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lunedì 13 ottobre 2025

Citazioni Cinematografiche n.637

 

E ora vi racconterò la storia dello scorpione. Uno scorpione voleva attraversare un fiume e chiese ad una rana di portarlo.
No – disse la rana – no grazie, se ti portassi sul dorso tu potresti pungermi e la puntura dello scorpione è mortale.
Ma – disse lo scorpione – dov'è la logica (gli scorpioni cercano sempre di essere logici), se io ti pungessi, tu moriresti e io affogherei...
La rana si convinse e lasciò che lo scorpione le salisse sul dorso.
Ma proprio nel bel mezzo del fiume sentì un dolore terribile e si rese conto immediatamente che lo scorpione l'aveva punta.
E la logica? – gridò la rana incominciando a discendere verso il fondo insieme allo scorpione – non è logico quello che hai fatto!
Lo so – disse lo scorpione – ma non posso farci nulla: è il mio carattere.
Beviamo al carattere!

(Gregory Arkadin/Orson Welles in “Rapporto confidenziale”, di Orson Welles - 1955)




lunedì 3 agosto 2020

Citazioni Cinematografiche n.366

Sta' attento: Vargas farà di te uno di quegli stupidi idealisti che sono la gente più dannosa che esista al mondo. Sono peggio delle canaglie: le canaglie si sa come pigliarle. 
(Hank Quinlan/Orson Welles in "L'Infernale Quinlan", di Orson Welles - 1958)


 

martedì 31 dicembre 2019

lunedì 2 dicembre 2019

Citazioni Cinematografiche n.331

Wolsey: Perché vi siete opposto a me?  
More: Mi è parso che aveste torto.  
Wolsey: Questione di coscienza... voi non mi date che preoccupazioni. Se riusciste a vedere i fatti come sono, senza quell'orrendo... aspetto morale... con un po' di senso comune, voi sareste uno statista.

(Cardinale Wolsey/Orson Welles e Thomas More/Paul Scofield in "Un uomo per tutte le stagioni", di Fred Zinnemann - 1966)




giovedì 24 ottobre 2019

L'Infernale Quinlan: la sequenza iniziale

Il genere noir nel cinema, oltre agli aspetti di contenuto e di trama nonché alle specificità dei suoi protagonisti, risultò e ancora oggi risulta importante e straordinariamente interessante, per alcune caratteristiche di tipo tecnico-formale, a volte innovative, quali la voce over, il flashback, l’illuminazione a bassa intensità e la posizione della macchina da presa, spesso posta in diagonale o di sbieco, con uso di grandangoli, tra l'altro per accentuare il punto di vista emotivo del carattere o dei caratteri principali. 

L’infernale Quinlan (Touch of evil), diretto ed interpretato da Orson Welles nel 1958, rappresenta sia uno dei punti più alti del genere che un po' “il canto del cigno” del noir “classico” di tipo hollywoodiano (di lì a qualche anno arrivò il cinema europeo, francese in particolare e anche negli USA qualcosa cambiò).

Vidi il film, nella sua versione restaurata, in un cinema a me molto caro quanto scomodo come solo le vecchie sale potevano essere, durante gli anni universitari, rimanendone rapito e in qualche modo segnato. Non la farò troppo lunga e mi limito a sottolineare come l'interpretazione dei protagonisti e la fotografia, suggestiva nel suo bellissimo bianco e nero, mi misero di fronte ad una superba e avvincente lotta tra Bene e Male, tra stili di investigazione, tra distinte visioni con aspetti inconciliabili e con più di un elemento di tipo manicheo.

Goduria per gli occhi, le orecchie ed il cuore, questo concentrato di virtuosismo e di irriducibilmente esasperato barocchismo wellessiano offre distorsione delle immagini, primi e primissimi piani emozionanti, eccitante montaggio alternato, nonché un non comune uso, per frequenza ed efficacia, della profondità di campo e sbalorditivi movimenti di camera che culminano nell’ubriacante e mai abbastanza visto e rivisto piano-sequenza iniziale di 3'e 30".

Welles introduce la storia e alcuni dei principali protagonisti: da un primo piano di un paio di candelotti di dinamite la cinepresa si sposta rapidamente su un carrello, seguendo un’automobile che esce da un parcheggio e un carrello dolly la riprende quando si immette sulla strada, scivolando fra i personaggi che chiacchierano su una via trafficata. Il resto scopritelo da soli!




lunedì 6 ottobre 2014

Citazioni Cinematografiche n. 65


"Lei si preoccupa di quello che pensa la gente? Su questo argomento posso illuminarla, io sono un'autorità su come far pensare la gente. Ci sono i giornali per esempio, sono proprietario di molti giornali da New York a San Francisco."

(Charles Foster Kane/Orson Welles in “Quarto Potere”, di Orson Welles - 1941)