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venerdì 18 marzo 2022

Incipit 64/100

Quando la vidi entrare, tailleur costoso e borsa rigida da professionista, capii subito che mi sarei perso parte del concerto di Cooper Terry che stava iniziando in quel momento.”

(La Verità dell'Alligatore, di Massimo Carlotto)






venerdì 17 dicembre 2021

Incipit 51/100

“La carogna dell'alligatore galleggiava a pancia all'aria. Era stato abbattuto perché aveva iniziato ad avvicinarsi troppo all'accampamento e nessuno voleva rimetterci un braccio o una gamba. La puzza dolciastra della decomposizione si mescolava a quella della selva. La prima capanna distava da quella radura un centinaio di metri. L'italiano chiacchierava tranquillo con Huberto. Avvertì la mia presenza. Si voltò e mi sorrise. Gli strizzai l'occhio e lui riprese a parlare. Mi portai alle sue spalle, respirai a fondo e gli sparai alla nuca.

(Arrivederci Amore, Ciao, di Massimo Carlotto)



 


venerdì 4 gennaio 2019

Giallo, Noir & Thriller/62



Titolo: L'Oscura Immensità della Morte
Autore: Massimo Carlotto
Editore: E/O 2005

Come reagiremmo ad un tremendo lutto? Cosa troverebbe posto nel nostro cuore e nei nostri pensieri di fronte a chi ha ucciso tua moglie e tuo figlio? Cosa vive un condannato all'ergastolo per quel crimine? Come vive chi invece è riuscito a sfuggire alla giustizia? Questi ed altri interrogativi sono contenuti in “L'Oscura Immensità della Morte” di Massimo Carlotto. Non vi sono però risposte certe o chiare, tanto meno rassicuranti.
L'autore veneto invece mostra e racconta al lettore, con una prosa asciutta, a volte essenziale, come il Male alberghi anche dentro la vittima, l'innocente, che si trova a vivere una dimensione ed un'esperienza che può essere sia straniante quanto maieutica e dagli aspetti rivelatori. Se in “Arrivederci Amore, Ciao” la rappresentazione della malvagità umana era affidata ad un vero farabutto, una canaglia patentata come Giorgio Pellegrini, qui il protagonista Silvano Contin è una persona come tante, né migliore o peggiore di chi legge, ma il lutto lo fa cambiare, la rabbia lo porta a degradarsi in ogni modo e sotto ogni aspetto. L'imbruttimento di Contin è contrapposto al pentimento, reale o strumentale che sia, di uno dei colpevoli della rapina da cui tutto è originato. Dopo l'incontro fra i due uomini parte un romanzo nel romanzo, in cui è raccontato, mostrato quello che passa attraverso la morte, la perdita, il perdono, la giustizia, la vendetta e la possibile redenzione.

La scrittura solida e la volontà di mostrare, non di insegnare o spiegare, è uno dei punti di forza del romanzo, in cui Carlotto delinea la sua idea di noir, all'interno della quale spetta solo al lettore farsi un'idea, magari formulare un giudizio sui fatti e sui personaggi. L'autore non lo fa, si limita a riportare quanto accade, così come vissuto dagli uomini e dalle donne che si mostrano al lettore, per ciò che sono, eliminando filtri e inganni vari, così che ogni sentimento, ogni sensazione, ogni azione, persino la più abietta e crudele, gli arrivano come se potessero realmente essergli capitati accanto o fossero la sua stessa vita.



Nel corso di una rapina, un malvivente prende in ostaggio una donna e il figlio di otto anni e li uccide. L'uomo, Raffaello Beggiato, viene condannato all'ergastolo, mentre il suo complice riesce a fuggire. Il marito della donna assassinata e padre del bambino, Stefano Contin, non si dà pace. Per quindici anni vive con l'ossessione di quella che lui chiama "l'oscura immensità della morte". Cambia vita, lascia il lavoro di successo che aveva prima della tragedia e diventa ciabattino in un supermercato, non frequenta più nessuno e va a vivere in uno squallido appartamento di periferia, dove trascorre il tempo a guardare quiz o le foto dei cadaveri dei suoi cari. Ha in mente solo la vendetta e architetta un piano machiavellico per portarla a termine... (da ibs.it)



sabato 7 aprile 2018

Giallo, Noir & Thriller/52


Titolo: Il Turista
Autore: Massimo Carlotto
Editore: Rizzoli - 2016



Massimo Carlotto mi è molto caro soprattutto per la serie con protagonista Marco Buratti, “l'Alligatore”, edita dalle edizioni E/O.
Esponente di picco del noir italiano, l'autore padovano con “Il Turista”, si cimenta, probabilmente per la prima volta, con il thriller e con i suoi stilemi e peculiarità.

