il giudizio sull'ultimo capitolo della trilogia Nolaniana. Non sono un estimatore di Nolan, tutt'altro, ma mi riconosco almeno l'onestà di ammettere eventuali miei errori e di lodarne le opere quando la qualità risulti evidente e l'arte sia in grado di avere la meglio su furbizie tecnico-visive e personalissime visioni del regista. Purtroppo, a mio parere questo non è il caso. Bale/Batman ha ampiamente stufato, il cattivo lo supera anche, paradossalmente, in simpatia oltre che sul piano della caratterizzazione e della drammatizzazione. Film troppo lungo, che si inceppa nella parte centrale per circa un'ora, lasciando l'incipit e la fine come unici momenti da ricordare. Non è propriamente un film d'azione, non è un film d'avventura, tantomeno un fantasy. Forse un film di guerra urbana, esagerato e poco credibile, con una componente reazionaria che disturba. Ma forse è proprio Batman ad essere reazionario, d'altronde deve difendere lo status quo, l'attuale situazione da chi la minaccia, quindi non può, proprio lui, essere un rivoluzionario. Merito (colpa?) di Nolan, l'unico finora ad essere riuscito a rifare film con Batman che meritino di essere analizzati, o quantomeno visti. Dico film con Batman, perché non su Batman, giacché i momenti cinematograficamente, narrativamente e visivamente migliori sono quelli in cui lui non c'è. Per carità, molto meglio di altri film su altri supereroi, che non riescono a raggiungere non dico buoni voti, ma quantomeno la decenza. Invece in quest'opera, come nelle due precedenti, il non troppo simpatico Nolan riesce a filmare una “macchina da soldi” senza abbandonare del tutto il Cinema e la sua composita e multiforme essenza.
Voto: 6,5 

 

lunedì 16 marzo 2015

Citazioni Cinematografiche n. 88

Batman: Perché Joker non può vincere. Gotham ha bisogno del suo vero eroe. O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo. Io posso fare queste cose perché non sono un eroe, non come Dent. Le ho uccise io quelle persone. Questo posso essere.
Gordon: No. Non puoi. Sei quello...
Batman: Io sono quello di cui Gotham ha bisogno. Dillo a tutti.
Gordon: Ti daranno la caccia.
Batman: Tu mi darai la caccia. Mi condannerai. Mi sguinzaglierai dietro i cani. Perché è quello che deve succedere. Perché a volte la verità non basta. A volte la gente merita di più. A volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata.
Jimmy: Batman. Batman! Perché scappa?
Gordon: Perché dobbiamo dargli la caccia.
Jimmy: Ma non ha fatto niente.
Gordon: Perché Batman è l'eroe che Gotham merita ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe. È un guardiano silenzioso che vigila su Gotham. Un cavaliere oscuro.


(Batman/Christian Bale, James Gordon/Gary Oldman e Jimmy Gordon/Nathan Gamble in “Il Cavaliere Oscuro”, di Christopher Nolan - 2008)



venerdì 12 luglio 2013

Fare la Spesa... da SOLO!

 


La prima volta che siamo andati al supermercato insieme, la madre dei miei impegnativi figli ed io, per fare la spesa “seria”, non quelle toccata e fuga da morosini ai primi pomeriggi insieme (che ti emoziona pensare che dopo si mangerà insieme qualche schifezza precotta che tanto il fine ultimo è “limonare” sul divano di casa dei suoi) mi è venuto mal di testa, provavo vertigini, nausea, senso di smarrimento e ansia da luogo aperto/chiuso.

Tanto che per anni sono stato esentato da tale prova (ed i miei nervi hanno avuto modo di riprendersi), lasciandomi esclusivamente l’acquisto di poche cose per la giornata, o anche solo per un singolo pasto. Quelle occasioni sono passeggiate di salute, anche perché scelgo, con grande astuzia e strategia, i market meno frequentati del territorio, dove l’assortimento di alimenti e collaterali è talmente esiguo e selezionato che non ci si può confondere ed al massimo, se ti viene voglia di parlare, lo puoi fare solo con mono porzioni di lasagne o scadenti buste di fetente formaggio grattugiato.

