Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze.
Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
Sta' attento: Vargas farà di te uno di quegli stupidi idealisti che sono
la gente più dannosa che esista al mondo. Sono peggio delle canaglie:
le canaglie si sa come pigliarle.
(Hank Quinlan/Orson Welles in "L'Infernale Quinlan", di Orson Welles - 1958)
Wolsey:
Questione di coscienza... voi non mi date che preoccupazioni. Se
riusciste a vedere i fatti come sono, senza quell'orrendo... aspetto
morale... con un po' di senso comune, voi sareste uno statista.
(Cardinale Wolsey/Orson Welles e Thomas More/Paul Scofield in "Un uomo per tutte le stagioni", di Fred Zinnemann - 1966)
Il
genere noir nel cinema, oltre agli aspetti di contenuto e di trama nonché
alle specificità dei suoi protagonisti, risultò e ancora oggi
risulta importante e straordinariamente interessante, per alcune
caratteristiche di tipo tecnico-formale, a volte innovative, quali la
voce over, il flashback, l’illuminazione a bassa intensità e la
posizione della macchina da presa, spesso posta in diagonale o di
sbieco, con uso di grandangoli, tra l'altro per accentuare il punto
di vista emotivo del carattere o dei caratteri principali.
L’infernale Quinlan(Touch of evil), diretto ed
interpretato da Orson Welles nel 1958, rappresenta sia uno dei
punti più alti del genere che un po' “il canto del cigno” del
noir “classico” di tipo hollywoodiano (di lì a qualche anno
arrivò il cinema europeo, francese in particolare e anche negli USA
qualcosa cambiò).
Vidi
il film, nella sua versione restaurata, in un cinema a me molto caro
quanto scomodo come solo le vecchie sale potevano essere, durante gli
anni universitari, rimanendone rapito e in qualche modo segnato. Non
la farò troppo lunga e mi limito a sottolineare come
l'interpretazione dei protagonisti e la fotografia,
suggestiva nel suo bellissimo bianco e nero, mi misero di fronte ad
una superba e avvincente lotta tra Bene e
Male, tra stili di investigazione, tra distinte visioni con aspetti
inconciliabili e con più di un elemento di tipo manicheo.
Goduria
per gli occhi, le orecchie ed il cuore, questo concentrato di
virtuosismo e di irriducibilmente esasperato barocchismo wellessiano
offre distorsione delle immagini, primi e primissimi piani
emozionanti, eccitante montaggio alternato, nonché un non comune
uso, per frequenza ed efficacia, della profondità di campo e
sbalorditivi movimenti di camera che culminano nell’ubriacante e
mai abbastanza visto e rivisto piano-sequenza iniziale di 3'e 30".
Welles
introduce la storia e alcuni dei principali protagonisti: da un primo
piano di un paio di candelotti di dinamite la cinepresa si sposta
rapidamente su un carrello, seguendo un’automobile che esce da un
parcheggio e un carrello dolly la riprende quando si immette sulla
strada, scivolando fra i personaggi che chiacchierano su una via
trafficata. Il resto scopritelo da soli!
"Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo
argomento posso illuminarla, io sono un'autorità su come far pensare la gente.
Ci sono i giornali per esempio, sono proprietario di molti giornali da New York
a San Francisco."
(Charles Foster Kane/Orson Welles in “Quarto Potere”, di Orson Welles -
1941)