Carlotto cambia casa editrice e con Rizzoli propone un personaggio che ha dalla sua parte elementi noti, grazie all'elevato numero di serie TV e film con protagonisti killer seriali e psicopatici vari, oltre a qualche caratteristica propria che, almeno in partenza, potrebbero distinguerlo e renderlo un'efficace variante con buone possibilità di raggiungere il lettore e crearsi un suo proprio spazio.

La scrittura dell'autore di “Respiro Corto” rende possibile una lettura agile e soddisfacente, d'altra parte le sue capacità narrative e descrittive non sono da mettere in dubbio. Purtroppo il Turista, killer protagonista del libro insieme a Pietro Sambo, poliziotto caduto in disgrazia (l'ennesimo?), alla fine dei conti risulta poco efficace e rischia di stancare, complice il passaggio fra le voci narranti. Poco approfondimento della trama, che risulta un po' esile e a tratti inverosimile, non si nota la critica sociale presente in altri libri di Carlotto o comunque è solo accennata, i personaggi a tratti sembrano poco più che abbozzati ed il lettore affezionato, non solo al genere, tende a non perdonare certe cose.

Probabilmente non è del tutto un passo falso, ma il tentativo di ampliare la propria scrittura ed il repertorio, ma si ha la sensazione che il romanzo non sia del tutto riuscito, con passaggi narrativi che si riversano in qualche colpo di scena di troppo, senza che risultino effettivamente efficaci o quantomeno godibili. Soprattutto a mio parere in questo romanzo manca quella necessaria tensione, quella suspense tipica del thriller, che in più occasioni scema, fino al finale fin troppo aperto che conclude una serie di soluzioni in fatto di trama poco accattivanti, nonostante le prime pagine facessero ben sperare.



Il Turista è un serial killer perfetto, diverso da ogni altro. Tanto per cominciare, non "firma" i suoi omicidi e non lancia sfide ai detective, perché farsi catturare è l'ultimo dei suoi desideri. È un mago del camuffamento, non uccide secondo uno schema fisso e mai due volte nella stessa città o nello stesso Paese: per questo lo chiamano il Turista. In più, non prova empatia né rimorso o paura, esercita un controllo totale sulla propria psicopatia. In altre parole, è imprendibile, l'incubo delle polizie di tutta Europa. Anche il più glaciale degli assassini, però, prima o poi commette un passo falso che lo fa finire in gabbia. Succede a Venezia - il territorio di caccia ideale per qualunque assassino - e la gabbia non è un carcere: è una trappola ben più pericolosa, tesa da qualcuno che in lui ha scorto la più letale delle opportunità. Anche Pietro Sambo ha fatto un errore, uno solo ma pagato carissimo. Adesso, ex capo della Omicidi, vive ai margini, con il cuore a pezzi. Poi arriva l'occasione giusta, quella per riconquistare onore e dignità. Ma per prendere il Turista dovrà violare di nuovo le regole, tutte, rischiando molto più della propria reputazione. (da ibs.it)

venerdì 7 ottobre 2016

Giallo, Noir & Thriller/35


Titolo: Nordest
Autore: Massimo Carlotto e Marco Videtta
Editore: E/O – 2005

Il tema del rapporto/contrasto fra padre e figlio in un romanzo noir, che in modo lucido e spietato rappresenta quanto di marcio, sporco e rivoltante ci fosse in una visione ed in una modalità di vita in una zona geografica ben definita, per quanto già allora se ne vedesse la labilità dei confini.

Il Nord Est di Massimo Carlotto e Marco Videtta presentato nel 2005 fin dal titolo del romanzo, dove l’elemento politico è evidente, pur non inficiando la narrazione, dove la vicenda presentata, l’intreccio e lo sviluppo della trama funzionano molto bene, con un meccanismo ben oliato che dosa gli elementi tipici del genere insieme alla denuncia di quello che, allora come oggi, è uno dei maggiori e più pericolosi laboratori criminali dell’intera Europa.

