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venerdì 20 giugno 2025

Una Locomotiva


Un’altra locomotiva, potente questa, da espresso, con due gran ruote voraci, sostava sola, sbuffando dal fumaiolo un denso fumo nero che saliva dritto, lento lento nell’aria tranquilla.”


Quante persone! Altra folla, una folla infinita in mezzo al rollio dei vagoni, al fischio delle locomotive, al ronzio del telegrafo, al suono dei campanelli! Era come il gran corpo di un gigante sdraiato sulla terra, la testa a Parigi, le vertebre lungo tutti i binari, le membra aperte delle diramazioni, i piedi e le mani a Le Havre e agli altri capolinea. Passava e ripassava, meccanico, trionfale, dritto verso il futuro con matematica esattezza, ignorando volontariamente quanto di umano restava ai suoi due estremi nascosto ma tenace, l’eterna passione, l’eterno delitto.”



Agli orari regolamentari i treni passavano incrociandosi ormai sui due binari, la circolazione era stata completamente ripristinata. Passavano inesorabili, indifferenti nella loro meccanica onnipotenza, senza sapere nulla di quei drammi, di quei delitti. Che importanza avevano alcuni sconosciuti tra la folla caduti durante il cammino, schiacciati sotto le ruote?! I morti erano stati rimossi, il sangue lavato, si ripartiva per andar laggiù, verso il futuro.”


Non importavano le vittime schiacciate dalla locomotiva in corsa! Non era comunque diretta verso il futuro, incurante del sangue versato? Senza guida, in mezzo al buio, come una bestia cieca e sorda scagliata contro la morte correva, correva, carica di carne da cannone, di soldati già rimbambiti di stanchezza, sbronzi, che cantavano.”




Brani da “La bestia umana”, di Emile Zola 

venerdì 19 novembre 2021

Incipit 47/100

“O Muse della Pieria che date gloria coi carmi, cantate qui Zeus e celebrate vostro padre, per opera del quale gli uomini mortali sono in pari modo illustri e oscuri, noti e ignoti per volere del possente Zeus. Facilmente, infatti, egli infonde forza, facilmente opprime il forte, facilmente abbatte l'illustre e innalza l'ignoto, facilmente addrizza il tortuoso e atterra l'orgoglioso, Zeus altotonante che abita le eccelse magioni. Ascoltatemi, volgendo lo sguardo e l'orecchio, indirizza secondo giustizia le leggi, tu! Ed io a Perse esporrò la verità.”

(Le Opere e i Giorni, di Esiodo – trad. Lodovico Magugliani)



 

venerdì 5 novembre 2021

Incipit 45/100

“Sedeva alla finestra a guardare la sera che calava sul viale. Appoggiava il capo alle tendine, e le sue narici respiravano l'odore di polvere del crétonne. Era stanca.”

(Eveline in Gente di Dublino, di James Joyce – trad. Maria Pia Balboni)



 

venerdì 1 ottobre 2021

Incipit 40/100

“Voltati un po', figliolo! Come sei buffo! Ma che razza di sottana da prete avete addosso? All'accademia vanno in giro tutti vestiti a 'sto modo? Con queste parole il vecchio Bul'ba accolse i due figlioli, studenti del seminario di Kiev, che facevano ritorno a casa, dal padre.”

(Taras Bul'ba, di Nikolaj Vasilevič Gogol – trad. Laura Simoni Malavasi)