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martedì 23 dicembre 2025

Un regalo per Natale?

 




  • Senti Adri, per Natale facciamo un regalo a …?

  • Sì, se vuoi.

  • Ma cosa vuol dire “se voglio”!

  • Intendo, se lo desideri.

  • Ma è anche peggio!

  • Scusa, mi sono espresso male. Intendevo se pensi sia opportuno.

  • Ma insomma, è un tuo parente!

  • Capirai, lo conosco appena.

  • Non importa. Quindi cosa facciamo?

  • Ok.

  • Ok cosa?

  • Volevo dire: Certo!

  • Oh, finalmente. Cosa gli regaliamo?

  • Ma non so. Un buono per l'acquisto di libri?

  • Ma per favore! Se va bene, l'ultima cosa che ha letto è stato il biglietto per una partita del Milan!

  • In effetti, un milanista non legge.

  • Smettila! E poi regalare un buono è un'ammissione di sconfitta.

  • Il Milan quest'anno le vince tutte!

  • Basta battute. Idee?

  • Una gift card!

  • Che è come un buono!

  • Ma suona meglio.

  • So io cosa ti suona a te!

  • Capito, sto rischiando grosso!

  • Appunto, quindi?

  • Abbigliamento, qualcosa del Milan.

  • Ma basta! E poi in casa mia si tifa Inter.

  • Allora una busta con soldi.

  • Ma non sarà un po' volgare una busta con i soldi?

  • Solo se ce ne metti pochi!

  • ….


lunedì 16 gennaio 2023

Citazioni Cinematografiche n.494

 

Brian: Noi ci conosciamo?

Reggie: Che cos'è che glielo fa credere?

Brian: Non so, me lo stavo chiedendo.

Reggie: Vede, io conosco già tante di quelle persone che finché non ne muore qualcuna non posso far conoscenza con nessun'altra.

Brian: Hm! Be', se qualcuno dovesse entrare in agonia mi avverta.

(Brian Cruikshank/Cary Grant e Regina "Reggie" Lampert in “Sciarada”, di Stanley Donen - 1963)








lunedì 19 ottobre 2020

Citazioni Cinematografiche n.377

Padre Montgomery: Questo è stato un anno duro per te Mildred, lo sappiamo tutti, davvero. Se per caso avessi bisogno di qualcosa noi ci saremo, sempre. Ma la città sa anche che tipo di uomo sia Bill Willoughby e sono assolutamente tutti contro i tuoi manifesti.

Mildred: Lo pensa davvero padre?

Padre Montgomery: Sai Mildred, se non avessi smesso di venire in chiesa adesso tu sapresti bene quali sono i sentimenti che prova la gente. Almeno dieci persone sono venute da me in chiesa. Quindi sì, lo penso davvero. Tutta la communità è con te riguardo ad Angela. Nessuno è con te riguardo a questo.

Mildred: Sa che cosa stavo pensando oggi? Stavo pensando a quelle gang di strada che hanno a Los Angeles - i Crips e i Bloods - e mi sono venute in mente le nuove leggi che sono uscite negli anni 80, se non sbaglio, proprio per combattere quelle gang - i Crips e i Bloods. Se la memoria non mi inganna il senso di tutte quelle nuove leggi era che entri in una di quelle gang e ne vuoi farne parte e metti che una notte a tua insaputa uno dei Crips o dei Bloods spara a qualcuno o lo accoltella, beh allora, anche se tu non ne sai nulla magari o anche se sei rimasto tranquillo in un angolo a pensare a gli affari tuoi, quelle nuove leggi dicono però che sei colpevole. Sei colpevole anche solo per il fatto di essere entrato a far parte di quelle gang. E mi fa pensare padre che tutta questa situazione funziona anche per voi uomini di fede, no? Avete delle divise, le chiese dove vivete, voi siete per così dire... una gang. Cioè se lei è di sopra che fuma una pipa e legge la Bibbia mentre uno della sua gang è di sotto con un chirichetto a scopare - beh, padre! - così come i Crips e i Bloods lei è colpevole, è entrato nella gang ormai! Non importa se non ha fatto un cazzo, non ha visto un cazzo, non ha sentito un cazzo, è entrato nella gang, è colpevole! E quando una persona è colpevole di scoparsi un chirichetto o un ragazzino qualunque non è che voi state tanto a fare gli schizzinosi. Allora rinunci al diritto di venire a casa mia a sputare sentenze di me, sulla mia vita, su mia figlia o sui miei manifesti. Quindi perché non finisce il suo tè, padre, e se ne va affanculo fuori dalla mia casa?