Il Nord Est, per l’appunto, che ha messo dinamicità e denari al servizio del crimine, del furto, dello sfruttamento ambientale e dei peggiori istinti e figuri. Spesso con il benestare, la complicità di chi quelle zone ha amministrato e di chi facendosene difensore ha finito per usarle a fini personali, propagandistici e per soddisfare misere e private, personali ambizioni, inconfessabili capricci.
Si accennava al confronto fra padri e figli, qui presentato come una aberrante variante del concetto espresso da Thomas Mann ne i Buddenbrook, con i più giovani (la terza generazione) che in realtà invece che dissipare quanto creato e quindi accumulato da chi li ha preceduti, sono intenzionati a scappare con il bottino, alla ricerca edonistica e disillusa di strategie per colmare il vuoto che li definisce, nascosto dietro auto di lusso, vestiti eleganti, ristoranti alla moda e abuso di stimolanti.

L’omicidio da cui tutto parte è tipico della narrazione noir, con la seguente trama che funziona dall’inizio alla fine, con protagonisti tanto ben delineati e caratterizzati da risultare genuinamente antipatici ed odiosi, siano essi “vittime” o “carnefici”. Nessuno si salva in Nordest, dove l’elemento geografico-territoriale ne risulta il vero punto centrale, protagonista collettivo e palesemente sovra umano, con personaggi (tutti!) totalmente colpevoli, palesemente inseriti in un contesto che allo stesso tempo li forma e ne è formato.

Agli autori il merito di una scrittura e di una analisi lucida, rigorosa, impietosa, che in nessun passaggio intende confortare o giustificare.

"Nordest", scritto a quattro mani da Massimo Carlotto e Marco Videtta, racconta un tema antico, il rapporto tra padri e figli, inserito nell'attualità del Nordest italiano. Un territorio ricco e complesso, considerato la locomotiva dell'economia italiana, che oggi sta vivendo una crisi epocale che ha determinato la fuga degli industriali verso Cina e Romania. Ed è proprio l'ambiente delle grandi famiglie industriali quello in cui matura il delitto di una giovane donna prossima al matrimonio. Sullo sfondo il "paese" il nome non ha importanza perché in tutto il Nordest le grandi famiglie sono tutte uguali e il territorio non ha più identità. "Nordest" è un noir che, a partire da un delitto, racconta l'illegalità diffusa che ha permesso di accumulare grandi ricchezze e un sistema economico che non si è mai posto problemi rispetto al saccheggio del territorio. Personaggio principale è Francesco, rampollo della seconda famiglia più ricca del "paese", giovane avvocato dal futuro già scritto che dovrà confrontarsi con il suo ambiente e scegliere tra verità e "normalità". (da ibs.it)




sabato 21 maggio 2016

Giallo, Noir & Thriller/30



Titolo: Arrivederci Amore, Ciao
Autore: Massimo Carlotto
Editore: E/O 2002

Un romanzo di formazione in nero, feroce, a tratti grottesco per quanto risulti reale e tremendamente plausibile nella società italiana ed europea attuale. Tutto raccontato in prima persona dal protagonista, quel Giorgio Pellegrini (portato anche sugli schermi cinematografici) che Massimo Carlotto fa viaggiare fra Centro America, Francia ed Italia, per raccontare al lettore come nel cuore nero del Nord Est, tanto caro allo scrittore dal punto di vista narrativo quanto marcio, un cinico e spregiudicato ex terrorista possa ambire a scalare le vette della criminalità e della buona facoltosa neo borghesia.