Però, da quando siamo affaticati genitori, l’ho dovuta nuovamente accompagnare e lei, nella sua infinità bontà, mi ha sostenuto e confortato durante le fasi più dure, concedendomi anche qualche distrazione (vai a vedere le birre, magari ce n’è qualcuna che ti piace…).

Ho pensato che quella traumatica esperienza fosse ormai superata e lontana, un terribile ricordo, utile solo a comprendere e prendere coscienza dei miei limiti, ma che nessuno mi avrebbe più costretto a vivere!

Ma il peggio è arrivato dopo! Non riesci a capire quale esperienza sia più traumatica fino al giorno in cui ti manda, da SOLO, a fare la spesa.
La spesa “vera”, quella “grossa”, che deve bastare o quantomeno porre le basi per una sopravvivenza mensile!

Accade questo: mi incastra con la tecnica degli OCCHIONI, e poi: “è stata una settimana impegnativa”, “non ho avuto tempo”, “sono stata un po’ di merda”, “devo occuparmi della lavatrice/asciugatrice/lavastoviglie” o di altre robe, o vuole rilassarsi e riposare e tu ti ritrovi, da SOLO, tra banchi e corsie.

L’incarico è: compra pasta, pane, sughi pronti, detersivo, latte, yogurt, delle verdure, “zzxzxxzz”  e “yxxyyxyxy”, o qualcosa del genere, perché già al “vai SOLO” avevo smesso di ascoltare ed ero entrato in una condizione di trasmigrazione del corpo, immaginando me perso all’interno di un ipermercato di una nota catena internazionale.


È così che un uomo maschio si trova accanto a suoi simili, impauriti, pallidi, in ciabatte o infradito, dietro un carrello e davanti ai banchi frigo, che si scrutano, si spiano a vicenda, cercano l’ispirazione, o un modello da seguire, sono alla ricerca di risposte o ti imitano. Come cuccioli pelosi e un po' cresciuti, appena usciti dalla tana e dalla protezione materna, cercano di star vicini, di farsi forza.

Per la pasta ed i sughi pronti vado spedito e sicuro, affidandomi ai colori che ho visto in casa ed alla vicinanza fisica dei prodotti in questione.
Riguardo al latte, No Problema! Basta che sia intero e fresco per lei ed i bambini e “qualunque cosa” per me.
Mi sento ormai sicuro nella mia nuova condizione e con fare baldanzoso procedo fra le corsie, ormai convinto di avere la situazione sotto controllo.
Ma, si sa, appena abbassi la guardia, il nemico ti accerchia e ti assale.

LE VERDURE!! penso non ci sia cosa più rischiosa che chiedere a un uomo (a me) di prendere verdure. MAI COMPRATE. Ma poi scopro che ne esistono di diversi tipi, forme e colori (quasi come in un sex shop) e quindi la soluzione è semplice:
“prendo un kilo di tutto quello che vedo e non potrà di certo lamentarsi!”
Quindi: 
1 kilo di melanzane lunghe,
1 kilo di melanzane tonde,
1 kilo di zucchine verdi,
1 kilo di zucchine bianche,
1 kilo di pomodori,
1 kilo di insalata (un kilo di insalata è difficile da far stare in un sacchetto),
1 kilo di peperoni (rossi o gialli??),
1 kilo di finocchi,
1 kilo di broccoli
.

Com’è facile! Ed io che mi preoccupavo! C’è anche il melone, prendiamone due, uno per me ed uno per lei (le piace tanto!), facciamo pure dei kiwi e qualche banana.
NON POTRÀ CHE ESSERE CONTENTA. Come sono stato bravo!

Le altre donne ti fissano sorridenti, pensando che bravo marito (o chissà cos’altro) tu sia, premuroso, capace, a suo agio in faccende come questa e disponibile ad occuparsi dell’alimentazione tua e della tua famiglia (che deve comprendere qualche decina di parenti di vario grado).

Yeah, ci son pure gli yogurt magri in offerta, prendiamone SEDICI ai gusti più strani tanto scadono ad agosto e ne sono rimasti uno svallo.