(Padre Montgomery/Nick Searcy e Mildred Hayes/Frances McDormand in “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”, di Martin McDonagh - 2017) 




martedì 18 dicembre 2018

Meteorologia. E come mai?



- Che cos'altro insegna?
- Greco, latino, navigazione oceanica a vela.
- E la gente viene qui a impararla?
- Non più tanto.
- È sbalorditivo quanta gente ci sia al giorno d'oggi che insegna, - dissi. - C'è un insegnante per persona. Tutti quelli che conosco sono o insegnanti o allievi. Secondo lei che cosa significa?
Dunlop rivolse lo sguardo verso la porta di un armadio. - Insegna qualcos'altro? - chiesi.
- Meteorologia.
- Meteorologia. E come mai?
- La morte di mia madre ha avuto su di me un effetto tremendo. Sono letteralmente entrato in crisi, ho perduto la fede in Dio. Ero inconsolabile, mi sono chiuso completamente in me stesso. Poi un giorno ho visto per caso le previsioni del tempo alla T.V. Un giovane dinamico, con una bacchetta luccicante, stava in piedi davanti a una foto multicolore, ripresa dal satellite, e dava le previsioni per i cinque giorni successivi. Ero lì ipnotizzato dalla sua sicurezza di sé e dalla sua bravura. Sembrava quasi che un messaggio venisse trasmesso dal satellite meteorologico attraverso quel giovanotto fino a me, che ero lì seduto nel mio sedile di tela. Quindi mi sono rivolto alla meteorologia per averne conforto.
(Don DeLillo in "Rumore Bianco", (tr. Mario Biondi, Pironti; Einaudi, 1999)

domenica 11 settembre 2016

L'importanza dell'onestà




-         Ho un grosso problema con la lavatrice, devo chiamare l’idraulico!
-         Ma lascialo stare quel delinquente, che non fa mai la fattura!
-         Me ne sai indicare un altro?
-         Basta con il monopolio degli idraulici, sono evasori e disonesti.
-         E quindi come faccio con la lavatrice?
-         Chiama il fornaio. Lui sì che è una persona onesta, lavora bene, si fa pagare il giusto e fa sempre lo scontrino.
-         Ma io non voglio del pane, devo far riparare la lavatrice. Mi serve un idraulico!
-         Il vento sta cambiando! Basta con i professionisti del settore che da anni si mangiano tutto e sfruttano i clienti onesti come te e me.
-         Quindi?
-         Te lo dico. Il fornaio è la persona giusta per te. Onesta, capace e pulita, senza interessi di parte.
-         Ma è capace di mettere le mani su una lavatrice?
-       Ma che importa. Voltiamo pagina! La cosa fondamentale è l’onestà. Essere lontani dalle vecchie logiche.
-         Scusa, ma come faccio con la lavatrice?
-         Il FORNAIO1!1!1!1!
-         Ho capito, ma se fa il fornaio, non ne saprà nulla di lavatrici!
-         I cittadini onesti devono farsi sentire! E fare quello che deve essere fatto al posto dei corrotti e dei ladri!
-         Cioè rubare e farsi corrompere?
-         No!! Spazzarli via e prendere in mano il proprio futuro!
-         Ma io faccio il ragioniere, non ne so nulla di idraulica e di lavatrici!
-        Appunto, affidati a persone oneste e corrette. Basta con la casta! Chiama il fornaio!1!1!
-         Ma tu sei certo che il fornaio possa aiutarmi con la lavatrice?
-      Mandiamoli a casa! Il vento sta cambiando, te l’ho detto. Onestà e trasparenza sono fondamentali, il resto verrà!
-       Scusa, non ho capito. Io non ne so nulla di lavatrici, non so dove metterci le mani e dovrei affidarmi ad un fornaio per riparare la mia?
-         Esatto!!
-         Ma quindi, io ragioniere non so cosa fare e dovrebbe essere il fornaio, che fa le rosette e la ciambella, ad essere la persona più indicata per ripararmi la lavatrice?
-         È così!!!
-         Ma che logica è?
-         Allora tu credi ai poteri forti! Alla controinformazione!!
-         Ma cosa c’entra con la mia lavatrice?
-         Fidati!!!!
-       Ma cosa dici? Mi serve qualcuno esperto, che conosca come funziona una lavatrice e che ne sappia di idraulica!
-         Prova il fornaio!!!
-         E se poi mi combina un casino in bagno, con la lavatrice e non la posso più usare?
-    Ti sarai comunque affidato ad un onesto, avrai lanciato un segnale alla casta degli idraulici ed ai poteri forti degli artigiani!!
-         Che alla fine dovrò comunque chiamare per riparare al danno!
-  Allora dillo che sei legato a logiche vecchie e logore! Schiacciato dalla controinformazione!
-         Ti informo che sei un coglione!
-         COMPLOTTO!1!1!1!1!