Quasi come se il noir fosse un mezzo per mostrare senza filtri e porre in chiara evidenza le storture, il male, la bruciante e spietata cattiveria di un capitalismo di provincia e di un carattere, che è principalmente un delinquente assassino, subito e chiaramente riconoscibile, tanto che anche il mondo della politica ne riconosce le potenzialità ed il valore, come strumento di azione e di arricchimento.
Non c’è spazio per ironia o sentimenti, solo crudeltà e determinazione criminale al fine di raggiungere lo scopo prefisso. La canzone del titolo non comprende una parentesi romantica od un vago tentativo di redenzione, bensì sottolinea il dramma diffuso ed un tragico epilogo.  Il distacco e la freddezza del protagonista sono resi con una scrittura agile, immediata, che ne determina le malefatte come la diretta conseguenza dell’espressione della propria personale natura.
Ma se Giorgio Pellegrini assurge a vero “cattivo” per eccellenza, la parte peggiore, probabilmente, la recita il contesto sociale, economico ed umano che gli gira intorno, per servirlo, servirsene ed esserne usato e sfidato. Un contorno di faccendieri, malavitosi italiani e stranieri, poliziotti cinici, politici corrotti e spregiudicati, avvocati al soldo dei peggiori elementi, prostituzione a tutti i livelli e denaro mai onestamente guadagnato. Tutti, senza eccezione, che desiderano salvaguardare un’immagine, una facciata di falso moralismo, perbenismo e accettabilità sociale.

Il Nord Est di Carlotto, narrato a più riprese, ma forse mai così efficacemente e con tanto coinvolgimento del lettore come in questo indispensabile noir italiano.


domenica 3 novembre 2013

Giallo, Noir & Thriller/15



Titolo: Respiro Corto
Autore: Massimo Carlotto
Editore: Einaudi – 2012

Dopo la fortunata e appassionante serie dell’Alligatore, interamente pubblicata da E/O, e aver raccontato con dovizia di particolari i misfatti e crimini del Nord Est, Massimo Carlotto si sposta a Marsiglia.

Come già in alcuni romanzi precedenti, Carlotto ci presenta la sua idea di noir, ormai strettamente legato alla cronaca, attento ad indagare e mostrare i nuovi confini e caratteristiche del crimine odierno. Pertanto “Respiro Corto”, con la sua scrittura agevole, i dialoghi veloci e taglienti, i suoi tanti personaggi che calcano la scena, con riferimenti, veri e concreti, alla nostra contemporaneità, non è solo un romanzo di intrattenimento, di evasione, ma di vera e propria indagine. Meno che in alcuni di quelli, ambientati in Italia, che lo hanno preceduto, ma pur sempre ci viene proposto un secondo livello di lettura.

L’incontro, la rivalità e lo scontro fra gangster “vecchio stile” del Milieu, e i nuovi criminali, imprenditori, politici, maghi della finanza, è il pretesto per denunciare la connivenza fra poteri forti e “personaggi rispettabili” nel delinquere a grandi livelli. Riciclaggio, smaltimento rifiuti, edilizia urbana, nuove tecnologie, contrabbando, chimica e finanza sono i nuovi terreni dove il crimine prospera e si ingrassa, mentre i governi si dedicano alla lotta alla microcriminalità, più per esigenze elettorali e comodità che per reale convinzione.
 
Marsiglia
Con queste peculiarità Carlotto ci racconta una intrigante storia, che, pur avendo il suo clou a Marsiglia, sulle rive di quel Mediterraneo neo frontiera, spazia dai boschi radioattivi di Cernobyl ai caveau delle banche svizzere, con evidenti interessi dei governi e dei servizi segreti. Una odiosa gang di privilegiati, la Dromos Gang, incarna al meglio quella nuova criminalità di cui si è parlato. Zosim, Sunil, Giuseppe, Inez si sono conosciuti studiando Economia a Leeds. Brillanti, impeccabilmente vestiti, del tutto amorali ma tra loro fraterni, quattro giovanissimi con pesanti famiglie alle spalle giungono a Marsiglia convinti che il mondo è di chi corre veloce come il denaro, di chi corre più veloce di tutti, e il resto non merita di vivere. È subito guerra con i vecchi arnesi: un tenace boss corso di lunga carriera e una poliziotta in disgrazia che ha un'idea tutta sua della giustizia.

Completano il quadro altri personaggi che, seppur meno delineati, contribuiscono alla trama e al dipanarsi di un romanzo che si fa fatica a lasciare, catturati da uno stile efficace e da un intreccio presentato con padronanza. Poi il fatto che ad avere la meglio, almeno per ora, sia il vecchio boss corso, che ricaccia indietro, a mani pressoché vuote, i quattro “figli di papà”, un po’ di soddisfazione me la regala.
Massimo Carlotto