E trionfante esco dal supermercato, pavoneggiandomi con 15 kili di ROBA, braccio e dito puntato al cielo, come avessi segnato al Bernabeu, sfidando gli altri uomini (che ancora fissano le corsie chiedendosi se davvero ci devono entrare) a far meglio di te.

Poi arrivo a casa
“Ciao! Cosa hai comprato di buono?”
“Tadaaaaaaaaan!!!! Visto che bravo?”
MAQUANTACAZZONEHAIPRESAEADESSODOVROPASSARETUTTOILWEEKENDAGRIGLIAREECUCINAREVERDURACHENONCISTARAMAINELFRIGOECHEANDRAAMALEPERCHECENEPERSFAMAREUNAPOPOLAZIONEINTERAPERUNASETTIMANA?

“Però ho preso anche lo yogurt!”
“È  magro?”
“Era in offerta!”
“È magro?!?”
“Sei proprio bella, ciccia, te l’ho già detto? Ti voglio molto bene.”
 
Anche Batman fa la spesa! Cosa gli dirà Alfred al ritorno a casa? "Riconosca i suoi limiti, signor Wayne!"

sabato 13 aprile 2013

Torna a casa Batman!




Adam West nei panni di Batman, nella serie televisiva anni '60
N. ha qualche anno più di me, gli piace andare al cinema a vedere i film con i supereroi. È una delle poche cose che gli donano soddisfazione.

In effetti N. non ha molte cose di cui essere lieto. Vive con i genitori in un appartamento poco fuori dal centro, e la finestra della sua camera (dove sono stato diverse volte fin da bambino) si affaccia sopra un ponte ferroviario, alquanto trafficato. Fa il tifo per una squadra di calcio dal glorioso, antico, passato ma che ora dovrebbe avere come sponsor una marca di ascensori, considerando la velocità con cui passa, ogni stagione, da una categoria all’altra (la serie A la vede saltuariamente). Ha dovuto sostenere tre volte l’esame per la patente, e da quando l’ha avuta ha sempre guidato una Panda bianca a benzina, solo che adesso non la può più usare perché inquina troppo, per cui va a piedi o usa l’autobus. Ha avuto due sole morose, una per 15 minuti in seconda media, l’altra per 15 anni, ma poi lei l’ha lasciato per uno che aveva una Panda a metano. Ogni inverno si prende l’influenza, qualunque nome le venga dato. Da quando si è diplomato ha sempre lavorato nel mobilificio di un amico del marito della sorella di una cugina di una collega di sua madre (perché senza le giuste conoscenze un lavoro non si trova!), in ufficio mi dice, ma non so esattamente cosa faccia. Il prete della parrocchia dove andavamo a catechismo gli diceva sempre che era rumoroso e maleducato, sua nonna per questo lo riempiva di schiaffoni, e credo che lo farebbe anche ora che è quasi 2 metri e pesa 130 chili (N. non la nonna, tantomeno il prete che invece era basso e pelato e gli puzzava l’alito di vino).

Insomma, per ritornare al punto, N. non si perde un film di supereroi. Qualche volta l’ho accompagnato al cinema, questo prima che nel tempo libero mi dedicassi a fare figli (in precedenza mi sono molto esercitato, tanto è vero che mi è venuto il gomito ed il polso del tennista, anche se non ho mai giocato a tennis). Negli ultimi anni c’è stato un fiorire di film con supereroi, alcuni molto divertenti, altri che mi lasciano perplesso, ma nel complesso io ed N. abbiamo passato delle belle serate, comunque più appaganti di quelle trascorse a confessarci fantasie sulla figlia del fotografo che aveva la bottega vicino casa sua. Quel fotografo, tra l’altro, si divertiva a stimolare tali fantasie mettendo in bella mostra ritratti della conturbante figlia.
by Fan Boy - Figures in Action
In buona sostanza dal 2005, quando è ricominciata la saga di Batman, ad opera di Christopher Nolan, N. non si è perso un episodio, dopo aver lanciato insulti al “Batman e Robin” con il povero George Clooney insieme a me. Ho visto tutti e tre i film diretti da Nolan, il primo al cinema con N., il secondo in DVD sempre con N. (ero già preda dell’attuale madre dei miei figli), il terzo, l’ultimo uscito, in DVD ma da solo, giacché ormai le sale cinematografiche sono luoghi di cui ho perso memoria, quasi perduti, antichi luoghi mitici di cui comincio a mettere in dubbio l’esistenza, ed il fatto che siano mai esistiti. Ora però è giunto il momento di mettere le carte in tavola e, a costo di far soffrire un amico, proferire la dura verità, o quantomeno quella che ritengo tale dal mio punto di vista.