(Mi scuso con gli idraulici ed i fornai nel caso dovessero sentirsi offesi…)


domenica 9 marzo 2014

Tanto per dire

- Sai, ho pensato di mettermi un po' a dieta.
- Ah, sì?
- Sì, magari con calma, senza troppa ansia.
- Ma sì, in fondo fai bene.
- Ma che vuol dire? Mi trovi grassa?
- Ma no, facevo tanto per dire...
- Ah sì? Allora io tanto per dire ti mando a fanculo!


lunedì 14 ottobre 2013

Citazioni Cinematografiche n.14


Batou: Una cyborg che fa immersione nel tempo libero. Non è un buon segno. Da quando in qua fai cose del genere? Non hai paura del mare? E se i galleggianti smettessero di funzionare?
Kusanagi: Allora morirei, e basta. Oppure ti tufferesti a salvarmi? Non ti ho costretto io a venire qui.

Batou: Senti, com'è immergersi?
Kusanagi: Non hai fatto anche tu le esercitazioni subacquee?
Batou: Non sto parlando di una vaschetta come quella, ma del mare.
Kusanagi: Ciò che provo è paura. Ansia. Solitudine. Buio. Poi, forse... speranza.
Batou: Speranza? In quelle acque buie?
Kusanagi: Quando sto per riemergere, avvicinandomi alla superficie, a volte mi sembra di poter diventare qualcun altro.
Batou: Non è che vuoi mollare la sezione 9?
Kusanagi: Batou? Quanta parte del tuo corpo è originale?
Batou: Che domanda è? Sei ubriaca?
Kusanagi: Comodo, vero? Basta volerlo, e gli impianti chimici all'interno dei nostri corpi metabolizzano tutto l'alcol contenuto nel sangue in pochi secondi, e torniamo sobri. Così possiamo starcene qui a bere mentre siamo in stato di allerta. L'essere umano non riesce a esimersi dallo sviluppare qualsiasi tecnologia possibile; è come se facesse parte del suo istinto. Metabolismo controllato. Percezioni sensoriali incrementate. Riflessi e capacità muscolare maggiorati. Velocità e capacità di elaborazione dati potenziate all'estremo. Tutto grazie ai nostri cervelli e corpi cibernetici. Non avremmo diritto di lamentarci, se non fosse che non riusciamo più a sopravvivere senza manutenzione di alto livello.
Batou: Ma questo non significa che abbiamo venduto anche l'anima alla Sezione 9.
Kusanagi: Certo, abbiamo il diritto di lasciare la sezione o andare in pensione, ma solo se restituiamo i nostri corpi cibernetici e le nostre memorie al Governo. Come sono necessarie numerose parti per fare un corpo umano, ci sono un numero incredibile di cose necessarie per definire completamente un individuo. Un viso per distinguerti dagli altri. Una voce della quale non sei consapevole. La mano che osservi quando ti svegli. I ricordi dell'infanzia, il presagio del futuro. Ma non è tutto. C'è la distesa di dati dell'enorme rete alla quale posso accedere con il mio cervello cibernetico. Anch'essa forma una parte di me, e dà vita a questa coscienza chiamata "io". E allo stesso tempo mi tiene limitata tra confini prestabiliti.
Batou: È per questo che ti immergi in mare con un corpo che va solo a fondo? Che cosa diavolo vedi, in quelle acque buie?
Kusanagi: È come se stessimo guardando uno specchio, ora. Ciò che vediamo ci appare confuso.

(Batou e maggiore Motoko Kusanagi in “Ghost in the Shell, di Mamoru Oshii - 1995)


lunedì 7 ottobre 2013

Citazioni Cinematografiche n.13


Lucia: Guarda che Marco ha molti interessi, fa un sacco di cose.. forse non lo dà a vedere, ma è un tipo molto umano!
Bart: Quello è un caso umano, non è un tipo umano!
Lucia: L'anno scorso è andato due volte in Bosnia con un camion di aiuti umanitari.
Bart: Che... che cosa c'entra? io sono andato in Polonia con una Panda senza rompere i coglioni a nessuno! Certe volte proprio non ti capisco...

