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lunedì 22 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.647

 

"Il male lo trasformo in bello, più è violento dentro di me, più si manifesta in bello!"

(Marie-Claire Muller Polonski/Isabelle Huppert in “Grazie per la cioccolata”, di Claude Chabrol - 2000)







giovedì 10 marzo 2016

Il Colore della Menzogna (1998)



Torno a parlare di un film di Claude Chabrol.
Dopo “Il Buio nella Mente”, è la volta de “Il Colore della Menzogna”, che condivide con il precedente, oltre il regista, anche una delle protagoniste, la brava ed intensa Sandrine Bonnaire.

“Il Colore della Menzogna” è in prima battuta un buon giallo, ben organizzato e molto interessante, con elementi tipici della narrativa di genere europea, un po’ alla Simenon, anche se il “Maigret”, in questo caso è donna ed ha il volto di Valeria Bruni Tedeschi.

Si nota come il regista francese, autore anche della sceneggiatura insieme a Odile Barski, abbia fatto propria la lezione del maestro Hitchcock, filtrata da un certo gusto francofono.
Detto questo sottolineo come, però, sembra non essere in cima all'interesse di Chabrol l’inchiesta e la drammatica vicenda, che per quanto ben scritta ed ottimamente presentata, anche grazie ad una efficace fotografia, cede il passo allo studio dei personaggi, all'approfondimento dei caratteri.

Il rapporto fra marito e moglie, il potenziale triangolo che si crea con un possibile amante, la figura del commissario che venendo “da fuori” getta un occhio esterno e quasi “pulito” su quella provincia francese, dove tutti hanno o avrebbero un motivo per mentire. Quindi la menzogna del titolo diviene centrale nella rappresentazione non tanto di una indagine, ma di una realtà fisica e di relazioni fra esseri umani.

I sentimenti e le sensazioni, di frustrazione, fallimento, infelicità vengono sottolineate dall'ambientazione, grigia e a suo modo degradata, nel senso di pulsioni e aspettative, con il paesaggio che assume un suo importante ruolo.
Un film da riscoprire e da rivedere per chi, come me, in quell'ormai lontano 1999 ne rimase affascinato in una piccola sala cinematografica della città universitaria in cui viveva.


Bretagna. In un villaggio di pescatori alcuni bambini scoprono il cadavere di una loro coetanea. Il sospetto cade sul suo insegnante privato di disegno, René, sposato con l'infermiera Viviane attratta da uno scrittore famoso che ha una villa nella zona e ogni tanto vi torna per periodi di riposo. (da mymovies.it)

Claude Chabrol

giovedì 21 gennaio 2016

Il Buio nella Mente (1995)



Molto di frequente nei film di Claude Chabrol è presente una spietata e feroce critica della società borghese, con predilezione per quella svizzera e francese, che ne caratterizza una parte non secondaria della sua produzione.

Nel caso di “Il Buio nella Mente”, questo aspetto, pur presente seppure in modo meno conclamato, cede il posto ad un intenso e magnetico dramma psicologico, condito di “giallo”. Il dramma di due donne, tanto diverse e quasi opposte l’una all’altra per carattere ed indole, ed il dramma di due differenti solitudini. Così, tra inconfessabili segreti, tragiche vicende personali e tristezza vissuta ed interiorizzata o esternata, le due protagoniste, Sandrine Bonnaire ed Isabelle Huppert, abilissime nell’interpretare, anche e soprattutto con la propria fisicità, due caratteri così differenti che si incontrano, propongono allo spettatore una raffinata rappresentazione, dotata di una narrazione che cattura e coinvolge.

La regia si diverte a disseminare indizi, tracce e rimandi interni alla narrazione, tanto da costringere a non perdere una mossa delle due donne e a valutare ogni frase da loro pronunciata, come anche il loro silenzio.

Coppa Volpi a Venezia per la miglior interpretazione femminile sia per la Bonnaire che per la Huppert.



sabato 6 aprile 2013

Film Noir



"Per fare un film bastano una donna e una pistola" (Claude Chabrol)

Il genere noir, pur nato negli anni 40 negli Stati Uniti (con qualche debito nei riguardi del cinema espressionista tedesco), rappresenta uno dei generi e forme espressive che maggiormente hanno influenzato il Cinema e la Cultura contemporanea. Il pessimismo, le ambientazioni dark, i complessi intrecci investigativi sono i pilastri che negli anni hanno intersecato malessere esistenziale, insofferenza nei confronti di norme e regole e verso i modelli culturali socialmente accettati.