La trilogia di Batman di Nolan, ovvero “Batman Begins” (2005), “Il cavaliere oscuro” (2008) e “Il cavaliere oscuro - Il Ritorno” (2012), sono spettacolari film di Batman, ma Batman non c’entra una cippa!

Nel primo le parti più riuscite e più interessanti sono quelle dove c’è Bruce Wayne (psicanalisi da cappuccino compresa), il secondo, un film con sontuosi mezzi tecnici ed effetti dove la vera star è Joker, è praticamente un remake non dichiarato di Ispettore Callaghan: Il Caso Scorpio è Tuo” (1971, diretto da Don Siegel), dove tra l’altro Clint Eastwood recita meglio di quanto Christian Bale faccia Batman, mentre il terzo è un film su Occupy Wall Street e relativi corollari, con un Batman sempre più solitario e sempre più nevrotico che si fa rubare la scena da Bane, “cattivo/villain” con una certa presenza scenica. In quest’ultimo film si scopre la componente reazionaria del mascherato miliardario e quindi di Nolan stesso, che dopo aver presentato Bane come un “indignato” a capo di una rivolta popolare, per quanto sadico e crudele leader di un branco di feroci “senzatetto”, dopo averlo fatto vincere gli mette in bocca il proposito di far saltare in aria la città appena restituita ai cittadini. Quasi fosse un pazzo terrorista qualsiasi, alla moda araba, di quelli che tanto piacciono a mr. Nolan ed ai reazionari che vogliono proteggere i valori, gli investimenti ed i miliardi, dell’Occidente. 

Con "Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno" viene fuori, nel migliore dei casi e lasciando da parte le interpretazioni e la inspiegabile ricerca di significati reconditi cari ai fan di Nolan, un polpettone in stile action-movie, peraltro spettacolare ma meno coinvolgente dei film di Tony Scott, che era un vero ed onesto regista di film d'azione, volutamente esagerati e con tratti anche ingenui che accolgono lo spettatore più che blandirlo.
Nolan, nei tre film dove c’è (anche) Batman, reitera la sua idea di cinema: con scaltrezza e abilità nasconde, sotto le vesti di studio psicologico dei personaggi e di attenzione ai particolari, la volontà di spiazzare lo spettatore, ingannarlo e confonderlo. Dilata trama e vicenda per decostruire la visione e far sì che chi guarda si senta intelligente, oppure dica di essersi goduto il film per non fare la figura dell’ignorante.

Per cui, caro N., amico di lunga data, so che quando si guardano certi film bisognerebbe goderseli per quello che sono e non per quello che potrebbero essere (ma l’intelligenza e la capacità di analisi che ce l’abbiamo a fare?), bisognerebbe fare appello alla sospensione dell’incredulità (ma quando i poliziotti escono dalle fogne pettinati come nemmeno da un coiffeur di provincia e con gli abiti come appena stirati, non ti viene voglia di mandare tutti a fare cose col sedere?) e farsi trasportare dalla sontuosità delle scene e della colonna sonora, ma ci meritiamo un Batman così? I supereroi esigono un po’ di rispetto, o quantomeno dovrebbero chiederlo, e se non possono farlo loro almeno lo facciano gli spettatori e gli appassionati come te, altrimenti andiamo a vedere i film di Lars Von Trier (solo per fare un esempio, ci mancherebbe!).
by Fan Boy - Figures in Action