(Lucia/Mandala Tayde e Bart/Libero De Rienzo in “Santa Maradona”, di Marco Ponti - 2001)


domenica 1 settembre 2013

Ulisse e Penelope



Ulisse: Penelope, amore, vado un attimo a comprare le sigarette!
Penelope: Va bene, caro, ma non fare tardi…
Ulisse: Tranquilla amore!
Penelope: Seeh tranquilla… Non fare che poi ci metti un’ora a tornare a casa!
Ulisse: Ma no, amore… al massimo 10 anni, come al solito! Ah,Ah!
Penelope: Guarda che erano 20!!
Ulisse: Che cagacazzo che sei!
Penelope: Dove sono i Proci?


giovedì 22 agosto 2013

L'Uomo Ideale



Ragazza Y: Descrivi il tuo uomo ideale!
Ragazza Z: dunque, è taciturno e misterioso… un po’ ombroso…
Ragazza Y: e poi?
Ragazza Z: sa cantare e suona benissimo l’organo… e lo fa da solo, immerso nei suoi pensieri.
Ragazza Y: cioè, vuoi dirmi che il tuo uomo ideale è il fantasma dell’opera?
Ragazza Z: …, forse?



mercoledì 14 agosto 2013

Dialogo in Ufficio



Dialogo in ufficio

Giovane ragazza: Allora? il computer è resuscitato?
Io: Il tuo computer si chiama Lazzaro?
Giovane ragazza: come? no…
Io: ed io non sono Gesù Cristo… quindi, che dici?
Giovane ragazza: stronzo…
Io: allora lo sai come si chiama il tuo cazzo di computer!

Fa troppo caldo ed il condizionatore è rotto!
Dopo ferragosto cambio lavoro…

mercoledì 2 gennaio 2013

Scegliere un regalo, va bene anche un pensierino...



-         Ho capito, siamo invitati e dobbiamo portare qualcosa al bimbo.
-         Esatto, vedi che se ti applichi ci arrivi?
-         Va bene, ma cosa gli portiamo?
-         Fammi un favore, per una volta pensaci tu!
-        
-         Tutte le volte mi sbatto io, questa volta fallo tu. In fondo sono amici tuoi.
-         Ma io conosco loro, mica il ragazzino!
-         Però hai due figli, giusto? Un po’ di fantasia.
-         Ma cosa? Qualcosa che ha Pato? (nomignolo per il primogenito)
-         Tipo, però che sia adatto ad un bambino di 4 anni.
-         Ma cosa?
-         Ma che, ci fai o ci sei? Fatti un giro e pensaci.
-         Un giro dove, che sono sempre qui.
-         Ma che ne so. Guarda su internet o su quel catalogo che c’è in cucina.
-         Ma in quello ci vogliono due settimane per farsi spedire la roba.
-         Dicevo per trovare un’idea, uno spunto.
-         Ma che spunto, mi spunta di mandarli a ….!
-         Come sei pesante! Basta una cosa carina e che costi poco.
-         Ma dai! Pensavo una cosa brutta da far schifo e che costa un botto!!
-         Un puzzle?
-         Aggiudicato! Lo compri tu?
-         Ma ti costa tanto andarci tu?
-         Non c’ho voglia…
-         Dai, lo prendi mentre ti fai un giro con piccola Jem! (nomignolo per la secondogenita)
-         Dove vado a prenderlo? E se poi non lo trovo? E se la piccola Jem piange?
-         E se buchi una ruota, viene un alluvione o le cavallette?
-         Adesso mi rubi le battute?
-         Colpa tua che mi hai fatto vedere quel film orribile!
-         I Blues Brothers orribile? Bestemmia!
-         Senti a me fa venire mal di testa.
-         Allora sto regalo?
-         Un pensierino, una cosa piccola.
-       Ma che vuol dire un pensierino? Tipo quelli delle elementari? “la mamma lava i panni”, “il bambino piange”…
-         E il babbo non ha voglia di fare niente.
-         Appunto, dai vacci tu.
-         Allora lo prendo io.
-    Grazie Ciccia! (nomignolo per la donna che nuovamente mi solleva da un gravoso e sgradito impegno)