In campo letterario un ruolo fondamentale è rappresentato dalla figura femminile, ovvero la dark lady, a volte femme fatale, rappresentazione della devianza e di instabilità sociale e psicologica, spesso donna senza cuore e senza anima, pronta a tutto per trarre vantaggio dalle situazioni, ingannatrice e perfida, bramosa di ottenere spazio ed identità in un contesto sovente effimero, per conquistare benefici transitori o destinati a non essere goduti.
Mamie Van Doren




 In ambito cinematografico i noir hanno raggiunto la loro massima diffusione e realizzazione negli anni 40, ibridandosi poi specialmente dagli anni 70 con altre correnti culturali, come la Nouvelle Vague e generi quali commedia, crime story e film drammatici. Al di là della presenza di detective, gangster e fuorilegge vari, nei film noir per il protagonista non c’è scampo o riparo dal dolore e dalla morte, poiché non si contemplano eroi o figure da idealizzare, non si considera alcun lieto fine, ad esclusione di quelli che lo sono solo apparentemente, perché minacciati da ambigui sospesi e minacciosi interrogativi che si sedimentano nell’immaginario dello spettatore.

Le atmosfere notturne, il montaggio rapido e le "fughe d'identità", tipiche del noir si uniscono successivamente, nel corso degli anni, a sangue, sesso e violenza, diventando parte integrante di thriller e polizieschi e confermando l'importanza culturale che questo genere rappresenta per la storia del Cinema.
James Cagney

Ho scelto, distinti per periodi, alcuni film inscrivibili nel genere, più sei bonus “trasversali” per gusto personale e l’impatto che hanno avuto nella storia del cinema e sull’immaginario degli spettatori (specialmente il mio).

Prima del 1940
"L'Angelo Azzurro" di Josef von Sternberg (1930)
"M, Il Mostro di Dusseldorf" di Fritz Lang (1931)
"Nemico Pubblico” di William A. Wellman (1931)
"Angeli con la faccia sporca" di Michael Curtiz (1938)

Lauren Bacall e Humphrey Bogart
Anni 40
"Il grande Sonno" di Howard Hawks (1946)
"Gilda" di Charles Vidor (1946)
"Il caso Paradine" di Alfred Hitchcock (1947)
"Il Terzo Uomo" di Carol Reed (1949)
Alida Valli e Gregory Peck ne "Il Caso Paradine"














Anni 50
Orson Welles e Charlton Heston ne "L'Infernale Quinlan"
"Viale del Tramonto" di Billy Wider (1950)
"Niagara" di Henry Hathaway (1953)
"Rapina a Mano Armata" di Stanley Kubrick (1956)
"L'Infernale Quinlan" di Orson Welles (1958)

Anni 60
"Lo Spaccone" di Robert Rossen (1961)
"Il Promontorio della paura" di J. Lee Thompson (1962)
"La Calda Notte dell’Ispettore Tibbs" di Norman Jewison (1967)
"La Mia Droga si Chiama Julie" di François Truffaut (1969)
Jean Paul Belmondo e Catherine Deneuve
Anni 70
"Marlowe, il Poliziotto Privato" di Dick Richards (1975)
"Chinatown" di Roman Polański (1974)
"Ispettore Callaghan: il Caso Scorpio è tuo" di Don Siegel (1971)
"L’Amico Americano" di Wim Wenders (1977)

Anni 80
"Brivido Caldo" di Lawrence Kasdan (1981)
"Blade Runner" di Ridley Scott (1982)
"Omicidio a Luci Rosse" di Brian De Palma (1984)
"Witness – Il Testimone" di Peter Weir (1985)

Anni 90
"Sonatine" di  Takeshi Kitano (1993)
"Seven" di David Fincher (1995)
"I Soliti Sospetti" di Bryan Singer (1995)
"Il Buio nella Mente" di Claude Chabrol (1995)
"L.A. Confidential" di Curtis Hanson (1997)
Sandrine Bonnaire e Isabelle Huppert ne "Il Buio nella Mente"
Anni 2000
"L'uomo che non c'era" di Joel Coen (2001)
"A History of Violence" di David Cronenberg (2005)
"Arrivederci Amore, Ciao" di Michele Soavi (2005)
"La Promessa dell'Assassino" di David Cronenberg (2007)

Viggo Mortensen ne "La Promessa dell'Assassino"
Jeanne Moreau

BONUS:
"Giungla d'Asfalto" di John Huston (1950)
"Ascensore per il patibolo" di Louis Malle (1957)
"La conversazione" di Francis Ford Coppola (1975)
"Velluto Blu" di David Lynch (1986)
"Le Iene" di Quentin Tarantino (1992)
"Old Boy" di Park Chan-Wook (2003)
Vedi anche:
Cinema